Recensione del libro “Non ti scordar di me” di Ilaria Severino
(a cura di Hugo Salvatore Esposito)
Il romanzo è scritto senza mai perdere di vista l’azzurro, il colore che richiama il fiore molto visibile e conosciuto, “Non ti scordar di me”, e gli occhi azzurri della protagonista. Logan, quando cerca lo sguardo di Savannah, le sussurra: “Mi sono sentito attrarre da te, dalla tua personalità, dai tuoi occhi azzurri … Più tempo trascorrevo insieme a te e più la mia anima trovava pace. Non immagini quanto annaspasse nella solitudine e nella disillusione”.
Ora, secondo gli artisti dei colori e dei poeti l’azzurro trasmette quiete emotiva e padronanza di sé, che sono elementi distintivi con i quali si confronta la protagonista Savannah. Colore elegante e raffinato, l’azzurro è considerato un colore freddo che, usato in eccesso, può far sprofondare nella dolce nostalgia, in una triste malinconia che emergono dalla trama come sentimenti forti e genuini. Nel passo citato, ho raccolto, altresì, la finezza dei tre puntini di sospensione che, estendendo il linguaggio stesso, creano una sospensione che consente al lettore di aggiungere o togliere a suo piacimento … La trama del libro intreccia personaggi, dei quali l’autrice scava nella memoria, pone il lettore di fronte a fatti e situazioni che, destando pensieri sull’umana esistenza, sul destino degli uomini, sulle scene e le storie inventate con la complicità della scrittura, sorprendono e coinvolgono emotivamente.
Il romanzo è ambientato in Georgia, una terra di guerra e di conflitti mai risolti che, nello stesso tempo, cadono nell’oblio e sorgono dalla cenere. Il romanzo analizza drammi personali che diventano il “mal di vivere” quotidiano: drammatica appare subito la vita della protagonista, segnata prima dalla morte dei genitori, e poi dal fatto che suo marito, chiamato a combattere, poco dopo è dichiarato disperso. Leggendo, sembra di ascoltare una delle tante storie che una volta raccontavano i vecchi intorno al camino spento, persone che avevano fatto esperienze dolorose di guerra e non si rassegnavano a farle cadere nell’oblio. Il romanzo di Ilaria, a tratti, si tinge di giallo, poiché emergono circostanze di fatto avvolte nel mistero, come una lettera segreta che appare per caso … Chi ha scritto quella lettera? L’atmosfera, creata con maestria dall’autrice, permette ai personaggi di muoversi con semplicità, e le loro azioni riflettono vicende concrete e accattivanti che rendono la trama attuale per i tempi che viviamo: tempi di guerre mai dichiarate, dimenticate anche poco distanti dai nostri confini. Nel romanzo non ci sono tracce di personaggi negativi, malvagi; emerge, tuttavia, la personalità di Savannah: una donna coraggiosa, forte e concreta che, in tante situazioni dolorose e tragiche, trova sempre il modo di ritrovare i pezzi della sua esistenza e l’energia per ricucire le ferite, per continuare a vivere nonostante che un destino avverso le impone continue prove.
Il libro si compone di un linguaggio fluido non intriso di effetti speciali, una scrittura scorrevole che facilita la lettura, spingendo il lettore a non fermarsi, per scoprire come le alterne storie intrecciate terminano … La capacità di narrare di Ilaria Severino affiora nella disamina degli stati d’animo della protagonista Savannah sempre ben presente sulla scena, oltre che degli altri personaggi descritti con dotta proprietà nei rispettivi ruoli. Lo stile dell’autrice è di una semplicità genuina, sincera e trasparente e testimonia la provenienza dei pensieri da un animo dotato di sensibilità e capace di palpiti di verità autentica, intimamente vissuta ed esteriorizzata senza concedersi a manierismi stilistici: è la forza della parola viva di una giovane che ha tanto talento.
Hugo Salvatore Esposito
Dicembre 2014