E' dall'ultima volta che ho toccato questo argomento che ci penso e ripenso. Quella volta cancellai tutte le mie tracce somatiche visibili in questo blog, sporcai con il fotoritocco quelle restanti. Da quella volta non è cambiato nulla, ma forse anche sì. Ora sono più nudo di allora, ora sono più me stesso.
Forte di questa mia non-maschera, di questa mia nudità, che qui ho creato con colori, forme e fotografie, mostro trasfigurato al mondo virtuale l'esile pensiero di cui sono capace. Ora mi sento ad un bivio, purtroppo è arrivato il momento di scegliere tra un anonimato che solamente punta a non essere anonimo, ed una notorietà che vorrebbe raggiungere lo stesso obiettivo. Il perché di tutto ciò? Semplicemente perché tutti si è giudicati, e di per se questo non è un male, anzi è giusto, buono e prezioso se il giudizio trova le basi nella sensibilità e nell'intelligenza del giudice.
Sapete, finalmente anche per me, è il momento di mettere in pratica nel mondo del lavoro ciò che dovrei aver capito, o meglio e purtroppo solo imparato, nel mio percorso di studio, sperando che tutto, forse utopicamente possa condurre ad un lavoro stimolante e piacevole. Il problema ora è che è ormai prassi consolidata per i datori di lavoro condurre ricerche sui candidati, i quali vengono psicoanalizzati a colloquio e spiati in tutti i modi prima durante e dopo. Purtroppo si ha a che fare con pregiudizi, falsità e superbia da entrambe le parti, ed è quest'ultima mi preoccupa più di tutte, perché implica il poter giudicare una persona da movenze ed apparenze senza guardarci dentro (come dice Digito, ormai l'ho nei neuroni, che bello :)). Questo mi fa imbestialire perché NON DEVE essere sempre e comunque! Questo è il punto del tutto, sì perché quando una cosa è oggettivamente ingiusta e viene imposta, io divento massimalista mi vesto di bianco e nero e, rifiutando ogni compromesso, dico: "Così è, prendere o lasciare!". Purtroppo però si cresce, per fortuna si lavora e, di questo, "putroppo e per fortuna" se ne ha sempre estremo bisogno.
Sono convinto che comunque ci si possa sempre fregare, sperando e sapendo che l'intelligenza appartiene di suo all'uomo, ed è solo l'ignoranza, acquisita con sempre più estrema facilità, ad oscurarla.
Bene care lettrici e cari lettori, io sono questo, quello qui sotto, magari un po' più invecchiato ma è soltatanto perché state guardando lo sfondo ossia quella figura di omucolo (quale sono e fui) che, con faccia perplessa, osserva l'obiettivo. Io non sono quello...
Guardate ai lati, sopra e sotto. Guradate quel mare, quei colori, quelle forme. Io sono quel mare plumbeo, quel cielo che si avvia al tramonto convulso tra nuvole dei miei mille variabili pensieri, cielo che in quella notte conoscerà poche stelle. Io sono quella magnifica terra rossa, l'isola calva e quella dalla chioma come riccioli baciati dal vento. Io sono quel papavero rosso in basso a destra che fragile tenta di farsi largo tra l'erba. Sono tutto questo, nulla più.
Ora chiedo a voi che mi seguite, silenti oppure care e preziose personalità di pensieri scritti (e che pensieri!!!) è cambiato qualcosa adesso? Sapete, mi si scusi la superbia, io credo di no, perché del Vostro occhio mi fido e non ho paura perché mi (con)fido nel Vostro saper cogliere l'Essenziale. Che in me è forse solo una parvenza di esser tale.
Ora a Voi gentili e garbati lettori, chiedo un consiglio anonimo o anche no, fate come meglio vi sentite di farlo, perché tanto e per fortuna il pensiero è proprietario indipendentemente da un nome. Ora Vi chiedo se dovrei cambiare quel nome, quel indirizzo virtuale che ora mi sembra racchiuso in una gabbia con sbarre fatte di acronimi e simboli. Vi chiedo un consiglio, ma badate bene, non vi chiedo di dirmi ciò che è meglio ma ciò che è GIUSTO per VOI, così che io possa rifletterci sopra per tentare di capire.
Vada come vada cambierà, oppure anche no, solo un indirizzo ma, questo spazio che mai è voluto essere o diventare un diario di confessione ma solo un soffio leggero del mio modesto pensiero, rimarrà sempre la stessa mutevole Casa dalle mille porte e dalle mille finestre, dalle quali Voi potete entrare, dalle quali Voi potete affacciarvi. Voi siete sempre benvenuti, sempre Vi potrete soggiornare a vostro piacimento come ospiti preziosi, perché il Vostro pensiero che di tanto in tanto (ma anche spesso) lasciate, colora mirabilmente di splendenti e meravigliose tinte mura che altrimenti sarebbero grigie ed opache. Di questo Vi ringrazio davvero!
Ora a Voi la parola, sapendo che nulla cambierà se non il mio provare ad Essere sempre mutevole come le nuvole che bruciano nel crepuscolo di fuoco vivo, che si spengono sotto i dolci baci della notte per rinascere il giorno dopo sempre diverse sempre uguali nel loro essere. Resterò sempre Me, resterò sempre IO. Resterò sempre MIO, nulla più.
Grazie,
Roberto
PS:Ringrazio Alberto per avermi portato fino alla foto di questo post. Non credevo che esistesse ancora in questo blog, mi ha fatto riflettere più celermente e profondamente. (comunque hai avuto un bel coraggio a leggerlo tutto. Dovrei erigere un monumento alla tua caparbietà :))
PPS: Scusate la lunghezza ma purtroppo non sono riuscito a fare meglio. Mi raccomando dite pure tutto quello che vi pare, vi passa nella mente, lasciate che passi nelle vostre dita senza filtri. Lo apprezzerò, anche se credo che questa volta mi limiterò al solo ascolto. Scusatemi in anticipo.






