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Radio Pazza

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Sunday, 28 February 2010

Il Senso, La Fine, Il Tutto

Quando sono stanco, quando tutto quello che sto facendo mi inchioda a pensieri a tinte di grigio di Realtà quantomai possibili, viaggio. Viaggio seduto, camminando non conta. Perché non è la distanza la dimensione del viaggio, non i metri l'unità misura. Pensieri quasi sempre proiettati su questo ultimo anno o poco più, costruito a illusioni, sogni infranti e Realtà presenti. Viaggio tra i quartieri della mia labirintica mente riscoprendo appese alle pareti istantanee che mai dimenticherò, riscoprendo di volta in volta i colori i sapori che per un po' avevo concesso all'oblio. L'oblio dei sentimenti, quelli veri, non credo che esista. Ora capisco che tutto quello che facevo quel tempo era finalizzato, consci oppure no, questo è quello che mi trovo tra le mani ora.

Tutto ha un senso, il Tutto torna. Non credo spetti a noi trovare il senso. Il senso compare al passato, il Tutto è davanti senza dirci dove, senza concederci il quando.
Forse la mia è sola illusione, un trovare una giustificazione a posteriori attraverso una consolazione. Non lo so, o meglio, non lo credo. Quello che capisco ora è che tutto quello che ho fatto è stato per seguire una passione che ora sto vivendo ma non riesco a gestire, strano che tutto possa diventare simile a tortura.
Non mollerò per questo, questo è sopportabile per i miei canoni, mollerò se tutto perderà un senso possibile se troverò una risposta ai miei perché, se tutto perderà un fine che non importa essere noto o no, mica spero in qualcosa, ho smesso di sperare da tempo. So che alla fine, se il senso dell'azione attuale sarà preservato, se non sarà mero puntiglio ma solo movimento passionale qualcosa, alla fine, troverò. Ancora a posteriori, ma questo non ha importanza, almeno non ora.

Ormai sono convinto, per me almeno, l'unico modo per vivere è per le passioni personali. Poi ci si troverà soli o in splendida compagnia, ma non conta perché se si trova noi stessi, il rischio è di non incontrar nessuno.
Le cose migliori nella Vita non sono mai gratuite, ho accettato il prezzo. A me spetta pagare. Comunque.

Buona domenica care lettrici e lettori!

Mio


Thursday, 25 February 2010

StereoTipi

Sono contento che da non molti anni mi sia capitato che mi piaccia tutto, o quasi, il cibo. Ma non è di questo che voglio parlare ora.

Qui è differente, qui è mare o meglio entroterra, la gente è completamente diversa. Bassa, scura di capelli pelle e occhi, veste di moda passata per chi in queste cose crede. 
La piccola cittadina è sporca e degradata forse, caotica nel suo lento dimenarsi. Sembra insicura nel viverci e nel camminarci. Per la prima è un opinione, la seconda una certezza.  Marciapiedi-trappola li chiamerei, lastricati a differenti piastrelle che se ne trovi duecento metri di uguali ti chiedi perché? buche come trappole geniali per qualsiasi caviglia, fossero la metà una slogatura sarebbe comunque assicurata. Alberi sempre e comunque, assieme a lampioni della luce ancora in legno (mica me li ricordo al mio paesello) nel bel mezzo del marciapiede, boh. Ma il problema, del fatto che sono in mezzo intendo, mica è loro, è che sembrerebbe che le case abbiano rubato posto ai marciapiedi o forse, più semplicemente, che non dovrebbero esistere marciapiedi. mai esportare ciò che si presume essere civiltà, talvolta, se è solo presunta tale, rende incivili chi l'ospita.
E poi i bar con le sedie di legno dimenticate e ritrovate nella mia memoria, i tavoli semplici, quadrati. I vecchietti con le loro carte (niente donne please!), seduti a giocare a bere a parlare a fumare. Li ho ritrovati dopo vent'anni è stato un piacere. Già è pieno di piccoli bar qui, come da me un tempo.

Potrei dire che tutto questo mi disgusta o non mi piace, ma mentirei. Potrei dire che è bello ma semplicemente non direi la verità. Potrei stereotipare il tutto come si usa spesso e come fanno qui con noi definendoci: "Greci civilizzati!", non credo ai greci, non credo negli italiani. Credo nelle persone e le stereotipo una ad una. Nulla più.
Poi ci sarebbe da parlare di veder scrivere in greco moderno su una lavagna tra studenti che mi sembrano di primo acchito un po' troppo maleducati (non si sporca così un posto pubblico sapete???), evidentemente hanno cattivi esempi. Ci sarebbe da parlare di pane... già il pane devo ancora assaggiarlo, domani lo farò. Da lui credo vengano tante verità ed informazioni. Mi fa pensare che siano secoli di cultura a trasformare i suoi semplici ingredienti in pane. Mani, forno ed tecnologie varie non bastano. Quelle solamente non danno aroma, sapore e profumo.
Sono contento che mi sia capitato questo non-lavoro un'occasione unica. Fottutamente unica! Da assaggiare prima che la faccia andare a male.

Ritornando all'inizio: non chiedetemi cosa ho mangiato questa sera  alla mensa per studenti ( qui tutti e tre i pasti sono gratuiti!!!) mi è stato già troppo difficile spiegare cosa volevo. Sembravano fagiolini, ma erano troppo grandi, gli altri sembravano peperoni ma erano troppo piccoli. Mettiamola così: ho mangiato fagioloni e peperini... ok ok mi stoppo :D

Salut, da un po' più a sud,

Mio


PS: per N. che fa sempre domande intelligenti prima ancora di chiedermi come è andato il viaggio :D... ritratto sulle greche non sono male ma hanno, spesso, come dire... nasi importanti. Distinguo di carattere forte dicono boh, non mi interessa. Comunque non compirò la missione che mi hai proposto! ;) Ah però Ma Boulangere™®© è più avanti...   :..( 

PPS: se domani mi ricordo faccio due foto...

Tuesday, 23 February 2010

Il Mio Maggio: Vada Come Vada

Una promessa che non sarà mai l'ultima, una ricerca che non deve finire, c'è un mondo da esplorare fuori, qualcosa di meno dentro. Sono curioso per entrambi.

Un libro in tasca: Le Petit Prince, sì ancora ma questa volta in lingua originale. La parlerò sapete, sei mesi e mi stupirò. Ma questo è semplice, è molto simile alle parole scritte ora, probabilmente il cervello le sente uguali. Stessa melodia interpretata in modo differente, al più attraverso differenti generi. Qui dicono che l'italiano suona meglio, non so, siamo di parte entrambi, il giudizio rimane sospeso. Curioso come anche in questo sia difficile giudicarsi e sia più facile giudicare.
Un aereo che mi aspetta, parto perché è necessario, chiesto, noto accordato. Sono contento. Spero di trovare ciò che vado cercando, riporrò l'orgoglio come un fazzoletto ben piegato nell'angolo del cassetto. Lo consegno alla dimenticanza per un po', troppe cazzate ha creato nella mia Vita, meglio le figure di merda ora perché ne valgono la pena con questa posta sul tavolo, vada come vada farà lo stesso, poi.

In salita bisogna accettare di essere superati, se si può pure ammirando chi ti mostra la ruota posteriore e poi se ne va, l'invidia va lasciata da parte. Porta sempre all'errore. Mai, mai, mai correre appresso all'avversario si rischia di scoppiare. Poi è crisi, poi si vedono madonne santi ma anche divinità ed affini. Poi la salita si fa tortura, poi è la Fine. Esiste solo un ritmo, il tuo, a te spetta trovarlo per poi accelerarlo fino al limite. Quando crederai di averlo lui sarà ancora davanti, il limite non è tangibile. Il finito può essere solo illusione, nulla più.
Mi aspetta una Realtà un presente che non esiste perché è un lampo tra passato e futuro, un qualcosa che non si può fermare. Il presente non aspetta. Il futuro è ora, ora, ora, ...
Sarà Sogno passato Illusione o Chimera persa oppure, solamente, io sul tetto di me stesso a guardare un cielo stellato che mica so come sia. Ora non so.


Cari Amici, di domande ne faccio poche, forse ad alcuni pure per niente. Probabilmente è per presunzione, quasi sicuramente non per mancato interesse. Forse è per egocentrismo e questo è certo, perché, poi, mi ci ritrovo dentro senza saperlo. Mi dispiace ma questo non conta e MAI può essere una giustificazione. Cambierò anche in questo.
Cari Amici, vi contatterò per la mia scelta finale perché, vada come vada, lasciato a me stesso avrei la sicurezza di sbagliare. Vi chiederò un consiglio perché voi POTETE e CAPITE meglio di quanto sappia fare io con me stesso. Fidatevi.
Grazie già da ora e comunque. Che riceva una risposta oppure no.


Vita di inconsapevole trama
Tra le pieghe di nascosto ordito,
Tremo.
Ardito.


Roberto



Per l'ultima volta perché, vada come vada, non dovrà più suonare allo stesso modo. Non più così a lungo e per le stesse cose, almeno.

Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio
No, ci metterò tutto il coraggio che ho

se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento
No, non chinerò mai il mento

se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento
Brucerò tutto, poi, NULLA più

anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.
Nessuna assoluzione, ne prima ne ora.

E se vi siete detti non sta succedendo niente,
No, non posso dirmelo è una bugia.

le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente
Tutti dentro o tutti fuori, non farò prigionieri. Non ora.

convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco
No, non è un gioco è divertimento puro, ma anche tortura.

provate pure a credevi assolti siete lo stesso coinvolti. No, non lo credo. sono consapevole sempre. Già da ora.

Anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso
Non la chiuderò mai per me.

la notte che le pantere ci mordevano il sedere lasciamoci in buonafede massacrare sui marciapiedi
Resterò per sempre fuori sul marciapiede.

anche se ora ve ne fregate, voi quella notte voi c'eravate.
Ci sono, sono qui ora e non me ne frego.
E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri, senza le barricate senza feriti, senza granate,
Nel mio sarà sempre rivoluzione continua, nulla deve rimanere statico

se avete preso per buone le "verità" della televisione
Non esiste nessuna verità buona, solo IO e Realtà.

anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti.
Lo so, sarò sempre coinvolto.

E se credente ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina,
Preferisco votare la confusione voluta, l'insicurezza e la non disciplina.

convinti di allontanare la paura di cambiare
Vado in contro alla mia paura, poi si vedrà.

verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte
Griderò sempre più forte...

per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti, per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti.
Griderò sempre più forte, SARO' SEMPRE COINVOLTO.


Ora vi risparmio la mia versione registrata senza musica, volevo pubblicarla ma mi sono bastate le prime tre parole per cambiare idea. Quindi...

Sunday, 21 February 2010

Allez la Vie*

Per certe cose basterebbe allungare una mano ed afferrarle. Per altre sto cercando una sedia, una scala o un appiglio. Un qualcosa che mi aiuti. Eppure so che io sono tutte queste cose e che non serve cercare. Sono le mie colpe, i miei meriti.

Condizione non statica questa di adesso, qui ed ora. Sicuramente non abbastanza dinamica per ciò che voglio, che DEVO per me. Ed ancora quel sentimento di piacevole sensazione che ti prende con gentilezza e ti fa correre per i marciapiedi ti fa camminare come un bambino che tenta di seguire il bordo, ti fa saltare sulla cima di un pilastrino... non riuscendoci naturalmente facendo figure di merda perché non è roba da adulti quella, ridendo come se adulto non lo fossi mai stato senza nessuna vergogna. E poi senza un perché un come ti fermi con la musica nelle orecchie, e guardi una piccola allee che nulla possiede per essere ammirata in quel modo. Guardi le macchine a lato, la passante rapida sul fondo che corre alla stazione, la nuvola di vapore del tuo respiro che lesta corre a riempire l'aria lasciando in trasparenza stelle e luna adagiate dolcemente su qualche piccolo pensiero bianco del cielo, e sono splendenti e sono come nuove amiche perché qui il cielo è sempre pensieroso. Dici a te stesso che è magnifico perché conosci anche l'altro tuo lato di lacerazione di pelle scorticata senza chiedere permesso.

Non so cosa mi stia succedendo, non sono mai stato così prima. In parte sento che sto guarendo i miei Mostri stanno diventando amici, la demi baguette è praticamente intera nella mano e la giornata non era delle migliori. Sono fragile e contento, duro e malinconico. Sono completamente nudo, naturale, semplicemente me stesso. La gente non si cura poi tanto di me, ma questo non mi è mai importato realmente e men che meno ora. Un'altra affinità trovata.
Se tiro le somme mi accorgo che sono praticamente solo, qui non ho amici fisici e amori carnali o sentimentali. Qui esisto io che viaggio in metro con il cappuccio calato sulla testa come un bad-boy, io che cammino sotto la pioggia fregandome lasciando con cura l'ombrello nello zaino, io che parto senza sapere quando è il treno del ritorno perché so che in un modo o nell'altro tornerò. E tutto questo mi piace, credetemi. Mi piace un casino.
Forse è Libertà, forse naturalezza. Non so. Sicuramente non è tristezza chissà se potrei definirla, come la chiamava qualcuno, felicezza. Chissà.

Mio

*: che mica so se si può dire, se si può dire l'etichetto...


Questa perché i ricordi aiutano a vivere. Che siano tristi o felici perché poi che importa? Sono monito per un futuro sempre possibile, perché è stato e potrebbe ancora essere. Nel bene e nel Male.


Wednesday, 17 February 2010

Ver(n)o

E' fuori mi aspetta, forse questa sera sarà nero e profondo, di quell'oscurità che cattura la luce. Ieri era luce, ne sono sicuro.
Instabilità, la mia, come fiamme di fuoco che danzano nere che assorbono Vita e generano freddo da spaccare le ossa. Calde di colori sospesi tra rosso e blue, di madri che abbracciano la mia Anima troppo fredda ora. Il risultato è lo stesso, Oblio. Ciò che cambia è quello che si trova al ritorno.

Mi basta poco, davvero davvero poco, per cambiare completamente e drasticamente il mio umore. Un ostacolo improvviso e ponderato è come un soffio che ravviva le nere lingue di fuoco fermandomi, oppure che mi fa superare l'ostacolo e riporta in me un po' di luce. Purtroppo, ora, è più quelli che mi fermano.
Danzo su un rasoio con la lama sempre più sottile e tagliente, come di raggio laser. Non capisco come non sono ancora caduto. Non me ne curo. Baratro dalle parti, qualcosa sul fondo li davanti, lo vedo. Dietro il Nulla che mi insegue staccando a morsi il ponte del ritorno. Figlio degenere di un seme immaturo, il mio. Chissà quale sarà l'altra strada per ritornare, chissà se esiste. Non credo.

Nel mezzo del Tutto che vedo, sento e tocco in questo "Non-Lavoro" mi sento e sono all'apice di una mutazione che mi ha condotto a distruggere tutto con meticoloso scrupolo, mi trovo a costruire qualcosa che non so se ci riuscirò. Quello che sono io, ora, qui e adesso mi aiuta e mi uccide, mi distrugge e mi fa vivere. Posso toccare il mio possibile futuro perché posso creare il mio presente liberamente ora, Io e Realtà i protagonisti. Incertezza e scelta le parole finali a chiudere lo spettacolo, non è poco davvero. Queste cose fanno la differenza, per me.

Posso toccare me stesso, posso innamorarmi ancora, come e più di prima, lo sento. Posso decidere di non concedermi perché so che sono un tipo poco raccomandabile ora, il piacere condiviso non lo so supportare adesso, prenderei più di quanto sarei in grado di dare. Non è giusto. Il mio piacere personale ora è finalizzato ad estinguere il corpo nero che mi accompagna dentro, il metodo non so se qualcuno potrebbe definirlo piacevole, io però VOGLIO leggere la Pravda. Le cose migliori non sono mai gratuite.

Tutto sarebbe luce che a leggermi qui vi servirebbero gli occhiali da sole e forse non sarebbe ancora abbastanza.
Tutto sarebbe danza, volo Amore libero e Riso e Felicità e Serenità se sopra le mie spalle ci fosse una bici adatta a questa salita. Purtroppo vedo solo dei capelli che non sono adatti a nessuna epoca... diobono che fuori che sono. Sì, anche loro! :)

In questo verno che mai si va estinguendo,
In questo cielo mutevole che mai sembra cambiare
Un urlo sospeso eterno vado inseguendo:
"Coraggio non mollare!"


Mio




La Marine -George Brassens

On les retrouve en raccourci
Dans nos petits amours d'un jour,
Toutes les joies, tous les soucis,
Des amours qui durent toujours
C'est là le sort de la marine
Et de toutes nos petites chéries.
On accoste, vite un bec,
Pour nos baisers, le corps avec!

Et les joies et les bouderies,
Les fâcheries, les bons retours,
On les retrouve en raccourci
Dans nos petits amours d'un jour.
On a ri, on s'est baisé,
sur les neunoeils, sur les nénés,
Dans les cheveux à pleins bécots
Pondus comme des oeufs, tout chauds!

Tout ce qu'on fait dans un seul jour
Et comme on allonge le temps,
Plus de trois fois dans un seul jour,
Content, pas content, content!
Y a dans la chambre une odeur
D'amour tendre et de goudron.
Ça vous met la joies dans le coeur
La peine aussi et c'est bon.

On n'est pas la pour causer,
Mais on pense même dans l'amour
On pense que demain y fera jour
Et que c'est une calamité.
C'est là le sort de la marine,
Et de toutes nos petites chéries,
On accoste mais on devine
Que ça sera pas le paradis!

On aura beau se dépécher
Faire bon dieu, la pige au temps,
Et le bourrer de tous nos péchés
Ça ne sera pas ça et pourtant...
Toutes les joies, tous les soucis,
Des amours qui durent toujours,
On les retrouvent en raccourci
Dans nos petits amours d'un jour.

Saturday, 13 February 2010

LNGUG

Quando non si capisce, supponendo che si possa capire cosa non banale, il senso di una comunicazione scritta o parlata, credo che si tenda ad interpretare il senso del discorso partendo da una collezione di parole note. Come punti di una funzione, poi, si interpola il tutto e si estrae il significato e "l'andamento" del discorso. Il senso generale e quello particolare.
Quanto più un lessico è ricco, tanto più l'errore che si compie può tendere a zero, ma non sempre è così, serve un protocollo comune di significati associati per averne la certezza di questo. Non sempre è così.

Ora mi chiedo questo: se il linguaggio è noto e conosciuto, quello che si fa è assimilare ogni singolo punto -la collezione di prima- oppure no? Quello che voglio dire, per usare i termini della teoria dell'informazione, è se si campiona molto fittamente il discorso e poi si estrae da questo contenuto informativo associato, quindi attraverso una conoscenza pressoché totale del segnale ricevuto, oppure si agisce in maniera "furba": ossia si campiona molto più blandamente e sulla base di ciò che è noto e conosciuto, che si potrebbe chiamare informazione a priori, si estrae il senso. Propendo per la seconda. Credo che il cervello tenda a massimizzare il contenuto informativo associato alle periferiche di ricezione, i sensi, minimizzando ciò che deve immagazzinare sulla base di ciò che sa e, non secondariamente, su ciò che vuole sapere o capire.

Ogni singola parola ha un peso, un come un perché. Chi la pronuncia, consciamente oppure no, svela un tratto di se stesso che non necessariamente è vero. La connessione delle diverse parole, di ciò che diciamo o leggiamo e chiamiamo senso del discorso, ci svelerà attraverso la logicità ci svelerà cosa si capisce. Non cadere in contraddizione è però sempre possibile, cadere in contraddizione non aiuta, l'autoreferenzialità del linguaggio personale porta all'indicibile per chi ascolta.
Credo che nel Linguaggio, in tutte le sue accezioni, ci sia un'incredibile magia. Quando il messaggio viene recepito così come lo si voleva trasmettere la magia è senza pari. Credo che sia, in larga parte, il Nostro senso. Il perché, come credo, si è simili e non uguali. Il perché medesimi sensi atti a recepire medesimi stimoli, risolvano il problema della Realtà fisica e meta-fisica in modi differenti. Talvolta portando a conclusioni differenti. Per questo credo che il linguaggio non stia solo nelle parole ma in ogni stimolo recepito dall'esterno: il COME, il QUANDO, il DOVE, il COSA e il PERCHE'. A mio avviso l'interpretazione dipende da come si vive e si sta in un determinato istante -ancora tempo e campionamento temporale-, perché questo fattore non può essere ignorato, nessuno è statico.
Vedo il Linguaggio come una realtà multidimensionale e variabile. Un qualcosa che, di primo acchito, potrei definire a sette dimensioni (7-D), dove cinque sono occupate dai sensi, una dal tempo. La settima è l'Anima, variabile dipendente dalle prime sei ma rispetto se si prende in considerazione il passato, indipendente e kernel delle prime sei si prende in considerazione il futuro che ci ostiniamo a NON chiamare presente.
L'Anima è forse ciò che va oltre i nostro normale sentire, il nostro meta-senso, costruito inconsapevolmente su emozioni, ricordi, sentimenti. Un qualcosa di plastico che vorremmo manipolare per annullare gli effetti deleteri che talvolta sperimentiamo ma che poi mica ci si riesce. Muta tra le nostre mani, sfugge e rifugge. Lei.

Questo per me è il Linguaggio. Male espresso qui ma meglio non sono riuscito a fare, scusate. Dopo più di un anno, forse due, sono riuscito a tirare fuori queste righe sconclusionate e sconquassate. Righe scritte di getto mentre B. spiegava ad A. come S., una nostra collega, si era fatta male sciando. Alla fine della sua spiegazione, ascoltata di lato, mi sono chiesto: "cosa hai capito?", e subito dopo: "perché?". Quello che avete letto è il mio perché.

Ora ho la mia risposta (nulla più ben inteso) ad un'altra domanda che mi sono posto mentre osservavo una ragazza in attesa della lezione di francese. Lei si guardava attorno e leggeva, io la guardavo e colto dal suo sguardo (nulla più N. ok?!?) pensavo: "Si può rimanere spaventati da un volto dolcissimo?". La mia risposta è sì, perché non è solo un volto ma è anche uno specchio di fronte a ciò che non si ha il coraggio di guardare.

Mi sento sempre più solo in questo mondo. Trovare voi Amici Veri qui e la sulla mia strada è sempre un piacere. Siete impareggiabili.
Mi sto innamorando di tutto forse pure un po' di me stesso. Non so come andrà a finire ma in fondo: C'est la vie!

Questa è la mia canzone della sera, prima di rientrare a casa, questa mi rilassa e mi da speranza dopo un giorno di battaglia contro me stesso. Per il giorno seguente. Questa mi sono dedicato ieri mentre tentavo di osservare Ma-Boulangère® © (sì anche lei :D), putroppo non ci sono riuscito mi riesce difficile. Non ci riesco, ma non conta.

Mio


PS: a Te che mi hai insegnato senza pretese ma solo con il tuo Essere Naturale. A te che non serve il tuo nome e nemmeno l'iniziale. A te dedico questa canzone che mica esisterebbe ora in me e neppure ciò che ho scritto.
Grazie davvero è sempre un piacere. Buona vita!




Cirano -Francesco Guccini
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano.





Tuesday, 9 February 2010

Everyday Life

Silenzio nella tua bocca. Ingresso, riconoscimento. Accesso.
Dietro il passaggio obbligato ti si apre un cammino lungo sempre uguale, fuori e dentro. Vento freddo e Acqua ghiacciata i tuoi compagni mattutini che un mai chiaro cielo ti ha inviato.

Parole escono dalla bocca. Tentativo di catare un qualcosa di più di una canzone, il tuo.
Passo sicuro, ti senti stranamente grande. Stranamente come sei. Sai di fare paura a quegli ostacoli altrui invisibili che hai di fronte. "Scansati perché vado dritto!"

Parole che crescono ora è anche il corpo a cantare assieme a te nella completa non curanza di chi potresti incontrare.
Rivoluzione per te, rivoluzione per il tuo futuro. Questo è il tuo pensiero. Presunzione di voler condividere i risultati tra Amici sinceri, poi.
In questo credi, altrimenti non avrebbe senso nulla.

Ed il peso si farà ali,
Il sonno mancato riposo.
Conosco le note finali
Di questo mio canto a ritroso.

Nel movimento di una partitura
Una Vita da operare a cielo aperto,
Nel mezzo della mia desolata e sterminata pianura
un piccolo uomo vuol diventare liberto.


Buona serata o notte a tutte e a tutti.


Mio


PS: forse ho già scritto qualcosa di simile, non so. Se così fosse scusate la ripetizione.


... ma questa non mi stancherò mai di riproporla.Align Center

Sunday, 7 February 2010

Dialoghi Impossibili: "Why Suppose?"

mi ha chiesto DJ. questa mattina, mica lo so il perché. Per il mio cervellino, la notte fonda svegliato di soprassalto è peggio che di giorno, ma sempre meglio del venerdì sera.
Dialoghi notturni senza un perché:

Mi cerca, dormo.
[06/02/2010 14.32.35] DJ.: (red)
[06/02/2010 22.28.06] DJ.: t la ?

Vedo il messaggio e lo cerco, mi da addormentato.
[2.18.05] Mio: ?

[2.18.14] DJ.: ? lol

[2.18.39] Mio: E. suppose beacop du bruille

[2.18.44] DJ.: suppose ?

[2.18.57] Mio: :D

[2.19.23] DJ.: and in english ?

[2.19.43] Mio: is too much now
[2.19.52] Mio: i was sleeping
[2.19.58] Mio: :D

[2.20.10] DJ.: really ?
[2.20.14] DJ.: nightmare ?

[2.20.21] Mio: of course
[2.20.22] Mio: so
[2.20.30] Mio: I wil do mous mous® ©***
[2.20.41] Mio: ad all will be ok
[2.20.44] Mio: ok?

[2.21.16] DJ.: it's ok :D

[2.22.15] Mio: Je ponse cet-que cette tres bonne idea que tu vai au dormir _P
[2.22.19] Mio: :P

[2.22.29] DJ.: oui oui
[2.22.33] DJ.: je pense aussi :D

[2.23.00] Mio: bonne nuit

[2.23.01] DJ.: allez, fais de beaux revse
[2.23.04] DJ.: Merci :)

[2.23.37] Mio: est-que tu ponse que le muoi cervel il mache bien apret revellie?
[2.23.38] Mio: :D

[2.24.06] DJ.: pourquoi, tu penses que ca marche bien avant de dormir lol ?

[2.24.17] Mio: no

[2.24.44] DJ.: Ciao Ciao :)

[2.26.46] Mio: salut


Era mattina, cioè io ci provo ma mica ci riesco a fare meglio... era mattina... sono più bravo, forse :D

Salut,

Mio


*** la mia ricetta personale di cous cous che, in quanto differente da quella vera, ho ribattezzato mous mous® ©

Non chiedetemi perché ma beccatevi questa :D




In The Middle Of The Night - Billy Joel

In the middle of the night
I go walking in my sleep
From the mountains of faith
To a river so deep
I must be looking for something
Something sacred I lost
But the river is wide
And it's too hard to cross

And even though I know the river is wide
I walk down every evening and I stand on the shore
And try to cross to the opposite side
So I can finally find out what I've been looking for

In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the valley of fear
To a river so deep
And I've been searching for something
Taken out of my soul
Something I would never lose
Something somebody stole

I don't know why I go walking at night
But now I'm tired and I don't want to walk anymore
I hope it doesn't take the rest of my life
Until I find what it is that I've been looking for

In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the jungle of doubt
To a river so deep
I know I'm searching for something
Something so undefined
That it can only be seen
By the eyes of the blind
In the middle of the night

I'm not sure about a life after this
God knows I've never been a spiritual man
Baptized by the fire, I wade into the river
That runs to the promised land
In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the desert of truth
To the river so deep
We all end in the ocean
We all start in the streams
We're all carried along
By the river of dreams
In the middle of the night

Saturday, 6 February 2010

Personaggi In Cerca Di Nome

Sì perché non sono cose, almeno per me. Sono presenze inamovibili, per così dire, nella mia vita attuale. Ma poche parole, passo alle presentazioni, purtroppo non ne conosco il nome o meglio: non ne riesco a dare uno che si addica loro. Perché tutte le cose che contano, per qualunque motivo, non conta, devono essere chiamate per nome. Questo è la genesi dei nomi propri di persona, no? Questo è ANCHE quello che mi ha insegnato G. ... già G. che anche se mi fa preoccupare non rispondendo alle e-mail. Non si fa sai? :D

Ora ve li presento:
  • La sedia che mi ha salvato, diciamo così, il mio culetto delicato. Lei l'ho trovata per strada una sera di pioggia, è stato amore a prima vista e senza chiederle permesso me la sono messa in camera. Purtroppo è un po' acciaccata e scricchiola abbastanza. N. dice che è perché sopra ci ha fatto sesso mezza O. io sono d'accordo con lui e penso pure che probabilmente il proprietiario/a fosse sopra il quintale. :D

  • La prossima che vi vorrei presentare è colei che mi ha salvato dalla marea di cartacce e libri che mi avrebbero altrimenti sommerso, viene da un Carrefour era in special prize anche per questo l'ho invitata da me scusate la carta igienica rosa nell'angolo ;)
  • E questa è la regina di un nuovo regno chiamato "Phylosofical Kitchen" per lei un nome regale, sicuramente:

A presto a tutti e buon fine settimana a tutte e tutti!


Mio


Dite che questi possano andare bene??? :D :D:D:D:D

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