Ultimamente leggendo qua e là articoli e pensieri ma soprattutto confrontandomi con persone in lunghe e talvolta stizzose conversazioni, ho capito che anche per me esiste una cosa in grado di farmi infervorare al limite dell'iracondia. Questa cosa è l'incoerenza e la demagogia, proprio non le sopporto. È un discorso apolitico e apartitico nel senso che credo che i benpensanti ci siano da entrambe le parti; ci sono quelli che difendono patria e famiglia e vanno a peripatetiche e non pagano le tasse, poi ci sono quelli si ergono ad ambientalisti e pacifisti che tra le dita reggono la loro sigaretta che per essere stat prodotta si è inquinato e per il cui tabacco nell'Africa tropicale si sono combattutte guerre. Io non voglio insegnare ASSOLUTAMENTE niente a nessuno ma a voi chiedo gentilmente la decenza di STARE ZITTI, perchè non siete sul pulpito adatto per proferire predica alcuna!
A voi massimalisti di pensiero, che siete incoerenti nella vostra stragrande maggioranza, dico: "Pensate prima di parlare. Pensate se potete parlare.". Non crediate di poterlo fare così in libertà senza cadere in contraddizione perché sarebbe un attimo mettervi in mutande quasi tutti. Voi illustri rappresentanti vivete e lasciate vivere, smettetela di farvi gli affaracci degli altri quando gli altri non fanno altro che seguire il loro istinto, ma a voi dico siate pure orchiclastici con chi lo è con voi.
Il relativismo di pensiero, che vado cercando un po' su tutto e che difficilmente e troppo spesso riesco a non trovare, non credo che sia un modo per farsi andar bene un po' tutto quello che ci pare. Questo sarebbe vero se non fosse seguito da un'idea di vita o da un ideale. Il relativismo di pensiero credo che sia l'approccio corretto per non giudicare a priori per potersi integrare e poter capire e, a meno che voi non vi sentiate un dio in terra, ne avete bisogno quanto chiunque altro per crescere.
Mi è stato detto che uso la parola relativismo come i bambini piccoli dicono "cacca" le prime volte che capiscono che è una parolaccia, questo mi fa sorridere e piacere perché pur sapendo che mi prendono per il sedere è per me un piacere usarla sempre con chi dice: "Assolutamente..." senza provare il non assoluto, o ancora: "Non mi piace..." senza assaggiare, o il peggio: "Non sarò mai..." senza capire che nel mai forse c'è qualcosa di positivo che si può raschiare dal fondo incrostato sul quale giace. E poi ci sono due cose che ASSOLUTAMENTE mi fanno davvero alzare la pressione la prima è: "Siete tutti uguali", ed a loro dico uguale sarai te perchè chi sono questi tutti? Io so di essere simile ma assolutamente con la stessa certezza ti lascio l'uguale che pure mi offende. Non perché io mi senta superiore anzi, nella mia quasi totalità sono inferiore alla maggioranza delle persone che mi circondano sia ben chiaro. La seconda espressione è: "Io non potrò/farò/... come lui/lei", a voi dico ma chi cazzo è questo lui/lei? Un supereroe dei fumetti? Perché in tal caso avete ragione, in caso contrario potrei partire in quarta con un tono aumentato di voce non mi appartiene e iniziare un monologo senza fine che vi condurrebbe allo sfinimento (su certe cose non mollo). Ah dimenticavo, poi c'è una terza cosa ed è quella di poter considereare solo una determinata cerchia di persone come gli eletti ad una razza superiore, ma qui vi sgamo cari coerenti massimalisti, perché se voi dite che le persone sono tutte uguali come possono esistere solo loro? E poi di chi sono figli? Di un dio? Per piacere, ognuno può diventare ciò che vuole ed essere, ciò in cui crede e appunto perché noi si crede in cose diverse si diventerà o meglio si è simili. Simili perché sia io che voi cediamo a debolezze personali alle quali non sappiamo sottrarci, debolezze che possono essere meramente ricondotte alla parola PIACERE.
A noi tutti dico andate a puttane per il vostro divertimento personale e fumate le vostre sigarette per il piacere che vi porta quella senzazione ma vi chiedo gentilmente non venite ad indicarmi strada alcuna. Che poi non lo dico io ma lo diciamo in tanti o no illustre Francesco? Io non sono (per sfortuna) uguale a te e simile non lo sono neppure come le due facce di una moneta ma ascoltandoti non posso che dirti che hai ragione quando canti: "ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me che cos'è la libertà!".
Se chissà se mi avete capito mi sa che penserete che ho scritto come chi odio sentir parlare ma così non è perché non voglio insegnare niente a nessuno perché so di non saper ne scrivere e parlare, perché sono ignorante e di sapere poco e capire ancor meno nel mio pensare relativistico.
Mio