Non so esattamente come iniziarlo questo articolo. Vorrei parlare di un tema che attanaglia ogni essere umano al mondo e, per quanto semplice esso sia, mi risulta complesso trattarlo.
Lo sentite anche voi questo odore di cambiamento? Di rivoluzione? Io lo sento e questo non solo adesso con la morte di Floyd, ma già da una decina di anni.
Da anni ormai prosegue questo spingersi a vicenda per farsi spazio e primeggiare. Uomini contro donne, donne contro uomini, bianchi contro neri durante il colonialismo o il dominio Europeo nel mondo, neri contro bianchi adesso, aristocratici contro borghesia, borghesia contro aristocrazia, mariti contro mogli e mogli contro mariti per l’affidamento del bambino… Letteralmente da sempre.
Cosa ci ha portati a questa guerra sociale? In psicologia si chiamano bias cognitivi o, in maniera più gergale, pregiudizi.
Come si arriva a formare i bias cognitivi? Quello che ci porta alla loro formazione sono molteplici fattori come la nostra educazione, gli stimoli da cui siamo stati e siamo tuttora bombardati, le esperienze pregresse vissute e la nostra difficoltà umana di accettare il caos e l’infinito dato che abbiamo una mente limitata. Tutto questo ci porta a categorizzare tutto ciò che ci viene a tiro e creare molteplici incomprensioni. Alcune volte lo facciamo senza nemmeno esserne consapevoli perché in realtà in quel momento stiamo lavorando col subconscio e ci sono dei ricordi che finiscono in una zona della mente chiamata oblio; quindi seppur noi non riusciamo a visualizzarli loro comunque esistono e si manifestano attraverso le nostre azioni.
Quindi non c’è modo di sbarazzarsene? Sbarazzarsene totalmente forse no, ma si può cercare di tradurli e riplasmarli con contenuti nuovi o l’unico modo di sbarazzarsene completamente sarebbe attraverso una nuova educazione verso le nuove generazioni.
Come? E’ letteralmente più semplice da dirsi che a farsi, basterebbe soffermarsi a riflettere prima di agire e cercare di essere empatici versi il prossimo.
ANDIAMO PIU’ IN PROFONDITA’!
Noi lottiamo per essere solamente PERCEPITI UGUALI AGLI ALTRI, quindi per poter ricevere quel rispetto umano a prescindere da ciò che ci rende differenti. Vogliamo solo essere UMANI! E che dire non si può biasimare, alla fin fine, ognuno di noi soprattutto intimamente verso se stesso, prima di percepirsi come uomo o donna, nero o bianco, italiano, portoghese, filippino, bello o brutto, alto o basso… si percepisce UMANO e non è per nulla semplice essere un essere umano.
Vorrei provare a portarvi all’essenza dell’essere ovviamente con i mezzi ancora rudimentali, ma pur sempre necessari che posseggo finora.
- Le nazioni non esistono, è stato l’essere umano ad aver creato dei confini e ad aver dato dei nomi. Certamente esistono delle culture diverse ma alla cui base rimangono a prescindere degli avvenimenti umani come lo svolgersi dei pasti durante il giorno, l’unione tra umani, dormire, la percezione del caldo e del freddo, l’ambizione, la paura della morte, la nascita… Avviciniamoci così agli altri, senza aver la pretesa di imporre il nostro senso estetico (ciò che percepiamo come bello), i nostri sogni, i nostri gusti o morale… Non Esistono stati diversi, esistono culture diverse che descrivono come l’essere umano nato in quelle zone si è adatto a quell’ambiente che oltre al tempo, gli ha dato prodotti e una realtà che ha portato alla formazione del loro senso estetico e di qualche tradizione. Per assurdo, le persone che vivono nelle zone artiche, hanno se non erro 99 parole per dire NEVE! Cosa se ne fanno di 99 parole e come se le sono inventate? Il semplice fatto che lì nevichi sempre, implica anche la necessità di descrivere come si presenta la neve e persino la possibilità di studiare meticolosamente questo fenomeno atmosferico.
- Non esiste nord e sud! Fin da bambini ci hanno “inculcato” in testa che al nord fa più freddo rispetto al sud, ma se invertissimo le parole e dicessimo che a sud fa più freddo che a nord è sbagliato? Non necessariamente, in primo luogo perché siamo noi umani ad aver scelto il significato delle parole, in secondo luogo perché essendo l’universo infinito, non vi è un nord e un sud. Se invece associamo le due parole al moto rotatorio della Terra attorno al Sole, in ogni caso la questione non regge perché ai poli fa comunque sempre freddo e l’Australia pur essendo più o meno sugli stessi meridiani del Sudafrica e Tanzania, ha un clima completamente diverso. L’Australia ha un clima mutevole, mentre il Sudafrica ha un clima mediterraneo e la Tanzania ha un clima tropicale. Allora esistono davvero Nord e Sud?

3. I colori non esistono. Questo perché il colore non è una caratteristica fisica, ma una sensazione elaborata dal cervello quando i nostri occhi percepiscono fotoni di una certa lunghezza d’onda. Mi spiego meglio: la luce bianca, come quella del sole per capirci, contiene in sè le lunghezze d’onda di tutti i colori che conosciamo (lo spettro del visibile). I fotoni possono arrivare ai nostri occhi direttamente dalla sorgente oppure essere riflessi o trasmessi da un corpo. In ogni caso, una volta arrivati ai nostri occhi vengono rilevati dai fotorecettori presenti nella nostra retina. Quindi dopo aver assorbito un fotone, con la sua lunghezza d’onda caratteristica, il fotorecettore trasmette uno specifico segnale elettrico al nostro cervello che elabora la sensazione del colore. Questo fenomeno di percezione cromatica è anche chiamato come metamerismo.

4. Prima di tutto siamo umani, poi uomo o donna. In questo punto sarò un po’ più schietta e meno “scientifica”dato che mi tocca da vicino. Ho sempre odiato e forse non sarò l’unica, di essere percepita prima di tutto come donna e solo poi come una pari e un essere umano, con alcune persone neanche ci si avvicina alla parità e questo è un bel problema. Solo perchè ho un seno, non vuol dire che io voglia essere bramata affinchè tu possa toccarlo o che dato che sono donna, un essere “delicato”, non possa sentire cosa passa per la testa di un uomo. A molte sta bene perchè non sono abituate al mondo maschile, per me invece che ci ho convissuto per anni grazie alle mie amicizie soprattutto maschili, so bene più o meno cosa ci sta dietro, ma in ogni caso, molti tuttora evitano di dire perchè “Stella è una donna”. Ora ribaltiamo la frittata perchè non voglio essere categorizzata come femminista, dato che non sto lottando per abbattere il maschilismo ed imporre il femminismo, ma sto lottando per avere una parità neutrale. Uguaglianza tra i due sessi e neutralità quando non vi è un fattore biologico a distinguerci. Sto lottando per la giustizia, sostenendo tutto ciò che è giusto a prescindere da come sia fisicamente l’altra persona. Dopotutto ricordiamocelo tutti che l’abito non fa il monaco. A tal proposito anche l’essere percepito di primo impatto uomo è conseguenza di alcuni assurdi bias cognitivi tra cui di non essere abbastanza emotivo ed amorevole, ma esageratamente istintuale e razionale e quindi per esempio di non essere in grado di crescere ed educare un bambino da solo. E’ vero abbiamo una mentalità diversa uomo e donna e anche del dimorfismo sessuale ovvero dei tratti diversi dei nostri corpi che ci distinguono facilmente, ma guardando molto più da vicino, noi, un tavolo o un animale, non siamo altro che un semplice assembramento di atomi privi di sessualità.
SIAMO QUINDI PRIMA DI OGNI QUALSIASI COSA, DEGLI ESSERI UMANI TUTTI UGUALI.
- Non esiste
nazionalità
- Non esiste
nord o sud
- Non esiste
razza umana
- Non esiste
uomo o donna
SIAMO VIBRAZIONI, ENERGIA E SOPRATUTTO PENSIERO
ASCOLTIAMOCI GLI UNI E GLI ALTRI, IMPARIAMO AD ESISTERE SENZA SPINGERCI PER PRIMEGGIARE AL POSTO DEGLI ALTRI.
-Stella