
I Gioielli di Almerighi


Sulla pallida seta di un fungo
riposa l’ultima vanessa di novembre.
In una strana intesa vibrano fragilità
e rinascita.
Nel sentiero d’autunno
orme profonde
litigano con tenaci fili d’erba.
Come fantasmi vegetali
in superficie risalgono anime dimenticate.
Con quanta parzialità agisco!
Con alcuni
uso infinita crudeltà
e li uccido più volte cercando di scordarli
e sono loro i più amati
i miei specchi ingialliti dal tempo.
La malinconia
suggerisce drammi postumi di amori vissuti.
Di altri,
resuscitano solo leggere e tiepide forme…
Una visione lucida, in una poesia breve che trasmette tutto il dolore impotente di chi ha compreso il degrado di questo nostro tempo…Molto apprezzata!
La vera me è in viaggio
cammina tra i riflessi del tempo
dove le righe umide del passato
si confondono con le scintille
infuocate del presente.
La vera me, tocca impaurita
ombre che si accendono
luci che si spengono
frammenti d’ un vaso di cristallo
che brillano invano di verità.
La vera me, nasconde mille storie perdute
che non vuole, che non sa raccontare.
