Il mio contributo quest'anno è davvero esiguo, consiste quasi esclusivamente nel far preparare i mazzi di fiori per gli eventi cui partecipano attrici, registe o cantanti.
E' ufficiale che in questo sono veramente brava. Sono tornata al mio primo amore, la fiorista di piazza del Palio da cui ci siamo serviti all'inizio, e ormai mi aggiro per il suo chiosco scegliendomi fiori e foglie da sola. Le sedute di composizione floreale durano dai trenta ai sessanta minuti, e sono i momenti migliori della mia settimana, da qualche tempo.
Mi sto specializzando nel personalizzare al massimo i mazzi, visto anche che alcune delle persone le conoscevo già, stavolta.
Oggi ne ho fatti fare tre: anthurium, bacche, rose bianche e foglie verde scuro per lei
tra l'altro,che vestito ha in questa foto??? non è magnifico???
Questo, e le osservazioni sociologiche, sono quel che da un anno all'altro mi resta del festival, oltre a un manipolo di persone gradevoli con cui si rimane magari in contatto e ci si incontra qua e là. Per esempio lui:
Lui e mio marito sono diventati così amici che l'ingombrante, rumoroso, imbarazzante (e bravissimo) attore pare abbia detto all'Uomo: "Senti, il biglietto di ritorno non me lo fare. Non c'ho un cazzo da fare, non parto, sto un po' lì con te."
Però ora devo mettere qui un discorso che, agli uomini, non è che darà fastidio, ma semplicemente non credo interesserà. Forse neanche alle donne. Forse ai gay. Non so. Comunque, siete i benvenuti se volete leggerlo, ma cercate di non inacidirvi come il latte cagliato, perchè vi ho avvisati.
Devo parlare degli uomini, degli uomini BELLI, che ho conosciuto in questi due anni, e del loro effetto su una che, nella vita, cieca non lo è mai stata, lesbica nemmeno, e però, lo giuro, è fedele e solitamente abbastanza composta nelle sue manifestazioni, oltre ad avere l'insopprimibile necessità di stare con un uomo che sia in grado di parlare, ragionare e mettersi in discussione e non solo di fottere (cit. da innominabile trilogia di moda) e di mostrare muscoli o sfoderare sorrisi.
Solitamente in questo ambiente si incontrano uomini che contano molto sul fascino e l'eloquio, l'intelligenza, lo spirito. E già è un bene: diciamo che, per i pensieri di bassa carnalità, se proprio dovessi scegliermi uno spettacolo di mio gusto andrei a sedermi sui bordi di un campo di atletica, non in un teatro.
Fascino a parte (io sul fascino sono veramente molto di manica larga, per me un uomo con un certo tipo di voce, di gesti, di espressioni sul viso, può avere dei difetti estetici anche VERAMENTE gravi ma risultare gradevole, interessante ed eccitante quanto e più di un Adone), parliamo proprio del canone visivo del bello strettamente detto.
In due anni e rotti di eventi cinematografici e teatrali, di situazioni in cui vedi da vicino gente che normalmente vedresti su uno schermo o dalla ventesima fila di una platea, abbiamo scoperto l'esistenza delle seguenti tipologie maschili, classificate in base alla reazione che suscitano:
a) il Bello proprio, cioè quello che è veramente piacevole da guardare sia sullo schermo che dal vivo. La reazione di Castagna è: "Eh, è bello sì", o anche "E' meglio così nature che al cinema", però con una certa compostezza: sono quei tipi con cui, una volta che gli hai dato una bella guardata, puoi chiacchierare amabilmente tutta la sera senza mai dire "ho portato un cocomero" (cit. da pietra miliare del cinema adolescenziale dei tardi anni Ottanta). Esempio, lui:
è bello come sembra, e la bionda delle fresie e dei lisianthus è sua moglie. Niente male da vedere insieme, sono anche alti come dei cestisti, tutti e due
c) il Capolavoro o Opera d'Arte, ovvero quel tipo di figura che, sì, se lo vedi da vicino dici "è un bel ragazzo, ma mi immaginavo meglio" e poi invece ci parli per un quarto d'ora e ti accorgi che, nell'insieme, è dotato di una serie di dettagli così perfetti che non ti stancheresti mai di studiarlo, di rimirarlo, di girargli intorno come al David di Michelangelo o all'Hermes di Prassitele; insomma, un vero e proprio quadro d'autore. La reazione di Castagna è: per i primi dieci minuti, data l'assenza di adrenalina e altri ormoni in circolo, non si rende conto di cosa sta contemplando, poi si accorge di aver perso da tempo il filo del discorso, annuisce, dice "ho portato un cocomero", sorride e, per non sbagliare, si riduce al mutismo ammirato, come davanti a un Botticelli. Esperienza bellissima e molto spirituale, come regolarmente mi succede con lui (anche lui è di qui, e ormai è un amico dell'Uomo quindi lo vedo spesso, ma dato che non dico niente di imbarazzante posso rivelare di chi parlo):
Lui:
Non ero preparata al fatto che tutti gli uomini presenti, tra cui almeno due ho sempre considerato molto attraenti, venissero completamente CANCELLATI dallo sbarco sul pianeta di questo rappresentante di un'altra razza. Un'Apocalisse.
E (è qui che il post è veramente per sole donne, perchè non so se un maschio capirebbe) sono sicura: non di istinto sessuale nè di contemplazione estetica si è trattato. Perchè la mia reazione è stata: groppo in gola e lacrime agli occhi. Non sto scherzando. Sapete che cosa, incredibilmente, ho pensato, anzi, che cosa ha pensato una Castagna di, non lo so, otto o nove anni, nascosta dentro di me, di cui non sospettavo neanche l'esistenza?
"Oh... mio... Dio... IL PRINCIPE AZZURRO!!!"
Che era un archetipo che, femminista come sono, nemmeno sapevo di possedere.










