Tuesday, January 22, 2008

Ritrovata!

Tuesday, November 06, 2007

Sostituzione

Cosa significhi sostituire Dalla Bona con Zalayeta sinceramente non lo so. Tra Sam e il Panteron c'è una differenza tecnica abissale già a partire dal ruolo in cui giocano. Già a partire dal fatto che giocano o meno. Sam ormai flippa tra panchina e tribuna, più la prima della seconda ultimamente. Il Panteron è un titolarone ormai inamovibile per questa prima parte di stagione. Sam l'anno scorso è stato fondamentale nelle ultime partite, su tutte quella a Verona con due assist e un gol. Ma l'anno scorso ormai è passato quando Sam, prima di cedere ormai il testimone al Panteron, ricevette l'investitura da Giubilato. Giubilato, Dalla Bona, Zalayeta: insomma un difensore, un centrocampista ed un attaccante.

Il braccio di ferro con il senso delle cose vede a volte vincere lui a volte me. Altre volte si va avanti e ci si ricorda che non bisogna aspettare che qualcuno vinca per elaborare un significato. Poi faccio il furbo, solletico e vittoria. Però in questo ultimo fine settimana ho potuto elaborare un minipodio di storditi: al terzo posto Crosetti che ci abbandona a tre secondi dalla diretta perché ha il cellulare scarico... grazie. Al secondo indiscutibilmente Calaiò per ovvi motivi (lo sapeva tutto il mondo che l'avresti sbagliato). Ma la medaglia d'oro va alla tipa della Tamoil di Verbania che alla richiesta di 20 euro di Diesel risponde "Va bene". E solo 50 km dopo, nel bel mezzo di un'autostrada priva di corsie d'emergenza, ci accorgiamo che in realtà aveva capito: 20 euro di Senza Piombo. Be': Diesel/Senza Piombo è così difficile non confoderli... La macchina ringrazia, l'assicurazione pure. Il fumo dal motore e la speranza che il triangolo e il giubbino fossero ben visibili a 200 all'ora mi hanno fatto perdere un anno di vita... come al solito in questo periodo.

Giubilato, Dalla Bona, Zalayeta: 23, 24 e 25

Monday, October 29, 2007

PS: Piccole Soddisfazioni

Le cose memorabili sono altre. Le piccole soddisfazioni invece sono perle da collezionare quando capitano a noi o solamente da apprezzare quando capitano ad altri. Chessò: Pazzini fa una tripletta nella partita che inaugura il nuovo Wembley - grande, buon per lui, mi fa piacere, complimenti. Al Gore fa double di Oscar e Premio Nobel: sticazzi! Giovanni Allevi riesce a fare Sold Out al Blue Note di NY: grandissimo. Il Napoli pareggia a Roma e batte la Giuve con due rigori inventati: meraviglioso.

Ma la vera soddisfazione è vedere la reazione meravigliata del Re della Geografia in persona quando gli sveli che l'Ecuador si chiama così perché ci passa l'Equatore...



ecco Sua Maesta...

Monday, October 22, 2007

Ho detto 4







Friday, October 12, 2007

Made In America

You woke up this morning Got yourself a gun,
Mama always said you’d be The Chosen One.
She said: You’re one in a million You’ve got to burn to shine,
But you were born under a bad sign, With a blue moon in your eyes.


Si, ormai è finita. E' finita, tra di noi... Tra me e i Soprano, così anche l'ultima puntata è andata. E, manco a dirlo, è stata meravigliosa. Scritta e diretta da un magnifico David Chase, il padre dei Soprano, con il suo stile indiscutibilmente efficace. Anche simpatico, direi... Lasciando lo spettatore in uno stato d'angoscia sublime. Con l'ultima sequenza che stabilisce ancora una volta che certe serie TV sono avanti anni luce al 99% di tutti i film. Ora tornerò a quelli, snobbati negli ultimi mesi. Ma la sera, quando vado a letto, non faccio che pensare a loro.

You woke up this morning All the love has gone,
Your Papa never told you About right and wrong.
But you’re looking good, baby, I believe you’re feeling fine,(shame about it),
Born under a bad sign With a blue moon in your eyes.


Loro sono del New Jersey e non c'è istante che questo non venga affermato, sia dalla location che dagli affiliati delle famiglie di New York. Loro sono la sesta famiglia del Jersey, considerati i provinciali, gli sfigati. E quando il luogo diventa protagonista, come m'insegnò qualcuno, allora si parla di una grande serie. Così sin dall'inizio, sin dalla sigla, sin da quella sequenza rimasta identica per sette anni (per me 4 mesi...), quelle 61 inquadrature in un minuto e 20 secondi, con Tony che dal casello d'uscita da NY, torna a casa, bè, in stile Bergkamp da Empoli, dico: non si può non rivederla ogni volta. E' come non passare dallo spogliatoio prima di entrare in palestra: è inevitabile e inizia a farti calare nel clima ideale.

You woke up this morning The world turned upside down,
Thing’s ain’t been the same Since the Blues walked into town.
But you’re one in a million You’ve got that shotgun shine.
Born under a bad sign, With a blue moon in your eyes.


Io devo solo ringraziare chi me li ha fatti conoscere. Devo ringraziarla perché ha deciso di farci una tesi, che presto vorrei leggere. Certo, ora andrà a Dublino ma presto tornerà. Devo ringraziare Giorgia che mi ha presentato Tony Soprano.

Written and Directed by David Chase

E un grazie a David Chase... questo è il post dei ringraziamenti

Tuesday, October 02, 2007

La Casa dell'Ammmore


A memoria mi vengono in mente tanti tipi di case: la Casa sul Lago del tempo, la Casa delle Libertà, the House of rising sun, Doctor House... ma anche Walter Casagrande. Anzi, ricordo che da piccolo quando sentivo parlare di una "casa grande" il mio pensiero volava sempre a Walter Casagrande. Se in Google scrivete "la casa come luogo" vi usciranno alcuni suggerimenti: come luogo dell'Anima, come luogo di Cura, come luogo di Crescita ed Educazione.
Gli utlimi tre anni però hanno visto una casa padroneggiare su tutte le altre. E' stata la Casa dell'Ammmore. Molte persone stanno partendo, altre sono già lontano, altre tra poco torneranno. La Casa dell'Ammmore saluta tutti e se ne va.
Ognuno lì dentro ha vissuto momenti speciali. A volte da solo, altre (il più delle volte) in compagnia. Le feste nella Casa dell'Ammmore sono qualcosa di epico: dalla prima in assoluto (senza alcolici!), passando ai vari compleanni, notti bianche, halloween, sagre del pepe macinato e dei cesti di banane (forse ero l'unico a festeggiare...). La Casa dell'Ammmore ha questo nome perché nel tempo chi c'ha vissuto ha finito per convivere. Gente a cui davi appuntamento per un orario... ma sapevi che si sarebbe presentata con minimo 20 minuti di ritardo. Perché la Casa dell'Ammmore era una catalizzatrice di ritardi e perdite di tempo (per chi aspettava fuori), di intense nottate e partite di scopone (per chi l'abitava). Ha saputo ospitare tutti, nel bene e nel male. Trovavi sempre una bottiglia di Salice o una Peroni pronta per essere aperta. Altre volte rimaneva solo la vodka di Michel... che tanto a lui non piace. La Casa dell'Ammmore aveva anche dei vasi cinesi e siamo riusciti a non romperne nemmeno uno (almeno durante le serate più scalmanate). La Casa dell'Ammmore era proprio comoda, si trovava sempre parcheggio. Anche per la macchina. La Casa dell'Ammmore era più di un luogo di ritrovo: era un luogo dell'Anima, un luogo di Cura, un luogo di Crescita ed Educazione. La Casa dell'Ammmore saluta tutti e se ne va. Adesso si è sdoppiata, piccole Case dell'Ammmore crescono...

Tuesday, September 25, 2007

WALKING CLOCK

mezzogiorno e trentaquattro
Non voglio parlare sempre delle solite cose... ma non riesco a pensare ad altro. Chi diventa dipendete da una serie TV lo sa. Quell'ansia che ti prende nelle pause tra una puntata e l'altra. Che ti spinge a vedere la successiva nonostante l'orario e consapevole del fatto che ciascun episodio dura sui 50 minuti. E' un investimento però.

ventritre e quarantacinque
Perché si consuma tutto. Ma nulla si corrompe perché qui tutto è già abbastanza corrotto. Però quando Tony (o Antonhy o Ton' o T.) si ritira per una notte al Plaza di NY e rielabora quanto successo in un sogno/incubo. Oppure nel coma della sesta stagione quando diventa Kevin Finnerty e sta per entrare alla festa... e c'è Tony B. che lo aspetta ma lui non lo riconosce... ma poi si salva e si risveglia nonostante la pallottola di Zio Junior... Brividi

l'una e ventitre
Adesso manca veramente poco alla fine. Quando leggerete un post dal titolo MADE IN AMERICA, la fine è finita. Quello sarà il segnale che anche le utlime 13 puntate sono andate. E quell'ansia che ti prende nelle pause tra una puntata e l'altra... che ti spinge a vedere la successiva nonostante l'orario e consapevole del fatto che ciascun episodio dura sui 50 minuti... sono stati un buon investimento di tempo.