... I due ripresero a trottare, pensando con sollievo al cibo e all'acqua che presto avrebbero trovato. Mentre si avvicinavano alle piccole case, videro fili di fumo levarsi da una decina di comignoli, ma non c'era anima viva per le strade. Un silenzio irreale regnava sul villaggio. In un atto di tacita intesa si fermarono davanti alla prima casa. Eragon disse brusco: "Non ci sono cani che abbaiano" "No.""Però non vuol dire niente."
"...No"
Eragon fece una pausa. "Ma ormai qualcuno avrebbe dovuto vederci."
"Si."
"E perchè non escono?"
Brom socchiuse gli occhi contro il riverbero del sole. "Forse hanno paura."
"Forse" disse Eragon. [...] Entrarono circospetti. Le strade erano deserte, fatta eccezione per una piccola volpe che sfrecciò spaventata al loro passaggio. Le case erano buie, le finestre rotte davano loro un'aria sinistra. Parecchie porte erano state scardinate. I cavalli rotearono gli occhi per il nervosismo. [...] Quando furono in vista del centro del villaggio, Eragon strinse forte l'arco e impallidì di botto. "Dio del cielo" sussurrò. Una montagna di cadaveri si ergeva avanti a loro, i corpi rigidi, i volti contratti in smorfie terribili. Gli abitanti erano inzuppati di sangue, che impregnava anche il suolo lì attorno. Uomini massacrati giacevano sopra le donne che avevano cercato di proteggere, le madri tenevano ancora stretti i figli, e gli amanti che avevano tentato di fare da scudo l'uno all'altra riposavano in un gelido abbraccio di morte. Tutti erano trafitti da frecce nere. Nessuno,giovane o anziano, era stato risparmiato. Ma la visione più agghiacciante fu la lancia aguzza che svettava sulla piladi cadaveri, sulla quale era impalato il corpicino di un bambino. Gli occhi di Eragon si offuscarono di lacrime. [...] Dal cielo sciese un'ombra nera: una cornacchia, che si appollaiò sulla punta della lancia. Fece scattare la testa in basso e i suoi occhi scrutarono avidi il cadavere del bambino. "Oh no, non ci provare" ringhiò Eragon. Tese la corda dell'arco e la liberò con una vibrazione sonora. In un'esplosione di piume, la cornacchia cadde all'indietro, il petto trafitto da una freccia. Eragon ne incoccò un'altra, ma all'improvviso lo stomaco gli si contrasse. Il ragazzo si sporse dal fianco di Cadoc per vomitare. [...] "Chi può aver fatto..." [...] (Brom) Smontò da Fiammabianca e studiò il terreno smosso. [...] S'inginocchiò a esaminare un'impronta. Lanciò un'imprecazione e tornò di corsa da Fiammabianca, che montò alla svelta. "Vai!" sibilò a denti stretti, incitando il cavallo. "Gli Urgali sono ancora qui!"...
Estratto dal perfetto capolavoro di C. Paolini: "Eragon".
Qui il link al trailer del grande film.