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S’è vista l’esistenza delle schede telefoniche svizzere taxcard. Contrariamente a quanto accadeva in Italia, la telefonia e la telegrafia erano gestite dalla Posta svizzera.

Il logo di quei tempi è ben chiaro su questo timbro del 1983:

Il francobollo commemora l’Università di Zurigo… in particolare la famosa facoltà di ingegneria. Non lontano è l’Ospedale Cantonale sede della facoltà di Medicina dove ho potuto imparare l’arte dell’Anestesiologia… nel lontano 1963. Ormai son vecchio e ricordo con grande piacere l’anno passato all’Università di Zurigo dove, appena laureato, oltre ad imparare ad alto livello ricevevo uno stipendio equo che mi permetteva di vivere dignitosamente. Non era un gran stipendio; era però importante… anche perché ero lì per imparare dato che la laurea era molto… ma molto teorica.

Scrivo questo perché sono anni che in Italia si continua a ripetere che i “cervelli” dopo la laurea lasciano l’Italia in cerca di lavoro… ma forse anche per potersi mantenere.

È proprio così! Cercai un posto di lavoro in Svizzera prima ancora di laurearmi; non mi andava di dover fare il “lecchino”, senza guadagnar niente, per arrivare ad imparare qualcosa. Ora che sono vecchio… ma anche prima… trovo scandaloso che giovani laureati, non solo in medicina, debbano lavorare gratuitamente per imparare… come se il pane quotidiano fosse gratuito e i genitori col borsellino sempre pieno. Si è creata in me la consapevolezza che, per diventare vecchi, è necessario “aver” risparmiato; essere cioè riusciti a metter da parte quel gruzzoletto che potrà aiutarci a pagare non solo chi ci darà una mano, ma soprattutto quello stato “fantasma” che ci coprirà di folli balzelli per “tutelare” chi ci aiuterà. I vecchi saranno “tutelati” da quanto avranno risparmiato oppure saranno pregati di tirare il gambino il più presto possibile. Oggi la società non guarda in faccia nessuno e i “figli” si sono piuttosto “modernizzati”. Senza contare il fatto che lo stato ci depaupera la misera pensione come se fosse un guadagno. In più, personaggi senza coscienza o con la coscienza a brandelli continuano ad ammazzare centinaia di civili perché è così che si deve fare contro il nemico… lo fanno schiacciando un pulsante senza sporcarsi le mani.

Lascio da parte la tristezza che s’è instaurata in me considerando il precipizio nel quale è scivolato il Genere Umano e torno a quel timbro che ha inaugurato il mio scritto. Nel timbro infatti è quello che era il logo delle poste svizzere… quando ero bambino e anche un pochino adulto. È in bianco e nero. Sulla taxcard di Posta & Affini60 c’è piccolino il logo colorato con la croce svizzera e PTT che stava per POSTA TELEGRAFO e TELEFONO.

Analizzando la T di telegrafo vengono menzionati i telegrammi. Ma se io oggi 2026 chiedo ad un giovane adulto se sa cos’è un telegramma, difficilmente riuscirebbe a rispondermi. Eppure sarebbe bello se avesse imparato, come cultura generale, che è esistito l’alfabeto Morse o Codice Morse grazie al quale, coi punti e le linee, fu possibile comunicare velocemente a distanza.

La T relativa a telefono, non solo significava la gestione della telefonia, ma anche il fatto che in ogni ufficio postale esisteva una cabina che permetteva di fare le telefonate a distanza; dopo aver parlato a telefono si pagava la telefonata allo sportello.

Nel 1998 ci fu la separazione fra posta e telefonia… che si chiamerà SWISSCOM… che gestirà anche le schede telefoniche come questa… piuttosto svizzera.

In Italia la situazione era un po’ diversa. La telefonia era dapprima gestita da compagnie diverse… per Liguria e litorale tirrenico c’era la TETI… Telefonica Tirrena.

Le schede telefoniche erano gestite dapprima dalla SIP (Società Idroelettrica Piemonte) che, incorporando parte della telefonia italiana continuò a chiamarsi SIP ma divenne:

Società Italiana per l’Esercizio Telefonico divenne../0-2.jpgSocietà Italiana per l’Esercio delle Telecomunicazioni.

La SIP cambiò ancora nome e divenne TELECOM ITALIA.

Si resero poi conto che era possibile guadagnare ancora di più facendo diventare la scheda un oggetto pubblicitario non solo per TELECOM ma anche per altri interlocutori.

È così che, specialmente sul retro della scheda la pubblicità tocca tutti i possibili argomenti… dallo sport al turismo e così via.

Che poi, ogni scheda ha la sua validità, e, dimenticata nel portafoglio… non serve più.

Di seguito la sequenza di tre schede sempre della TELECOM ITALIA che ci può far rivivere il passaggio dalla Lira all’Euro. La prima infatti è solo in Lire e scade nel 1999, la seconda è in Lire e Euro e scade nel 2002 e la terza è solamente in Euro e scade nel 2005.

Hanno tutte della pubblicità anche se in un caso la pubblicità è solo generica; il retro ha, si potrebbe dire, la continuazione della pubblicità annunciata sulla parte anteriore.

Queste sono solo 3 fra tutte quelle che sono state stampate… o coniate da TELECOM. Dico coniate perché le telefonie italiane, dapprima coi gettoni, poi con le schede, arrivavano quasi quasi a sostituirsi allo stato con pezzi di cartone di un certo valore.

Solo lo Stato può “Batter moneta” o stampare biglietti di banca… in più, diversamente dallo Stato Sovrano intascava soldi con la pubblicità.

L’importante è essere ben ammanigliati. Mi sovviene che recentemente la mia Patria Italia ha fatto “fuoco e fiamme” dopo la tragedia di Crans-Montana, ma ha dimenticato che, un po’ di anni fa crollò un ponte genovese autostradale, e, mi sembra ci furono molti morti… i colpevoli? Chissà perché ancora non li hanno trovati… o si preferisce non trovarli?

Una cosa è sicura e cioè che, con le schede telefoniche s’è parlato anche di soldi; dalla lira s’è passati all’Euro… quell’Euro che secondo “Qualcuno” avrebbe arricchito tutti gli italiani.

C’era la lira e, molto tempo fa l’italiano sarebbe stato felice se avesse guadagnato mille lire al mese… mille lire come sul francobollo commemorativo della Banca d’Italia.

Sì, era proprio così ed anche molto grande… considerato un “lenzuolo”. Ai tempi, probabilmente valeva di più di 1000 Euro di oggi. Naturalmente, dopo la guerra il valore della lira scese precipitosamente dopo l’arrivo degli Americani che stamparono le Am-lire. Ne stamparono moltissime da 1 a 1000 lire. C’erano anche, dal 1947 le 1000 lire italiane.

Da notare nell’ovale di sinistra una delle tre Grazie dal dipinto di Sandro Botticelli. Il grande artista che dipinse appunto la Primavera dove è possibile ammirare le tre Grazie, ../2002.jpgverrà “utilizzato” nel 2002 per il francobollo di € 0.77 della serie definitiva in Euro… la serie denominata “La donna nell’arte”.

È sempre interessante andare a cercare l’originale e vedere come viene interpretato da chi ha inciso il francobollo. Una parte dei francobolli di questa serie apparve nel 1998… solo in lire, poi in lire ed Euro ed infine nel 2002 solo in Euro. Questo francobollo apparve solo in Euro.

Sarà interessante, come per le schede telefoniche, vedere sullo stesso francobollo il passaggio dalla lira all’Euro. Ma sarà molto più interessante arrivare a prendere atto che, l’avvento dell’Euro ha diminuito moltissimo il potere d’acquisto dei soldi che ci siamo trovati in tasca. Non solo lo si può vedere facendo dei confronti col franco svizzero, considerato un po’ moneta rifugio, ma semplicemente con le tariffe postali. Basta confrontare le tariffe da quando è apparso l’Euro per spaventarsi e dover prendere atto che siamo stati governati molto male. Non vorrò farne una questione politica… solo una questione gestionale. Abbiamo vissuto giorno dopo giorno dei personaggi politici che producevano o facevano opposizione. Se consideriamo il potere d’acquisto dei soldini sudati col nostro lavoro dovremmo arrivare a credere di essere stati “delicatamente o legalmente” derubati.

(Possibilmente continua)












































































































































































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In passato, ovvero molto in passato, un Primario Chirurgo molto capace anche dal punto di vista umano, ebbe a dirmi: “Anche in chirurgia si può sbagliare… nel senso che umanamente non è impossibile… e aggiunse saggiamente: l’importante è accorgersene”.

Quindi, fa parte delle umane cose la possibilità di sbagliare. Anche le amministrazioni postali possono sbagliare e questo può capitare anche a Poste Italiane.

../60.1%20-%200-2.jpgA parte il famoso Gronchi Rosa (Posta & Affini35) che fece la gioia dei cronisti di francobolli ma che riuscì ad interessare anche altre categorie di persone, un francobollo sbagliato fu stampato nel 2006. L’errore non sembra tale alla maggior parte delle persone… diventa grossolano per gli svizzeri e per chi conosce la Svizzera.

Si sa che la galleria del Sempione unisce l’Italia alla Svizzera; che l’ultima località italiana prima che il treno entri in galleria è Iselle di Trasquera e che la località Svizzera dove arriverà il treno e si fermerà è Briga… in tedesco Brig. Siamo nel Cantone Vallese e se ci si guarda intorno si può vedere tanto la bandiera con lo stemma del cantone quanto la bandiera della Confederazione… che risulterà pressocché quadrata… e non rettangolare come sul francobollo. Naturalmente questo errore è passato quasi inosservato… non come quello del Gronchi rosa.

Se mi trovo a parlare del Cantone Vallese non posso non ricordare come da giovane medico, solo per pochi mesi, ebbi occasione di conoscere i vallesani francofoni. Abitavo infatti a Sion, la capitale del cantone, e fu per me molto positivo il fatto che dovevo parlare francese. Rimasi affezionato a quella porzione di Svizzera e fui molto impressionato da quanto accadde il 1° Gennaio 2026 a Crans-Montana. Penso che certe disgrazie avrebbero sicuramente potuto accadere anche prima in molte località non solo svizzere; accadde grazie a quel “puro caso” e all’esistenza di vari fattori sicuramente imponderabili. Non riesco a comprendere come l’Italia abbia potuto accanirsi in quel modo contro la “Giustizia Elvetica” e abbia dimenticato di dare un’”occhiata” al funzionamento della “Giustizia italiana”.

In collegamento col Vallese posso ricordare l’esistenza di Zermatt… stazione sciistica e montana conosciuta a livello mondiale.

Timbro autorizzato a Zermatt dal 1° febbraio 1994

Il timbro di quella località alle pendici del Cervino ci mostra chiaramente la montagna come la si può vedere dalla parte svizzera… dove si chiama Matterhorn.

Se ora prendiamo in considerazione il francobollo italiano del 2008 relativo alla Valle d’Aosta possiamo vedere chiaramente come sia effigiato il “Matterhorn” e non il “Cervino”.

Il Castello che si vede nella parte bassa del francobollo è il Castel Savoia voluto dalla Regina Margherita a Gressoney Saint Jean. La regina era amante della montagna e, in particolare della Valle del Lys… Valle di Gressoney. Mi sta a cuore perché conosco benissimo la valle; ho imparato a conoscerla dall’età di 10 anni… assieme alle sue montagne.

Questo potrebbe essere considerato un francobollo sbagliato… e forse se ne sono accorti anche i “Grandi” di Poste Italiane. Sì, perché nel 2025 Poste Italiane ha ripreso l’emissione delle regioni ../Emissione%208.07.2025.pngitaliane e per la Valle d’Aosta ha immortalato il Cervino… quello italiano.

Chissà perché hanno messo sul francobollo nuovamente quella montagna… come se fosse l’unica della Valle. Non si dimentichi che in Valle d’Aosta c’è anche il Monte Bianco e il Gruppo del Monte Rosa con delle stupende montagne oltre i 4000 metri!

Non importa! Loro sanno quello che fanno e come devono essere fatte le “loro” cose. Forse riprenderò l’argomento degli errori.

Ho trovato un simpatico francobollo del lontano 1985. A quei tempi non mi sentivo coinvolto… ora che ho raggiunto la vera vecchiaia… sì.

Sì, perché la scritta “ANZIANI E LORO PROBLEMI” è diventata, almeno qui in Svizzera, un vero problema. Pare che non siano importanti i problemi degli anziani, ma sarebbero gli anziani a creare problemi… perché sono in troppi e sono sempre meno, fra i giovani,  quelli che lavorano e aiutano coi contributi a mantenere i vecchi.

Sembra quindi che si voglia colpevolizzare i vecchi che non si decidono a morire ma, si dimentica che se i vecchi continuano a campare, e forse camperebbero di più, potrebbe essere la conseguenza delle tonnellate di pastiglie e pillole che ingurgitano ogni giorno… pastiglie e pillole che fanno ingrassare a dismisura le casa farmaceutiche… ma non solo. Esistono infatti anche le farmacie e tutto ciò che le contorna.

In definitiva, oggi come oggi che si straparla e si sottintende che i vecchi vivono troppo, si può considerare quel francobollo estremamente positivo. È vero che gli anziani e i vecchi hanno dei problemi, ma i giovani e i meno giovani, che lavorano anche grazie ai vecchi… decisamente più saggi… con la loro moderna tecnologia e con la cosiddetta “intelligenza artificiale”, che altro non è che tecnologia, mettono in difficoltà chi è cresciuto con i francobolli e con le cabine telefoniche.

Qualcuno ricorderà questi telefoni un po’ dappertutto per strada. Se era necessario bastavano un paio di gettoni e si poteva telefonare. Oggi? Oggi… guai non possedere un cellulare… con la batteria carica però!… che poi è utilissimo se ti chiedono qualcosa o una qualsivoglia informazione… basta un click. Ma se non hai un cellulare “valido” o l’hai dimenticato a casa… le conseguenze potranno essere gravissime!!!… appunto!… le cabine sono sparite… possono essere rimaste le tessere telefoniche dei collezionisti.

Anch’io ne ho collezionato… e so per certo che, ai tempi, qualcuno ispezionava le varie cabine telefoniche alla ricerca di schede finite.

Quanto potrà creare stupore ad un giovane adulto d’oggi, che smanetta tutto il giorno col proprio smartphon, il dover prendere atto che nel 1998 la posta svizzera vendeva e propagandava a tutto spiano le schede telefoniche?!?!

Si chiamavano TAXCARD e ce n’erano per tutti i gusti. Ma se andate a chiedere ad un 23enne cos’era una scheda telefonica pensate che vi risponderà affermativamente?

E dal momento che s’è parlato del Mattherhorn, calza a pennello questa scheda decisamente scherzosa con tante cabine fin sulla vetta della montagna. Che bella!

Anche l’Italia aveva schede telefoniche per tutti i gusti.

Ora desidero terminare col ricordare che nel mio Posta & Affini52 mi rammaricavo per il fatto che Poste Italiane faceva una specie di pubblicità alle case farmaceutiche stampando ad hoc prodotti filatelici…ovvero francobolli.

Nel 2025 ha pubblicizzato… ovvero commemorato… molte ditte fra cui due case farmaceutiche.

Tutti sanno come certi prodotti farmaceutici reclamizzati come innocui sono poi diventati alla stessa stregua di un veleno. Quindi? Si eviti di reclamizzare ciò che ha a che fare con la salute… o la non salute.

(Possibilmente continua)

Se cerco la data di oggi 10 febbraio, trovo testualmente :

Giornata del Ricordo delle vittime delle Foibe. La Giornata del Ricordo delle vittime delle Foibe si celebra il 10 febbraio per conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle complesse vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra.

Sembra che ci siano state solo le foibe… non ho trovato da nessuna parte qualcuno che parlasse della terribile « Strage di Vergarolla a Pola ».

Su « Posta & Affini45 » scrissi a Poste Italiane, sicuramente non letto, testualmente :

Quella di Vergarolla non fu una “semplice” strage; fu qualcosa di più tremendo che toccò profondamente l’anima di tutti i polesani.

Basterebbe prendere in considerazione il medico Dr. Geppino Micheletti che, oltre ad altri familiari, perse i suoi due figli… malgrado la sofferenza continuò a curare i moltissimi feriti che giunsero a lui dopo l’esplosione.

Cara Poste Italiane, per finire e invogliarti a ricordare filatelicamente quella terribile strage, ecco cosa sarebbe stato possibile leggere su L’Avvenire:

“Si era in tempo di pace, la guerra era finita ormai da un anno e mezzo, la Repubblica Italiana era nata da due mesi e mezzo: quella di Vergarolla è dunque la prima e la più sanguinosa strage terroristica nella storia della Repubblica, più di Piazza Fontana e della Stazione di Bologna… Eppure ancora oggi l’Italia finge di non sapere, nessun libro di scuola ne parla, nessun primo ministro viene alla commemorazione che facciamo tutti gli anni a Pola, nessun messaggio dal Quirinale”, dichiara Graziella Cazzaniga, presidente di Aipi-Lcpe, l’associazione che raccoglie migliaia di esuli istriani nel mondo e i loro figli e nipoti.

Mi sarà indifferente se Poste Italiane dedicherà un francobollo a quella strage… intanto gli uffici postali non vendono più francobolli… ma tutt’altro ; penso però che, anche se farà male ai nostri comunisti, potrà essere molto importante ricordare tutti quei morti voluti da chi aveva deciso di far scappare i polesani. Si pensi che non si sa esattamente quanti furono i morti, molti giovanissimi, dato che i gabbiani si cibarono di molti resti.

Ho sempre apprezzato il gruppo di francobolli, viaggiati e non viaggiati, e i foglietti nuovi… così come si potrebbe acquistarli alla posta. Certo che i francobolli nuovi non hanno fatto il loro lavoro… non hanno fatto viaggiare la corrispondenza.

Questo gruppo piuttosto vecchiotto ereditato da non so chi, magari durante la Repubblica Sociale Italiana, celebra la Marcia su Roma.

Questo blocco di francobolli col fascio ben in evidenza è del periodo in cui cominciò il famoso “ventennio”… quando cioè Benito Mussolini iniziò la cosiddetta famigerata dittatura… quella in cui nacqui… quando “si facevano i figli per la patria”. Erano altri tempi che finirono con la Repubblica Sociale Italiana… anche chiamata Repubblica di Salò. Fu appunto in quel periodo che conobbi l’esistenza dei francobolli e vidi, anche dai francobolli, che il Re non andava bene e… fu cancellato.

Questo blocco ereditato o dimenticato dopo il 25 aprile 1945 segna la fine del fascismo. La soprastampa di questi francobolli veniva fatta in varie città del Centro Nord. Esistono molte varietà di soprastampa… anche col solo fascio sulla testa del Sovrano… che, tra l’altro, quando fu il momento buono fuggì assieme al Principe ereditario, Badoglio e altri e raggiunse l’Italia del sud.

Fuggirono da Ortona dopo aver tentato invano di scappare in aereo da Pescara.

La nave che li portò al sud era una Corvetta… si chiamava BAIONETTA.

Qui comincia una piccola componente interessante. Quanti, specialmente giovani, sanno cos’è una baionetta?… e forse non sanno neppure cos’è un’arma bianca.

Un tempo le guerre si facevano guardandosi purtroppo in faccia e si moriva anche con particolari sofferenze; oggi le guerre si fanno stando in poltrona, schiacciando uno o più pulsanti mandando allo sbaraglio missili, droni o altri marchingegni tecnologici a seminare la morte fra gli inermi civili. Un tempo le guerre erano stimolate dal desiderio di espansione, oggi sono stimolate, il che è veramente terribile, dall’odio.

Tornando ai blocchi di francobolli, devo dire che mi piacciono quelli timbrati e viaggiati. Molti pensano che i francobolli possano avere un certo valore… sì, è possibile. Solitamente può valere di più il francobollo non timbrato. A me non interessa il valore… apprezzo il francobollo come tale… e m’interessa tutto quello che ci sta intorno.

Con la caduta del fascismo, dopo il piccolo periodo di regno di Umberto II, entra in funzione la Repubblica… che tutt’ora stampa molti francobolli ma non li usa e li vende, sembra, solo a quei pochi collezionisti che rimangono.

Fra i blocchi viaggiati, non è male e timbrato correttamente, uno da 10 lire della serie ITALIA TURRITA  detta Siracusana.

La testa dell’Italia con la torre in testa fu l’ispirata da un’antica moneta di Siracusa… molto probabilmente questa che riuscii a trovare. Questa serie fu usata per molto tempo anche con taglie fino a 400 lire.

Un altro blocco che ha potuto viaggiare serenamente dalla Liguria al Piemonte è la commemorazione di un quadro di Guido Reni.

Questo francobollo è uno dei tanti stampati da varie Amministrazioni postali: venivano riprodotti quadri di artisti famosi.

Particolarmente belli furono quelli dell’Amministrazione francese… che in un certo senso, è un mio pensiero, fece scuola.

Infatti, la riproduzione del quadro veniva eseguita anche da molte amministrazioni postali di stati che non possedevano certe opere.

Un blocco di un certo interesse con francobolli un po’ strani… oggi ai più sconosciuti. Questi francobolli si chiamano “segnatasse” e venivano frequentemente utilizzati quando l’affrancatura era insufficiente. Normalmente per il doppio dell’affrancatura mancante venivano incollati e timbrati sull’oggetto postale e doveva pagarli il destinatario; infatti era il postino che richiedeva e incassava l’importo. L’ufficio postale di partenza lo indicava con una T; indicava anche la cifra o il calcolo che doveva essere fatto se l’oggetto da tassare veniva dall’estero.

Esistono naturalmente anche i blocchi di francobolli stampati dalle varie amministrazioni postali per commemorare momenti particolari e per la gioia dei filatelisti o “amanti del francobollo”… sono chiamati “Foglietti”. L’Italia ha cominciato tardi a “produrli”… ma poi non ha perso tempo…

Ho iniziato questo capitolo con un blocco di francobolli relativo all’inizio del fascismo… quel famoso ventennio che obbliga oggi molti italiani, più o meno facinorosi ad inneggiare all’”antifascismo”… sembra si debba lottare per evitare che ritorni. Bisognerebbe cioè spiegare a certi figuri che esiste un modo di dire che aiuta questo ritorno: “CHE NE PARLINO BENE O NE PARLINO MALE::: NON IMPORTA. L’IMPORTANTE CHE NE PARLINO”. Mi piace terminare con i particolari molto interessanti, sempre dal punto di vista filatelico, di una lettera spedita in Italia dagli Stati Uniti d’America… Nazione che, di questi tempi,  ha fatto conoscere al mondo l’esistenza della Groenlandia.

Purtroppo chi ha affrancato questa lettera indirizzata a Genova, fu piuttosto maldestro nell’appiccicare i tre francobolli… 2 con Washington e 1 con Franklin che fu, a suo tempo, il primo direttore delle poste statunitensi.

Ebbene, questa lettera che, come molte altre, è finita stranamente (?) nelle mie mani, oltre all’affrancatura maldestra, ha ben chiaro il timbro automatico… molto più bello di certi attuali timbri svizzeri.

L’interessante è che questo timbro è anche sul retro della busta sottoposto al timbro d’arrivo di Genova Corrispondenze.

Probabilmente il timbro d’arrivo è del 15 febbraio.Ciò che trovo veramente interessante è la dicitura che fa ricordare che l’Italia aveva delle colonie fra cui la Libia… e che c’era una lotteria “di Tripoli”.

Indipendentemente dal fatto che c’era ancora il fascismo e che io esistevo già ma non avevo ancora raggiunto l’anno, si può prendere atto che anche dai timbri si poteva e si può imparare qualcosa.

C’è qualcuno che dice che vivere è come una lotteria. Di questi tempi, non solo possiamo comperare il biglietto della lotteria, ma anche acquistare le lotterie istantanee chiamate “gratta e vinci”… e sì, si vince… ma raramente.

Quest’altro timbro su due francobolli da 4 lire può informarci che nel 1947, quando la Repubblica Italiana muoveva i primi passi, c’era la Lotteria Solidarietà Nazionale.

Comunque sia, la solidarietà dovrebbe essere sempre in primo piano come, non mi stancherò mai di ripeterlo, il rispetto.

Oggi se ne dimenticano anche certi capi di stato come quello che voleva a tutti i costi la Groenlandia. Ebbene, con cosa si può terminare questo mio articolo fatto di francobolli e di timbri? Con un timbro groenlandese assolutamente… quasi antico.

Son passati più di 50 anni da quando ebbi questo timbro. La componente gioiosa è che nel 2015 ebbi la possibilità di metter piede in Groenlandia… a Qaqortoq. La giornata era splendida ma la temperatura sotto lo 0.

Naturalmente fotografai l’Ufficio Postale e le buche delle lettere.

Qui mi piace terminare con una foto da me scattata… piacevole e capace di interessare.

(Possibilmente continua)

Mi ero detto che non avrei più scritto articoli « seri » ma mi sarei limitato a dileggiarmi con argomenti più o meno postali. Ci sono però due argomenti attuali che mi obbligano a scrivere. È più forte di me… anche se il moi tempo a disposizione è minimo.

Mi sconvolge il fatto che un individuo, che forse dovrebbe essere in galera, perché non pulitissimo, si crede di essere il Padrone del Mondo e vuole, semplicemente, comperare la Groenlandia.

Fui in Groenlandia e, l’idea che possa arrivare a far parte degli Stati Uniti d’America… mi disturba parecchio.

Mi ha pure disturbato aver letto… solo parzialmente perché nauseato… questi tre articoli di GenovaQuotidiana.

Credo che la cosa giusta potrebbe essere quella di non essere fascisti… e neppure comunisti. Ho conosciuto il fascismo e ho visto di persona com’era il comunismo… senza parlare dei danni che fecero i comunisti a certi innocenti italiani.

La parola « antifascismo » implica lotta e violenza. Vogliono la violenza ? Devono, fra l’altro, rompere le scatole a una buona parte dei cittadini di Genova ?

Purtroppo esiste e sembra peggiorare… il femminicidio. Ne parlano molto… anzi moltissimo, ma non arrivano mai ad una conclusione intelligente. Non sarò certo io a dire l’ultima parola o a trovare la soluzione. È un fatto però che certi accadimenti si ripetono continuativamente e il Genere Umano sembra soffrirne… e fa qualcosa… solo qualcosa. Anche Poste Italiane ha deciso di metterci becco e di fare la sua parte… emettendo un francobollo:

Mi piace il francobollo. Penso però che a dipingere la panchina di rosso dovrebbero farlo anche gli uomini… quegli uomini che amano veramente la moglie o la compagna o… la donna. Ho sempre detto e scritto che la donna “ha una marcia in più”; forse sarà questa la ragione per cui quel determinato sedicente uomo sente il bisogno di arrivare a sopprimere quella donna?

Io però sarei dell’idea che il Genere Umano, già guasto, continui a guastarsi sempre di più a causa delle innumerevoli onde emanate dai telefonini. Si chiamano in un altro modo ma sono dei piccoli computer che “sanno” tutto ma finiranno col distruggere tutto… grazie alla cosiddetta “Intelligenza artificiale” che può portare chiunque fuori strada.

Non mi sento di infierire troppo contro la tecnologia che pretenderebbe di fare tutto con un clic e lo vorrebbe anche da chi non possiede quella… chiamiamola particolare mentalità. Quello che, scrivendo mi ha colpito di più è quanto ho appena scritto… l’ultima parola… strada.

La “strada” è quella che non dovremmo mai perdere, ma è anche il titolo di un film di Federico Fellini interpretato da Giulietta Masina. Ce lo ricorda un francobollo della Repubblica di San Marino.

Questo è uno dei tre francobolli della serie che ricorda anche gli altri famosi film del regista Fellini.

La strada però è fatta di innumerevoli “oggetti” e infinite possibilità. Ci sono le strade cittadine coi marciapiedi, i negozi e le abitazioni e le strade cosiddette extraurbane circondate da prati o campi coltivati; ci sono poi le autostrade… anche a più corsie… sulle quali sfrecciano le automobili.

Ho guidato molto in autostrada, anche con la nebbia fittissima; ho potuto prendere atto che esistono, o, per lo meno esistevano automobilisti, secondo me, piuttosto incoscienti o addirittura sciagurati che, sapendo che quell’autostrada era senza curve, andavano ad alta velocità. Fu quella una delle cause dei famosi tamponamenti a catena? L’esperienza di vita potrebbe avermi insegnato che il mondo è dei “dritti”. Sorvolo certe realtà e prendo in considerazione l’esistenza sulle strade, quasi sempre cittadine, di buche delle lettere.

Oggi, fine 2025, sembra assodato che la corrispondenza cartacea non serva più. Pare che dal 2026 in Danimarca non venga più recapitata la corrispondenza. In Italia da un po’ di tempo vengono chiuse le buche col nastro adesivo… in modo piuttosto osceno. Qualche volta viene comunicato l’ufficio postale più vicino… come in questo caso. Però, fanno veramente ridere… scrivono anche dove si può imbucare e a che ora viene ritirata la posta come se fosse a due passi.

Guardate un po’ la cartina. Se uno è a piedi? Certo, oggi tutti hanno lo smartphone e la macchina… o quasi tutti?

Io, per esempio, ho un piccolo cellulare quasi sempre spento che uso nei casi di emergenza. Devo tenerlo dato che non ci sono più i telefoni pubblici… ovvero le cabine telefoniche.

Se si guarda la cartina si vede che fra Trarego e Viggiona c’è da fare un po’ di strada e, per giunta, considerate le curve sembra di essere in montagna!!! Questione di rispetto, educazione o onestà?

Se si guarda la cartina si vede che fra Trarego e Viggiona c’è da fare un po’ di strada e, per giunta, considerate le curve sembra di essere veramente in montagna!!!

Questa è una foto che mi hanno mandato. È un fatto che sembra diventato normale eliminare le buche per l’impostazione. Mi hanno comunicato quale sarebbe la situazione a Genova; se qualcuno vuole imbucare un oggetto di corrispondenza deve andare nel Centro della città.

Ho ricevuto un’altra simpaticissima foto di bucalettere chiusa col solito nastro adesivo. Questa volta il lavoro è stato fatto in modo molto determinato… però non c’è alcuna indicazione per chi non può imbucare. Si tratta di una buca di Borgio Verezzi in provincia di Savona… nella mia Liguria.

Qui il nastro adesivo è “firmato” Poste Italiane!!!

È probabile che Poste Italiane abbiano pensato di poter risparmiare, avere meno dipendenti e poter concentrare il lavoro su ciò che rende… cioè il settore “bancario”. Se però il settore postale viene lasciato NON funzionante come si deve, allora Poste Italiane dovrebbe chiamarsi in un modo differente.

In fondo non è così importante… chiunque può fare qualche chilometro se proprio vuole spedire la classica lettera o cartolina… per posta.

Sono contento se penso di aver iniziato a fotografare le buche e gli uffici postali quando ancora faceva piacere ricevere una lettera o una cartolina… quando oggi è diventato quasi difficile trovare la cartolina.

Ricordo che fotografai per la prima volta un Ufficio Postale quando ero a Lindau… in Germania.

Era il 2011 e, naturalmente fotografai anche la bucalettere.

Qualcuno potrebbe chiedersi: “E dove si trova Lindau?”

Risponderei che si trova sul Lago di Costanza o Lago Bodanico. Questa cittadina piuttosto turistica fa parte della Baviera e si trova alla fine di una penisoletta. Ha la caratteristica di possedere un porticciolo con un faro… voluto a suo tempo, pare, da Ludwig I° re di Baviera. Non è chiaro se la costruzione del faro fu un capriccio bavarese che non aveva sbocco sul mare, o una necessità per migliorare la sicurezza della navigazione lacuale.

In ogni caso sembra che funzioni come faro.

Non bisogna dimenticare che il lago di Costanza bagna 3 nazioni; oltre alla Germania anche la Svizzera e l’Austria. Inoltre, nella tedesca Friedrichshafen nacquero i famosi dirigibili Zeppelin che trasportarono passeggeri al di là dell’Atlantico… anche nell’America del Sud.

Non tutte le bucalettere tedesche sono così piccole. Molte, che sono riuscito a fotografare sono, o, per lo meno, erano grandi.

Mi capitò di fotografarne a Brema e ad Amburgo.

Queste sono di Brema… e anche piuttosto grandi.

Se si prende in considerazione la città di Brema è quasi obbligatorio pensare al fatto che fu una città della Lega Anseatica assieme ad Amburgo, Lubecca e altre. È particolarmente interessante ricordare i 4 suonatori di Brema.

Fu così che andai a cercarli; non fu facile e, dopo averlo gentilmente chiesto…  li trovai.

Fu molto interessante trovare i protagonisti di una favola sentita più volte da bambino.

Temo, nello stesso modo, che fra “qualche anno” potrà sembrare una favola sentirsi raccontare che esistevano per la strada delle “scatole” colorate con una apertura particolare nella quale, in qualsiasi ora del giorno o della notte, era possibile infilare una busta di carta nella quale era stato messo un foglio con su scritti dei “pensieri” o semplicemente quello che si voleva raccontare a un’altra persona che normalmente abitava lontano o molto lontano. Il nome della persona lontana era stata precedentemente scritta sulla busta assieme all’indirizzo della località dove abitava. Non bastava; era necessario appiccicare sulla busta un foglietto di carta speciale che gli umani di quei tempi chiavano francobollo. Normalmente era colorato, a guardarlo bene ci raccontava delle storie e costava una certa cifra… cioè quella necessaria per il trasporto della “lettera” fino a dove abitava quella persona lontana. Prima di mettere la busta con lo scritto, che quegli umani chiamavano lettera, bisognava controllare che tutto fosse stato preparato bene perché, una volta introdotto l’oggetto in quella scatola, non era più possibile riprenderlo. Quella scatola era fatta in modo che se avesse piovuto l’acqua non avrebbe potuto entrare e quindi non avrebbe potuto bagnare quello che era stato messo dentro.

A questo punto l’interlocutore potrà chiedersi in che modo quella “lettera” usciva dalla scatola per arrivare a destinazione. Certo penserà che intervenga la tecnologia molto sofisticata. Quelle scatole chiamate anche “bucalettere” venivano vuotate da un umano che trasportava quello che trovava e che veniva analizzato, spartito e spedito.

In poche parole, quelle “scatole” come queste delle isole Azzorre, potranno diventare oggetto da museo.

Per il momento rimangono e vengono ancora utilizzate. Se fossi un pochino più giovane e avessi buone capacità economiche, comincerei ad andare in giro per il mondo ad acquistare le buche in disuso e inizierei ad approntare un bel Museo… per i posteri.

Sì, perché se consideriamo il primo passo della Danimarca, è chiaro che prima o dopo anche altre Nazioni seguiranno certi passi… non foss’altro che per risparmiare… o guadagnare di più?

Non è difficile comprendere, ancora una volta, che da un po’ di tempo sono importanti solo i soldi o, per fare i soldi… le materie prime e le terre rare.

Ridendo e scherzando ci sono già le cabine telefoniche che potrebbero essere oggetto museale. Ogni nazione ha le sue. Chissà se queste irlandesi ancora esistono?

Nell’augurarmi che il Genere Umano la smetta di distruggere quello che ha “creato” credendo di fare sempre meglio e la smetta pure di ammazzare e ammazzarsi a più non posso, sperando che il femminicidio rimanga solo una parola del passato, saluto chi mi ha voluto leggere e gli auguro un buon 2026.

(Possibilmente continua)

Sì, dovrebbe esserlo anche se in molti angoli del globo continuano ad ammazzarsi.

Ci sono arrivato anch’io.

Quanti « NATALE » ho vissuto ! Da quando ho creduto con gioia a Gesù Bambino fino a quando ho fatto il Gesù Bambino per i miei piccoli… ora Grandi con a loro volta dei piccoli piuttosto cresciuti.

Ai miei affezionati lettori desidero augurare il massimo BUON NATALE con questo cartoncino svedese :

e, filatelicamente, con questo simpaticissimo timbro :

So solo che God Jul vuol dire BUON NATALE.

Oggi le poste non timbrano più, e se timbrano non ci raccontano niente e,tantomeno non ci mostrano una bella casetta come questa.

BUON NATALE… BUON ANNO… e BUONA EPIFANIA con questo francobollo d’oltre Manica :

Recentissimamente ho accennato al fatto che, almeno secondo quanto mi è dato constatare, Poste Italiane, nel non portare avanti il silenzioso contratto dell’affrancatura della corrispondenza cartacea  in tempi ragionevoli… ruba.

Credo che rubare sia proibito. Non so se sta scritto sulla Costituzione sempre invocata da tutti ma non troppo seguita. Quindi, se io non posso rubare e neppure il mio vicino può farlo, c’è qualcuno che può farlo impunemente ?

Purtroppo la risposta è sì.

C’è anche un modo diverso di rubare… me lo confessò una volta un chirurgo piuttosto « apprendista » che guardava l’operare di un luminare della chirurgia : « Rubo con gli occhi »… e lo si può fare anche in altri campi… se si vuole imparare.

Tornando al vero « rubare », non m’interessa analizzare chi ruba una mela o chi fa la rapina del secolo, sono piuttosto interessato a certi « furti legalizzati » che fanno ormai parte del nostro vivere quotidiano.

Non m’interessa neppure la marca da bollo di € 16 che fui costretto a comperare e appiccicare sulle dimissioni dall’Ordine dei Medici… per renderle valide !!!

M’interessa particolarmente il tributo che lo Stato pretende quando mi versa la Pensione… la Pensione maturata anche grazie a regolari versamenti effettuati durante il periodo lavorativo. La Pensione, in realtà piuttosto misera, mi viene elargita dall’INPS e dall’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici) come conseguenza dei versamenti fatti da me direttamente o dal mio datore di lavoro… per me. Già, a suo tempo, mi comunicarono che all’età di 60 anni mi avrebbero versato la pensione ; poi, anno dopo anno, come conseguenza di leggi ad hoc, mi rimandarono il pagamento di 5 anni… in un certo senso mi mancarono di parola e, non versandomi la pensione per 5 anni, fu come se me l’avessero rubata. Quello però che mi sembra un furto vero e proprio, quasi un’estorsione, sono le imposte sulla pensione ; in poche parole lo Stato si prende una parte di quei soldi che mi appartengono… come se la pensione fosse un guadagno. Infatti non è un guadagno, ma la restituzione di soldi miei amministrati, o male amministrati, da enti statali o parastatali. Non si creda che la Svizzera si comporti in modo diverso… in un certo senso anche peggio. Per prima cosa si paga per la sanità… OBBLIGATORIAMENTE… a delle società di assicurazione cammuffate col nome di CASSA MALATI… anche se si è sanissimi e non si consuma alcun medicamento.

Se si abita in casa propria, bisogna considerare un guadagno quello che si potrebbe ricevere se si affittasse l’immobile nel quale si abita. Abitando in Svizzera, bisogna dire, i servizi funzionano piuttosto bene, però si deve pagare tutto ; dopo aver fatto la dichiarazione delle imposte, si paga il sacchetto che si usa per buttare l’immondizia… questo però non è rubare perché non dovrei comperare il sacchetto se non producessi immondizia.

Ci sono poi i mezzi furti, quelli relativi a ciò che non ti viene dato e di cui hai diritto se paghi le tasse. In Italia ce ne sono moltissimi e sono presenti tutte le volte che non ti viene dato quel determinato SERVIZIO.

Un Servizio che fa piuttosto cilecca e che usa il modo di dire : « Rimanda possibilmente a domani tutto ciò che potresti fare oggi » è la Magistratura che, fra l’altro, dovrebbe farci credere a quanto leggiamo sovente e cioè che « La legge è uguale per tutti »… ma lo è veramente ?

Sembrerebbe che ciò che ha a che fare con la posta non abbia alcun collegamento col rubare. Non è così, perché se andiamo un po’ indietro nel tempo quando quasi tutti usavano i francobolli, fra cui le ditte importanti e le banche, esisteva il problema del furto dei francobolli da parte dei dipendenti della ditta.

Per evitare questo, ci fu il «Perfin » che significa « perforated in ». L’azienda faceva perforare i francobolli con una sigla. Questo è un esempio ; questi sono francobolli perforati « C. I. »… cioè Credito Italiano… banca italiana che non esiste più e fu assorbita, se non vado errando, dalla Banca Commerciale Italiana.

Devo dire che, a suo tempo, ho sempre scartato, se non buttato i francobolli forati come questo. Sicuramente ebbi occasione di vedere, e forse buttare, francobolli forati BCI corrispondenti a Banca Commerciale Italiana. Questo “Perfin” esisteva anche in altre nazioni. Vedo, grazie ad internet che esiste un catalogo dei francobolli perforati!

Ho trovato altri due perforati del Credito Italiano e, tutt’e due della stessa serie… cioè Italia al lavoro… lunga serie che sarà interessante analizzare.

Quella dell’Italia al lavoro fu una lunga serie che prese in considerazione tutte le regioni d’Italia. Fu molto usata. C’era il pezzo da 50 centesimi e quello da 200 lire.

Il pezzo da 65 lire veniva spesso usato per le raccomandate.

Era su una busta dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) indirizzata a Genova. Ebbene, può destare il nostro interesse il fatto che la lettera raccomandata partì da Roma il 12 giugno 1951.

Timbro di partenza

La lettera fu caricata sul treno diretto a Torino… sul vagone postale che aveva, oggi inimmaginabile, un piccolo ufficio postale che smistava la posta e lasciava la propria impronta con un timbro.

Timbro dell’Ufficio postale sul vagone postale del treno. AMB. ROMA – TORINO

AMB sta per Ambulante. Probabilmente si trattò del treno notturno o addirittura del Treno del Sole che da Palermo arrivava alla mattina a Torino.

È un fatto che la lettera fu timbrata a Genova alle 8.del mattino e sicuramente distribuita il giorno stesso. Oggi dovrebbe accadere con la posta prioritaria al prezzo di € 3.00. Quella Raccomandata da Roma a Genova costò 65 lire pari a € 0.033… poco più di 3 centesimi di Euro.

Timbro GENOVA RACCOMANDARE ARRIVI del 13 giugno 1951

L’efficienza postale era sicuramente un positivo desiderio dei Governanti, tant’è vero che mi sembra esistesse un Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Credo che, di questi tempi sia il Ministero di Matteo Salvini… più interessato a costruire un Ponte sullo Stretto di Messina piuttosto che far funzionare i Servizi… per l’italica gente.

Dico questo perché, se i Servizi non funzionano, anche tutto il resto va a catafascio… o quasi.

Il retro della busta coi due ultimi timbri.

Oggi la corrispondenza viaggia, potremmo dire, quando vuole… sì, perché la maggior parte delle notizie viaggiano in tempo reale grazie agli smartphone. Igiovani hanno creato un mucchio di sigle e comunicano con quelle. Certo non è come 80, o anche 60 anni fa quando si riceveva una lettera; prima di aprirla si guardava il timbro e il francobollo… era anche interessante la provenienza. C’era chi apriva la busta frettolosamente con quattro veloci e violente ditate… per arrivare prima a leggere l’interno e chi apriva la busta quasi religiosamente col tagliacarte… quasi per non far male a chi aveva scritto la lettera.

Malgrado tutto, anche oggi si riceve volentieri una lettera cartacea… che spirito differente rispetto alle Mail!!!

Vorrei chiudere con un francobollo relativamente recente… uno di quelli classificati come Giornata della Filatelia.

Trovo simpaticissimo quel giovane o quella giovane che apprezza apertamente i francobolli.

I giovani d’oggi sanno cosa sono i francobolli?… e a cosa servono?

(Possibilmente continua)

Il 19 settembre 2025 fu nuovamente vandalizzata a Genova la targa intitolata alla giovane NORMA COSSETTO… pare a firma di un gruppo « Genova Antifascista ».

È un fatto che trovo veramente « disdicevole », quasi puerile, prendersela con un personaggio del passato che, dopo essere stato seviziato e torturato, è finito, probabilmente ancora vivo, in una foiba.

Ancora una volta sono stato colpito dalla parola, ormai abusata, « antifascista ». Ho pensato che non è necessario essere antifascista… e neppure anticomunista. È sufficiente, come accade a me, non essere fascista e neppure comunista… ho conosciuto da bambino i danni del fascismo e ho visto i danni del paradiso comunista.

Devo però dire che, quando da bambino conobbi per la prima volta il fascino dei francobolli, mi ritrovai ad avere un debole per le bellissime serie di francobolli del Regno d’Italia… serie che coincidevano col periodo fascista. Ricordo che le avrei comperate volentieri, ma, non potevo permettermele.

Correva l’anno 1930 quando le regie poste italiane commemorarono il bimillenario della nascita di Virgilio con una serie di ben 9 francobolli più 4 di Posta Aerea.

Questo è uno dei 9 francobolli di posta ordinaria. Da notare che il colore è unico… non c’erano ancora i francobolli multicolori. Tutti i francobolli della serie avevano la stessa « architettura » ; cambiava il colore, l’immagine e le scritte in latino. L’unico riferimento al fascismo: i fasci a sinistra in alto ai lati dello stemma reale.

Questi due francobolli della serie sono soprastampati e utilizzati nel possedimento italiano molto vicino alla Turchia. Delle « isole » faceva parte anche Rodi… dal 1923.

Recentemente Poste Italiane ha commemorato con un bel francobollo multicolore gli eccidi contro l’italica gente nelle isole greche. Non solo ha ricordato quanto accadde a Corfù, Cealonia e nelle iole Ionie, ma anche in alcune di quelle isole lontane… appunto dell’Egeo.

Il francobollo è col tricolore italiano e mostra chiaramente le isole dei massacri. Purtroppo il timbro poco nitido disturba un poco la bellezza del francobollo.

Anche questi drammi furono la conseguenza dell’armistizio arrivato prima alle orecchie dei nazisti… anziché a quelle dei generali italiani.

Il regime teneva in gran conto la Colonie e i Territori d’Oltremare. Furono, fra l’altro stampati dei francobolli proprio per le Isole Italiane dell’Egeo in occasione della Triennale d’Oltremare a Napoli nel 1940.

56.6%20-%20Scansione.jpegDi questo francobollo può saltare all’occhio quel XVIII in numeri romani. Cosa significa? Ebbene non è altro che il 18° anno dell’era fascista.

Si trova questo particolare anche nei timbri postali di allora.

Questo che ho su busta è di particolare interesse. La lettera infatti partì da Genova ma fece sosta a Milano per essere controllata. Nel 1942 eravamo in piena Seconda Guerra Mondiale e la corrispondenza in partenza, specialmente quella indirizzata all’estero, era controllata.

Il resto della busta è di seguito inequivocabilmente chiaro. Si vede la colla piuttosto grossolana e sporca.  che chiude la lettera che era stata aperta per essere controllata… censurata. Più sotto appunto la striscia con la scritta VERIFICATO PER CENSURA  e il timbro UFFICIO CENSURA POSTA ESTERA. Questa lettera era partita da Genova il 29 marzo 1942 col francoboolo ESPRESSO ed era diretta a Thun in Svizzera. Vi arrivò 2 giorni dopo alle 10 del mattino… lo si vede chiaramente sulla busta.

In questo timbro la cifra 12 riguarda l’ora in cui è stato messo il timbro… non è dell’era fascista… sempre in numeri romani.

Credo che valga la pena di farci un pensierino.

C’era la guerra e, iin meno di 48 ore una lettera partiva da Genova, faceva sosta a Milano, la busta veniva aperta, il contenuto della lettera veniva controllato, la busta veniva richiusa e fatta ripartire oltre confine. La lettera arriva a destinazione alle ore 10.

Oggi, se imbuco una lettera in Italia a pochi metri dal confine svizzero, con destinazione Lugano, questa viene recapitata mediamente dopo 15 giorni… fa fede il timbro d’arrivo FERMO POSTA. Una lettera da Trieste mi è arrivata dopo 27 giorni. Mi chiedo… per quale recondita ragione si permettono certi “disguidi”? Sicuramente non sono l’unico che usa Poste Italiane e sicuramente c’è un qualche Ministero che dovrebbe agire per evitare questi continui furti.

Recentemente ho spedito una Raccomandata a Trieste (fra vecchi è ancora permesso scriversi sulla carta!); l’ho inviata per posta raccomandata per evitare che il contenuto venga smarrito o perduto o rubato o buttato.

Questa raccomandata, dopo l’ingresso in territorio italiano è rimasta tranquillamente a riposo da qualche parte per più di una settimana… poi è stata riesumata ed è ripartita alla volta di Trieste. Ha impiegato 16 giorni.

Chi mi legge potrebbe pensare ch’io sia fissato… e potrebbe anche pensare che se “è così” non bisogna prendersela più di quel tanto o bisogna far finta di niente. Lo so che sbaglio; d’altra parte, se è vero quello che ci hanno raccontato, il 50% + 1 dei parlamentari d’Europa è dalla parte dei delinquenti, altrimenti non avrebbe concesso l’immunità a chi avrebbe dovuto essere giudicato perché presunto tale… delinquente.

Si legge frequentemente che qualcuno, magari per necessità, ha rubato ed è stato poi arrestato o denunciato. Ma non accade lo stesso con Poste Italiane che si fa pagare per trasportare e consegnare e, o non trasportare, smarrire, rubare o buttare, e, se trasporta lo fa con inqualificabile lentezza?

Ci sarebbe anche molto da dire circa il “furto legalizzato”… chissà… prossimamente.

Oggi vorrei terminare con un francobollo che può ricordare un matrimonio da favola del 1956.

Proprio così. Il matrimonio fra il Principe Ranieri III e la bellissima attrice Grace Kelly! Questo francobollo mi rammenta il film Caccia al ladro girato da quelle parti e il principato dei Grimaldi non per niente di origine genovese. La componente che può destare un certo interesse è che la lingua ufficiale del principato non è il francese, ma una specie di genovese che pare venga anche insegnato nelle scuole.

La Rocca del Principato, conquistata dai genovesi, è quasi ben visibile sul timbro che ha accompagnato il francobollo. In primo piano delle “piante grasse” che fanno parte di un bellissimo giardino esotico.

Dal giardino esotico è possibile entrare e visitare delle grotte molto interessanti. Sì, il principato di Monaco offre molto; fra l’altro anche un bellissimo Acquario ora superato da quello genovese.

(Possibilmente continua)





























































































































































































































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Non avevo ancora nove anni quando « scattò » il PRIMO 25 APRILE della storia d’Italia… che era ancora Regno d’Italia con tanto di re e regiina.

Ricordo perfettamente, ero sul marciapiede a mare… a Pegli… zona Castelluccio… quando una lunga colonna di mezzi militari più o meno blindati passavano mestamente a pochi centimetri da me. Ero abituato a vedere quelle divise tedesche… mi erano diventate quasi familiari. Non sapevo cosa fosse la pace, ma ero consapevole che stava succedendo qualcosa di importante.

Avevo già cominciato a raccogliere i francobolli della Repubblica Sociale Italiana, quella di Mussolini con capitale, chissà perché, a Salò sul lago di Garda. Non sapevo ancora che, per quanto riguarda i francobolli, sarebbe cambiato tutto e che, nello spazio di poco più di un anno, l’italica gente avrebbe mandato via il re.

Non sapevo neppure che col passare degli anni, ora che tutto il mondo ricominciava a respirare e a vivere, gli italiani « utilizzassero » questa data, e cioè il 25 aprile, per inneggiare alla « cacciata » del tedesco. Non sapevo neppure che il tedesco fosse stato così cattivo. Ricordo infatti, non proprio nitidamente, che quando eravamo sfollati sulle alture dell’estrema periferia di Genova, ci trovammo, forse più di una volta, in compagnia di giovani tedeschi in una casermetta punto d’osservazione sul mare. Noi eravamo giovanissimi e ricordo come piacevole la loro compagnia ; certo che per loro, erano in numero esiguo, la compagnia di bambini faceva ricordare gli affetti lasciati in patria. E alla fine non sapevo neppure che molti anni dopo quella data particolare servisse a giovani e meno giovani, ma non arttempati, per sputare veleno e, sotto sotto, fomentare odio alla democrazia… ovvero ai risultati di democratiche elezioni.

Sì, perché oggi credo che, per sentirsi « liberi » bisogna anche un poco documentarsi dato che non s’è vissuto di persona quei momenti storici.

Mentre sto scrivendo è il 26 aprile 2023 e, da quando campo, non ho mai vissuto alla televisione il « Tormentone » di ieri. Non l’ho vissuto di persona perché qui in Svizzera il 25 aprile è una giornata come le altre. Solo guardando i canali televisivi italiani ho potuto comprendere quanto sia di moda pretendere l’ « antifascismo »… quanto possa essere terribile per chi ha governato male da svariati anni doversi rendere conto che gli italiani hanno deciso di girare pagina. Sì, perché alle elezioni dell’anno scorso hanno votato per qualcosa di diverso… e questo qualcosa di diverso è scaturito dalle urne, non da un golpe militare. Quindi, potrebbe essere saggio mettersi l’animo in pace e collaborare per aiutare ad uscire dal baratro… causato dal malgoverno di gente incapace.

Oggi, in questo momento, mentre scrivo, son già passati 2 anni. Nel 2025 c’è ancora il governo di allora e, anche se sembra non abbia mantenuto tutte le promesse fatte, parrebbe che qualcosa di positivo sia accaduto… almeno dal punto di vista economico… e forse anche politico ; ho l’impressione che l’Italia sia un po’ più rispettata o la parola “rispetto” è diventata veramente obsoleta?

I francobolli della Repubblica Sociale Italiana fanno parte del dimenticatoio, così come tutti quei francobolli che furono soprastampati dai vari C.L.N. (Comitato di Liberazione

55Nazionale) e i francobolli italiani soprastampati AMG FTT per il territorio libero di Trieste. Ho l’impressione che siano finiti nel dimenticatoio anche perché l’italiano medio e quello più giovane non sanno quante lacrime sono state versate nel “nostro” Nord Est.

Oggi, ma non solo oggi, in molti s’appellano alla Costituzione. Poste Italiane la commemorò più di una volta. Anche nel 1978.

Sono molti i francobolli emessi da Poste Italiane che “parlano” di Costituzione, doveri del cittadino, di risparmio, ecc. Non si possono prendere tutti in considerazione, nello stesso modo come potrebbe essere utile prendere in considerazione quelli che auspicano la pace.

Un francobollo molto significativo apparve nel 1977.

Non mi è dato sapere se fra le “SPESE PUBBLICHE” sono compresi i Servizi che lo Stato dovrebbe dare ai cittadini. È un fatto che non si dovrebbe evadere il fisco, ma si dovrebbe anche dare al contribuente ciò che a lui spetta… fra cui, e non mi stancherò mai di scriverlo, un servizio postale efficiente.

Mi fu detto più volte da chi abita in Italia che Poste Italiane non ha più alcun interesse a gestire il Servizio Postale… preferisce maneggiare i soldi e sostituirsi a banche, assicurazioni, telefonia, ecc. Ma allora perché stampa, o fa stampare ogni anno un mucchio di francobolli? Perché spera di continuare a spillar soldi ai collezionisti?

Il fisco deve giustamente chiedere i giusti soldi al contribuente. E se il buon contribuente se ne va a vivere altrove?… come il tennista Sinner?… che ha fatto parlare di sé essendo andato a vivere nel Principato di Monaco?

Non so se c’è una soluzione; è garantito che, come ebbi occasione di scrivere sul mio libro, se il fisco è troppo “violento” o se utilizza quelle “Fiamme Gialle” che, secondo appunto la mia esperienza, sono “addestrate in modo tale per cui devono vedere nel loro prossimo, sempre e, assolutamente sempre un delinquente”, l’onestà e il buon senso andranno a farsi friggere.

In questi giorni di settembre 2025 hanno parlato della Galleria ferroviaria di Base del Brennero. Dovrebbe essere nel 2032 la galleria ferroviaria più lunga del mondo… più di 60 chilometri.

In questo momento la galleria ferroviaria più lunga del mondo è quella di basa del Gottardo, lunga ben 57 chilometri… e questo è il relativo francobollo.

Unisce il Canton Ticino di lingua italiana al Canton Uri di lingua tedesca. È tutto in territorio elvetico e ha accorciato di molto i tempi di percorrenza da Lugano a Zurigo.

(Possibilmente continua)

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