Ieri sera a Trento ho assistio all'intervento del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, quale è intervenuto in merito al futuro energetico che ci attande nei decenni avvenire. Ne sono restato davvero shockato e mi sento in dovere di pubblicare quel poco che la mia mente è riuscita ad incamerare.
Noi tutti siamo consapevoli che il petrolio sia una risorsa destinata a terminare, ma pochi credo abbiano la piena consapevolezza del significato di questa ineluttabile verità. La fine del petrolio mantenedo questo nostro modo di vedere, produrre ed utilizzare energia sarà la fine della nostra civiltà; noi si crede che la nostra civiltà sarà cancellata dall'inquinamento o dalle catastrofi naturali che da esso derivano ma purtroppo non sarà così, sarà peggio. Il nostro "orologio vitale" sta facendo un coutndown ed ora segna alpiù quaranta forse cinquant'anni. Voi vi domanderete perché dico questo, lo dico perché tutto nella nostra civiltà occidentale, che inevitabilmente si sta allargando a nuove e grandi realtà emergenti quali Cina ed India, è legata all'energia della quale è una famelica divoratrice. Noi ad ora non si può vivere senza energia, le privazioni che ne deriverebbero sul nostro stile di vita sarebbero talmente pesanti che non si potrebbero accettare; senza contre il fatto che qualora noi si sia disposti ad accettarle non si troverebbe nessuno che ce le proponga, ossia nessun governo, nessuna multinazionale o grande industria sarebbe disponibile a ad accettare una dimunuzione sensibilmente dei consumi perché questo vuol dire DENARO perso. (e del DENARO vi dirò cosa penso un'altra volta).
Una risposta spontanea che vi verrà in mente è "Beh però posso cominciare con il risparmiare, il reciclare l'investire in fonti rinnovabili...", vero, sacrosanto e giusto ma il problema è di fondo e mi spiego. Sulla terra si è ormai tanti e sicuramente troppi per il nostro stile di vita, ogni americano consuma procapite circa otto barili di petrolio al giorno, un europeo ed un giapponese circa tre (siamo abbastanza virtuosi), un indiano ed un cinese mi sembra di ricordare circa uno, quindi dove sta il problema? Livelliamo verso il basso, attraverso l'attuazione di comportamenti ancora più virtuosi nel campo della gestione energetica, mediamo diciamo a circa un barile e mezzo o due pro capite e siamo a posto, no? Purtroppo no! No perché sulla terra, leggasi sud America ed Africa principalmente, ci sono un MILIARDO e seicento MILA persone che usano meno di un decimo di barile di petroli a testa, ossia circa un litro!!! Quindi non ce se ne esce cari miei, il nostro stile di vita o comunque, al meno di non voler ritornare al periodo pre-rivoluzione industriale, ci porterà allo sfacelo più toatale.
La soluzione è quindi da ricercare in nuove tecnologie in grado di fornire la stessa energia derivante dall'uso di combustibili fossili con la peculiare caratteristica di essere più pulita, rinnovabile o quantomeno illimitata nel tempo, o meglio che la sua durata sia pressoché indipendente dal numero di persone che popoleranno questa nostra terra. Perché escludo la rinnovabilità a priori? Semplicemente perché tutte le fonti rinnovabili ora su questa terra non sono in gradi di coprire il fabbisogno fornito da una o al massimo due centrali atomiche delle tr

ecentosessanta presenti sul pianeta.
Allora che ci resta solo l'uranio come via di fuga? Purtroppo no, perché sembrerebbe anch'esso è destinato ad esauririsi in circa cinquant'anni, che quindi diventerà antieconomico come il petrolio e senza contare il fatto che la produzone e lo stoccaggio di scorie nucleari non è un problema del tutto secondario e ancora senza contare il fatto che la produzione di uranio è legata a filo doppio con la produzione di armi atomiche il che non è di per se una buona cosa. Non ci si scappa, bisogna cominciare a far girare gli ingranaggi nella nostra testolina, così come quando in nostri antenati producevano le prime armi "sofisticate", sarebbe meglio farlo prima di morire di fame come accadeva ai loro tempi perché anche se ad ora non sembra lo dovremmo aver imaprato che la fame uccide e non fa morire.
Rubbia ieri sera ha proposto due approcci innovativi al problema della creazione e l'uso di fonti rinnovabili, altresì ha proposto un rimedio alla vecchia e scalcagnata energia nucleare basata sull'uranio nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti. Partendo da questo punto Rubbia ha proposto un metodo da lui brevettato che consente attraverso una specie di acceleratore di particelle di "bruciare" il materiale fissile di scarto rendendolo praticamente molto meno pericoloso ed inquinante, in modo tale da consentirne uno stoccaggio più limitato nel tempo e più sicuro, insomma ha inventato una sorta di inceneritore di scorie nucleari, meglio di niente a tal punto che le grandi nazioni mondiali che basano la produzione della loro energia sul nucleare sembrano essere abbastanza attratte da ciò, purtroppo il problema rimane, l'uranio è destianto a finir e presto! Quindi vi presento ora la cura proposta ieri sera.
Un nuovo solare e un nuovo nucleare. Il nuovo nucleare proposto da Rubbia prevede l'uso di nuove centrali nucleari con un nuovo materiale di fissione, il torio. Questa tecnologia ormai giunta llostadio di progettazione avanzato ha tre grandi punti a suo favore: il primo è rappresntato da una disponibilità pressoché illimitata (circa quattrocento anni se non ricordo male) di torio il quale, stranamente vista la cronica carenza di risorse naturali, è presente anche in Italia. Il secondo punto dato dal fatto che il quantitativo di scorie prodotto attraverso la fissione è circa un duecentesimo di quelle prodotte attraverso la fissione dell'atomoo di uranio. Il terzo punto è che una centrale nucleare al torio si può spegnere, ossia la reazione di fissione è controllabile come l'alimentazione del monitor che avete di fronte agli occhi. Questi punti ma soprattutto quest'ultimo punto convincerebbe chiunque no? Noi si, chi fabbrica bombe no, perché la traduzione del terzo punto è NESSUNA BOMBA AL TORIO È ATTUALMENTE POSSIBILE e, come ieri ha detto Rubbia riferendosi all'energia nucleare: "è la figlia di una madre degenere", dove la madre era il progetto Manhattan, al quale partecipò come massimo protagonista Enrico Fermi, e che portò alla creazione della bomba atomica.
La seconda fonte rinnovabile proposta da Rubbia è quella derivante dagli specchi ustori noti sin dall'antichità classica, ossia quell'insieme di strutture riflettenti in grado di concentrare l'energia luminosa del sole in un determinato punto aumentado così l'efficienza energetica derivante dalla radiazione di luce solare. L'approccio di Rubbia prevede di utilizzare gli specchi ustori in modo tale da concentrare la luce solare su un tubo nel quale scorre un particolare liquido (pensate un po' è pure non inquinante) il quale è in grado di assorbire un elevata quantità di calore ma sopratutto è in grado di CONSERVARLA per un periodo di tempo accettabile. Per accettabile intendo che u

na volta che il sistema è entrato in regime, se manca il sole non manca l'energia per un periodo ragionevole di tempo. Questo vi sembra incredibile? Aspettate che vi racconto ciò che a me è sembrato incredibile a tal punto che mi sembra tuttora di aver capito male, l'incredibile sta nel fatto che una superficie di duecento chilometri di lato (e ridico 200Km!!! ossia su per giù il doppio della Sardegna) coperta di specchi ustori può fornire l'energia giornaliera pari a quella fornita da tutte le fonti fossili utilizzate in un giorno. L'affemazione è molto pesante, devo verificarla.
Voi potreste pensare che tali cose sono pura fantascienza, ma vi sbagliate, le centrali al torio le stanno realizzando indiani e cinesi mentre gli specchi ustori sono in avanzato stato di realizzazione in Spagna, ahi Zapatero!!!
Ma allora dov'è il problema si ha tutto? Si hanno le soluzioni. Il problema si chiama BUSINESS cari miei. Fin tanto che il petrolio sarà conveniente, nulla cabierà nella mentalità delle grandi multinazionali che ci governano, il giro di denaro attorno al mondo petrolifero è di circa venti milardi di dollari al giorno! Pensate che qualcuno di loro lo voglia cmbiare? NO? Anchio purtroppo sono daccordo con voi. Ma questa è una mia personalissima opinione? Ancora no, perché per noi parlano i numeri. In tecnologie, sviluppo e ricerca in campi quali l'elettronica e la farmaceutica si investa dal dieci al quindici percento di quanto si guadagna mentre nel campo energetico si arriva a poco più dell'un percento. Ora pensate ai progressi che si sono fatti negli ultimi trent'anni (per non infierire) nei tre campi e datemi voi una risposta coerente ed alternativa. Fin tanto che i governi e le nuove imprese ed aziende slegate dal classismo delle multinazionali non capiranno che l'energia rinnovabile non è un business per il futuro ma è il solo business del futuro saremo costretti a patire e non poco o forse, meglio, a patire poco perchéil tempo stringe, il conto alla rovescia non si ferma!
Personalmente quello che noi si può fare per non entrare ancor più nell peste nelle quali ci troviamo è atuare almeno due comportamenti che reputo saggi il primo è un CONSUMO RESPONSABILE ed il secondo, da parte delle imprese, ma comunque anche della collettività che da esse non è mai esule se attiva, è il CORAGGIO NEGLI INVESTIMENTI. Il consumo responsabile si traduce in mezzi di locomozione meccanica più efficiente (che esistono già), in un reciclaggio maggiore ed in uno spreco minore delle risorse, mentre il coraggio negli investimenti deve essere supportato dai governi, e quindi in noi che li votiamo, attraverso non lo stanziamento illimitato di fondi, ma attraverso la creazione di situazioni favorevoli per il ritorno economico degli investimenti stessi, ossia un limite inferiore del rischio tenendo presente che il fallimento è inevitabile perché comunque sia questo mondo non è quello delle fate!
Già che ci sono dico, o meglio Rubbia le ha dette, due parole sul nucleare italiano. Questa nuova frontiera nucleare che i nostri grandi politici indistintamente sia a destra con la voglia del costruire, sia a sinistra con il non costruire ma senza idee alternative, è una partita persa per tre motivi fondamentali i quali sono: lunghi tempi di costrzione, scarsità di materiale fissile e stoccaggio delle scorie; il tutto tradotto si dice anche crazione di un investimento che rimmarrà sempre in perdita. Non è questa una mia opinione ma è l'opinione di un grande stato che sul nucleare non investe più attivamente dal 1979, quale stato? The United States of America! Ah senza contare che un tale approccio prevederebbe la realizzazione di circa venti centrali atomiche una per ogni regione, una in ogni giardino, santa e giustissima democrazia!
Cari miei e qui concludo con parole allegre come di un vecchio, malandato e triste circo allo sfacelo in cui i trapezzisti hanno l'osteoporosi, i clown sono senza denti, l'uomo cannone è troppo grosso per entrare nella canna e il formidabile Maciste ha la schiena a pezzi, stiamo andando allegramente in vacca non accorgendoci che il nostro mondo non è popolato da agnelli ma da lupi.
Cari miei, noi abbiamo ora nelle mani la responsabilità per il NOSTRO futuro. Noi possiamo decidere, parafrasando Rubbia, di ESSERE GENITORI INDEGNI PER FIGLI DEGNERI oppure NO!
Mio