


SE POI TROVI QUESTA STRADA...




Non so se Mademoiselle Baptiste ha riccioli di panna montata, due trecce corte
o la frangia ribelle.
Però so che M.lle ha il sorriso croccante come certi tipi di torrone; perchè
lei lo sa mordere, gustare, dopo averlo sfiorato con le labbra, annusato da
ogni lato e osservato coi suoi occhi.
M.lle ha forza negli avambracci quando impasta e tritura, nei ritmi dolci
delle sue canzoni preferite, senza un genere prediletto ma solo uno stile
personale.
Solleva piccoli uomini da terra, con gli stessi avambracci li culla,
nutriti dallo zucchero delle parole più morbide, come altri tipi di torrone.
Insieme al dolce però sa dosare anche il sale, e l'aspro e l'amaro del
fondente.
So che ha occhi di cielo, e se poi pensate io sappia che M.lle ha gli occhi
azzurri, un po' sbagliate.
Perchè il cielo è anche di pioggia, grigio e piombo
perchè il cielo è anche di notte, scuro e profondo.

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Mentre poco tempo* fa, mi vedevo come lei**.

Eccola, Battista è tornata ai fornelli, anche se Battista è comunque sempre ai fornelli. Se va via, magari è in bagno, al lavoro o fa la spesa ma torna e ritorna sempre “en cuisine”. Quella mattina non c’era verso di farla uscire di casa. Nessuna voglia di pensare al pranzo, di cercare, di indovinare cosa i suoi esigenti padroni volevano mangiare. Con la fiacca, Battista ha aperto la credenza e il frigorifero. Ha tirato fuori 4 ingredienti : dei vecchi bucatini della seconda guerra mondiale (quelli protetti dalla chiusura ermetica, perciò non invasa dall’ultima piaga di quest’estate*), della ricotta, del salame e del prosciutto. Quattro ingredienti per ripetere una ricetta assaggiata in un ristorante e strappata a furore di erre moscia allo chef. Ovvio che Battista non da le quantità ne il procedimento, sennò che gusto ci sarebbe ? Tuttavia se insistete un modo sfizioso per cucinare l’anobio del pane ve lo posso suggerire a gratis.
* Stegobium paniceum Nome comune: Anobio del pane
Eccezionalmente polifago, attacca carta, pelli, ma in particolare sostanze vegetali ricche di amido (16). E’ quindi rinvenibile frequentemente nel pane secco, nei cracker, nelle paste alimentari e nei biscotti, dove sono caratteristici i fori di 1,5 mm, perfettamente rotondi, da cui sfarfalla l’adulto. E’ attirato dalle lampade UV. La larva è molto incurvata, ma può raddrizzarsi quasi completamente, al punto di potersi muovere su una superficie piana. Il suo corpo è ricoperto da fini peli dorati, particolarmente lunghi sulla testa. Le larve sono resistenti ad un ambiente sfavorevole, in particolare possono sopravvivere anche in condizioni di bassissima umidità ambientale. La pupa è libera, biancastra e nel maschio, sull'ultimo segmento, al centro, ha due piccolissimi tubercoli. Presenta da 1 a 4 generazioni annue, a seconda della temperatura. L'optimum di temperatura è tra 25 e 30°C. In tali condizioni il ciclo si completa in 50-70 giorni. Riesce a penetrare attraverso le confezioni, sia di cartone che di cellophane e una volta giunto al'interno è in grado di completare il suo ciclo vitale, infatti l'adulto che si insinua nelle confezioni, depone l'uovo e la larva si sviluppa all'interno di gallerie scavate nella pasta e ne uscirà da adulto. I fori scavati sul substrato attaccato sono perfettamente circolari.
A volte, si hanno attacchi di queste due specie su imbottiture in crine di sedie, poltrone o divani; nelle abitazioni si trasmettono ad ogni tipo di derrata asciutta di origine vegetale presente, (ad esempio, negli armadi di casa), così come è possibile che una loro infestazione, originatasi ad esempio in bustine di camomilla, si trasmetta alle medesime imbottiture con danni particolarmente rilevanti.
Rieccomi domani a seguire l'uomo con la valigia, l'altra volta correva troppo in fretta...
B. e V. si sono sposati giovani per via di un figlio in arrivo. Passano gli anni. Il bimbo cresce, va a scuola e sua madre inizia a cercare e a trovare lavoro. La cosa non piace affatto a B. che non sopporta l'indipendenza della moglie. Comincia a pedinarla, a perdere le staffe, a picchiarla, a farle ricatti (prendendo in ostaggio il proprio figlio), a picchiarla di nuovo, a nascondere le bollette nonché le raccomandate delle bollette non pagate, a fregarle la carta di credito, a svuotare la sudetta carta di credito, a sfondare la macchina di V. usando la sua. Finalmente va in galera. Poi ai domiciliari. Esce dai domiciliari e ha ancora 4 mesi di condizionale, ma è in libertà.
Le udienze si succedono perché c’è da decidere ad esempio il mantenimento del bimbo. Finora dal padre ha visto soltanto:
- Le foto delle sue ultime vacanze scattate ad Ibiza
- Il portatile con sopra la foto della moto da 15.000 euro comprata dal nonno paterno
All’ultima udienza ha detto al giudice che non è vero che non paga. Ha pagato l’iscrizione al calcio del figliolo. Per fortuna la madre teneva la ricevuta dell’iscrizione sudata con ore di pulizie e l’ha presentata lei al giudice.
L’avvocato di B. con tono implorante ha detto : “ mio cliente non paga perché è da un anno che cerca lavoro e non lo trova” e l’avvocato di V. ha rispetto “ma se suo cliente è da un anno su face book come imprenditore edile !”
Lo ammetto, stamattina sono andata a sbirciare su “Il giornale” e pure su “Libero”. Quali giovamenti ? Non so. Sinceramente la nausea politica non mi è passata. L’arte politico è diventato per me un brutto virus intestinale. Devo essere cauta con la mia salute, quindi i miei interessi sono drasticamente cambiati. Leggo, cucino, lavoro ed evito i discorsi politici che invariabilmente, mi portano a rigettare il contenuto del mio stomaco sull'interlocutore. Forte di certe abilità nella confezione di merende pre- adolescenziali, sto inculcando ai giovani l’art et la manière di non fidarsi, di non votare. Se una cosiddetta democrazia parlamentare ci porta a vedere gente che rappresenta il popolo a schiaffeggiarsi, scusate ma allora pure il popolo è in grado di schiaffeggiarsi da solo, senza l’intromissione di un rappresentante designato e grassamente pagato, senza contare che ingaggiare un vero pugile costerebbe molto meno. Se puoi i bravi elettori chiamati in causa votano per chi li difende la meritata e sudata pensione, e scoprono che chi li difende può beneficiare di una pensioncina niente male dopo solo 5 anni di parlamento, allora faccio bene a non votare una rappresentanza d’ipocrisia. Continuando un editoriale su “il giornale” stamattina [ma non ritrovato nel valzer odierno di opinioni] che mi aveva lasciato sulla mia fame [come la bulimica in preda al raptus davanti alla teglia XXL di lasagne congelate], si è vero i voli aerei sono pieni pienotti (non ho fatto fatica a prenotarlo, ma spero che il cliente a fine anno mi pagherà la fattura), i ristoranti zeppi (di 2/3 gatti con le tasche mezze vuote dalla mia esperienza di venerdì scorso) e questo è la vita come scriveva il giornalista. Tuttavia la vita è anche scavare nel fango e per dare una mano alla Liguria. Strano, questa qua non l’ho letta da nessuna parte. Sembra che i cambiamenti di schieramento politico di Tizio o Caio, la conta dei fedeli o dei traditori siano più importanti dei poveri innocenti morti per colpa di una certa incuria politica.