
La Cina ha vietato il seppellimento dei defunti in appartamenti vuoti, che sono chiamati “appartamenti per le ceneri”.
Visti i costi proibitivi dei lotti adibiti a sepolture, in molti hanno approfittato della bolla immobiliare che ha portato a un crollo dei prezzi nei quartieri periferici per acquistare case in cui conservare i resti dei defunti.
Questa legge è arrivata poco prima della celebrazione della Qingming cioè della festa dedicata alla pulizia delle tombe.
La rapida urbanizzazione ha aumentato la domanda di lotti cimiteriali, che nelle città sono limitati.
Inoltre se per gli immobili residenziali i diritti di godimento concessi valgono per 70 anni, per le tombe il contratto di locazione può essere di soli 20 anni.
La popolazione cinese, inoltre, sta invecchiando a uno dei ritmi più rapidi della storia. Il numero di decessi nel 2025 è stato di 11,3 milioni, in aumento rispetto ai 9,8 milioni del 2015 e superiore ai 7,9 milioni di nascite dello scorso anno.
Le spese funerarie medie in Cina nel 2025 erano le seconde più alte al mondo, pari a circa 37.375 Renminbi (5.400 dollari), dopo il Giappone, rappresentando circa il 45% del salario medio annuo.
Con questa nuova legge il governo incoraggia anche pratiche funerarie alternative, note come ‘sepolture ecologiche’, ad esempio spargere le ceneri di una persona cara in mare.
Queste perché ritiene che queste procedure siano più economiche ed abbiano un minore impatto sull’ambiente.









