robba

1.5M ratings
277k ratings

See, that’s what the app is perfect for.

Sounds perfect Wahhhh, I don’t wanna

Venerdì 21 novembre 2025. Capitato il video di una influencer che sosteneva che portare la borsa a tracolla non è elegante, meglio a spalla o a mano. In effetti ha ragione, se le mani nella vita quotidiana non ti servono. Quest’anno vanno di moda borse a spalla, ne ho comprate due, una marrone e una verde militare. Belle quanto volete ma scomode se vai in vespa, bicicletta o monopattino (sui sampietrini, poi, il monopattino trema e la borsa scivola continuamente). Altra cosa che l’influencer trova non elegante sono i piumini puff, esistono modi per indossare il cappotto anche quando fa freddo, poi ce li insegnerà (li insegnerà alle sue seguaci ventenni, noi ventunenni e passa lo sappiamo già: evitare i cappotti in cartone, indossare sotto un piumino leggero, indossare capi di Uniqlo, che sono economici e caldi). Ciò detto, se andate in vespa, bicicletta o monopattino, come tutta la gente sana di mente (che non si candida, dopo anni di vita subìti nel traffico, a imbracciare un giorno un fucile a pompa contro la cameriera non disposta a servirgli la colazione fuori orario in un fastfood), sapete bene che un piumino largo potete metterlo anche sopra la giacca e che dunque solo un capo del genere, goffo e inelegante quanto volete, vi permette di indossare sotto un blazer e di arrivare decentemente in ufficio, a scuola, in redazione, in ospedale, sul set, in cantiere, in miniera ecc.

Piumino puff Borsa a tracolla

Venerdì 7 novembre 2025. Sveglia ore 4:11. Colazione con latte di soia, cereali e semi vari. Lettura dei giornali. In breve: minacce russe e crimini su civili continuano nell’indifferenza generale, da noi intanto visita di Abu Mazen, ma titoli concentrati sulla Manovra Madmani, cioè audizioni sulla manovra che per una volta privilegerebbe i ricchi (che da noi sono quelli che guadagnano dai 25000 ai 50000 euro, una miseria a NY). Foglio spiega che trattasi di restituzione di fiscal drag, Giornale giustifica leggera detassazione della classe media, finora mucca da mungere, che è un modo efficace di aiutare i conti. Ancora riflessioni su Madmani, che dice Porro ha vinto con meno voti dei suoi predecessori (ma c’era Cuomo) ed è comunque modello non esportabile in altri bacini elettorali diversi da Grande Mela (le due candidate moderate, aggiunge un politologo su Rep, invece non hanno carisma). Anche noi abbiamo due sindaci musulmani, lo sapevate? Sono italiani, però, non immigrati. Uno è primo cittadino di cdx di Monte Argentario, l’altro è un leghista della provincia di Vicenza. Nel Pd sembra iniziata ieri ufficiosamente la sfida Schlein-Salis, radicale contro moderata, a partire dal tema della violenza sulle donne, non proprio quello che ci si aspetterebbe come nuova e dirimente proposta politica, perché l’argomento, come nota Carfagna in intervista, è sempre stato bipartisan e determina puntualmente grande unanimità in Parlamento. In Campania Fico è solo 7,5 punti e mezzo su Cirielli. Continua il dibattito sulla separazione delle carriere: Clemente Mastella, oggi sindaco della città delle Streghe, Maleventum (Benevento), dice che per molto meno, cioè una riforma della giustizia meno incisiva, i magistrati trasformarono la sua famiglia negli Addams (peccato che Halloween sia già passato). Doccia. Outfit: cardigan, camicia vede acido, jeans, mocassini, giacca trapuntata Cos e borsa & Other Stories. Lavoro ore 6:30. Rassegna poi intervista.

Manovra Mamdami Mastella

Giovedì 6 novembre 2025. Giornata di sole o nuvole o pioggia, non lo so, è ancora buio. Sveglia ore 4:11. Colazione con mela cotta e pancake alla banana, cannella e proteine vegan. Lettura dei giornali. Note. In breve, ha vinto Mamdani a NY, la sinistra italiana già si veste alla Mamdani (anni fa Arturo Parisi, in un momento simile del Pd con Obama, disse: “Ieri abbiamo perso in Lombardia, ma in compenso abbiamo vinto in Ohio”). Comunque le letture più convincenti vedono il nuovo sindaco di NY, e le due governatrici democratiche elette ieri, come una reazione antitrumpiana dell’elettorato (Flavia Perina sulla Stampa cita le leggi della fisica). Ma, a guardar bene, Mamdani usa lo stesso metodo antipolitico di Trump, vincendo in contrapposizione al suo stesso partito, e alzando i toni. Non ho potuto ancora leggere l’intervista a Safran Foer, che non l’ha votato, ma ho letto una analitica e suggestiva intervista a Giuliano da Empoli, che appunto parla di energia sprigionata e antipolitica. Anche il Giuliano cisalpino, sul Foglio, parla di radicalizzazione e pur citando le rottamazioni di Renzi, poi macronizzato, conclude che in fondo come sindaci noi abbiamo Gualtieri e Sala e da noi pure i populisti hanno la pochette (io direi semmai che abbiamo il populismo spalmato dappertutto come il burro d’arachidi, pure sui centristi, e non mi sembra una gran consolazione). C’è anche il caso Al Masri, con il governo libico che si mostra più scaltro di quello italiano, che per non rischiare impopolarità con segreto di Stato ha fatto un pasticcio (ma sta cercando di rimediare, almeno con la Cpi). Poi c’è la riduzione della pena per Alessia Pifferi con i giudici che pian piano si liberano della pressione dell’opinione pubblica e cominciano a sfrondare le aggravanti finora riconosciute, in questo caso i futili motivi. Capiamoci: il fatto è tremendo e ripugnante, ma è verosimile che da donna madre single abbia abbandonato la figlia di diciotto mesi non per un “weekend lungo”, come si è scritto, ma per esigenza di libertà. Tante donne del resto non fanno figli per questo e nessuno può dire che le loro ragioni siano futili. Direte: ma qui c’è un reato. Certo, un omicidio gravissimo, perché di una bambina e tra indicibili sofferenze, ma non motivato da un capriccio ma dalla volontà di avere una propria vita. Perché poi questa sventurata non abbia semplicemente affidato la figlia alla madre o alla sorella, oggi nel ruolo di parti civili che chiedono l’ergastolo, rimane mistero. Perché non gliel’hanno chiesto loro di lasciargliela, se si sono mai accorte dello stato in cui viveva la bambina e della volontà della madre di abbandonarla, non è chiaro. Direi però che la ripugnanza della morte di quella bambina interroga tutti, soprattutto chi è madre e più o meno inconsciamente può capire che quella donna ci fa particolarmente orrore perché allo stesso tempo ci fa sentire migliori di quello che non siamo e peggiori di quello che siamo (non abbiamo abbandonato nessuno, ma chissà se in condizioni diverse non avremmo potuto farlo). Chi non ha figli dovrebbe a maggior ragione riflettere prima di emettere giudizi. Quanto al dolo diretto non è verosimile e dunque anche i ventiquattro anni appena rivisti potrebbero risultare infine esagerati. Avesse voluto ucciderla non le avrebbe lasciato acqua, latte e té, che nella sua testa evidentemente dovevano garantire alla piccola la sopravvivenza nel weekend lungo. Sì, è un fatto di un orrore indicibile, anch’io ho difficoltà a osservarlo con lucidità, ma per quello che ho letto, per quello che sappiamo (che non è detto sia la realtà) il reato, la cui configurazione i giudici sono chiamati a verificare, e sempre che l’imputata sia valutata infine capace di intendere e di volere, sembra colposo, una colpa gravissima, o al massimo frutto di dolo eventuale (abbandono compiuto non per uccidere ma accettando il rischio che la bambina morisse).

Mamdani

Sabato 25 ottobre 2025. Giornata grigia. Sveglia alle 5. Colazione con n°3 gallette di mais e quinoa, crema al cacao e cappuccino di soia. Lavastoviglie, doccia. Golf salvia e pantaloni classici beige (Uniqlo), camicia stampa verde, scarpe da barca, tote verde militare e giacca trapuntata (Cos). Al lavoro ascoltando Stalingrado di Vasilij Grossman. Annunci vari, notiziario, intervista sul golpe Tejero del 1981 in Spagna (il relativo colonnello, oggi 93enne, è in fin di vita, cerebralmente morto). Note. Giornate volano via come foglie nello scirocco. Nella prossima vita vorrei abitare dove lo scirocco non sanno cosa sia. Pensando ai mille e passa protagonisti di Stalingrado e guardando Bublik (ufficialmente kazako ma russo, faccia da romanzo ottocentesco) sorridere con Sinner ieri a Vienna dopo sconfitta, concluso che i russi sono generalmente simpatici (non Putin, però è anche vero che Berlusconi rideva a sue battute). L'italiano gli avrebbe detto che ha fatto la stagione migliore della sua carriera, Bublik avrebbe risposto: ‘Sì, potevo fare anche meglio se non giocavamo sempre contro’. Sabato al lavoro, capirete, è giornata difficile, meglio domenica. Domani con ritorno a ora solare conto di arrivare riposata e ricominciare settimana dopo il weekend in turno in forma decente.

russia scirocco tejero

Una volta avevo una gonna sartoriale che andava sopra i pantaloni. Tutta damascata, un po’ alla Hamid Karzai, che pare Tom Ford definì “l'uomo più elegante del mondo”, ma soprattutto che fu dal 2001 il primo presidente dell'Afghanistan post-talebano. E pre-talebano, purtroppo, perché poi nel 2021 sono tornati al potere loro ed è stato ristretto ai domiciliari.

image
gonna-pantaloni

Sono ascoltatrice radiofonica. Radio parlata, non tanto musica, che pure mi piacerebbe. Pensato solo stasera che una delle trasmissioni più belle è quella di Stefano Quintarelli con collega Lanfranco Palazzolo su Radio Radicale (La settimana informatica). Puntata di oggi poi veramente meravigliosa con digressione su Chat Gpt Erotika e Cronaca Vera, pare unico organo di informazione non presente in rete con un proprio sito. Va in onda in stesso orario della Zanzara e di Zapping, ma si può riascoltare in ogni momento via app o su internet. Non so di cosa parlerà stasera quest’ultima trasmissione, condotta da Giancarlo Loquenzi, la migliore sull’attualità politica internazionale. Spero rimetterà in ordine le priorità: prima la guerra in Ucraina, con Unione Europea sempre più minacciata e Putin che potrebbe essere ospitato in Ungheria, poi il Medio Oriente, che è questione importantissima ma almeno non riguarda solo noi. Altra trasmissione che replicherei fossi direttrice è quella di Radio24 con Roberta Giordano in onda dopo cena. Ce ne saranno altre ma ora mi vengono in mente queste. Rimetterei mano anche alle mie, ovviamente, ne avessi il potere. Innanzitutto, solo dirette. La diretta fa compagnia all’ascoltatore e dà anche più serenità all’oratore. Le parole dette, piccoli e medi errori compresi, sono come dimenticati all’istante, lanciati nell’oblio dell’etere. Poi inserirei più voci e la rassegna stampa la farei per strada o comunque in turnè. Vietate le repliche, chiaramente. Ieri al cinema incontrato critico cinematografico di Radio Radicale, Gianfranco Cercone, che conduce Cinema & Cinema, piccola rubrica del sabato mattina, bravo e sempre pacatissimo.

Classica giornata d’ottobre. Sveglia alle 5:30. Era impostata alle 5 ma mi sono riaddormentata. Sognavo di avere mille numeri di Flow, la rivista per gli amanti della carta che ho trovato per la prima volta in un supermercato olandese e che compro in lotti su Vinted. Colazione con porridge e cioccolato fondente. Doccia, camicia azzurra, gilet, pantaloni blu, ballerine a T, tote verde militare e cappottino color crema Max Mara Studio di seconda mano. Lavoro alle 7, ma solo conduzione. Troppe interviste e poco spazio per mandarle in onda. Collega racconta, imitando benissimo anche la voce, aneddoti di Pannella rocamboleschi e poetici. Tipo: Pannella a casa prepara varie cose da mangiare ai militanti immersi in discussione politica, chiedendo solo di mettere timer per la pasta, quelli si dimenticano sicché lui si arrabbia e li insulta: “Così scotta i gabbiani non la mangiano!”. La pasta, insomma, era per i suoi amati gabbiani. Oppure lui e Pannella con il telefono scarico fermi in auto nel mezzo della tundra abruzzese proprio nel momento in cui era previsto un collegamento per intervista. Quello urla e sbraita, lui gli porge una caramella alla liquirizia. Allora Pannella, di nuovo calmo: “Ora dove andiamo?”. “A Pescara”. E quello, sognante: “Sai, ci deve essere una Pescara anche in California”. Uscita alle 14, ripresa figlia più piccola a scuola, accompagnata a ginnastica artistica. Pare che in ora di buco sia dovuta arrivare ambulanza per compagno di classe. Pranzo a casa con minestra di zucca e riso integrale, zucchine gratinate e involtini di verza (tutto fatto al momento). Alle 16 tornato marito da campagna, ancora con dito dolorante per scheggia di legno in unghia che si è conficcata ieri in cucina. Chiesto aiuto in farmacia e a infermiere, ma niente. Poco dopo tornata anche figlia più grande da scuola e palestra, dichiarando che avendo studiato sera prima fino a mezzanotte si metteva a dormire un’ora. Preparato torta con banane, farina d’avena, cioccolato fondente, olio di cocco, proteine vegan. Tornata anche figlia più piccola. Svegliata la più grande e servito a entrambe merenda con torta e cappuccino di soia. Dicono che hanno bisogno di caffè per stare sveglie e studiare fino a tardi. Preparato altri involtini con verza e rice paper per cena guardando Hiroshima Mon Amour. Da qualche settimana leggo solo libri di guerra. Prima Israel Singer, poi Josef Roth, ora Vasilij Grossman. Dalla fine dell’Ottocento con la fine dell’Impero Austroungarico e le guerre nell’Est Europa, ai pogrom, alla Prima e alla Seconda guerra mondiale. Mancava la bomba atomica. Comunque di Guerra e pace ho sempre apprezzato più le parti di guerra che quelle di “pace”, questo è certo. Nel frattempo chat di classe si anima come salotti di Tolstoj per la storia dell’ambulanza, chiamata per svenimento seguito a una lite. Figlia ovviamente testimone diretto (“eravamo nel chill, quando uno ha preso a provocare l’altro), anzi, avrebbe provato a dividere i litiganti, come ha raccontato. Con altra figlia, invece, matematico che uno dei litiganti sarebbe stata lei. Questo per dire che l’educazione è sopravvalutata. 90% è il carattere, 10% è il modello o il caso. Noi genitori influiamo con geni e nostro modello, punto. Ti svegli all’alba ogni santo giorno? Non impossibile che i tuoi figli prima o poi replicheranno quel modello. Educazione intesa come punizioni o sfuriate sopravvalutata. Questo lo dico per chi non ha figli. Chi li ha avrà suo metodo più o meno efficace.

Pannella

Rivoluzione quotidiana

Avete presente quel momento al ritorno delle vacanze in cui decidete che da domani sarà tutto diverso? Ecco, per me è ogni giorno, tutto l'anno. Stanotte, per esempio, svegliata dal timore di un insuccesso di Sinner nella semifinale contro Alcaraz agli Indiana Wells, ho pensato: com'è successo che da brillante laureata ventitreenne sono finita a essere una signora che, quando va bene, si alza alle cinque per andare a lavorare? Una signora, peraltro, che va a lavorare in vespa, con qualunque meteo, perché è l'unico modo per avere poi venti minuti per tornare a casa per preparare il pranzo per una figlia, mangiare in piedi e correre a prendere a scuola l'altra perché l'aspettano per i suoi allenamenti. Una signora che la sera non cena e va a dormire alle nove e trenta, dieci al massimo. No, da domani sarà differente, cambierò il corso degli eventi, mi sono detta stanotte, come tutte le altre notti, mentre Sinner perdeva il secondo e il terzo set.

Daily Revolution

You know that moment upon returning from vacation when you decide that from tomorrow everything will be different? Here, for me it is every day, all year long. Tonight, for example, awakened by the fear of Sinner’s failure in the semifinal match against Alcaraz at Indiana Wells, I thought: how did it happen that from being a brilliant 23-year-old college graduate I ended up being a lady who, on a good day, gets up at five to go to work? A lady, moreover, who goes to work on a vespa, whatever the weather, because it is the only way in the traffic of Rome to then have twenty minutes to get home to make lunch for one daughter, eat standing up, and run to pick up the other one from school to take her to practice. A lady who doesn’t eat dinner in the evening and goes to bed at nine thirty, ten at the latest. No, from tomorrow it will be different, I will change the course of events, I told myself tonight, like every other night, as Sinner lost the second and third sets.

daily revolution