Ho finalmente raccolto la nomina della mia amica Roberta Dall’Ara a elencare 10 libri che mi sono piaciuti!
Quando ho iniziato l’elenco mi sono sentita come… circondata, come in una foresta dove ogni albero era un libro: i classici di autori imprescindibili, i gialli che leggo in vacanza, i saggi che compero con entusiasmo, ma ne compero troppi e non riesco a leggerli tutti e poi la narrativa di introspezione che è la mia preferita.
Ho buttato lì un elenco di dieci titoli, ma il gioco di ripensare al bello che ho letto mi sta piacendo un sacco e penso che vi proporrò altro!
Quanto al brutto, non sono in grado di dare giudizi poiché, se a pagina 20 un libro non mi piace, me ne libero subito.
1. GOMORRA Di Roberto Saviano
(Dopo averlo letto, ho simbolicamente adottato questo “ragazzo”, l’autore, che stimo soprattutto per il suo coraggio. Tra l’altro ha il nome e l’età di mia figlia!)
2. L’ALBERGO DELLE DONNE TRISTI di Marcela Serrano.
Le donne sono rimaste a metà strada tra l’amore romantico e lo spaesamento.
Gli uomini si sentono minacciati dalla loro indipendenza e questo provoca in loro il rifiuto, un senso di impotenza, e così comincia un circolo vizioso dai risvolti decisamente drammatici. Al rifiuto maschile seguono il disorientamento e la paura femminili. Le donne sentono questo allontanamento come un’aggressione e la cosa non fa che allontanare ancora di più gli uomini. E le donne si chiudono sempre i più in se stesse. Profondo ma non noioso e nemmeno triste, nonostante il titolo.
3. IL SILENZIO DELL’ONDA di Gianrico Carofiglio (Ho recensito questo libro nel post precedente. In realtà, di questo autore mi piace tutto. Alcuni titoli: RAGIONEVOLI DUBBI , TESTIMONE INCONSAPEVOLE, AD OCCHI CHIUSI IL PASSATO E’ UNA TERRA STRANIERA)
4. L’ELEGANZA DEL RICCIO di Muriel Barbery. Ti prende e non ti molla fino alla fine. Profondo.
5. ONE FIFTH AVENUE– esiste in traduzione italiana ma con titolo in inglese. Di Candace Bushnell (autrice di Sex And The City)
Piacevole quadretto della realtà newyorkese nel mondo dei ricchi, finanzieri e no, che vivono nello storico building al numero 1 della Quinta Strada.
Tanti personaggi davvero ben caratterizzati e un plot dato dal furto di una croce appartenuta a Bloody Mary e di proprietà del MET.
5. LA NOSTALGIA FELICE di Amelie Nothomb
Dopo essere nata e vissuta fino ai 5 anni in Giappone, Amelie ci torna.
Emozioni, sensazioni e soprattutto NATSUKASHII, cioè LA NOSTALGIA FELICE, l’istante in cui la memoria rievoca un bel ricordo che riempie di dolcezza. (Anche della Nothomb mi piace tutto.)
6. UNA STANZA TUTTA PER SE’ di Virginia Woolf
Virginia ci dice: “Per produrre buona letteratura, la stanza tutta per sé è quella di cui dovrebbe essere dotata una donna per poter scrivere, oltre a una rendita di 500 sterline all’anno.”
L’autrice fa una lunga digressione sulla donna scrittrice, estendibile fino a poche generazioni precedenti la nostra: “Perfino una donna con una grande inclinazione letteraria è indotta a credere ridicolo scrivere un libro, anzi a crederla una pubblica prova di follia.”
7. LATTE NERO Di Elif Shafak.
Storia di una madre che non si sente abbastanza.
Autobiografico.
Si intrecciano tanti temi: la sua personalità di letterata e i tanti agganci alle donne scrittrici di cui traccia minibiografie; la sua personalità introversa e schiva; piacevoli riferimenti alla cultura turca nei ricordi di sua nonna; il tema della maternità che serpeggia per tutto il testo e che alla fine viene trattato con più forza quando rimane incinta e poi, dopo il parto, quando viene assalita dalla depressione che le impedisce di scrivere per otto mesi.
Mi ha affascinata l’idea di descriversi attraverso il suo “harem interno”, le 6 Pollicine che convivono in conflitto dentro di lei: SIGNORINA EFFICIENZA, SIGNORA DERVISCIO, MILADY AMBIZIOSA CHECHOVIANA, INTELLETTUALOIDE CINICA, MAMMA BUDINO DI RISO, BLUE BELLE BOVARY
8. IL SENSO DELL’ELEFANTE di Marco Missiroli
Il senso del titolo e del romanzo è la devozione dei padri nei confronti dei figli.
Intreccio elaborato di personaggi che abitano un condominio di Milano, tra presente e passato che si mischiano. Scrittura rapida ed essenziale, fatta di periodi brevi e punteggiatura molto personale.
E’ un dramma shakespeariano a tutti gli effetti.
9. IL GIALLO DI VIA TADINO di Dario Crapanzano
Milano 1950, Via Tadino 17°, zona Buenos Aires. Verso le 8 di sera una donna vola dalla ringhiera: è Clara Bernacchi, bella donna quarantenne, madre di due figlie e moglie di un noleggiatore di automobiline al parco.
Si pensa al suicidio, ma il commissario Arrigoni non ci crede,
Bello il contesto della Milano anni ’50.
Anche i gialli di Crapanzano mi piacciono quasi tutti.
10. LA SFIDA DELLE CENTO COSE di Dave Bruno Saggio
Obiettivo: disabituarci a ricercare la felicità nelle cose e, come nelle pulizie di primavera, svuotare per lasciare spazio al nuovo dentro di noi.
L’autore sfida se stesso a vivere per un anno con 100 cose in tutto.
Il libro è piuttosto pedante e noioso, tranne poche considerazioni interessanti, però mi è piaciuto perché interpreta la mia idea che, liberandoci dalle cose, ci sentiamo più leggeri e aperti al nuovo.