Riflessioni personali · Senza categoria

Poesie Contemporanee

In questo articolo vi vorrei parlare del motivo per cui non mi sto più facendo sentire da un po’ di tempo. Nulla di grave fortunatamente, ma come ben saprete in questo blog non pubblico cose di cui prima non abbia una certezza o un opinione non ben strutturata e di cui non sono sicura. Pubblico in particolare riguardo qualcosa che ho appreso solo vivendo; perchè è così che si cresce: solo vivendo.

In questo periodo ho iniziato ad intraprendere un qualcosa per cui ho lottato per ben tre anni, ovvero poter studiare lontano da casa una disciplina, una scienza che amo e che mi ha aiutata nei momenti cruciali della mia vita: la psicologia.

Ebbene finalmente che sono potuta uscire dalla mia “comfort zone”, ho avuto modo di sperimentare modalità di relazioni tra le più disparate. Ho fatto amicizia con persone originarie da altre parti del mondo, con persone la cui età si differenzia nettamente dalla mia, con persone timide ma che al cor gentil rempaira sempre amore, gente con interessi nettamente diversi dai miei ma con alla base gli stessi ideali e valori ed infine la persona a cui sto scrivendo questo articolo.

Questo ragazzo è un mio compagno di università con cui inizialmente non avevo legato molto. Non per antipatia, semplicemente non ci eravamo ancora incrociati per fare quattro chiacchere. Una volta però intrattenuta la prima conversazione entrambi abbiamo notato di avere molte passioni in comune tra cui, la poesia.

Così l’ho aiutato ad aprire un blog tramite WordPress per farlo entrare nel magico mondo dei blogger e a mia felice sorpresa ha avuto da subito più visualizzazioni di quante ne avessi avute io agli albori di Guardian of Life.

Il punto è che mi farebbe piacere permettergli vivere l’esperienza su questa piattaforma a 360° e per questo manca ancora un piccolo tassello ovvero gli iscritti: persone interessate che se la sentano di lasciare un commento o un mi piace quando la poesia in questione è stata gradita o ci si sentono coinvolti, oppure che abbiamo voglia di partecipare all’iniziativa del blog tramite la condivisione mensile di una poesia; io lo sto già facendo.

Vi domanderete allora: “Qual è la tematica centrale delle poesie?” La risposta è “nessuna come tutte”, alla base del blog ci sta solo l’espressione dei sentimenti e delle sensazioni. Una libertà che penso pochi permettano.

In ogni caso penso che l’dea che vi possiate fare vedendolo parli da sola, molto più di quanto possano fare le mie parole in merito perciò, bando alla ciance, vi lascio il link del suo blog che si chiama, per l’appunto, “Poesie Contemporanee”!

Home

Buona visione o come dice Corrado, fondatore del blog “Poesie Contemporanee”:

Mettiti comodorilassati e lasciati

trasportare dalle sensazioni delle nostre

poesie. Assorbi senza pregiudizi e lasciati

coinvolgere.

Home

– Stella

Riflessioni personali · Senza categoria

Non sono morto

“Non sono morto” dice il guardiano della vita. Infatti questo sito non è ancora giunto alla conclusione, ma forse solo ad una sospensione temporanea. D’altronde, non c’è mai fine alla creatività. La vita ci offre molteplici spiragli da cui intravedere verità e realtà che erano rimaste allungo nascoste ai nostri occhi. Bisogna però fare attenzione quando ci si affaccia a questi spiragli, dato che, talvolta, la luce può accecarti e rendere ora invisibile e assente, ciò che in passato era nitido e presente.
Questa situazione di cecità e al contempo rivelazione del nuovo, la possiamo intendere come nuova fase della nostra vita e nell’esistenza umana di nuove fasi ce ne sono a bizzeffe, ma non sempre una nuova, condanna la sparizione di quella vecchia; a volte, si amalgamano creando nuove visioni o un’ulteriore comprensione del mondo, di noi stessi e della realtà che ci circonda.
Talvolta può capitare che nella comprensione del nuovo, chi ci conosceva da prima, non ci riconosca più e tutto ciò ci condanna alla solitudine e a innumerevoli conflitti interiori. Non moriamo, ma cambiamo in base a ciò che crediamo essere meglio per noi stessi e dalla forza interiore che possediamo in quel momento, la quale ci può permettere o meno, di svincolarci da vecchi molini a vento rimasti arrancati in un terreno, non più nostro. E così ce ne andiamo come eterni viaggiatori, ognuno alla ricerca della risposta che più lo tormenta e lo assilla, quella risposta necessaria per renderlo sedentario e trovare il suo posto nel mondo con la consapevolezza di chi siamo davvero.

Nel mentre, però vi sarà una continua sensazione di stordimento con qualche sprazzo di epifania riguardo eventi già accaduti, o come detto precedentemente, riguardo questioni delle quali ci siamo tormentati allungo. Durante tutto ciò, per evitare di smarrirsi nel turbinio di pensieri e nella sensazione di isolamento, dobbiamo imparare a stare con noi stessi, non parlo solo di amore verso se stessi, questo è ormai un messaggio sentito e risentito, ma mi riferisco a non dimenticarsi il motivo per cui agiamo in certo modo, pensiamo in un certo modo, crediamo in certi valori, facciamo certe cose. Basterà dimenticarsi anche solo una di queste cose, che siamo persi in quanto la vita, nel modo in cui la conduciamo, non ha più senso o logica. Agiamo con il pilota automatico, senza dare un senso a ciò che facciamo. Non intendo proporre di scervellarsi costantemente su ogni minima cosa, ma quantomeno di tenere vivido nella mente, il motivo per cui facciamo o abbiamo iniziato a fare o credere o parlare… a ciò.

Senza categoria · Sogni

Il treno

Premetto col dire che non ho ancora analizzato in maniera dettagliata questo sogno, ma ci tengo comunque a condividerlo perchè penso che riveli la mia neutralità (positiva) verso il mondo (nel suo insieme) quando si parla di sentimenti, verità e giustizia.

Stanotte, dopo molto tempo, sono riuscita a realizzare un altro sogno lucido inquietante e al contempo profondo seppur leggermente spinto (risparmierò i dettagli nel mio racconto ovviamente).

Il tutto inizia da una festa in montagna. La casa aveva i soffitti alti con le travi in legno scuro esposte e un bel fuocherello accesso. C’ero io, i mei amici, compagni di università e delle diverse scuole e i miei parenti. La neve fuori era alta e pareva non smettere di nevicare, almeno fin quando dei geyser molto forti iniziarono a sparare grandi quantità di neve in aria. Eravamo tutti spaventati ovviamente. Poi però ci accorgemmo che ve ne era uno grande anche sotto la casa e ci scaraventò tutti in aria e dopo solo oblio.

Dopo poco la scena cambia e siamo tutti assieme nel vagone di un treno notturno. Stavolta però non erano solo persone mie conoscenti, ma vi erano anche altri ragazzi.

Le luci erano soffuse e dopo un lungo viaggio in cui abbiamo cantato e riso, arriva il momento “conosciamoci meglio”. Eravamo seduti a coppie e stranamente all’interno di questo treno vi era completa libertà di fare qualsiasi cosa intima di volesse, non vi era giudizio o morale; sempre però che l’azione fosse supportata da un sentimento che seppur fugace fosse veritiero e profondo.

Vicino a me vi era seduta una persona molto magra, con i capelli biondi con un taglio un po’più lungo di un cascetto, aveva gli occhi color nocciola e un bel sorriso radioso. Dopo una bellissima conversazione, molto intima e ancestrale, facciamo l’amore. Tra i sedili non erano né tende, né scompartimenti, ma nemmeno servivano dato che era una realtà completamente diversa da questa. Ebbene fu tutto bellissimo, mentre noi facevamo l’amore, così anche altre coppie lo facevano e raramente si distingueva l’uomo dalla donna; era più una simbiosi di energie private di tutto, tranne che dell’amore.

Arrivammo alla stazione, io scesi dal treno e mi guardai attorno per trovare quella persona la quale oltre ad avermi unita a sé, mi aveva fatto scoprire e conoscere molte cose che ancora non conoscevo durante la conversazione; ma non la trovavo. Era scomparsa e seppur mi rattristasse averla persa, ero comunque lieta di averla incrociata nel cammino della mia vita.

Ad un certo punto mi si approccia un ragazzo molto carino e virile; lui però mi si approcciò con intenzioni serie a lungo termine. Eppure mentre ero là davanti a lui, ad ascoltarlo e guardarlo, nella mia testa continuava a ronzarmi la domanda “ma quella persona in treno era uomo, donna o trans?” Continuavo a pormela perchè seppur avesse avuto i genitali maschili, aveva una bellezza femminile e dove doveva esserci il seno, vi erano due cicatrice eppure, eppure, tutto ciò non mi scandalizzava, né mi schifava, anzi non mi importava. Il mio ultimo pensiero fu “non mi interessa chi fosse nel passato, oggi, nel presente, questa persona ha saputo elevarmi in molti modi e per questo la terrò nel mio cuore”

Infine me ne andai col ragazzo conosciuto fuori dalla stazione.

-Stella

Senza categoria

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Senza categoria

Milano

Milano,
Città piena
Di sguardi e di gente
Sola
Come me.
Potrebbe essere
Connessione
Ma sono solo
Un milione
Di occhi vuoti
Che non danno
Per quanto tu dia.
Che ci sono,
Ma solo qualche volta
Da qualche parte.
In cui il soldo
Vale più di un umano.
In cui un umano
Appare indifferente.

-Stella

Riflessioni personali

Essenza e Vita

L’albero non è tanto il tronco e le foglie i quali moranti se ne andranno come i nostri corpi umani, ma quell’essenza che percepisci quando ammirando le fronde, vedi che vibrano a contatto col vento e senti che seppur il corpo dell’albero è malato, vi è vita.

La natura è alimentata dal Cristallo centrale del pianeta Terra ed è un modo per lui di dire che non è sola mera terra, spiagge, falde ed acqua, ma che è Vita, come noi che ci accomodiamo su di lui ignari di tutto.

– Stella

Citazioni mie

Il peccato

L’essere umano è di natura un peccatore, perchè solamente peccando comprende cosa per lui, e per gli altri, è giusto e sbagliato. Il peccato è uno sbaglio che deve essere giustamente vissuto, ma non per questo, una volta appreso, ripetuto.

– Stella

“Humans are sinners, because just by commiting a sin a human understands what’s right for him and other people.” – Stella

Quarantena va in scena · Riflessioni personali · Senza categoria

De-Umanizzando

Non so esattamente come iniziarlo questo articolo. Vorrei parlare di un tema che attanaglia ogni essere umano al mondo e, per quanto semplice esso sia, mi risulta complesso trattarlo.

Lo sentite anche voi questo odore di cambiamento? Di rivoluzione? Io lo sento e questo non solo adesso con la morte di Floyd, ma già da una decina di anni.

Da anni ormai prosegue questo spingersi a vicenda per farsi spazio e primeggiare. Uomini contro donne, donne contro uomini, bianchi contro neri durante il colonialismo o il dominio Europeo nel mondo, neri contro bianchi adesso, aristocratici contro borghesia, borghesia contro aristocrazia, mariti contro mogli e mogli contro mariti per l’affidamento del bambino… Letteralmente da sempre.

Cosa ci ha portati a questa guerra sociale? In psicologia si chiamano bias cognitivi o, in maniera più gergale, pregiudizi.

Come si arriva a formare i bias cognitivi? Quello che ci porta alla loro formazione sono molteplici fattori come la nostra educazione, gli stimoli da cui siamo stati e siamo tuttora bombardati, le esperienze pregresse vissute e la nostra difficoltà umana di accettare il caos e l’infinito dato che abbiamo una mente limitata. Tutto questo ci porta a categorizzare tutto ciò che ci viene a tiro e creare molteplici incomprensioni. Alcune volte lo facciamo senza nemmeno esserne consapevoli perché in realtà in quel momento stiamo lavorando col subconscio e ci sono dei ricordi che finiscono in una zona della mente chiamata oblio; quindi seppur noi non riusciamo a visualizzarli loro comunque esistono e si manifestano attraverso le nostre azioni.

Quindi non c’è modo di sbarazzarsene? Sbarazzarsene totalmente forse no, ma si può cercare di tradurli e riplasmarli con contenuti nuovi o l’unico modo di sbarazzarsene completamente sarebbe attraverso una nuova educazione verso le nuove generazioni.

Come? E’ letteralmente più semplice da dirsi che a farsi, basterebbe soffermarsi a riflettere prima di agire e cercare di essere empatici versi il prossimo.

ANDIAMO PIU’ IN PROFONDITA’!

Noi lottiamo per essere solamente PERCEPITI UGUALI AGLI ALTRI, quindi per poter ricevere quel rispetto umano a prescindere da ciò che ci rende differenti. Vogliamo solo essere UMANI! E che dire non si può biasimare, alla fin fine, ognuno di noi soprattutto intimamente verso se stesso, prima di percepirsi come uomo o donna, nero o bianco, italiano, portoghese, filippino, bello o brutto, alto o basso… si percepisce UMANO e non è per nulla semplice essere un essere umano.

Vorrei provare a portarvi all’essenza dell’essere ovviamente con i mezzi ancora rudimentali, ma pur sempre necessari che posseggo finora.

  1. Le nazioni non esistono, è stato l’essere umano ad aver creato dei confini e ad aver dato dei nomi. Certamente esistono delle culture diverse ma alla cui base rimangono a prescindere degli avvenimenti umani come lo svolgersi dei pasti durante il giorno, l’unione tra umani, dormire, la percezione del caldo e del freddo, l’ambizione, la paura della morte, la nascita… Avviciniamoci così agli altri, senza aver la pretesa di imporre il nostro senso estetico (ciò che percepiamo come bello), i nostri sogni, i nostri gusti o morale… Non Esistono stati diversi, esistono culture diverse che descrivono come l’essere umano nato in quelle zone si è adatto a quell’ambiente che oltre al tempo, gli ha dato prodotti e una realtà che ha portato alla formazione del loro senso estetico e di qualche tradizione. Per assurdo, le persone che vivono nelle zone artiche, hanno se non erro 99 parole per dire NEVE! Cosa se ne fanno di 99 parole e come se le sono inventate? Il semplice fatto che lì nevichi sempre, implica anche la necessità di descrivere come si presenta la neve e persino la possibilità di studiare meticolosamente questo fenomeno atmosferico.
  2. Non esiste nord e sud! Fin da bambini ci hanno “inculcato” in testa che al nord fa più freddo rispetto al sud, ma se invertissimo le parole e dicessimo che a sud fa più freddo che a nord è sbagliato? Non necessariamente, in primo luogo perché siamo noi umani ad aver scelto il significato delle parole, in secondo luogo perché essendo l’universo infinito, non vi è un nord e un sud. Se invece associamo le due parole al moto rotatorio della Terra attorno al Sole, in ogni caso la questione non regge perché ai poli fa comunque sempre freddo e l’Australia pur essendo più o meno sugli stessi meridiani del Sudafrica e Tanzania, ha un clima completamente diverso. L’Australia ha un clima mutevole, mentre il Sudafrica ha un clima mediterraneo e la Tanzania ha un clima tropicale. Allora esistono davvero Nord e Sud?

Mappa Del Mondo - AnnaMappa.com

3. I colori non esistono. Questo perché il colore non è una caratteristica fisica, ma una sensazione elaborata dal cervello quando i nostri occhi percepiscono fotoni di una certa lunghezza d’onda. Mi spiego meglio: la luce bianca, come quella del sole per capirci, contiene in sè le lunghezze d’onda di tutti i colori che conosciamo (lo spettro del visibile). I fotoni possono arrivare ai nostri occhi direttamente dalla sorgente oppure essere riflessi o trasmessi da un corpo. In ogni caso, una volta arrivati ai nostri occhi vengono rilevati dai fotorecettori presenti nella nostra retina. Quindi dopo aver assorbito un fotone, con la sua lunghezza d’onda caratteristica, il fotorecettore trasmette uno specifico segnale elettrico al nostro cervello che elabora la sensazione del colore. Questo fenomeno di percezione cromatica è anche chiamato come metamerismo.

Quando il colore “cambia” con la luce

4. Prima di tutto siamo umani, poi uomo o donna. In questo punto sarò un po’ più schietta e meno “scientifica”dato che mi tocca da vicino. Ho sempre odiato e forse non sarò l’unica, di essere percepita prima di tutto come donna e solo poi come una pari e un essere umano, con alcune persone neanche ci si avvicina alla parità e questo è un bel problema. Solo perchè ho un seno, non vuol dire che io voglia essere bramata affinchè tu possa toccarlo o che dato che sono donna, un essere “delicato”, non possa sentire cosa passa per la testa di un uomo. A molte sta bene perchè non sono abituate al mondo maschile, per me invece che ci ho convissuto per anni grazie alle mie amicizie soprattutto maschili, so bene più o meno cosa ci sta dietro, ma in ogni caso, molti tuttora evitano di dire perchè “Stella è una donna”. Ora ribaltiamo la frittata perchè non voglio essere categorizzata come femminista, dato che non sto lottando per abbattere il maschilismo ed imporre il femminismo, ma sto lottando per avere una parità neutrale. Uguaglianza tra i due sessi e neutralità quando non vi è un fattore biologico a distinguerci. Sto lottando per la giustizia, sostenendo tutto ciò che è giusto a prescindere da come sia fisicamente l’altra persona. Dopotutto ricordiamocelo tutti che l’abito non fa il monaco. A tal proposito anche l’essere percepito di primo impatto uomo è conseguenza di alcuni assurdi bias cognitivi tra cui di non essere abbastanza emotivo ed amorevole, ma esageratamente istintuale e razionale e quindi per esempio di non essere in grado di crescere ed educare un bambino da solo. E’ vero abbiamo una mentalità diversa uomo e donna e anche del dimorfismo sessuale ovvero dei tratti diversi dei nostri corpi che ci distinguono facilmente, ma guardando molto più da vicino, noi, un tavolo o un animale, non siamo altro che un semplice assembramento di atomi privi di sessualità.

 

SIAMO QUINDI PRIMA DI OGNI QUALSIASI COSA, DEGLI ESSERI UMANI TUTTI UGUALI.

 

  • Non esiste nazionalità
  • Non esiste nord o sud
  • Non esiste razza umana
  • Non esiste uomo o donna

SIAMO VIBRAZIONI, ENERGIA E SOPRATUTTO PENSIERO

ASCOLTIAMOCI GLI UNI E GLI ALTRI, IMPARIAMO AD ESISTERE SENZA SPINGERCI PER PRIMEGGIARE AL POSTO DEGLI ALTRI. 

 

-Stella

Quarantena va in scena · Riflessioni personali · Senza categoria

Attività da quarantena

In questa quarantena stiamo tutti imparando a conoscere il tempo della Terra e della natura, il quale in quest’epoca moderna e tecnologica è a noi sconosciuto.

Come detto negli articoli precedenti al momento non possiamo muoverci molto, ma questo non ci impedisce di correre con la mente, fantasticare e risvegliare il nostro lato più creativo, da tempo assopito a causa dei miriadi di impegni da svolgere. Abbiamo passato una vita in un circolo vizioso troppo movimentato e veloce e ora, un virus ci ha paralizzati tutti e solo alcuni sanno stare giorni con se stessi o molto tempo con la famiglia.

Diamo un tono a questo articolo, non sono qua per tediarvi facendovi ascoltare per l’ennesima volta la solita pappardella che si può sentire 24/24 su tv, radio e social, ma per accompagnarvi in un percorso che io stessa ho seguito prima di proporvelo; inoltre a fine articolo vi lascerò una lista di attività che ho stillato  per passare questo tempo in modo costruttivo.

Non è facile questo periodo, è mentalmente estenuante e ci sconquassa la giornata perché non abbiamo degli obiettivi da portare a termine. La mia domanda però è: sono davvero gli obiettivi a mancarvi? 

Sono dell’idea che ci siamo tutti dimenticati di una cosa che abbiamo sempre messo in secondo piano e sottovalutato ovvero, il perché dovevamo portare a termine, in maniera categorica, i nostri obiettivi. Riflettiamoci assieme!

Non so chi tu sia: se sei uomo o donna, adolescente, universitario, adulto (con o senza famiglia) o anziano; non mi interessa saperlo, ma vorrei farti degli esempi un po’ stereotipati e generici per spiegarti il concetto.

Supponiamo che tu sia una moglie e ogni giorno ti metti china sui fornelli per preparare un pranzo prelibato per la tua famiglia: perché lo fai? Non puoi cucinare qualcosa di semplice o di precotto? Probabilmente lo fai perché vuoi che i tuoi figli crescano bene e che tutti siano in salute. Oppure sei un ragazzo/a e fai ogni giorno esercizio fisico: perché lo fai? Forse per apparire più attraente e rimorchiare qualcuna/o o per un benessere personale.

Ebbene, allora non sono tanto gli obiettivi a mancarci, ma le INTENZIONI che ci danno la DETERMINAZIONE per portarli avanti con COSTANZA. Attenzione però che non necessariamente la nostra intenzione deve essere proiettata all’esterno; in maniera spiccia, non sempre dobbiamo fare un qualcosa per rendere felici gli altri, sarebbe bene piuttosto trovare un equilibrio tra ciò che facciamo per gli altri e ciò che facciamo per noi stessi.

Lettori miei, vi invito per un attimo a osservare questa situazione attraverso lo spioncino di questa porta: non vi è mai stato nella storia, tranne forse all’epoca di Boccaccio, un momento in cui ognuno di noi avesse avuto la possibilità e il tempo di discostarsi dalla società e da tutte le sue regole scritte o meno e poter veramente conoscere se stessi, la Terra e la natura. Sentite il ritmo? Non si può più ballare la break dance, non abbiamo Rap God di Eminem come base; stavolta abbiamo Clair de Lune di Debussy e quindi dobbiamo adeguarci ballando danza classica.

Il pensiero e la mente in questo periodo sono come l’ossigeno necessario alla vita e ora abbiamo la possibilità di ampliarlo dato che l’intelligenza non è statica, ma può essere alimentata nell’ambito che più si preferisce. Allora perché non farlo al ritmo della Terra e della natura, facendo attività che ci permettano di esserne più consapevoli e al contempo diventare più consapevoli anche di noi stessi attraverso la lettura di qualche libro, coltivando il nostro estro, o ampliando la conoscenza?

Inspirate e respirate, troviamo un equilibrio, adesso indossiamo le punte.

 

LISTA

  • Piantare dei semi di piante e seguirne la crescita
  • Seguire un corso online e sbizzarrirsi nell’applicarlo su familiari e amici (centre of excellence – corsi in lingua inglese – per sconto inserire codice LEARNATHOME, corsi a 30 euro fino a fine aprile) / (Udemy – corsi in italiano a 10 euro)
  • Lettura di libri positivi io ne ho letti alcuni molto brevi sulla felicità (Epicuro – Lettera sulla felicità), (Bauman – Meglio essere Felici), (Omraam Mikhaël Aïvanhov – Il dovere di essere felici)
  • Osservare la posizione del sole in diversi momenti della giornata e ritrarre a matita l’ombra di un oggetto o qualcosa nei diversi momenti
  • Dipingere
  • Scrivere una canzone e inserirla in basi vuote che si possono trovare su YouTube
  • Iscriversi su Superprof e proporsi come insegnante di ripetizioni (lo uso da anni)
  • Iscriversi a Meeters e partecipare a delle videochiamate interattive (mi sono iscritta a gennaio e in momenti migliori, si fanno anche vere e proprie escursioni, cacce al tesoro, aperitivi e visite di città e musei; ho avuto modo di conoscere molte persone nuove)
  • Lettura di libri più complessi, ma brevi (consiglio Collona: Irruzioni, Edizione: Castelvecchi)
  • Aprire un blog dove non necessariamente dovrete scrivere, ma anche solo pubblicare delle foto o citazioni o ricette o qualunque passione in cui siete più portati (anche su come riparare un auto, sarebbe utile!)
  •  Documentarsi in qualcosa che avremmo sempre voluto scoprire, ma non ne abbiamo avuto il tempo
  • Meditare
  • Sorridere a ogni risveglio
  • Ascoltare buona musica (metterò a disposizione una playlist su YouTube pubblica, cercate il canale Guardian of Life, vi lascio il link sotto)
  • Scrivete un diario di bordo, da leggere tra qualche anno a qualcuno, una sorta di capsula del tempo
  • Se avete Facebook, Instagram o Youtube seguite le dirette interessanti di JustMick, Stefano Tiozzo, Scuola Non scuola, Barbascura X, Carisma a Comando, Marco Montemagno, Psych2go (è inglese), Saverio Velenti, youarecreators, guardian_of_life1000 (su Instagram)

 

Vi lascio i link dei diversi siti in ordine 😉

 

Un abbraccio virtuale a chiunque abbia letto

Stella

Quarantena va in scena · Senza categoria

La forza del pensiero

A prescindere dal corpo, quando una persona comunica con qualcuno, si relaziona maggiormente col suo pensiero.

Riflettiamoci un attimo: anche in un dibattito politico vi sono due visioni, e quindi pensieri opposti, che si rivelano tra di loro.

“Cosa centra questo con la forza del pensiero?” vi chiederete. Ebbene in una situazione critica, quanto transitoria, il pensiero può farci da scudo proteggendoci dalla percezione del tempo che sembra infinito e, al contempo, dalla monotonia delle giornate dato che fisicamente non ci possiamo spostare e siamo, metaforicamente parlando, ancorati allo stesso suolo come i coralli. Perciò perché non sfruttare la mente? Sapevate che ognuno di noi ha una mente in grado di archiviare circa 1 petabyte di dati ovvero, 1 milione di gigabytes? Non è stupendo?

Nel corso della storia vi sono state molte persone illustri che hanno usato la forza del pensiero per superare momenti intensi e complessi. Vi faccio degli esempi: il politico Mandela, durante i suoi 27 anni di prigionia, per evitare di diventare folle, usò la forza del pensiero e scrisse la sua autobiografia; il filosofo  Seneca affrontò la sua morte, tagliandosi le vene con una disumana allegria e lucidità mentale grazie alla forza del pensiero; lo scrittore Primo Levi invece, sempre grazie alla forza della mente, fu uno dei 20 italiani tra i 650 deportati ad Auschwitz, a sopravvivere 3 anni nel campo di concentramento. Prendiamo ispirazione da loro e cerchiamo di portare avanti un pensiero ottimista e creativo anche durante questa quarantena.

Riportando quanto detto sia prima, sia nell’articolo “Felicità”, avendo questa immensa possibilità di archiviare moltissimi ricordi e l’apprendimento di un qualcosa di nuovo, perché non scoprire una parte di noi stessi, sfruttando magari le capacità già consolidate per svilupparne e crearne altre?

Come disse Viktor Frankl: “Tutto può essere tolto ad un uomo ad eccezione di una cosa: l’ultima delle sue libertà umana – poter scegliere il proprio atteggiamento in ogni determinata situazione.”

-Stella