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Radio Pazza

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Friday, 30 April 2010

Rimmel -Francesco De Gregori

Lo so, ormai Musica ed io si è fatti così. Ci si ignora fino a quando non ci si trova un'altra volta. Più di prima, come prima, poi canto.
Succede che chiedo se mi si può suggerire un'artista, un album o delle canzoni e, in un attimo, eccomi nell'ascolto  a loop senza provare il minimo di noia. Fino a quando la fine di una traccia non annuncia nella mia mente l'inizio della successiva.

Sarà che all'estero tutto ciò che ricorda "casa" ha sempre un sapore differente e talvolta migliore, sarà che un motivo speciale ci è sempre se persone non banali (grazie a tutte voi che lo avete fatto anche in passato!!!) ti sanno trasmettere qualcosa con la Musica, sarà la passione e mille altre cose ancora è che ascoltare certe cose sa sempre di primavera a maggio e questo non è poco.

A te dico grazie perché mi hai regalato un ritaglio di eternità da tenere in tasca e spiegare sopra me stesso così giusto per fare, per cambiare il colore del cielo di tanto in tanto. Per fare delle stelle amiche brillanti che donano notti più leggere. Grazie.

Come figurine, come tessere di domino,
si compongono e spuntano tratti di Vita,
che  curiosi abbino 
sulla punta delle mie dita.
Sai, forse non sei proprio così malaccio come credevo, ma non ne sono ancora convito ahahahah :P

Buona giornata,

Mio


ASCOLTATELO se non lo avete già fatto! Ordine perentorio, il mio! :)
Questa perché non posso non cantare il ritornello: "Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovoe la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altroancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo li puoi nascondere o giocare con chi vuoi,o farli rimanere buoni amici...come noi..." e fregarmene di tutti quelli che ho attorno. :)



Questa perché mi ricorda, non so se interpreto bene, ciò che vado a dire di me, ciò di cosa sono convinto: "L'uomo che cammina sui pezzi di vetro dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,sotto l'angolo retto di una stella."



Questa perché non la capisco ancora del tutto, qualcuno me la spiegherà un giorno, mi hanno detto che è incredibile...


questa perché c'erano delle notti una vicine all'altra, dove era una buona notte sussurrata da me, una buonanotte che fatta di un'altro vezzeggiativo/diminutivo al posto di fiorellino allora sapevo che solo quattro parole in croce, allora non avevo capito che aveva ali più grandi di me. Chissà ora come sono, anche se ora non mi interessa più.


... che poi ce ne sarebbero altre, troppe... ma troppe non sono mai no? :D

Saturday, 24 April 2010

Piacere & Passione

Piacere e Passione. Ancora.
"L'unico dovere è donarsi piacere",
e dopo dici che ti sopravvaluto. Quando dici cose come queste io la mia risposta ce la ho tu tieniti le tue perplessità. Sei buffa sai?
Perché non ci si scappa, per me almeno, perché sempre li mi trovo. A quel bivio a capire che di puro e di buono nelle mie scelte mica c'è nulla. Cerco il piacere, la condivisione è poi solo un contorno che se ne va con e senza permesso
"Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano",
dice Moravia. L'ho letto a destra, nel mezzo, sul blog di Guernica se posso, passateci, merita. E' un criterio giusto questo? Mi chiedo questo perché si sceglie e, quindi, si può evitare le conseguenze non scegliendo. Mi chiedo questo perché Passione è anche Piacere. Il Piacere è la genesi, lui la spinta per non mollare durante, per cominciare prima. Gioire e godere poi.

Vorrei che tutto potesse essere libero e gratuito come una musica chiesta in un attimo di assenza di domande. Musica che ti conquista poco a poco in punta di piedi con tremenda discrezione. Musica che sa già essere diventata per sempre una giornata di aprile un po' più strana.
Vorrei che alla fine potesse restare solo il colore di un messaggio d'Amore, non chi lo ha saputo donare. Solo una presenza come di solo il colore di un'armonia sa essere. Un ricordo senza volto, spazio e tempo.
Vorrei che tu Piacere mi cogliessi senza che io ti venga a cercare, poi Passione sarebbe un'Amica non un'Amante.

Stupidi pensieri questi di chi ormai ha solo l'intima paura di Amare, di chi ha troppi assi dello stesso colore.

Mio 





Rimmel -Francesco De Gregori
E qualcosa rimane
tra le pagine chiare
e le pagine scure
e cancello il tuo nome
dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e
le tue ragioni
i miei alibi e le tue ragioni
chi mi ha fatto le carte
mi ha chiamato vincente
ma uno zingaro e' un trucco
e' un futuro invadente
fossi stato un po' piu' giovane
l'avrei distrutto con la fantasia
l'avrei stracciato
con la fantasia
ora le tue labbra puoi spedirle
a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissa' chi altro

ho ancora i tuoi 4 assi
bada bene di un colore solo
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni

amici come noi
santa voglia di vivere
e dolce venere di rimmel
come quando pioveva e
tu mi domandavi
se per caso avevo ancora
quella foto
in cui tu sorridevi
e non guardavi
ed il vento passava
sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona
e quando io
senza capire ho detto si'
hai detto e' tutto quel che hai di me
e' tutto quel
che ho di te
ora le tue labbra puoi spedirle
a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissa' chi altro

ho ancora i tuoi 4 assi
bada bene di un colore solo
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere
buoni amici come noi. 

Saturday, 17 April 2010

Digiuno e Astinenza

Perché il riposo esiste sempre tra due sforzi consecutivi, soprattutto se il primo è minore del secondo. Il primo è riposo.
Riposo poco.


Manca un solo foro poi la cintura sarà utile solo come oggetto di vestiario, inutile quindi. Neppure dieci anni o fa o forse più sono stato così magro. E' normale, al tempo capivo ancora meno di ora. Probabilmente la prossima settimana non mancherà neppure l'ultimo foro, sono curioso di vedere quanto posso comandare le mie necessità corporee, quanto posso ridimensionarle. Sembrerebbe che un piccolo tronchetto di liquirizia purissima riesca a placare quasi del tutto la sensazione di formicolio allo stomaco. 
Digiuno.


Ci è mancato poco, per me intendo, e poi chissà cosa sarebbe successo, sicuramente qualcosa di forte. Forse troppo, per me, ora. Forse ormai. 
Pochi anni fa sarei stato pronto, incosciente. Poi, dopo, mi sono regalato questa consapevolezza. Ora so come voglio e come so amare, questo non mi piace. Mi spaventa. I miei limiti in generale mi spaventano perché ormai li distruggo ogni giorno. Non esistono. La prossima volta ci starò più attento ma non servirà a nulla, già lo so. So cosa mi attira e so come evitarlo ma i cedimenti di coscienza sono sempre in agguato, con me almeno. Non esistono radici dolci purissime a placare l'istinto d'Amore, l'abbandono di Solitudine.
Astinenza.


Più affilato, più incazzato, più cazzuto.
Ritmo.  Mente, Cuore, Fiato, Muscoli. Ritmo.
Oltre il limite che ho tracciato ai bordi del mio minuscolo infinito.
Leggero come una farfalla, pungente come un'ape.
Ancora.


Mio





Cantico dei Drogati -Fabrizio de André

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.

Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi

quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.

Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.

Come potrò dire la mia madre che ho paura?

Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere.

E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.

E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.

Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.

Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.


Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria.

Friday, 16 April 2010

Easy...

Sono tornato dall'Italia l'unica cosa che mi sono portato appresso è stata la mia stilografica blue. Che piacere scrivere con lei! Quante ne abbiamo scritte, noi.

Sono tornato un attimo, un lampo in terreni di pensieri che da tempo mi ero privato. Ho capito che ormai il grado di consapevolezza in me stesso, nei miei sentimenti, emozioni e pulsioni è troppo elevato. Accipicchia per essere non volgari.
Se qualcuno passasse di qua con un carico di "Easy Life" me lo dica. Potrei fare pazzie per acquistarne una scorta. Per favore, davvero, ne ho bisogno.

Intanto butto qui Jim che magari, come per osmosi diretta, le note e le parole passeranno da lui a me e diventerò un po' uomo lucertola. E' che sto pelo è attaccato al vizio di essere me stesso.

Take it easy baby, take it as it comes...


Mio

Monday, 12 April 2010

Il Bacio Della Morte

Sono eccitato, ancora. Come un piccolo bambino alla vigilia di natale, pensieri che fremono per essere scartati. Non so se sono stato buono, eppure voglio vedere quel contenuto. Non ho paura e neppure timore. Solo curiosità.

Sto mutando a tal punto che certe volte mi ritrovo impulsivo, io che sono sempre stato il paradigma della riflessività. Chissà verso cosa sto andando. Muto perché, come altri, il cambiamento è forse una costante. Chi più chi meno ne è toccato. Forse lo si fa per sopravvivere, vivere. Amare. Non morire. Questi miei giorni in Italia sono stati pesanti, troppi per la mia indole e per ciò che devo fare. Piacevoli sì, ma potevano essere migliori, questo sempre per mio demerito.
E poi mi ritrovo a dire che per fortuna, per me almeno, che c'è la distanza anche fisica come barriera di separazione. Strana primavera questa. Per fortuna, per me almeno, che da oggi si riparte ancora per la mia steppa, forse per molto molto tempo ancora. Non so. Almeno questa volta non farò casini, almeno così sembra. Che poi, però, ci riesco sempre, io.

I miei vecchietti si preparano all'ultimo ballo, si vede. L'ho visto. Loro lo sentono, lo vedo da come guardano la mia giovinezza, non con invidia ma con gli occhi consumati e lucidi di chi ha visto troppe cose e, che ora, si lascia conquistare dall'ultimo tramonto, vivendolo così come viene.

Cara nonna sul tuo Telesalvalavita, stupido ritrovato di tecnologia consumistica, non ci sarà come primo numero quello del becchino come ti avevo proposto, non ci saranno neppure le tue misure per lui. Ma questo  lo sai pure tu.
Cara nonna, se la tua foglia ormai stanca si lascerà cadere dall'albero della vita io non ci sarò. Te l'ho detto scherzandoci, dicendoti che è meglio comperare un biglietto e prendere delle ferie per andare a svagarmi in viaggio piuttosto che vedere una morta. Questo lo sai pure tu, ma forse non lo vuoi per te.
Cara nonna, questa volta il bacio te lo sei meritato tutto, stai reagendo mi piaci! Sai, devo dirtelo perché non lo ho mai fatto prima, mi piace il senso del tatto delle tue guance sulle mie labbra. Sai, sono sempre le stesse, le più morbide che esistano.
Cara nonna, te l'ho dato come se fosse l'ultimo bacio, quello della morte. Se ti riesce, se la mente un po' ballerina ti lascerà, custodiscilo. Io, per me, nel mio cuore mi terrò i tuoi occhi che guardano come di bambino  un tramonto che ti ha rapito. 
Ti voglio bene! Ma questo già lo sai.

Roberto

Monday, 5 April 2010

Perso Lungo La Mia Via

"Il coraggio di affrontare il futuro con gioia"

Non ho deciso per la mia gioia, avrei potuto farlo, potrei farlo. Forse tutto sarebbe più facile, forse. Problemi di coscienza, la mia. Paranoica.

Non so cosa sto diventando, davvero. Mi descrivo come un bastardo e un tipaccio e credo di esserlo veramente, non scherzo. Non faccio sconti a nessuno. Il primo sono io. Io annichilisco con le mie risposte e con le non risposte. Non cedo e non concedo. Non sono una brava persona perché il piacere personale mi governa senza farsi scovare. La base di molte, se non tutte, le scelte NON DEVE, almeno per me poi, ognuno faccia ciò che vuole. Nessuna decisione dovrebbe essere mai basata su questo sentimento.
Mi sto chiamando fuori dalla società, da molte delle sue relazioni. Se mi ci trovo è per un attimo di debolezza, perché non penso prima di scegliere, eppure penso quasi sempre troppo. Maledette pieghe!

Forse sono frustrato, stressato o peggio ancora paranoico, forse. Sì paranoico, nel cercare ciò che potrebbe  non esistere. Ma un perché, ne sono convinto, esiste sempre. Una nuova coscienza personale e individuale non è chimera, è migliore e giusta è criptata tra le ombre di una vecchia sorella degenere e stantia.

Ho deciso di lasciarmi cadere in un nero profondo e forse senza fine, l'ho deciso e scelto consapevolmente ed ora non voglio fermarmi. Ora, non posso fermarmi. Ho deciso di trovare la fine di questo abisso anche se essa forse non esiste, non è mai esistita o non esiste ancora. Mi sto consumando nella mia lenta caduta, perdo pezzi di me, della mia Anima. Scaglie informi lasciano il mio corpo per diventare una linfa blue che traccia la mia mesta caduta verso un perigeo ignoto. 
Ora sono ridotto a un corpo informe nero, opaco, assorbente. Deforme. Cattivo. La mia Anima non è buona, ne sono certo!

Striscio oltre il mio piccolo effimero infinito misurato a lunghezze di nulla. Tento di educare una ragione debole e degenere giocando al giudice inflessibile. Nessun giudice può essere credibile se ha un codice di ignoranza nella mano sinistra e un martello di stupidità nella destra. Colpevole! Colpevole! Colpevole! pure Lui!

Della mia Anima forse non resterà nulla, di quel poco che è restato. Sono solo perché l'ho cercato prima e lo cerco ora, cercare compagnia sarebbe solo alleviare un peso che ho dentro. Stupida decisione questa, la mia. So che è sbagliato ma altrimenti sarebbe peggio, molto peggio e non solo per me. Sarebbe Dolore.

Mi chiamo fuori.
Addio fino alla prossima perdita di Razionalità. All'insostenibile richiamo di Piacere.
Sono solo un vigliacco che non ha il coraggio di trovare REALMENTE se stesso. Sono sempre io.



Senza forma


DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO!


Limite troppo stretto.
Il mio.
Io.


Cosa ho scelto?
Cosa non voglio?
Negazione di Piacere!
Morte di Anima malata!


Non ci sarà parto di Redenzione
per questa mia gestazione!


DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO.

Mio


Thursday, 1 April 2010

As It Come Ever And Ever Again

E tutto va come deve andare. Tra Autogrill e tempo per vivere.
Prenditelo, prendilo ora poi sarà un attimo.
Prenditelo, prendilo così come viene.
Lui non lasciarlo scappare. La Vita conta anche senza il nostro permesso.
Non saranno diecimila chilometri o più che ti spaventano vero? Non il tempo, mai quello!

A me regalo Autogrill. A te canto meglio che posso Take It Easy brucia cara fenice brucia!

Roberto







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