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Radio Pazza

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Saturday, 28 February 2009

High Fidelity (Alta Fedeltà) -Nick Hornby

Lo ho divorato come un famelico bibliofilo, non c'è che dire prende eccome. Non so se è merito della scrittura che ho sentito diretta e senza fronzoli, minimale ed essenziale nel far passare sentimenti, emozioni, situazioni e ricordi. Già ricordi che in larga parte, ma anche no, credo ognuno abbia sperimentato, si è tutti uomini si è tutti donne certamente NON uguali sicuramente simili in pulsioni, emozioni e sentimenti. I neuroni di per se non cambiano no? Mi spiegherò...
Mentre leggevo ciò che trovavo allineato in parole tra righe leggere non ho potuto non pensare a Francesco Guccini, perché? Perché, sebbene la poesia per me sia migliore, anche Hornby è un gran cantastorie di cose vere, reali e vissute. Insomma un equivalente Gucciniano su carta.
Tornando a prima ora mi spiego: ci sono dei tratti in Rob che sono tratti di molti uomini, orgogliosi, stupidi, invidiosi, scontrosi, traditori, egoisti, insensibili e meschini quando accompagnati nella vita; malinconici, tristi, depressi, annoiati, stizziti e ignoranti quando sono soli (ma anche no...), però sempre e comunque con il difetto dell'insicurezza, del non tentare, del rimorso per quel che hanno fatto del rimpianto per quello che non hanno potuto fare. Certe cose ci appartengono un po' a tutti, io le ho avute e credo di averle scacciate (a caro prezzo) in larga o almeno così spero.
E poi ci sono Marie, R(?) ora non ricordo... quella dall'orgasmo-multiplo-simultaneo, "la" Charlie di turno e così via. Donne che sono l'equivalente di Rob o poco più; poi c'è Laura nella prima versione quella che è molto simile a tutte le altre, quella che è diventata così perché è stata contagiata da Rob. E poi, poi... già c'è LAURA seconda versione quella dei lunghi dialoghi in macchina e nell'appartamento, quella che ogni uomo dovrebbe aver la fortuna di incontrare, quella persona che ti giudica, ti piazza uno specchio di fronte al quale non puoi celare il tuo riflesso, ti dice che ti ama senza parole ma con fatti alzandoti sopra le nuvole, sopra il cielo, tra le stelle la dove lei abita. Sapete donne così, come LAURA, esistono anche in versione per così dire nativa, purtroppo uomini che non riescono a comprenderle e ad amarle come si deve ed in tempo prima che fuggano ne è pieno il mondo. Ne ho fatto parte. Nel libro c'era il Grucho, voi cosa avete avuto come regalo?
Molti comportamenti tenuti da Rob nel libro li trovo stupidi e insensati ma sono che è così che vanno le cose; non tutto però è da "buttare" in lui certi pensieri li ho sentiti miei, il bambino alla fine del capitolo ventidue ero io su una foto che guardavo spesso, verso le ultime righe idel capitolo ventitre il capire che "...non era per i dischi..." sarei potuto arrivarci pure io, per me.
Che dire di più? Ah diementicavo è divertentissimo da leggere per la comicità di una realtà che spesso noi si crea o si è vissuto, leggerlo è un esercizio di autoironia. Ho sorriso di me. :)

Ora dovrò darmi una leggera pausa nella lettura, devo studiare, perché sono ritornato a sQuola ma dall'altra parte della barricata tra i miei insegnati che ora sono colleghi verso la pensione, per tempo limitato riempirò giornate che altrimenti sarebbero state vuote. Una piccola fortuna da sfruttare aspettando risposte che non si conoscono ancora, inseguendo
Sogni prolifici partoriranno realtà volute, Sogni degeneri abortiranno a realtà da sopportare.
Grazie Museum per il consiglio letterario tra un po' passerò all'altro. So già che mi piacerà!
Leggetelo ve lo consiglio vi sarà ottimo compagno!
A presto lettrici, lettori e... non alunni (perché se mi sgameranno qui ci sarà da ridere :D)


Mio


PS: mi chiedo se il titolo non sia una critica per chi si crea immutabile nel tempo

Thursday, 26 February 2009

Shivers Underneath The Skin

Potrei vomitare, qui ora, senza motivo apparente senza crisi virale ad indurre uno sforzo corporeo altrimenti estraneo. Potrei rigettare tutto lo stantio magma che ho dentro su questo piano che fu di studio prima, che è di riflessione, ora.
Cosa uscirebbe dal mio stomaco mi chiedo, amara fiele nella quale leggere attraverso le liquide forme segnali premonitori di un futuro nefasto, mi rispondo. Animistico stregone di me stesso, oracolo distruttivo del mio futuro sto implodendo, il fare nulla mentre avrei potuto fare qualcosa mi sta erodendo, peccato che stia evitando ogni centro vitale, il bastardo! Il non poter far meno di guardarsi dietro, il non vedere nulla avanti, l'essere fermi nel presente non riesco a sostenerlo. Mi indigno verso me stesso.
Ora vago in cerca di slancio tra discografie impossibili, cerco commiserazione in quelle banali. Vorrei semplicemente qualcosa in grado di dare la sveglia a questo torpore ma non riesco a trovarla. Cerco qualcosa che mi possa assopire completamente, cerco un coma tra il vigile e l'irreversibile, non esiste!
Ed eccomi qui di getto a scrivere, la penna vomita ciò che il mio corpo trattiene; ecco parole banali che non riescono a descrivere ciò che ho dentro, quello che resta dentro non sono in grado di tracciarlo con queste asole, cerchi e aste. Quello che resta dentro è un urlo cacofonico che nessuna voce potrà creare, è la morte bianca della di realtà mai esistite di quei sogni rincorsi e forse persi.
Vi prego datemi una colonna sonora, che preghi per me che preghi rivolta a me stesso. Un suono che mi faccia risuonare dentro una voce che mi urli di ritornare a vita, mi sussurri speranza.
Brividi corrono sotto la mia pelle come formiche impazzite che scappano da un formicaio scosso, peccato che le mie non possono lasciare il mio corpo. Peccato tornino a fuggire anche ora, ma quante siete?
C'est la vie...

Mio

Wednesday, 25 February 2009

A proposito di Mostri, Angoli e Libri

Stavo proprio ora leggendo un libro, del quale sono arrivato poco dopo la metà, e mi viene un flash pensando a quello che ieri ha scritto Museum qui.
Credo che il problema di tutti questi spigoli siano i ricordi. Credo che, tutti noi, si metta tutto ciò che ci piace in vetrine per conservare e mostrare, in scatole colorate da mille fantasie ma anche tetramente monocromatiche per celare ma, in entrambi i casi, comunque conservare. Questo è un problema di chi da importanza a tutto, chi vuol imparare o capire non si è in grado di gettare via niente, in bene o in male.
Credo che certe persone riempano la loro vita di migliaia, milioni di scatole e vetrine. Scatole colorate e vetrine sempre illuminate a giorno ma poi un chissà perché la luce svanisce, le vetrine tacciono di sfavillare e ecco il buio completo, il buio nero quello che tocchi quello pesto. Non si hanno più luci ad illuminare la via che si ha di fronte. Il problema è che tutto arriva all'improvviso mentre cammini spedito per la tua strada ed allora puoi tentare di alzare le braccia per cercare di evitare gli spigoli che sai esistono ma per uno tastato ce ne sono sempre un paio che urti con i piedi nudi, con le ginocchia, le spalle e talvolta il volto. Sistematicamente e inconsciamente eviti le vetrine e prendi tutte le scatole. Così come una palla da flipper si rimbalza qui e la tra centinaia di trabocchetti sparsi su un piano inclinato che ci tira verso il fondo, verso quelle strane leve che sembrano bocche che ci vogliono inghiottire ma che in realtà voglio tutt'altro, il che è peggio perché ci spingono ancora tra urti e spigoli.
Liberare le scatole chiuse contenenti i nostri mostri non è per niente facile, probabilmente non ci si riuscirà mai completamente. Io, per me, ne ho liberate tante chiedendo aiuto a chi aveva (credo non volutamente) generato in me piccoli e grandi mostri, ora ne ho ancora molte di piene che mi fanno un po' di paura neanche contenessero belzebù, forse non le aprirò mai perché potrebbero rivelarsi un vaso di Pandora o perché penso che la paura della mia razione mi farà più male delle botte che prendo quando ci sbatto, so che è sbagliato ma per ora mi va bene così. So che quello che ho appena detto è ancora peggio ma certi mostri fanno paura anche agli adulti! Sinceramente spero che abbiano scadenza limitata, che il contenuto evapori o si autodistrugga come un messaggio dell'ispettore Gadget... lo so sto sognando.
Scusate ma la mattina presto mi succede spesso di pensare, se poi leggo è PIU' peggio se poi il giorno prima passo anche da blog pensanti... ecco che il PIU' diventa MOLTO-PIU' peggio e voi mi dovete sorbire... ok, ok la smetto. ;)
Buona giornata!

Mio

Tuesday, 24 February 2009

Il Sentiero dei Nidi di Ragno -Italo Calvino

L'ho finito di gustare circa un paio di settimane fa e devo dire che non ne sono rimasto deluso, tutt'altro! Come per il Visconte dimezzato, del quale ho parlato alcuni "libri" fa, non l'ho mica capito subito. Questo è positivo, coinvolgente e strano, sì perché la scrittura di Calvino è tutto fuorché intricata e difficile però ciò che cela dietro mi è, nell'immediato, di difficile decifrazione.
Di cosa parla questo libro? Sempre partendo dal presupposto che qui la trama non tratterò, per me o meglio a me ha lasciato il messaggio che l'uomo non è altro che un essere guidato da pulsioni, non esistono che pochi eroi che separo le pulsioni dal fine per il quale si agisce. Tutto queste pulsioni sono viste e messe a nudo nel libro attraverso gli occhi di un bambino, Pin, che vive un adoloscenza matura senza aver vissuto la fanciullezza; i suoi occhi puntano e mettono in luce come riflettori le contraddizioni di un uomo abbandonato all'istinto , alle pulsioni appunto. Ed ecco i caratteri e le storie di partigiani che sono in bilico tra la vita alla macchia e la vita da squadristi tutti accomunati da quello che nel libro viene chiamato furore.
Poi c'è Kim un partigiano diverso, un commissario un giovane "studiato" amante del pensiero razionale e critico analista fine dell'uomo, conoscitore dell'uomo. Con gli occhi di chi non ha più illusioni non ha sogni puerili mette nero su bianco quello che Pin non riesce a cogliere ma solo riesce a mostrare. Cos'è tutto? La coerenza delle proprie azioni, il perché si compie un atto rispetto ad un altro; lo scopo del vivere, combattere dello stesso esistere. Vivere senza questo rosso o nero non sono differenti, se si agisce per se stessi in preda alle pulsioni al furore non si è diversi. Cosa intendo? "Adriana ti amo", questo ripeteva Kim e tutto aveva senso, il cerchio si chiudeva.
Se posso ve lo consiglio, è davvero un ottimo libro; Italo Calvino mi piace sempre più adesso dall'alto della mia mensola ho Marcovaldo che mi occhieggia ma gli chiedo gentilmente tempo, ho una questione estera da sbrigare con un altro, per me nuovo, autore.
Leggendo di Kim sarei voluto passare a Kipling, ma il libro si è fatto solo un viaggio con me la settimana scorsa. Credo che per cominciare un libro serve sentire una certa empatia a pelle, io non l'avevo. (Ora guardando la giunonica Anna Karenina mi domando quando verrà :) )
A presto,

Mio

PS: ringrazio I. per questo consiglio anche se non se lo ricorderà, saranno passati minimo tre o quattro anni, sai sono come gli elefanti per certe cose. Grazie!!!

Saturday, 21 February 2009

All Is Over?

Volevo aprire la mia agendina e scrivere perché ora ne ho estremo bisogno. L'ho richiusa per scrivere qui.
E' evidente che nulla potrà cambiare se non io. Ora a me spetta la decisione di adeguarmi a qualcosa che non volevo (e voglio) piuttosto che inseguire un sogno. In un solo colpo sono rimasto con il culo adagiato, mica tanto dolcemente, a terra e la mente tenergli compagnia al piano inferiore. Non c'è male davvero, non c'è male.
Questa Vita io la capisco sempre meno, chi fa le cose alla cazzo o per convenienza ha maggiori probabilità di riuscire ad indovinarla rispetto a chi si impone un etica, una morale (ben inteso non penso che la mia sia l'unica, la migliore ecc. ecc., è mia e non è acquisita o indotta tutto qui) . Questo mica mi torna. Ora che si è ancora ai blocchi di partenza dopo l'ennesima falsa mi chiedo cosa è giusto e cosa è sbagliato, sono troppo orgoglioso per adeguarmi e troppo affamato di lavoro per non farlo. Il tempo passa e gioca conto di me è una verità, lui non gioca a carte scoperte perché nel suo mazzo ha solo figure e sa di raggiungere quando vuole il suo 7 e 1/2. Come si fa a vincere? Al più si pareggia...
Sapete, a me non mi tedia ritornare a lavori di colori grigi o anche più scuri, lavori al freddo che ti cristallizza piuttosto che al sole che brucia. A me non peserebbe affatto, come a definito qualcuno, un lavoro tra "nuovi strumenti" perché tutto avrebbe un fine ossia il MIO SOGNO che già voi conoscete. Ora però mi chiedo perché inseguirlo, tanto non serve, tanto la possibilità di raggiungerlo è talmente bassa che non ne varrebbe neanche la pena. Pensare di inventarmi una vita a tempo per i prossimi 6-8 mesi per qualcosa che potrebbe essere il nulla mi distrugge, pensare ad uno sforzo vano mi annienta. Sto uscendo dal giro, mi sento come chi in una stazione di periferia aspetta una metro notturna che non necessariamente passerà perché di corse notturne non è che ce ne sono in continuazione, che molto probabilmente ho mancato un paio di settimane fa.
Pensare che quei pochi secondi mi sono sembrati ore, giorni, il riscatto di tutto. Quel viso nello specchio RIDEVA, rideva... ancora dopo tanto tempo, non più ora. Ero quello che forse nessuno conosce, ero me stesso, ero come quella volta in bicicletta pensando alla mi prima chance di ottobre.
Sapete non si tratta del lavoro in se, non del posto inteso come soldi, prestigio o qualsiasi altra cazzata di questo tipo. Si tratta di riazzerare una vita, cancellando confini, cancellando punti di riferimento. Si tratta di riporre volumi di una storia vecchia e stantia su una libreiria, si tratta di scrivere una nuova storia senza regole, senza dogmi partendo dal niente. Si tratta di cambiare società, cambiare lingua, cambiare cultura, cambiare cibo, cambiare letteratura, cambiare musica, cambiare scopo, cambiare aspirazioni, cambiare emozioni. Si tratta di prendere me stesso impacchettarmi spedirmi lontanto da qualsiasi riferimento, cacciarmi nelle orecchie un urlo da sorgente maggiore dell'esercito modello Full Metal Jacket che fa: "Ed ora palla di sterco ARRANGIATI!!!". Si tatta di rischiare a 7 e 1/2 col destino, incrociare i guantoni con qualcuno o qualcosa di moooolto più grosso di me. (non la penso come Rob, la penso come Bak il senso talvolta sta solo nel rischio!)
Questi giorni, forse mesi, saranno per me la calata nel mio personalissimo inferno, li devo scompormi, bruciare, aspettare e rinascere rigenerato. L'ultima volta ci ho messo tanto troppo tempo, questa volta sarà più facile perché almeno qui non ho perché da porre ma, per fortuna, solo da pormi. A me spetta la risposta, non ad altri. Spero di riuscirci ancora, peccato solo che il freddo sia troppo tagliente per calvalcare la bicicletta, mi servirebbe ora. Credevo di averle detto addio un po' di mesi fa ora so che mi illudevo.
E pensare che la stagione a divenire è la primavera, almeno se fosse stato inverno non mi sarei perso colori, fiori, profumi, il sole, l'aria piacevole. Il rumore secco che ora governa il bosco tramutarsi in canto (il tempo verbale è giusto, il mio futuro ora è già passato). Per tutte queste cose ci vuole testa, io ora devo perderla devo diventare grigio nei colori, afono nei pensieri e amorfo nei piaceri. Devo lasciarmi cadere ancora verso il fondo, lentamente o velocemente non importa, perché intanto lividi compariranno comunque.
Complimenti 2009 sei durato anche troppo! E' che però sono pure un po' stufo...
Spero che nelle vostre isole stia arrivando la primavera. Qui niente fioriture almeno, ma forse anche no, fino a che non cadranno ancora le foglie.
C'est la vie no?

Mio

The Night Comes Down

When I was young it came to me
And I could see the sun breakin'
Lucy was high and so was I dazzling
Holding the world inside
Once I believed in ev'ryone
Ev'ryone and anyone can see

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again

Once I could laugh with ev'ryone
Once I could see the good in me
The black and the white distinctively colouring
Holding the world inside
Now all the world is grey to me
Nobody can see you gotta believe it

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
And it's dark again
And it's dark again


Thursday, 19 February 2009

Partenza Senza Ritorno (DREAM STAGE #1/1)

Pensieri sparsi appuntati a casaccio nei miei ultimi 4 giorni. Scusate se sono lunghi e scritti male ma mi è piaciuto lasciarli come sono nati, separati solo da capoversi.

Ora ti riconosco, pochi microgrammi (o forse anche grammi) di alcool nel sangue mah non saprei, quello che so è che era la quantità giusta per catalizzare e non offuscare o imbastardire ciò che avevi dentro. Solo ebrezza nessuna ubriacatura.

Eppoi c'eri tu in quello specchio, tu luminoso, chissà forse era solo la camicia di un bianco squillante. Non importa.

Eppoi c'erano coppie che era un piacere vedere assieme, c'era amore giovane o collaudato che poi si può essere sia giovani che collaudati no?

Eppoi c'erano i pensieri pesanti che riposavano. Eppoi c'era LUI... evitatelo voi che potete... ;)

Tra poco si volerà, non solo con la testa!

Grazie E.&C. per la giornata e la serata a voi Serenità , Felicità e Fortuna. A voi la Saggezza per conservarli, l'incoscienza per farli nascere a vita nuova ogni giorno!


Si parte!!! chissà se la lingua di questi annunci sarà un giorno più famigliare. Già il volo, l'IMportanza della Portanza. Ora rolla l'aereo sulla pista ed i miei pensieri rullano più che mai, la marcia desiderata da tanto tempo ha inizio. Piccolo oblò mostrami pure quanto piccolo è il mondo, i miei occhi saranno grandi quanto mai lo sono stati prima, forse, pure tu non riuscirai a contenerli.


Discesa lenta, planata, dolce e delicata. Discesa tra campi coltivati, chissà cosa c'è laggiù... maggese? vite? mais o frumento trebbiati? Ulivo no, quello sicuramente no, qui batterebbe i denti per il troppo freddo. Quanto spazio senza case, senza uomo, che strano, che bello!

Il cielo è grigio ma cosa importa? Che poi mica mi sembra grigio sarà che forse sto vedendo oltre?


Verso l'incontro... che strana serenita' che sento addosso. Certe volte il mio annullare l'emozione è anche utile. Fin che dura me lo terrò stretto, per incasinarsi e agitarsi si fa sempre in tempo o meglio: arriverà anche il tempo anche per questo.


Verso la mia stazione.

Mi sto avvicinando al tuo cuore, al tuo ventre quasi di soppiatto sto arrivando dalla periferia. Volti multietnici ti colorano colori differenti, odori mai uguali. Trovo bellissimo che l'anima delle città la si possa capire osservando questi posti.

Diversità già, nulla di più stupefacente. In questo vagone di metropolitana non ci sono più di due persone della stessa razza, la nazionalità si quella è preservata. Io sono l'intruso in questo caso.

Ancora odori diversi, facce sempre nuove. Nessuna monotonia. Chiudo gli occhi e respiro.

BANANE 0.85 euro/Kg.

Verso il centro la gente ritorna pallida... tutto il mondo è paese. Che strani che sono questi camini, proprio come in foto.


Eppoi si perde l'orientamento, si crede di avere il nord di fronte ed eccolo dietro le spalle.

Si crede di volere qualcosa ma poi le carte in tavola cambiano così come il senso di certe decisioni preliminari. Poco male i dubbi vengono spazzati via come queste scie d'aereo vengono meticolosamente scomposte dal vento.


Probabilmente non si concluderà nulla però ne è valsa la pena. Sempre più convinto che, non so perché, di certi italiani mica mi fido. Lo si legge nei loro visi.


I miei pensieri sono ora incasinati forse tanto, forse più di questa tastiera che ho difronte. Ma chi cazzo l'ha inventata???

Con molta normalità ti dicono che prima di sei/otto mesi non si comincia, che gli accordi sono ancora da fare ma che manca solo la firma. Già sentito, NO GRAZIE!!!

Dall'altra parte ora ti dicono che sei troppo vecchio. Scusa ma mica ne ho trenta e più di anni sai?

Pensando a tutto questo non posso non pensare che ho detto di no ad un contratto già nero su bianco. Mancava solo la mia firma. CAZZO un po' me le fate girare eh!


Eppoi, eppoi si incontra per caso una persona non a caso. Persona che ti scruta con discrezione capendoti con la facilità con la quale si respira e cammina. Questo non si dimentica, lui non lo dimentico. E' stato un piacere anche se neppure conosco il Suo nome.


Bene, finito tutto. Domani sarò pure qui fino a sera, poi si ritorna a casa.

Riassumiamo il tutto? OK: Porca Puttana Troia!!!


Non mettete mai scarpe nuove se dovete girovagare in grandi città. Non mettete mai i sogni davanti alle realtà.

Fregatevene del prossimo per ciò che vi riguarda e che vi serbe subito ed ora. Sembrerebbe che funzioni, ora che l'ho provato ci credo e come.

Domani si rivola a casa con un pugno di mosche in mano come felice ricordo.


Domani ancora un breve giro di saluto per la città e quindi aereo per il ritorno. Stesse ali d'acciaio, stesse ali per i miei sogni, ali ora inutili perché spezzate.


Ciò che resta? Il rumore sordo di questo terminal nuovo e ben insonorizzato. La voce straniera della speaker che forse e probabilmente rimarrà per sempre tale.

Ora devo proprio reinventarmi la mia vita. Non mi si chieda come farò perché di idee non ne ho più e devo inventarmi una vita ORA!



STUPIDA VENDETTA

Chiuso in un cappotto scuro

respiravi qualsiasi colore, rumore. Ogni odore.

Tutto era nuovo, bello.

Tu eri un bambino ed il giocattolo era il treno,

era l'albero nuovo. Il cielo.


Chiuso in un cappotto scuro rigetti

quelle stupefacenti architetture di fasti passati.

Volti loro le spalle come se fossero normalità.

Ti annoiano, non ti frega sapere se mai le rivedrai.

E' la tua stupida vendetta,

di chi in un colpo solo è diventato adulto!


A presto care lettrici e cari lettori.


Mio

Sunday, 15 February 2009

Il Volo

Sono su ali di acciaio ed alluminio, ali solide fredde e dure oltre frontiera. Sono in volo tra mille pensieri che ali anch'essi sono se leggeri e sereni.
Con lunedì si parlerà di lavoro, si parlerà di un qualcosa che vedo come un modo di vivere ma che, non per questo sarà la mia Vita, ma sicuramente una parte, quello sì. Parte alla quale spetterà dare a me la giusta dimensione perché io possa da essa trarre linfa vitale cercando di non ubriacarmi, perché è già successo, fa male e non vale la pena. Perché nell'ebrezza si mantiene il controllo parziale ed ciò che ne scaturisce è migliore è un sorriso sano e sincero.
Due giorni di fuoco a parlare, a vedere e FINALMENTE a non vendermi! FINALMENTE sarò me stesso agirò mosso dalla curiosità, dall'interesse, dalla voglia di capire, dalla voglia di dire sapendo di sbagliare perché non si può che sbagliare quando anche la lingua non è quella che hai sentito sin da bambino.
Due giorni di pioggia gentile con la quale bagnarmi il viso e il corpo; pioggia che forse diventerà salata di lacrime per ciò che non sono riuscito ad afferrare, ma sapete cosa vi dico? Io ci sto provando con tutto me stesso quindi niente rimpianti e nessun rimorso. Se non andrà era perché non mi hanno visto adatto e di giudici come loro mi fido. Il demerito sarà solo Roberto, nulla più.
In terra straniera, lontano da casa, con lingua straniera a tenermi compagnia; più ci penso e più lo trovo fantastico, eccitante e accattivante. Ora sono stanco, mi sembra che tutta la tensione accumulata in questi ultimi tempi stia cadendo dal mio corpo verso terra, lentamente dolcemente. Come melma pesante la sento lasciare i miei piedi, ho bisogno di dormire, forse sognerò, lo spero. Domani sarà realtà ciò che fino a poco fa credevo impossibile, che grande morte hanno talvolta i sogni il loro esistere vale ogni piccolo, fugace singolo momento quando è questo l'inesorabile declino.
Sapete non importa se la realtà si spezzerà le ali ancor prima di volare, no davvero. Oggi su ali d'acciaio; per un po', forse, volerò su ali di sogno e tra un po' su quelle di realtà... che stanco che sono care lettrici, cari lettori ora ho bisogno di un attimo di pace scusate...
A presto,

Mio


Questa è per me la voce di ogni sogno, care lettrici, cari lettori ve la dedico dall'alto del mio volo

Serenade Gran Partita - 3rd Movement - W. A. T. Mozart


Thursday, 12 February 2009

Relayer -Yes

"Ancora loro???", direte voi... eh eh ma non preoccupatevi sono quasi "finiti" ormai la discografia me la sono quasi sparata tutta. ;)

Devo dire che, complessivamente parlando come album, non trovo che Relayer sia tra i più belli. Voglio però sottolineare pure che gli Yes a mio avviso meritano sempre quindi me lo sono goduto comunque. Che poi gli Yes vale cercarli se non altro per le stupefacenti ed eteree copertine che accompagnano le loro opere. Questa sotto è quella di Relayer, li vedete i cancelli? (si capirà dopo)

Descrivere questo album senza tirare in ballo confronti con sonorità presenti in altre opere di questa grande band progressive mi è difficile; vi proporrò quindi un ascolto che credo, a mio modesto parere e sapendo di essere quasi sempre al torto, racchiude tutto l'album ma anche parte di tutto quello che sono stati gli Yes prima di Relayer. Personalmente ci trovo e ritrovo pure un po' di King Crimson vecchio stile e Porcupine Tree ma magari mi sbaglio...
Ladies and gentlament, it's my pleasure introduce you the Yes with:

The Gates of Delirium








Scusate la qualità ma la genuinità di quei tempi credo che possa essere un valido motivo per inserire questi filmati. La parte terza io la trovo fantastica, che pace! forse è solo il risvolto della stoffa con cui è tessuto un incubo o un sogno di delirio; ciò che resta dopo quando tutto è finito per lo scoramento per l'assenza di energie, per tutto ciò che si può creare, volenti o nolenti, in quei momenti. Non so.
A presto,

Mio

Saturday, 7 February 2009

Tra Mare e Scogli



Solo sabbia?


Sogni come di Mare
Realtà come di Scogli.
Entità diverse evocanti in me
stati d'animo effimeri come le liquide acque tra le dita,
pesanti come duro granito sulla schiena.
Di tutto questo non riesco a privarmi.
Tutto viaggia assieme, mi esalta, mi deprime, mi distrugge.

Vorrei non essere più vento che fa nascere Sogni come onde,
vorrei che i miei Scogli fossero solo liscia sabbia.
Tutto in un lieve sussurro si scioglierebbe senza fragore.
Che tortura questo infrangere continuo
che in se racchiude la genesi di ogni mia speranza!

Mio


Tuesday, 3 February 2009

Io, per me, la vedo così

Personalmente penso, e talvolta pure ci riesco, che le pesantezze personali devono rimanere tappate in me stesso come chiuse in un contenitore ermetico.
Ci ho pensato molto, mi si scusi il tono oggettivo della mia affermazione, e credo che quando non si sta bene è per me PIU' meglio ritirarmi al di fuori di qualsiasi realtà sociale, mi spiego: se sono triste, malinconico, oppresso, depresso, in pratica non sto BENE, non vedo motivo alcuno per non abbracciare con devozione la più ascetica delle solitudini sociali; la mia solitudine sociale implica come primo punto il non tapparsi in casa unito al taglio più completo possibile dei collegamenti personali. Non so se pensate che questo approccio sia corretto oppure no, fate voi, ma per risolvere i problemi di cui sopra in maniera differente e per me giusta mica ci riesco.
Personalmente credo si sempre doveroso condividere solo i lati positivi del vivere: i sorrisi, la felicità, la leggerezza, la spensieratezza, la gioia... in somma ci si è capiti quelle cose che prezzo non hanno e che ci fanno dimenticare, per poco o tanto che sia, tutti problemi. Condividere il non stare bene per cercare un personale non stare MALE negli altri credo sia un errore. Soffro di solitudine o malinconia? Allora mi allontano dagli amici e mi ci tuffo dentro senza cercare distrazioni. Sono oppresso e/o depresso e mi sento perso con autostima ai minimi storici e sciaquai mentali al massimo tanto per bilanciare il tutto? Allora, beh allora questo bellissimo connubio queste sei-sette cosucce mi indicano che sono davvero KO e l'unica cosa che mi resta è uscire sulla strada con la musica nelle orecchie per poi andare a piedi verso boschi, su piste ciclabili nel verde, nuotare correre, andare in bici. Insomma sempre e comunque muovermi. Devo farlo altrimenti mi farei del male ancor più di quando lo faccia normalmente, no non è bello non sono bei momenti. No non posso contagiare qualcuno con questo mio MALEssere, non è giusto che io mi cibi di sorrisi e spensieratezza altrui solo per me senza dare niente di spontaneo in cambio, in questi e in quei momenti non ho nulla di buono da donare.
Lo so, noi si è esseri sociali e questo comportamento porta a star male ancor più profondamente e più a lungo, ma di lenire i miei dolori succhiando come un parassita Vita altrui non lo voglio perché, poco o tanto, il parassita libera tossine nell'ospite e questo non lo voglio. Non voglio essere un untore dei miei mali.
Sapete una cosa di questo mio agire mi consola, ed è che alla fine delle fini pochi o forse anche nessuno ha mai capito quando sono in apnea nei miei fondali più fangosi, tetri e freddi. Mi viene da pensare che probabilmente il mio innato e mai mutevole annullare ed appiattire il tutto come mere ombre sull'asfalto renderebbe atipico il contrario.
Di recente mi è stato detto: "Perché ridi? Che è successo?", con tono a metà tra chi ha visto un marziano e l'acangelo Gabriele assieme, insomma come se fosse un qualcosa di exstra nella mia vita ordinaria e mai (ex)stratraordinaria, un tratto perso in ricordi che io ho solo da bambino. Mi ha fatto provare un infinito senso di tristezza.
Poi ci sarebbe da parlare ancora di Amore, li tutti siamo diversi, li tutto è diverso, li tutto è coerenza autoreferenziata dalla controparte. Li tutto è cielo stellato, albe, tramonti, fiori profumi luci, sogni. Li tutto è perdersi nell'anima che si ha di fronte è cedere, è non opporsi, è dischiudere le mani di chi si ha di fronte e riporci il tuo Cuore senza domande senza perché è custodire il dono che ti viene fatto come un qualcosa di più prezioso della tua stessa vita. Non so se sono ancora pronto un'altra volta.
Sorridete o ancor meglio ridete sempre anyway the wind blow io vorrei imparare la seconda ma mi è forse impossibile se non imparerò a volerlo con tutto me stesso.

Mio

Sountrack in me: Nobody Loves You (When You're Down and Out) -John Lennon

Nobody loves you when you're down and out
Nobody sees you when you're on cloud nine
Everybody's hustlin' for a buck and a dime
I'll scratch your back and you scratch mine

I've been across to the other side
I've shown you everything, I got nothing to hide
And still you ask me do I love you, what it is, what it is
All I can tell you is it's all show biz
All I can tell you is it's all show biz

Nobody loves you when you're down and out
Nobody knows you when you're on cloud nine
Everybody's hustlin' for a buck and a dime
I'll scratch your back and you knife mine

I've been across the water now so many times
I've seen the one eyed witchdoctor leading the blind
And still you ask me do I love you, what you say, what you say
Everytime I put my finger on it, it slips away
Everytime I put my finger on it, it slips away

Well I get up in the morning and I'm looking in the mirror to see, ooo wee!
Then I'm lying in the darkness and I know I can't get to sleep, ooo wee!

Nobody loves you when you're old and grey
Nobody needs you when you're upside down
Everybody's hollerin' 'bout their own birthday
Everybody loves you when you're six foot in the ground



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