giovedì 2 aprile 2026
Dodici martedì - Il primo
L'altro giorno ho fatto i biglietti per l'Acquario di Genova, per tutta la famiglia. Infatti dobbiamo portare il fidanzato BP, mi correggo, il marito BP di mia figlia, e sua madre, a visitare l'Acquario, che non hanno mai visto. Buon peso, al pranzo di compleanno del BP se ne parlava e si sono aggiunti a questa iniziativa anche il mio consuocero e il cognato di mia figlia, e per il pranzo che precederà la visita si è candidata anche la Mater. Mentre facevo il biglietto, ho visto che era possibile fare un abbonamento da 10 ingressi, e per un attimo sono stata tentata, non tanto perché io conti di vedere dieci volte di fila l'Acquario (in realtà, sì. Se vivessi a Genova lo farei), ma perché volevo dare a me stessa una riga di scadenze. Mi ero fatta l'idea che avrei potuto andare 10 volte all'Acquario e, ogni volta, documentare come stavo. Perché, ultimamente, non sono stata bene.
Non sono stata bene né di fisico né di testa. Soprattutto la seconda.
Per il fisico, sto prendendo un sacco di pastiglie, e ricominciando a fare movimento, e cercando di capire come non crollare sotto il peso delle grane gigantesche di Scuola Vintage, delle quali poi parlerò.
Per la testa, invece, devo applicare la mia solita, potentissima, disciplina mentale, la stessa che ho applicato quando venivo bullizzata alle medie, la stessa che ho applicato quando dovevo recuperare dopo l'anoressia, la stessa che ho dovuto applicare in altri momenti della mia vita per non impazzire e per cercare di dare a me stessa un certo tono nella vita sociale, anche se dentro ero a pezzi.
Come dicevo a Grande Pagliaccio, che mi ascolta sempre sfogarmi al telefono, le prossime settimane della mia vita saranno disciplina, autoregolazione, movimento fisico, ripetitività: un notevole tentativo di non mollare, che, in questo periodo, è proprio strettamente legato alle mie condizioni psicologiche, più che a roba che accade al di fuori.
Si dà il caso che, nel frattempo, una delle grandi sacerdotesse di robe stregonesche che io frequento abbia dato inizio ad un corso di shiatsu. Le lezioni si svolgono a Paesone Elegante, che trovasi a circa mezz'ora da Paesino da Cartolina, passando per boschi e colline.
Ho deciso quindi che, anche se il corso si fa la sera di un giorno feriale, avrei partecipato. Questo perché, dopo 4 diplomi, sono finalmente abbastanza convinta di avere un futuro all'interno di una serie di discipline, tra cui lo yoga, che permetteranno alla mia persona di sopravvivere a molte cose brutte, una delle quali potrebbe essere, se va tutto bene, il pensionamento, che è ancora lontano; ma ce ne potrebbero essere molto altre, prima, di ben peggiori.
Quindi mi sono decisa a iscrivermi al corso e così mi sono ritrovata con 12 scadenze, 12 martedì, che mi permetteranno di fare il punto una volta a settimana.
Come dicevo agli amici stasera, mentre partivo, la cosa preoccupante di questo corso non è tanto che finisca alle 22:30 a Paesone Elegante, ma che io poi debba attraversare una delle zone boschive più fuori dal tempo che conosco, per arrivare a Paesino da Cartolina. Ero preoccupata di incontrare lo yeti, il sasquatch, il chupacabras, e tutte quelle bestie che tendenzialmente girano di notte di martedì, dopo una certa ora, quando non passa più nessuno.
Confermo che stanotte, al ritorno, la mia era l'unica macchina che si aggirasse in quei paraggi, però ho visto soltanto una grossa volpe, per questa volta.
Pertanto, primo martedì, avvistamenti: 1, non incredibile.
Primo martedì, stato mentale: oggi abbastanza bene.
La cosa di scrivere una volta a settimana ha come primissimo motore quello della ripetitività e della disciplina, ma il secondo motore è quello di ricominciare a scrivere, cosa che, mi sono detta, devo assolutamente fare. L'ho detto anche alla Fata Bionda, dalla quale sono tornata perché gli attacchi di panico che ho avuto tra dicembre e marzo sono stati talmente potenti che, ho deciso, non ce la potevo fare da sola. Anche se in questi anni ho imparato a navigare in mezzo alle onde alte, e adesso me la cavo piuttosto bene a tenere il timone. Pare che me lo riconoscano pure gli altri, perché ogni 5 minuti c'è qualcuno che viene a sfogarsi di qualcosa che lo ha stressato. Questo comporta che io, a volte, al sabato non tiri fuori la testa da sotto un cuscino per l'intero pomeriggio, perché comunque assorbire tutta questa negatività non è a costo zero. Ultimamente ridevo tanto e chiedevo aiuto poco. Troppo poco.
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