Brevissime bdsm

Pausa caffè

“Scendi!” Il Padrone chiama. Esco correndo dell’ufficio in strada. Non Lo vedo, mi allarmo, lo cerco, annaspo. Se n’è andato? Il vuoto del panico. Mi afferra alle spalle, mi tira, trascina, nel vicolo a lato. Al muro. La mano alla gola. “Cagna, mi fai aspettare?”. Schiacciata dal peso del corpo sul mio. La forza degli occhi nei mei. Il panico muta in sollievo, la stretta alla gola mi bagna. Lo guardo di sfida, sorrido. Gli piace. “Cagna impertinente”. Infila due dita tra le mie gambe, le spinge, le muove, mi fruga. Mugugno. “Fradicia cagna. Così devi essere quando ti chiamo”. Mi sposta più in fondo, gli slip alla caviglia, nascosti nel vicolo. Mi gira, mi spinge, mi piega la schiena, mi tappa la bocca da dietro. Il cazzo nel culo. Lo spinge, mi forza, mi apre, mi sfonda. Gli mordo le dita, mi picchia sul culo. Il cazzo gli pulsa, mi riempie. Il suo buco. “Questo sei, cagna. Ora ferma!”. Rimango appoggiata. Il muro mi regge. Dietro di me lui si riveste. So cosa vuole, so cosa guarda. Cola il suo marchio tra le mie gambe, scende dal culo verso le cosce. “Brava la mia cagna”, mi dice all’orecchio. “Di chi sei?”. “Tua Padrone”. E se ne va.

Parlando di sesso

Toelettatrice

“Zona inguinale” al telefono, per l’appuntamento. Figa dico io. E dintorni. Depilazione totale. Così mi piace, così ci piace. Niente slip di carta da spostare per strappare, preferisco nuda. Lei lo sa, la mia toelettatrice, non lo propone più. Niente bugie o pudori: lei vede tutto, lei tocca tutto. Ogni buco, ogni piega, ogni curva o sporgenza. Una moretta che solletica, la mia toelettarice. In nero sempre. Corto il capello dietro le orecchie. Mani piccole, calde, veloci. La curva del collo che invita la lingua. Occhiali scuri da mistress la novità. Professionale, sa dove mettere le mani e come farlo. Provoca dolore, provoca piacere. Il pensiero del piacere che verrà. Fa urlare. E urlo tira urlo e il pensiero corre veloce e quelle mani le vuoi dentro oltre che fuori. Poi tutto finisce e comincia il meglio. Pochi secondi, sempre più lunghi di massaggi con mani unte di olio che insistono sulle parti dolenti. Mi apro leggermente, sospira francamente, mi inarco un po’ indecente… Sorride: “alla prossima volta”. Stronza!

Pubblicazioni erotiche

La bella Nanna

Pare che il de Sade non sia l’unico marchese ad avere in nota le gioie del sesso. La nobiltà amava i trastulli, ma li praticava “nascostamente”, per citare il buon Guccini. Nel 1910 tale marchese F. R. conte di S. T. (pudicamente auto censurato) dà alle stampe (privatamente) un libro da regalare ai propri amici: Gli ameni ricordi della Bella Nanna, di Pietro Aretino, già autore de I Sonetti lussuriosi (e siamo nel 1526).

La nostra Nanna, una monaca, ha ricordi poco pii e assai interessanti, e per essere certo che gli amici colgano a pieno l’importanza di queste memorie, il marchese F. R. correda il libro di illustrazioni. Soffermatevi sui particolari e ad ognuno la propria preferita…

Racconti erotici

Brevissime di Molly 7

1_500I sensori del mio corpo tarati su di te.
Ti riconosce la mia carne.
La punta del tuo cazzo spinge piano, entra adagio.
S’allarma il mio cervello per dolori d’altra vita.
Tranquillo il mio culo ti riconosce, si rilassa, si apre e tu mi sfondi.
Abbandoni ogni riguardo, mi usi come devi:
affondi, ritrai, fotti il tuo buco, sbatti il tuo oggetto
e io
inculata
godo.

Musica

Malo – Tonto

Sei apparso in una notte fredda
con puzza di tabacco putrido e gin
la paura mi percorreva già
mentre incrociavi le dita dietro la porta
il Tuo viso di bel bambino
se l’è mangiato il tempo a partire dalle tue vene
e la tua insicurezza maschilista
si riflette ogni giorno nelle mie lacrimucce.

Una volta ancora, no per favore che sono stanca
e non posso col cuore
Una volta ancora, no amore mio per favore,
non gridare che i bambini dormono
Una volta ancora, no per favore che sono stanca
e non posso col cuore
Una volta ma, no amore mio per favore,
non gridare che i bambini dormono.
Divento come il fuoco
brucio i tuoi pugni di acciaio
e dal colore scuro delle mie guance tirò fuori la forza
per guarirmi le ferite.

Rit.
(Cattivo, cattivo, cattivo, cattivo sei non
si danneggia chi si ama,
no tonto, tonto, tonto sei
non crederti migliore delle donne
cattivo, cattivo, cattivo sei
non si danneggia chi si ama,
no tonto, tonto, tanto sei
non crederti migliore delle le donne)

l giorno è grigio quando ci sei
ed il sole appare di nuovo quando vai via
e la pena del mio cuore
io me la devo inghiottire col fuoco
il mio viso di bambina carina
è invecchiato nel silenzio
ogni volta che mi dici puttana

Rit. (…)

Divento come il fuoco
brucio i tuoi pugni di acciaio
e del colore scuro delle mie guance
tiro fuori la forza
per guarirmii le ferite.

Rit. (…)

Cattivo, cattivo, cattivo sei
cattivo sei, perché vuoi
Cattivo, cattivo, cattivo sei
non mi offendere che mi fa male
Sei debole e sei cattivo non crederti
migliore di me né di nessun altro
ed ora io mi fumo una sigaretta e
dopo ti metto il fumo nel cuoricino
perché cattivo, cattivo, cattivo sei,
tu cattivo, cattivo, cattivo sei,
se cattivo, cattivo sei, sempre
cattivo, cattivo brutto sei

Parlando di sesso

Differenze

tumblr_otndb5otMh1w7i57ko1_500Succhiare un cazzo è un atto di volontà. Scoprirlo, guardalo, impugnarlo, leccarlo, giocare con le vene che si gonfiano, stuzzicarne la punta, succhiare il frenulo, metterlo in bocca, decidere il ritmo, i tempi, il modo e se farlo venire. Un pompino è scopare un uomo con la bocca.

Farsi scopare la bocca è un atto di sottomissione.  Ti appoggia la punta, la sbatte sulla lingua, te lo fa desiderare, ti afferra i capelli, te lo ficca in bocca, lo conficca in gola, rimane, poi esce, riaffonda, non ti lascia respiro, ti spinge la testa, ti fa lacrimare, soffoca, detta il ritmo, resta al fondo, conato, riprende, ritmo veloce, poi lento, sbavi, gli bagni i coglioni, respiri, poi dentro di nuovo, ti riempie e tu ingoi.