oddio cosa sta succedendo? Sto scrivendo in italiano? Ebbene sì, il perché di questa decisione che sarà forse isolata, è ben ponderata. Parlare di questo eccellente libro in inglese sarebbe stato usargli una violenza che sicuramente non merita ed inoltre le riflessioni e gli spunti che ha generato in me sarebbero stati difficilmente esprimibili con parole ancora troppo straniere. Ben inteso non che i miei pensieri siano un granché ma sarebbero stati ancora peggiori!
L'avvicinamento a questo libro, se così si può dire, da parte mia deriva da un malinteso che ha fatto si che io arrivassi a possederne due copie, lo stimolo nel leggerlo deriva da un'altra storia ancora... . Comunque sia ero curioso di assaggiare questo libro da molti definito come ottimo e tra i più belli tra quelli scritti da Rigoni Stern e tra i migliori libri trattanti la ritirata italiana dal fronte russo nel 1943.
Prima di tutto vorrei dire cosa non mi piace: niente. Quindi fino alla fine del post sottintenderò "ho veramente apprezzato"! In prima istanza lo stile dell'autore asciutto, semplice, lineare ed immediato. Poche parole ricercate, a tal punto che talvolta sembrano davvero poche, non levano poesia al pensiero, quando riprendi il fiato tra un capoverso e l'altro ti ritrovi nella mente un'immagine fissa e limpida, forse semplice nei tratti ma fisicamente tangibile. La vicenda narrata, derivata dall'esperienza diretta dell'autore, sergente degli alpini sul fronte russo proprio durante la tragica ritirata del '43. Sicuramente per questo ogni momento, ogni sensazione sia dolore fisico che o sconforto psicologico, risultano forti e vividi così come i compagni di sventura, i contadini russi delle izbe l'infinita distesa bianca della steppa russa innevata, la dove come dice l'autore:"Le stelle si congiungono alla terra".
Ripensando a questo libro ho notato una cosa stranissima: posso dire di avere in mente i visi delle persone, dei compagni d'armi anche se raramente Rigoni Stern ne delinea la fisionomia. Sarà forse perché ne delinea, sempre in punta di penna, il carattere attraverso espressioni o comportamenti suscitando in chi legge immagini perse nei ricordi del proprio vissuto diretto od indiretto.
In questa sede non vorrei parlare della trama del libro o dei suoi episodi particolari che hanno suscitato in me sorpresa e delle fonti di riflessione profonda, di questo solamente vorrei parlare. Spero che mi possiate capire.
Indignazione! E' la parola che descrive al meglio i miei sentimenti alla fine della lettura di questo libro. Indignazione perché la stupidità dell'uomo partorisce ancora figli deformi e degeneri come la guerra. Figli che nessuno vuole che poveri donne e uomini devono portare sulle loro spalle, morire per loro, perdere affetti, generare orfani, mutilare gambe e braccia,

sfigurare volti. Indignazione perché niente non è cambiato ora succede in Africa, in Medio Oriente, in tutto il mondo così come allora oggi forse peggio d'allora. Ben inteso, non che questo libro mi abbia fatto aprire gli occhi su tutto ciò, ma mi ha fatto capire e forse in parte arrendere all'idea che forse l'uomo ritornerà sempre a comportarsi come la peggiore delle bestie. L'unica bestia dotata di una magnifica sorprendente ragione, la sola bestia dalla quale NESSUNO può scappare quando ragione viene addormentata dall'egoismo, dall'ignoranza e dal denaro!
Prima ho detto: "forse l'uomo ritornerà a comportarsi come la peggiore delle bestie". Ho usato il forse perché in me c'è sempre una speranza o meglio un'utopia. Spero che qualcuno un giorno assisterà al ritrovamento di questa chimera possibile di nome pace. Posso sembrare un illuso sognatore romantico idealista, si lo sono. Ma sono anche realista e la mia speranza viene da delle vicende che sono narrate nella battaglia di Nikolajewka; la dove la la morte si prese quasi tutti i compagni dello scrittore, la dove varcare la porta di una casa, quando all'esterno infuria la battaglia e la pietà non esiste, è come entrare in un mondo di chimere possibili, di sole distopie irrealizzabili!
Oggi come allora il mondo brulica di piccole, grandi, famose e sconosciute Nikolajewka. Lo è stato per noi qui in Europa a qualche centinaio di chilometri dalla mia terra non meno di dieci anni fa nell'ex-Jugoslavia in Europa nel suo cuore! Allora si sono chiusi gli occhi allora fin tanto che si poteva, ma poi il bagliore delle bombe era troppo forte e non si poteva voltare più lo sguardo altrove, anche se troppo tardi! Lo è ora in mille e mille altri posti al mondo, forse non vediamo il bagliore delle bombe, forse non ne sentiamo le fragorose deflagrazioni ... forse qualcosa come allora più di sessant'anni ci fa guardare altrove! Purtroppo per chi conta è così, per chi vorrebbe contare resta il dolore negli occhi, il suono di morte nelle orecchie, un nero pesante cupo sconforto nel cuore! Sì, sono indignato perché sento e vedo, perché non posso fare niente da solo, perché sono consapevole che solo la società può imporre la Ragione su tutto. Sono arrabbiato perché sono forte come tanti altri che condividono i miei stessi sentimenti, e come loro sono imprigionato in un corpo che non può fare niente perché il cervello che lo comanda purtroppo non sta usando completamente la Ragione o forse l'ha già persa!
Lo so ho parlato poco di questo libro. L'ho fatto volutamente, perché deve essere letto e vissuto! Per me è stato un balzo indietro nei racconti dei miei nonni, un balzo nelle espressioni che loro usano correntemente, ritornare ad altri tempi. Posso dire che questo libro ora mi permane nella mente lasciando un lungo intenso sapore di disillusione, speranza. Spero che, a chi come me, ha avuto o avrà il privilegio di leggere questo libro, potrà ricevere almeno un briciolo di consapevolezza in più sulle tragedie umane generate dalle guerre ogni giorno generando una profonda indignazione!
Goya disse:"Il sonno della ragione genera mostri". E' proprio vero, chissà quando l'uomo comincerà a vegliare sulla propria Ragione, chissà!
Alla prossima,
Mio
PS1: Vista la sterminata lunghezza del post credo che nessuno rimpiangerà i miei English-post :-) quindi...
PS2: I would like apologize with English language people that have read my blog (if there are some) for this italian-post, but its contain some thoughts that I hardly could express in English!
Foto: Il sonno della ragione genera mostri - by Goya