Niente è più facile che creare la Vita, dare la Morte.
Inseminare o abortire è un soffio di parole, modulato ma anche no, che esce dalla bocca. Nulla più!
Sarebbe bastata una firma falsa ma non falsificata. Nulla più!
Sono da rinchiudere. Chi segue i propri Sogni deve essere rinchiuso. Perché? Perché i pazzi sono tutti fuori. Nulla più!
Mio
PS: ben inteso, per chi lo avesse mai pensato, non ho la pretesa di essere il solo nel manicomio; certo non è tanto grande da contenere tutti quelli che stanno liberi fuori... ma qui dentro ho poca buona compagnia.
Thursday, 29 January 2009
Just For A Dream
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Thursday, January 29, 2009
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Tuesday, 27 January 2009
Aspettando
Mio
PS: scusate lo sfogo ma ho finito la carta e non ho piu' la penna... quando mi serve l'agendina non l'ho mai con me... insomma giornata di merda! e non è finita la Giornata!
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Sunday, 25 January 2009
Preghiera Per un Amico -John Irving
e che troppo spesso ci sembrano un soffio per lunghezza ma che ci danno un attimo di pura ebrezza che, se colto, profuma di eternità, di ricordi che ci fanno lasciare le nostre pene terrene nel bene e nel male.Questo libro parla di fede, fede in dio, che ha su di noi un progetto predefinito e predeterminato a priori. Parla di chi fede in dio non ha, di chi ha bisogno di segni per credere e di chi crede senza segni inseguendo un sogno.
Questo libro, volendo estremizzare, forse non parla neanche di dio ma di ciò che dio è ossia della dimensione della fede che, se esiste ed è solida, dona esistenza e solidità pure al concetto di dio. A mio MODESTISSIMO avviso volendo ridurre ai minimi termini il pensiero celato tra le righe è che il sogno inseguito è l'unica dimensione che può rendere compiuta una Vita. Alla fine non si resterà mai con un pugno di mosche in mano. Si potrà rimanere scottati a morte così come baciati a nuova vita, ma da lassù, dall'alto del mondo inseguito e sperato, nulla avrà mai lo stesso prezzo, lo stesso sapore, la stessa immensità di quanto si è conquistato.
Io, per me, ci credo in questo, convivere nelle incognite però fa paura e talvolta toglie pure il sonno. Vivere con nelle speranze non fa paura ma toglie il sonno comunque. Sapere di non sapere niente e provare a se stessi che si ha ragione o si sbaglia, esplorare, vivere, gioire per poi un po' morire è forse l'unico modo per dare senso alla vita, l'unica cosa è saper trovare le giuste proporzioni altrimenti, il tutto, senso sembrerebbe non averne!
A presto,
Mio
PS: Ringrazio molto Daniela per il cortese suggerimento letterario mi è piaciuto davvero, non è banale. Ma d'altronde come poteva esserlo no?! ;).
GRAZIE DANIELA!
PPS: Piccolo problema: HO FINITO i vostri preziosi suggerimenti ne avete altri? Io avrei pensato a: Anna Karenina (colpa de "L'eleganza del riccio") , Sulla Strada e Il gioco delle perle di cristallo. A voi cosa vi è piaciuto o vi piacerebbe leggere?
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Thursday, 22 January 2009
L'ho Fatto Ancora
Ho invocato la mia COERENZA!
Ho promesso CORRETTEZZA!
... ma questa volta tutto a me stesso non ad altri. Questa volta mi sono regalato un desiderio da inseguire, spero di poter cominciare a correre presto!
No, non un sogno, per quelli serve l'incoscienza, irrazionalità. Quello è il prossimo passo o almeno spero!
Mio
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Thursday, January 22, 2009
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Sunday, 18 January 2009
Alfredo
A: "Sai credo che la gente non stia bene, Io non sto bene..."
R: "Perché? Tutti si è un po' presi male e talvolta è normale dai! Essere compressi quando le cose sfuggono è la norma."
A: "Roberto sono due anni che "qui" tutto è cambiato. Io sono cambiato"
Mica me ne sono mai accorto sapete? Il cambiamento di Alfredo non l'avevo mai percepito, pensavo sempre a qualcosa di passeggero. A me fa strano pensare che ci si possa abituare ai cambiamenti a tal punto da pensare alla normalità ma purtroppo è così.
R: "Da quando ti sei lasciato con Lei quindi... non è che ne sei ancora innamorato?"
A: "No, no davvero. Ora si è amici e nulla più. Ci ho pensato davvero a fondo e così è, perché così la sento quando la rivedo. Fidati!"
R: "Sicuro?"
A: "Sì, tutto è ormai ricordo..."
A: "La gente non sta bene, io non sto bene afffatto. Sai, ogni sera tutte le settimane quasi tutti i giorni faccio ginnastica, nulla di che. Non pensare a me come un Mr. MeansHealth ok?"
R: " :)"
A: "Perché lo faccio? Sai, non serve a nulla, la mente non si allena a flessioni ed i bicipiti e gli addominali non sostengono nulla se non le membra. Mi vedo come un misero Atlante, un titano che però non riesce a sostenere il suo piccolo mondo."
Alfredo smette di parlare, si guarda le mani con i calli dei bilancieri. Chissà a cosa sta pensando.
R: "Beh pensa positivo, almeno quella ginnastica ti fa sembrare meno flaccido di prima. Ancora un po' e diventi un "grandioso fusto"!"
Dico ridendo, il clima nella stanza però non ride affatto. Alfredo non ride.
A: "Sai che mi ammazzo di fatica, con sport che assomigliano di più alle fatiche di Ercole che a qualcosa che si fa per diletto. Lo faccio per non pensare, per cancellare con lo sforzo fisico la pesantezza dei pensieri. Lo faccio per intontire il corpo e spegnere questa testa, questo malessere. Talvolta ci riesco, altre volte no..."
R: "Lo so, certe volte è anche la mia strategia. Funziona ma..."
Vengo interrotto come se non stessi neppure parlando. Alfredo è partito con i suoi pensieri.
A: "Mi sono accorto che non so più cosa significa vivere serenamente, non conosco più la Serenità. Un posto vale un altro, sono insensibile a tutto, tutto vorrei apprezzare e toccare ma mica ci riesco. La colpa è che so ciò che voglio, so che tutto è possibile ma che in larga misura è indipendente dalla volontà. I sogni si perseguono ma non per questo si possono realizzare. Certe volte si inseguono non arrivando ad alcun che. Mi sento perso dopo tanto inseguire ciò che ora non riconosco più. Ciò che avrei dovuto riconoscere tanto tempo fa... e non parlo di Lei, OK? Ma di ciò che mi ha portato a Lei. Non pensare che sia un fissato. Grazie!"
Alfredo non è un tipo che si apre, certe volte ho pensato che non esistesse nessun grimaldello in grado di aprirlo. Quando parlava pensavo che stava per esplodendere.
A: "La gente non sta bene e mi sento gente ora sai? Sono nervoso, irritabile e suscettibile, manca solo che mi metta a predicare a destra e a manca e dopo il paradigma dello stronzo è completo! Cazzo, ho sempre pensato che le pesantezze personali non devono pesare al di fuori della pelle che mi contiene... ora escono troppo spesso dalla mia bocca. Devo imparare a stare zitto. Ora devo zittirmi, scusami non mi ero accorto di stare a fare proprio questo vedi? Che merda!"
R: "Ma no figurati continua pure, fa bene sfogarsi, io pure lo faccio ogni tanto. Aiuta!"
Alfredo però si rabbuia, abbassa lo sguardo e intravedo che il pomo d'Adamo che si alza come quando si deglutisce a fatica. Sembra in apnea io aspetto un cenno del suo viso, del suo corpo, ma arriva solo un profondo sospiro e poi un accenno di sorriso.
A: "Ancora vino? Questo moscato rosa è davvero ottimo alla fine di un pasto!"
Li per li non ho saputo dire niente altro, ho rispettato la sua scelta di tacere, il suo richiudere quei pensieri tanto pesanti in un cassetto che si era svuotato quel tanto da consentirne la chiusura. Ora mi domando quante altre volte quel cassetto sarà ancora stracolmo, quante volte lo è stato in passato. Ad Alfredo voglio bene e lo capisco pure nel mio piccolo, purtroppo però, non so cosa dirgli non so cosa "fare" con lui. Penso solo che tutto sarebbe più semplice se non si sapesse nulla di niente e ancor più di noi stessi, il capire, o il pensare di poter capire, cosa si vuole è una gran bella brutta cosa. Consapevolezza la chiamano no?
Voi che cosa direste ad Alfredo? Non serve che lo conosciate perché possiate esprimere un pensiero, perché credo che per certe cose non c'è solo un modo di vedere la Vita, nella Vita ci sono mille e mille vedute non considerate, tutte ottime e pregievoli, dalle quali imparare. La mia non credo che sia un granché da proporre.
A presto Alfredo, forse è il "solo" sentirti solo che ti frega. Sei davvero sicuro di esserlo?
Roberto
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Wednesday, 14 January 2009
Perché le ombre non hanno colore?
Domani metterò la mia sciarpa indaco, indefinita e sospesa nel colore tra viola e blu profondo. Indefinita e sospesa come me. Non posso non pensare che l'unico colore che ormai mi appartiene sia solo quello dei miei vestiti, dentro mi sento grigio e forse pure tetro.
Domani sarà un giorno come molti a venire, giorno di maschere, giorno di recite, giorno di vetrine nelle quali svendersi perché di vendere non se ne parla proprio. Consola effimeramente che almeno per un po' si è a carnevale e questo non stonerà più di tanto no? Lo so, non sono credibile.
Domani e quanti domani ancora? In cerca di lavoro con la consapevolezza che non è quello che ti farà mutare il tuo stato d'animo, con la consapevolezza che quel po' di cultura che sei riuscito ad assorbire ora ti pesa, ti trafigge, ti ossida un'anima che forse non sarà mai lucente come tu vorresti. La banale ed artificiale plastica mica si può lucidare sai?
Domani e quanti domani ancora? A guardare un soffitto la sera cercando nelle ombre segnali per un futuro di speranza, creandoti in quelle ombre quadri di idilliaci sogni nei quali anche l'ombra ha colore. Aspettando l'assalto lento ed inesorabile del sonno.
Oggi come ieri, come sarà domani, nella speranza di trovare in un'e-mail una risposta positiva ad una richiesta inviata che hai creato e visto possibile in quelle ombre colorate. Nella speranza di una risposta anche se negativa, come poi sono le nere ombre nella realtà.
Domani giorno da puttana, domani ci si vende. Domani come si fa? Io non so urlare, non ho slogan particolari da lanciare nell'aria per orecchie pronte a cogliere solo quello, la mia merce è quella un po' di tutti nulla di speciale ci si può trovare se non si è disposti a cercare così come avviene per tutti. Vendere apparenze non è il mio forte.
Nella Vita ho capito che l'unica cosa che conta, per me ma credo non solo, non è un lavoro, lo studio, la professione o alcuna di queste cose indispensabili ma succedanee. Con loro non ci si addormenta occhi negli occhi la sera e a loro non ci si può portare un caffè al sorriso la mattina. L'unica cosa che realmente conta è la dolcezza dell'Amore vero che mica si sa se esiste od esiste solo un suo reale miraggio. L'unica cosa è sentirsi un po' capiti e nulla più, è lasciare alle parole lo spazio necessario al solo parlare e lasciare al cuore il vero comunicare.
Nulla cambierà realmente se i miei sogni incontreranno la realtà, solo che non dovrò fingere e che nel lavoro potrò contare sulla passione come carburante continuo consapevole che ogni sera, come questa sera, mio malgrado, un'amante non voluta alzerà le mie coperte e giacerà con me ed io con lei, perché il rifiuto non sono mai riuscito a concederglielo. Io troppo debole, troppo ignorante, troppo drogato di quella altera presenza che ormai mi riempie fino a farmi tracimare, amante che di nome fa Malinconia.
Mio
On Air Notturni -Frédéric Chopin
PS: Io non ce ne capisco niente di musica (e di quasi tutto) ma mi permetto di dire che: se volete un pugno allo stomaco ascoltateli quando non siete molto "colorati"; ma, se volete volare, ascoltateli quando siete in volo nella Vita. Il primo effetto credo sia assicurato, il secondo spero di sperimentarlo prima o poi.
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Tuesday, 13 January 2009
Respirare Sott'acqua
Entro in acqua, pianta del piede sul bordo leggera spinta testa sotto e via... parto per la mia andata; arrivo dall'altro lato della vasca corta, soffio annaspo, arranco afferro il trampolino, risposo e prendo fiato. Pianta del piede sul bordo, leggera spinta testa sotto e via... parto per il ritorno annaspante, arrancante quasi sofferente. Arrivato al bordo mi concedo un meritato riposo osservando un vecchietto che macina vasche come se camminasse, mi interrogo su come possa farlo visto che un minimo di allenamento e di fiato l'ho pure io. Conto le bracciate osservo la respirazione parto e lo imito, risultato medesimo al precedente. Dopo neppure quaranta minuti di pseudo-nuotare abbandono mestamente la vasca. Ma non l'idea di riuscire a nuotare.
Mi era stato detto che dovevo imparare a respirare sott'acqua, da allora è quello che ho perseguito e ieri l'altro ce l'ho fatta, ho respirato sott'acqua! Che feeling incredibile, che senzazione strana, è stato dav
vero come respirare e tutto è successo quando i Pensieri hanno preso il sopravvento sul mio pensare al respirare. Ad un tratto mi sono ritrovato a non saper distinguere la differenza tra testa sotto o testa fuori dall'acqua tra l'inspirare e l'espirare. Ora riesco a nuotare quasi una ventina di minuti non-stop (che per me mica è poco), la tecnica è quella che è ma la mia oretta e mezza nell'acqua ce la passo con piacere. Mi piace il ritmo che riesco a raggiungere, anche se interrotto dalle virate che non so ancora fare, mi piace capire come è il mio corpo nell'acqua mi piace ascoltarlo, mi piacciono le ultime vasche che faccio a tutta (ossia come le normali vasche del vecchietto perché, in ogni piscina a qualsiasi ora, c'è sempre un vecchietto che tira come un disperato) quando sento scivolare l'acqua addosso e sento la sua viscosità aumentare con la velocità, mi piacciono i crampi che sono sempre in agguato e mi dicono gentilmente che l'ora della doccia è giunta.Il perché di questa storia e quale pseudomorale ne traggo? Può sembrare strano ma non posso non pensare a quello che sta dietro a questa mia esperienza. Credo di aver imparato a respirare sott'acqua, anche se ancora dilettantiscamente, ci sono riuscito con la tenacia, l'osservazione e l'applicazione continua. Ora posso dire che nuotare (verbo abusato forse) mi piace davvero. Credo di aver capito definitivamente che nella Vita non sono in grado Nuotare ma ancor peggi di osservare ed imparare, di applicarmi e non mollare come ho fatto e sto facendo mentre nuoto; non riesco a cogliere e quindi a raccogliere nessun frutto. Sarebbe facile dire: "Non sono capito.... Non sono ascoltato...", ma credo che non mi sono mai spiegato e neppure ho mai parlato. La "parole" non escono dalla mia bocca perché non sono generate dal mio pensiero.
Mi chiedo perché il corpo anche il più pigro con tanta perseveranza si può educare ma la mente, pertroppo, anche no. Non ho risposta alcuna e tutto mi sembra andare inesorabilmente da qualunque parte tranne che nella direzione che vorrei. Sto pensando che per gente come me il futuro sia ineluttabilmente segnato dalle personale ignoranza ed incapacità.
Vorrei che fosse tutto semplice come acquistare un ingresso, avere cuffia, costume ed occhialini. Vorrei perché purtroppo così non è.
A presto,
Mio
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Sunday, 11 January 2009
Fabrizio Cristiano De André 18 Febbraio1940 - 11 Gennaio 1999. Poeta
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Thursday, 8 January 2009
Prìncipi e Princìpi
Mi domando sempre più spesso perché dovrei imbastardire il mio essere con cose che non condivido, diventare cinico al solo fine di perseguire ciò che voglio? Perché dovrei agire come non vorrei che gli altri agissero con me?
Ritorno a dire che capisco meno di nulla, ma questa coerenza non la voglio abbandonare. Mi toccherà abbandonarla, perché non porta a nessuna soluzione di continuità in questa società. Sognare che qualcuno ti apprezzi per i tuoi Princìpi è cosa assurda, perché si vive in un mondo di Prìncipi spietati che il loro fine perseguono calpestandoti se possono, ignorandoti sempre.
Devi diventare falso ipocrita e bastardo per afferrare il tuo Sogno, ma poi cosa te ne farai? Quanto conta un Sogno sporcato? Meno di un utopia che sai essere vera e tangibile. Nulla!
Tutto comincia a pesarmi, il volo che non esiste, le cadute che si susseguono, la polvere che riempe i miei polmoni, la consapevolezza che non ho nessun regno da scambiare con un cavallo. L'idea di piegarmi a una volontà non mia, mi fa paura mi intristisce... un mese ancora resisterò e poi sarò assuefatto, grigio e piatto!
Detestati Prìncipi fino ad allora non mollo, fino ad allora lasciatemi il mio Sogno... fino ad allora e nulla più. Poi si giocherà a carte da compagni allo stesso tavolo, io baro come voi in una Vita di bugie.
A presto,
Mio
Sountrack in My Brain: Death On Two Legs (Dedicated To...) -Queen
You break the law and you breach
Screw my brain till it hurts
You've taken all my money and you want more
Misguided old mule
With your pig headed rules
With your narrow minded cronies
Who are fools of the first division
Death on two legs
You're tearing me apart
Death on two legs
You've never had a heart of your own
Kill joy
Bad guy
Big talking
Small fry
You're just an old barrow boy
Have you found a new toy to replace me?
Can you face me?
But now you can kiss
My ass goodbye
Feel good are you satisfied?
Do you feel like suicide?
I think you should
Is your conscience all right
Does it plague you at night?
Do you feel good? Feel good?
You talk like a big business tycoon
You're just a hot air balloon
So no one gives you a damn
You're just an overgrown schoolboy
Let me tan your hide
A dog with disease
You're the king of the 'sleaze'
Put your money where your mouth is
Mister know-all
Was the fin on your back
Part of the deal? (shark)
Death on two legs
You're tearing me apart
Death on two legs
You've never had a heart (you never did) of your own
(right from the start)
Insane you should be put inside
You're a sewer rat decaying in a cesspool of pride
Should be made unemployed
Then make yourself null and void
Make me feel good I feel good
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Thursday, January 08, 2009
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Tuesday, 6 January 2009
Non è la Befana...
Si sta seminando vento di odio, sangue, terrore e devastazione. Non posso capire e mai capirò la guerra, però questi occhi giustificano una non pace eterna.
Non è questione di avere un'opinione o dare una giustificazione, ma ditemi voi come potrà essere differente, ditemi in questa foto leggete speranza nel futuro. Questo bambino ha gli stessi occhi del padre e della madre. Suo figlio avrà la stessa paura.
Non centra che sia Gaza, Palestina, Israele o il mondo intero, centra l'uomo qui ed ora: ignorante nella sua furbizia, meschino nel perseguire il suo fine, untore portatore di morte, di desolazione e disperazione!
Addio bambino, perché in quel giorno ti è stata rubata la fanciullezza e nessuno potrà ridartela.
Addio bambino sperando che almeno il sogno non ti sia stato strappato dal cuore e dall'Anima!
Mio
In my thoughts: Imagine -John Lennon
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Tuesday, January 06, 2009
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Saturday, 3 January 2009
Preghiera a...
Cos'è per me? Semplicemente la formalizzazione di un sogno che vorremmo raggiungere, il grido di illusioni ci fanno vivere e sperare, un grazie a noi stessi. Nulla più. Io prego me stesso perché possa essere in grado di regalarmi un sogno, per tentare di darmi l'illusione che talvolta sa di respiro fresco e vitale, per ringraziare il fatto che non ho mollat
o quando dovevo tener duro. In tal senso credo che sia quasi impossibile non pregare, tutti più o meno si prega e, almeno per me, non è giusto perché è solo prendersi in giro affidando, in questo caso, a noi stessi mere utopie. Il poter pensare che un desiderio al di fuori delle nostre volontà e dei nostri comportamenti si possa avverare solo perché lo si desidera con tutta l'anima è volersi male, è farsi tremendamente male.Desiderio appunto, credo che esso sia il cibo della Vita, la fa rimanere viva anche nelle situazioni più difficili e buie; purtroppo esso è anche una droga alla quale la Vita diventa dipendente. Personalmente penso che siamo in un circolo chiuso nel quale ricalchiamo sempre gli stessi passi con l'incantata illusione di vivere sempre nuovi momenti, ahimè le illusioni, sono sempre le stesse preghiamo sempre lo stesso "dio" gli stessi "dei" che mica esistono, che mica ci risolveranno nulla e regaleranno ancor meno.
Vorrei non pregare più, neppure in quei pochi minuti di ogni giorno nei quali desidero cose che non avverranno mai, cose che mi fanno volare. Vorrei diventare ateo di me stesso, vorrei un'Anima consacrata alla realtà pura e cruda, nuda e semplice. Quella che taglia, fa male e dona Amore destinato a morte sicura. Ho pregato ancora, che tragedia la Vita di chi può essere solo credente!
Mio
On Air: The Gates Of Delirium -Yes
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Saturday, January 03, 2009
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Thursday, 1 January 2009
Vorrei-Sciarpa-Farewell
Il sole d'inverno chiama ed seduce quando brilla sulla neve appena caduta, ti scalda in fretta i vestiti il cuore ed i pensieri, ti introduce ad un sogno fatto di tramonti e crepuscoli immaginari quando le stelle ti ammiccano tutte assieme dall'alto.
Oggi c'era il sole d'inverno, a casa mica si può stare quindi scarpe da ginnastica ai piedi si parte con loro:
Chi sono? (non cosa sono)
Lui ha tanti nomi dipende da cosa mi vuole raccontare, oggi era Francesco Guccini che mi ha tenuto compagnia per tutto il pomeriggio.
Vorrei conoscer l' odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell' aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l' universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell' Appennino dove risuona
fra gli alberi un' usata e semplice tramontana
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l' oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Per me è una canzone dona a chi l'ascolta sogno e speranza, che scalda l'anima con un semplice e gentile condizionale.
La sciarpa non è una sciarpa, so che sa tanto di affermazione Magrittiana e quindi paradossale, ma per me è molto di più, è un regalo di una persona che mica ce ne sono tante nel bene e nel male, che poi chi giudica cosa? Insomma bene o male vuol dire tutto e niente. E' la prima volta che l'indosso e devo dire che è davvero bella e calda! (Però appena messa ammetto che mi è scappatto un "azz se pizzica!" :) )
E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.
Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.
Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.
Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo.
Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d'avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.
Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...
Perché vorrei ritornare, come fu tanto tempo fa, a poter dire e a sentirmi dire farewell però riuscendo, questa volta, a soffocare sul nascere le mie, le altre, le nostre parole d'addio con un semplice bacio. Perché "il tichettare del tuo buonumore" è l'unica vera misura del tempo.
Chissà se c'è al mondo un'altra persona che piangerà e riderà ancora con me. Credo di sì perché confido nella nostra capacità di rimanere sempre mutevolmente uguali, perché se lo è stato una volta potrà esserlo ancora. Nulla più.
Per me questa canzone d'addio sa di gioia consapevole e consapevolezza speranzevole ossia di certezza e realtà che solo noi si può plasmare.
Questo post lo dedico a te perché tra le poche e preziose persone positive che ho incontrato nel 2008, tu sei stata e sei per me un'amica e un ricordo indelebile. Questo in qualche modo dovevo dirtelo scusa, se leggerai, la forma pubblica ma mica mi è venuto in mente nulla di meglio, nulla che non implicasse una replica che preferirei evitare, lo so sono strano ma è PIU' meglio così, la distanza a me non cambia nulla a te forse sì, forse no o forse non so, quindi tutto come 5 minuti fa prima di leggere OK? Se leggerai, scusa l'accento d'egocentrismo ma mi è sembrata una possibilità... ma soprattutto scusa la mia scelta.
Felice, Sereno e Fortunato 2009... ma anche 2010, 2011,... 2xxx fai tu, tanto al 3000 pure tu mica ci arrivi :)
Roberto
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Thursday, January 01, 2009
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