Sono eccitato, ancora. Come un piccolo bambino alla vigilia di natale, pensieri che fremono per essere scartati. Non so se sono stato buono, eppure voglio vedere quel contenuto. Non ho paura e neppure timore. Solo curiosità.
Sto mutando a tal punto che certe volte mi ritrovo impulsivo, io che sono sempre stato il paradigma della riflessività. Chissà verso cosa sto andando. Muto perché, come altri, il cambiamento è forse una costante. Chi più chi meno ne è toccato. Forse lo si fa per sopravvivere, vivere. Amare. Non morire. Questi miei giorni in Italia sono stati pesanti, troppi per la mia indole e per ciò che devo fare. Piacevoli sì, ma potevano essere migliori, questo sempre per mio demerito.
E poi mi ritrovo a dire che per fortuna, per me almeno, che c'è la distanza anche fisica come barriera di separazione. Strana primavera questa. Per fortuna, per me almeno, che da oggi si riparte ancora per la mia steppa, forse per molto molto tempo ancora. Non so. Almeno questa volta non farò casini, almeno così sembra. Che poi, però, ci riesco sempre, io.
I miei vecchietti si preparano all'ultimo ballo, si vede. L'ho visto. Loro lo sentono, lo vedo da come guardano la mia giovinezza, non con invidia ma con gli occhi consumati e lucidi di chi ha visto troppe cose e, che ora, si lascia conquistare dall'ultimo tramonto, vivendolo così come viene.
Cara nonna sul tuo Telesalvalavita, stupido ritrovato di tecnologia consumistica, non ci sarà come primo numero quello del becchino come ti avevo proposto, non ci saranno neppure le tue misure per lui. Ma questo lo sai pure tu.
Cara nonna, se la tua foglia ormai stanca si lascerà cadere dall'albero della vita io non ci sarò. Te l'ho detto scherzandoci, dicendoti che è meglio comperare un biglietto e prendere delle ferie per andare a svagarmi in viaggio piuttosto che vedere una morta. Questo lo sai pure tu, ma forse non lo vuoi per te.
Cara nonna, questa volta il bacio te lo sei meritato tutto, stai reagendo mi piaci! Sai, devo dirtelo perché non lo ho mai fatto prima, mi piace il senso del tatto delle tue guance sulle mie labbra. Sai, sono sempre le stesse, le più morbide che esistano.
Cara nonna, te l'ho dato come se fosse l'ultimo bacio, quello della morte. Se ti riesce, se la mente un po' ballerina ti lascerà, custodiscilo. Io, per me, nel mio cuore mi terrò i tuoi occhi che guardano come di bambino un tramonto che ti ha rapito.
Ti voglio bene! Ma questo già lo sai.
Roberto