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Tuesday, 25 November 2008

La Nudità fa il Monaco

E' dall'ultima volta che ho toccato questo argomento che ci penso e ripenso. Quella volta cancellai tutte le mie tracce somatiche visibili in questo blog, sporcai con il fotoritocco quelle restanti. Da quella volta non è cambiato nulla, ma forse anche sì. Ora sono più nudo di allora, ora sono più me stesso.

Ora più di prima scrivo pensieri che mica mi domando chi li leggerà, scrivo pigiando tasti neri e sentendomi come da bambino alle elementari con il rossore sulle guance che cresce quando dovevo aprirmi; sembrerebbe che la timidezza non mi abbia mai abbandonato e forse questo in parte non mi dispiace.
Forte di questa mia non-maschera, di questa mia nudità, che qui ho creato con colori, forme e fotografie, mostro trasfigurato al mondo virtuale l'esile pensiero di cui sono capace. Ora mi sento ad un bivio, purtroppo è arrivato il momento di scegliere tra un anonimato che solamente punta a non essere anonimo, ed una notorietà che vorrebbe raggiungere lo stesso obiettivo. Il perché di tutto ciò? Semplicemente perché tutti si è giudicati, e di per se questo non è un male, anzi è giusto, buono e prezioso se il giudizio trova le basi nella sensibilità e nell'intelligenza del giudice.
Sapete, finalmente anche per me, è il momento di mettere in pratica nel mondo del lavoro ciò che dovrei aver capito, o meglio e purtroppo solo imparato, nel mio percorso di studio, sperando che tutto, forse utopicamente possa condurre ad un lavoro stimolante e piacevole. Il problema ora è che è ormai prassi consolidata per i datori di lavoro condurre ricerche sui candidati, i quali vengono psicoanalizzati a colloquio e spiati in tutti i modi prima durante e dopo. Purtroppo si ha a che fare con pregiudizi, falsità e superbia da entrambe le parti, ed è quest'ultima mi preoccupa più di tutte, perché implica il poter giudicare una persona da movenze ed apparenze senza guardarci dentro (come dice Digito, ormai l'ho nei neuroni, che bello :)). Questo mi fa imbestialire perché NON DEVE essere sempre e comunque! Questo è il punto del tutto, sì perché quando una cosa è oggettivamente ingiusta e viene imposta, io divento massimalista mi vesto di bianco e nero e, rifiutando ogni compromesso, dico: "Così è, prendere o lasciare!". Purtroppo però si cresce, per fortuna si lavora e, di questo, "putroppo e per fortuna" se ne ha sempre estremo bisogno.
Sono convinto che comunque ci si possa sempre fregare, sperando e sapendo che l'intelligenza appartiene di suo all'uomo, ed è solo l'ignoranza, acquisita con sempre più estrema facilità, ad oscurarla.
Bene care lettrici e cari lettori, io sono questo, quello qui sotto, magari un po' più invecchiato ma è soltatanto perché state guardando lo sfondo ossia quella figura di omucolo (quale sono e fui) che, con faccia perplessa, osserva l'obiettivo. Io non sono quello...


Guardate ai lati, sopra e sotto. Guradate quel mare, quei colori, quelle forme. Io sono quel mare plumbeo, quel cielo che si avvia al tramonto convulso tra nuvole dei miei mille variabili pensieri, cielo che in quella notte conoscerà poche stelle. Io sono quella magnifica terra rossa, l'isola calva e quella dalla chioma come riccioli baciati dal vento. Io sono quel papavero rosso in basso a destra che fragile tenta di farsi largo tra l'erba. Sono tutto questo, nulla più.
Ora chiedo a voi che mi seguite, silenti oppure care e preziose personalità di pensieri scritti (e che pensieri!!!) è cambiato qualcosa adesso? Sapete, mi si scusi la superbia, io credo di no, perché del Vostro occhio mi fido e non ho paura perché mi (con)fido nel Vostro saper cogliere l'Essenziale. Che in me è forse solo una parvenza di esser tale.
Ora a Voi gentili e garbati lettori, chiedo un consiglio anonimo o anche no, fate come meglio vi sentite di farlo, perché tanto e per fortuna il pensiero è proprietario indipendentemente da un nome. Ora Vi chiedo se dovrei cambiare quel nome, quel indirizzo virtuale che ora mi sembra racchiuso in una gabbia con sbarre fatte di acronimi e simboli. Vi chiedo un consiglio, ma badate bene, non vi chiedo di dirmi ciò che è meglio ma ciò che è GIUSTO per VOI, così che io possa rifletterci sopra per tentare di capire.
Vada come vada cambierà, oppure anche no, solo un indirizzo ma, questo spazio che mai è voluto essere o diventare un diario di confessione ma solo un soffio leggero del mio modesto pensiero, rimarrà sempre la stessa mutevole Casa dalle mille porte e dalle mille finestre, dalle quali Voi potete entrare, dalle quali Voi potete affacciarvi. Voi siete sempre benvenuti, sempre Vi potrete soggiornare a vostro piacimento come ospiti preziosi, perché il Vostro pensiero che di tanto in tanto (ma anche spesso) lasciate, colora mirabilmente di splendenti e meravigliose tinte mura che altrimenti sarebbero grigie ed opache. Di questo Vi ringrazio davvero!
Ora a Voi la parola, sapendo che nulla cambierà se non il mio provare ad Essere sempre mutevole come le nuvole che bruciano nel crepuscolo di fuoco vivo, che si spengono sotto i dolci baci della notte per rinascere il giorno dopo sempre diverse sempre uguali nel loro essere. Resterò sempre Me, resterò sempre IO. Resterò sempre MIO, nulla più.
Grazie,

Roberto



PS:Ringrazio Alberto per avermi portato fino alla foto di questo post. Non credevo che esistesse ancora in questo blog, mi ha fatto riflettere più celermente e profondamente. (comunque hai avuto un bel coraggio a leggerlo tutto. Dovrei erigere un monumento alla tua caparbietà :))

PPS: Scusate la lunghezza ma purtroppo non sono riuscito a fare meglio. Mi raccomando dite pure tutto quello che vi pare, vi passa nella mente, lasciate che passi nelle vostre dita senza filtri. Lo apprezzerò, anche se credo che questa volta mi limiterò al solo ascolto. Scusatemi in anticipo.

Sunday, 23 November 2008

Grazie Natura

-"Cosa fai seduto su questo sasso?"
-"Sssssssssshhh per piacere. Prova ad ascoltare, prova a vedere..."
-"Ma sai che..."
-"Lo so, mancano più di due ore di cammino, la strada del ritorno conta più di dieci chilometri ed ora sono qui su un sasso nel bosco a contemplare le meraviglie della natura. Fa lo stesso, ora non mi importa. Ora anche tu, ascolta e guarda vedendo."













Tutto questo e molto altro di più ho potuto vedere, sentire, provare e sperimentare.
Ho visto il bosco mutare al mio incedere lungo la strada ora d'abeti ritti come candele, e poi di faggi nodosi e roveri rugosi come i vecchi saggi, ed ecco tutto di un tratto un prato abitato da ultracentenari castani che sembrano antichi monolitici guardiani di chissà quale regno perduto, e poi dolcemente eccomi immerso negli scapigliati ulivi e le ricurve viti.
Ho visto le luci della città deboli deboli penetrare nel ventre scuro della natura, luci cha avevano occhi di gatto selvatico, occhi di volpe, occhi da cerbiatto.
Ho visto rami gentili coprirmi come quasi a volermi proteggere con le loro braccia possenti dal freddo che cresceva con la notte. Ho sentito i rumori degli amici della selva notturna ed a loro ho augurato buona notte. Ho visto la strada davanti ai miei occhi giocare a nascondino nelle tenebre, l'ho vista mutare da sterrata a lastricata per poi conoscere il cemento e quindi l'asfalto.
Ho sentito la compagnia del mio me stesso mentre osservavo le stelle creare sempre nuove e magnifiche coreografie nel cielo ormai scuro e profondo.
Eppoi ecco tutto ad un tratto quasi violentemente ho rivisto i miei scarponi, le mie pupille si sono contratte, alla luce dei lampioni riecco che compare la mia ombra. Ombra di chi? Ombra di che cosa? E' questo il benvenuto della civiltà? E' forse quella piatta e nera sagoma il mio vero IO? Lo stesso che prima mi sentivo addosso? Non ho risposte.
Questo ho potuto vedere, ascoltare e provare oggi. Molto e molto altro ancora è sfuggito ai miei deboli sensi, ai miei flebili metasensi.
A voi garbati lettori dedico queste mie foto, son poco lo so, ma spero che non siano niente.
Laku noc ossia leggera notte,

Mio

Saturday, 22 November 2008

Quadrophenia -The Who

Certe volte la musica aiuta. Aiuta a sognare, a perdersi nei pensieri. Aiuta a vivere fino in fondo le esperienze che ci si trova di fronte come regali inattesi. Aiuta ad alleviare il dolore ed esaltare l'amore. In certe situazioni non ne potrei fare a meno, ma credo che questo sia normale.
Per questo weekend vorrei, se posso, suggerirvi un pregievole ascolto ossia Quadrophenia, la seconda rock-opera degli Who. A mio parere di minor pregio della prima ma, questo discorso, forse non ha senso quando si parla di eccellenze. Sapete è grazie ad una canzone di questo album che mi sono avvicinato e lasciato addomesticare dagli Who, indovinate un po' quale?
Di tanto in tanto mi chiedo se la Vita, non la nostra quella personale, ma quella generale di tutti che ci si trova ad affrontare tutti i giorni, avesse voce ebbene quale sarebbe questa voce? Per me sarebbe, è stato ed è la voce preziosa della musica nei suoi milioni di linguaggi. Beh però adesso basta chiacchere qui la Vita ha la voce degli Who.
Buon ascolto,

Mio

PS: la qualità è scarsa ma forse non è l'unica cosa che si deve apprezzare quando l'aria vibra!!!

Doctor Jimmy


5:15

I've had enough

Thursday, 20 November 2008

Skype di mattina fa venire l'acquolina...

Come un terremoto o come un soffio, questo non centra. Quello che non resta è il Tutto. Il declino è sempre inevitabile.
Sì parlo d'Amore, quello con la "A" talmente maiuscola che mica ci starebbe in questo post. Se niente dura al tempo è perché la Morte è vitale e la Vita è mortale. Di che Morte e di che Vita parlo? Quella dei sentimenti, quella Vita che non conosce fine se si ha il privilegio di vivere con chi non si dimentica mai di attizzare il fuoco che essa genera. Morte che nasce perché nel ricordo puro non si vive.
Questo è per me il mare di tristezza che si ha dal momento in cui si accende una fiamma, dal momento in cui ci si ferma davanti ad un fuoco abbracciati a contemplare i magnifici scherzi di spettri sinuosi e flessibili, quando inebetiti non ci si accorge che poco dietro alle nostre spalle tutto ritorna come fumo grigio e tossico. Ma forse ce se ne accorge, lo si sa e non importa. Perché talvolta è bella anche la Morte. La Morte Viva.

Mio


PS: grazie del n-esimo spunto riflessivo! Adesso ci penso e ripenso, perché mica me la sento di darti ragione eppure di torto mica si parla! Ora, conoscendomi, credo di avere ragione... anche se un po' meno.

PPS:il titolo è pessimo (è uscito così) ma mica lo cambio, così mi ricorderò ancora una volta che prima di una certa ora è meglio che azzittisca i miei pensieri :)

Tuesday, 18 November 2008

Ignoranza sociale

C'è una sera che mica è come altre, ci sono persone ma sopratutto Personaggi (il senso di personaggi non è quello con la "p" minuscola ma il suo contrario ok?) che ti vorrebbero tra loro, tu questa volta mica puoi.
C'è un'altra sera, la stessa sera, mica come altre pure questa ma più altra rispetto alla precedente. Colleghi di banco di tempi vissuti ed andati e professori che ora si sono diventati persone adulte come te o forse è solo l'inverso, ma non cambia poi molto, si incontrano e tu incontri loro.
Stai vivendo questa serata è ancora giovane e sta muovendo ancora i primi passi, per un gentile favore ti viene regalato il pensiero che per la prima volta si fa voce di una persona, che stranamente, per il tuo concepire certe cose, ti senti di poter affermare essere stimata ed ammirata pur non conoscendola, provi una strana, pregiata e quieta emozione.
Una voce calma di allegria spinta e spianata, limpida e serena ti entra nelle meningi, tu ascolti e replichi cercado di abbattere l'apatia dei tuoi pensieri, la tua apatia. La comunicazione latita per demerito solo tuo, di li a poco il congedo. Dall'altra parte del capo atmosfera di festa, nel tuo di capo la solita voce di nome coscienza ti mette sotto il naso perplessità e delusione impresse in un quadro blue di consapevolezza.
Ritorni alla tua seconda serata, che prosegue liscia e declivia a dolce conclusione. Tutto è comunque stato piacevole perché diverso, i tuoi colleghi sembravano piacevolmente divertiti, almeno quello ti lascia tranquillo.
Tu rientri a casa e capisci che pure questa volta c'è stato qualcosa che non è andato.
Capisci che non sei più in grado... non centra, questo non centra, capisci che non sei ancora in grado di VIVERE il momento nel più normale dei modi ossia lasciandosi andare.
Capisci che comunque fosse andata, fosse stata anche la prima serata, avresti perso comunque l'occasione.
Capisci che non sai se accetterai un'altra proposta, perché non è la voglia di metterti in discussione che ti manca, ma la voce per discutere.
Capisci che quella sera, quella che mica è stata come altre, che tu non saresti stato fuori posto, ma COMPLETAMENTE fuori posto.
Capisci che ti appartiene un'ignoranza sociale da far invidia al più solo degli orsi polari, al più asceta tra gli eremiti.
Capisci che non è misantropia la tua, ma è il tuo essere fuori da tutto. Questo mica lo vuoi ma te lo trovi sempre di fronte.
Capite cosa intendevo quando parlavo di dita artritiche? Sono una persona affetta da bradicinesia nel muovermi in certe situazioni. Tutto passa, tutto va. Non so rincorrere perché non ho mai imparato a correre. Questo mi lacera, perché non è una mia opinione ma un dato di fatto!
Per piacere non mi si venga a dire: "Si può cambiare basta volerlo!", in queste cose non me la sento di darvi ragione, perché per curare questa ignoranza servono passione ed intelligenza sociale, ed in me l'insieme delle due cose non trova riscontro.
Sinceramente mi dispiace molto di non aver partecipato, sicuramente non vi siete persi niente, anzi ci avete guadagnato e non poco. Fidatevi!

Mio


Soundtrack On Air: Blue -Joni Mitchell

Blue
Blue songs are like tattoos
You know I've been to sea before
Crown and anchor me
Or let me sail away
Hey Blue, here is a song for you
Ink on a pin
Underneath the skin
An empty space to fill in
Well there're so many sinking now
You've got to keep thinking
You can make it thru these waves
Acid, booze, and ass
Needles, guns, and grass
Lots of laughs lots of laughs
Everybody's saying that hell's the hippest way to go
Well I don't think so
But I'm gonna take a look around it though
Blue I love you

Blue here is a shell for you
Inside you'll hear a sigh
A foggy lullaby
There is your song from me

Sunday, 16 November 2008

La spinta... di Archimede

Archimede disse: [1]

"Qualsiasi corpo solido più leggero del fluido nel quale è collocoato si immergerà finché il peso del solido sarà uguale al peso del fluido spostato. Inoltre, qualsiasi corpo solido più pesante del fluido nel quale è posto sprofonderà, e se si peserà il solido nel fluido, esso risulterà più leggerodel suo vero peso con una differenza di peso che sarà uguale al peso del fluido spostato."
Matematicamente ho detto che: (che sublime, in soli cinque simboli)
FA=dflu g V
dove: FA=forza di Archimede; dflu=densità del fluido; g=accelerazione di gravità; V=volume spostato.
Il peso del corpo invece è dato da:

Fp=dsol g V
dove: Fp= forza peso; dsol=densità del solido; g=accelerazione di gravità; V=volume spostato.
Noterete che tra gli otto simboli di cui sopra si hanno pesanti analogie (V, g) e differenze (F
p, dsol; FA,dflu). In un immaginario "braccio di ferro" tra forze se vincesse FA ossia:
FA>Fp e quindi dflu>dsol
allora il corpo tenderebbe a galleggiare. La conclusione duale viene da se.
Questo è quello che, in parole spicce, succede in Natura, nulla di più e nulla di meno. Che poi in Natura c'è tutto no? Pensando al galleggiamento questa mattina ho un po' fantasiosamente esteso il concetto alla Vita. L'ho vista, da un punto di vista sociale ma anche personale, come il fluido fondamentale nel quale si è tutti immersi. Fluido nel quale c'è chi galleggia con destrezza impressionante e chi ci affonda in maniera inesorabile. Perché?
Credo che la risposta sta nelle densità solide, ricordate dsol personali, qualcune le ha più elevate della dVita ed altri purtroppo no. Quindi esistono persone "naturalmente" fregate? Insomma si è come chi vuol fare la stella in mare ed inmancabilmente causa il suo scheletro negativo? (credo che si definisca così). Mah forse anche no, basterebbe saper nuotare, e così facendo, si renderebbe inapplicabile la legge di Archimede. Che poi nuotare non è altro che il concetto di forza, ma qui si passa a Newton ed alle mele e ora la sera sta per fuggire e voi se avete resistito siete stati anche troppo bravi e buoni, quindi non vi tedierò oltre.
Scusate se vi ho rubato del tempo con questi i miei pensieri sparsi senza senso, di solito certe cose mi succedono la mattina presto tra il sonno e l'incedere del risveglio, oggi ero sveglio già da tempo, mi sa che sto peggiorando. :)
Io mi faccio forza o almeno ci provo, spero di non finire l'ossigeno prima della completa risalita.
A voi tutti auguro una leggera, facile nuotata (qualora servisse) e una buona nottata!

Mio

Soundtrack On Air: Symphony #9 -Ludwig Van Beethoven


PS: la foto mica centra qualcosa ma il crepuscolo che ho trovato nel cielo alla fine della mia blanda escursione domenicale era davvero rilassante per gli occhi ma non solo.

[1] - Wikipedia (Lo so, pessima fonte per queste cose, scusate)

Saturday, 15 November 2008

Legàmi e Legami

E' un po' di giorni che giace sul retro di un plicco di fogli per stampanti d'archeologia, sapete qui fogli con i buchetti dalle parti, ed ora ho deciso di "donargli" una vita pubblica. Ma prima di iniziare devo dire che tutto è nato da qualcuno che mi ha gentilmente ha acceso in me una riflessione, e per questo ringrazio, e di cui non farò qui il nome perché questa volta credo che sia meglio così. Mi si scusi la presunzione.

Cosa ci tiene in un posto, in un luogo mentale o fisico che sia? Credo che sia solo una tela fine ed impalpabile che intreccia saldamente sentimenti e ricordi, vita vissuta e speranze attese per il nostro divenire.
Tagliare tutto, tagliare la trama e lacerare l'ordito non è facile. E' un po' rompere l'incanto che fa ceva aprir bocca inebetiti per il tempo che fu... fu sì, che ora non è, al quale ora sei legato solo per riconoscenza, rispetto e un po' di gratitudine. Legame che devi rompere, perché così facendo, nulla di male causerai anzi genererai solo bene per te stesso che non potrà che essere felicità per chi ti sta attorno, ti stima e ti apprezza.
Ormai lo sapete, sapete della mia voglia di fuga che ancora non so se ci potrà essere. Fuga che quando credevo "formalizzata" al solo suo pensiero mi faceva volare tre metri sopra il suolo, mi faceva ridere e commuovere per la felicità. Che magnifiche ali ho avuto per un paio di giorni, sapete me ne autocompiacevo, me ne vantavo allo specchio nel chiuso di una stanza. Ora le ali sono cadute, ora vedo tutto così impossibile e labile, ora mi risento fragile.
Credo che per fare delle scelte in libertà, parlando un po' freddamente, sia importante minimizzare il più possibile il numero di fattori esterni non controllabili direttamente dalla nostra volontà, è anche per questo che nella mia mano non ho ora mani, nel mio cuore non ho calore e nei miei pensieri ho solo ricordi d'Amore. Credo che sia giusto così, perché quando ho avuto questo e molto altro di più, ho generato di fronte a scelte personali solo un mare di tristezza cupa, immota, plumbea.
Ah però quanto mi manca il calore di un affetto, sia esso amore ma anche no, il dolce non pensare quando ordito e trama tessevano in silenzio arazzi di meravigliosa e infinita bellezza. Quanto, quanto davvero!

Mio


Soundtrack On Air: God -John Lennon

Thursday, 13 November 2008

Il Lupo della Steppa (Der Steppenwolf) -Hermann Hesse

Forse non l'ho capito per niente, forse solo in minima parte ma devo dire che questo libro mi ha toccato nel profondo. Tra le sue righe ho visto disegnato con parole il mio Essere girovago nella desolata e sconfinata steppa dei miei pensieri. Ne sono rimasto colpito, ammagliato e sedotto. E' stato come vedere tra le righe l'ombra del mio Essere. Sicuramente altre persone prima di me avranno percepito la stessa senzazione, sicuramente ne saranno rimaste lusingate, altre atterrite e altre dispiaciute. Io ricado tra quest'ultime, in quelle che si vedono come un lupo grigio ed opaco che assorbe la luce, che non splende sotto i raggi dell'esistere.
Nella descrizione "fisica" dell'animo del protagonista ho rivisto i miei pensieri, il mio agire i miei atteggiamenti. Con lui condivido lo stesso approccio alla Vita, di lui purtroppo non condivido la cultura che, nella mia ignoranza (mica una volta mi esce giusta la seconda persona plurale del congiuntivo presente), è una cosa piccina piccina se confrontata con quella del protagonista.
Niente è più triste dell'essere un lupo della steppa che basta a se stesso, niente è più svilente di non capire che questo non è vivere ma un continuo tentare di suicidarsi senza riuscirci.
Capire se stessi, come è riuscito a fare il protagonista, è forse la cosa più difficile che ognuno possa fare. Non saper ascoltare gli insegnamenti di Erminia, Pablo e Maria è il gettare al vento l'essenza stessa della vera Vita, è la somma ignoranza che si coagula in un grumo di essere umano quale io sono e fui, quale non vorrei essere. Ah ancora il condizionale che esce naturale, ancora!
Vita che bisogna stringere tra le dita come il corpo di una ballerina, respirare nell'estasi di un musicante alla quale bisogna abbandonarsi tra gli spasimi profondi che si trovano solo quando l'Amore si fa amante e si fonde in un unica entità.
Parole inutili sono le mie per chi queste cose le vive. Inutili per me che, pur capendole, viverle non so. Per me che vivo rinchiuso nel mio squallido teatrino dove il ridere non regna!
Misero me che per quelle zanne che vedo balenare nei miei occhi sono schiavo di me stesso, del mio lupo della steppa. Della non Vita, della non Morte!
A presto,


Roberto... Mio... My Steppenwolf



PS: E. grazie DAVVERO del consiglio letterario preziosissimo!

Wednesday, 5 November 2008

(In)decisione Parte Seconda: Vita Attuale

Sono giorni o meglio settimane d'autunno che si fa inverno, dove i colori sono stati rubati dal vento e gettati a terra con un soffio gelido gelido per esser insudiciati da una pioggia che comincia ad essere troppo fredda.

Non so che mi gira dentro, quello che so è che vorrei fare il pieno ma non di Vita, ma il pieno di malinconia, tingermi ancora una volta di quel blu profondo con il quale altre, e forse troppe, volte ho intonacato con meticolosa perizia il mio Essere. Non pretendo che le cose vadano come voglio, no assolutamente, questa è per me utopia, vorrei solamente che andassero perché non c'è peggiore sensazione del stare fermi che il sapere di esser fermi. Ora sono immobile.
Sono un paio di giorni che non trovo la colonna sonora per la mia giornata, passo il tempo tra il tedio e lo sconfinato pensare alla mia staticità, se poi c'è di mezzo un libro che sembra essere stato ritagliato sul tuo Essere, ma che poi non rappresenterà il tuo essere futuro, tu stai li a masturbarti nei pensieri autoreferenziali non capendo che devi distruggerti ancora per ricostruirti di nuovo. Cosa insisti? Fa male lo sai, ma è sempre stata la tua unica strada. Lo sarà anche questa volta. (ora suona Imagine John Lennon cazzo!)
Vorresti solo un minimo di sicurezza in un tuo futuro incerto che però è l'unico che ti attira, ed invece passi svogliato come un bambino viziato a fare i capricci su ciò che non ti va, su ciò che, forse, sarebbe più facile e sicuro ma che coscientemente sai già che è il chiudersi in un mondo che non vuoi e vorrai. Ma forse mica sai più cosa vuoi, puoi raccontarti il raggiungere la meta, puoi raccontarti il migliorarti, il metterti in discussione, puoi raccontarti questo e molto altro di nobile ancora, però cos'hai lasciato dietro? Cos'hai attorno? Cos'hai di fronte? Solamente ciò da cui scappi, e mai si scappa da ciò che si desidera, quindi che cosa hai costruito fino ad ora? Ma ora basta domande retoriche!
La vita forse è come una clessidra, non è mai vuota è sempre piena ma se non si ha il coraggio, la forza, l'incoscienza e la saggezza di girarla è inutile nella sua staticità. Statica e quindi inutile come la mia, ora, per me.
Buona notte a voi tutti. Buona notte a voi sognatori che di qui passerete, sognate anche per me. Io ho smesso da tempo.

Mio


PS: Mi sa che John mi terrà compagnia per un po'. La sua voce malinconica e triste, arrabbiata e vitale parla al il mio Essere ora e di questo ne ho proprio bisogno. Un po' di musica e nulla più.

Soundtrack in my mind and on air: Mind Games -John Lennon

Tuesday, 4 November 2008

(In)Decisione Parte Prima: Amore

Non si può decidere se innamorarsi, questo credo che sia fuor di dubbio, ma decidere di non innamorarsi mica sono così sicuro. Personalmente credo che basta seguire delle linee guida che, per quanto mi compete, sembrerebbero funzionare:
  1. Distacco formale nei rapporti interpersonali, i.e. non fare "il lumacone".
  2. Evitare assolutamente o ridurre al minimo il contatto fisico.
  3. Mantenere una lucida freddezza interiore.
  4. Domandarsi sempre prima di fare/agire se si rischia grosso.
Alcune di queste regole le applico proprio così come le ho scritte altre mica ci riesco con tanta facilità, migliorerò. Vi domanderete perché scrivo questo, perché rifuggo dagli affetti se non sicuramente dall'Amore, semplicemente perché cari esseri fatati a Voi bisogna trattarvi non bene ma nel migliore dei modi, bisogna mettere in gioco tutto! E poi, secondariamente ma mica tanto, perché se l'Amore colpisce sono dolori grossi grossi, ed almeno mettendoci tutta la dedizione possibile ciò che resterà "solo" un dolore grosso. Perché finisce quasi sempre, perché tra due Dolori c'è sempre un'Amore.
Sono consapevole che rispettare i punti che ho elencato mi mostra agli altri come una persona piena di albagia (ho imparato una parola nuova :) ) o fredda, scusatemi la mia pausa prosegue, perché in questo limbo mi sono adagiato sul niente respirando nulla, che tante volte assomiglia al conforto anche se non lo è. Sapete ho sperimentato una sola volta quello che chiamai col nome altisonate di: "Teorema della Vicinanza" e, a poca distanza dalla sua formulazione, ho avuto dimostrazione della sua validità. Ancora oggi aspetto una confutazione che lo smentisca, ma credo che tra non molto, ne avrò ancora una conferma e questo di per sè non è male, anzi! Per ora mi va bene così, per domani (spero) so cosa mi attenderà appena mi alzerò.
Questo è quello che credo mi possa competere "personalmente", anche perché sono consapevole che l'Amore mica si veste solo di cuori, certe volte ha un bel mantello di picche ricamato ed allora bisogna essere bravi il doppio a non abbassare la guardia perché le picche non accarezzano, colpiscono tra capo e collo, tramortiscono.
Una sorta di consapevolezza che ormai sento nei confronti dell'Amore mi da un succedaneo di serenità che per ora mi lascia meno pesante anche perché vada come vada nessuno è blindato, forse purtroppo, sicuramente per fortuna! Io intanto mi corazzo, intanto comincio pure a sentire il peso delle mie protezioni peccato per lui, non sa ancora quanto sono duro! Peccato per me, lui sa attendere in riva al fiume! So di aver già perso ma la mia pellaccia eppure, per ora, la vendo cara!

Mio


PS: E' per me il momento di prendere delle decisioni nelle quali non dovrò essere indeciso. Delle decisioni nelle quali lanciarmi dentro. (In)Decisioni appunto.

Sunday, 2 November 2008

Somewhere over my thoughts

Camminare e muovermi aiuta ad alleggerire i miei pensieri che, ad essere davvero onesto, in queste due ultime settimane sono stati davvero pesanti... talvolta succede, talvolta mi sembra un eccezione il contrario.
Ora sono qui davanti al video batto sulla tastiera lettere lente lente come i miei pensieri, alleviati da questa piacevole stanchezza che sembra raccontar loro storie di mondi fatati, dolci ninne nanne orami dimenticate. Anche oggi la Natura ha fatto il suo dovere, la giornata è stata più lieve anche grazie e sopratutto alla preziosa compagnia di N. detto anche P. :), grazie della piacevole giornata/serata. Davvero!
Ecco un paio di foto per condividere con voi silenti, ma anche no, "miei" garbati lettori. Sperando che vi aggradino, vi auguro una settimana migliore di quella passata (così mica mi sbaglio :) ).
A presto,

Mio

  • Ghiacciai Eterni

  • Non so perché ma il vuoto mi attira da sempre
  • Non solo i TIR possono rombare via i pensieri, la gentile brezza di alta montagna sa far di meglio. Se poi c'è pure un bel spettacolo per gli occhi...
  • La via del ritorno

Anima di Pongo

Anima di Pongo

Multiforme multicolore,
malleabile alla Vita,
incisa dall'Amore.

Mescolanza è la tua vocazione,
orme ti percorrono lasciando traccia
in ogni direzione.
Cammini che si intersecano,
cammini che si arrestano,
curiose tracce di un destino villano.

Come vorrei che...
Cosa vorrei se...
Ah mia malinconica Compagna,
mia Anima, mia Anima di pongo!

Mio

Something About Me

Last Listen Music

  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

Last Read Books

  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

Last Seen Movie

Translation - by Google