venerdì, maggio 18, 2007

Il primo arrembaggio di Connor Tempest

...Connor sguainò lo spadino e lo puntò contro gli uomini, sperando che non percepissero la sua inesperienza. A giudicare dal piagnucolio, si sarebbe detto di no. -Non fatelo arrabbiare!- disse loro Cate. -Perchè è uno dei più sanguinari.- Dopo aver strizzato l'occhio a Connor, si allontanò. Forse, dopo tutto, non era così difficile fare il pirata. il ragazzo liberò un bel respiro e sorrise ai suoi prigionieri, cosa che parve spaventarli ancora di più. -Volevo solo essere gentile- disse scrollando le spalle e avvicinando la punta della spada ai due.

(Connor ingaggia un combattimento con un altro uomo della nave)

[...] si scagliò contro l'avversario. Fissandolo con occhi penetranti, gli puntò lo spadino al petto. Ma il ponte era diventato viscido per la sporcizia e il sangue, così Connor scivolò. Lo spadino non affondò nel petto dell'uomo che però, cadendo all'indietro sotto il colpo, andò a sbattere la testa contro l'albero maestro. Si accasciò a terra, con il sangue che gli usciva a fiotti, inondandogli la testa e il viso. [...] non voleva che quell'uomo morisse. [...] I pirati del Diablo avevano vinto ma lui non si sentiva un vincitore.[...] Di corsa tornò dai due prigionieri [...] -Pietà!- gridò uno. -Togliti la sciarpa- gli ordinò con voce roca [...] -Vieni con me!- ordinò ancora Connor. -Ti supplico, pietà!- -Vieni e sta' zitto!- [...] quello che era stato il suo avversario giaceva coperto di sangue. Prese la sciarpa e gli tamponò la ferita alla testa per frenare l'emorragia. -Tieni, pensaci tu- disse al prigioniero, mettendogli la mano sulla sciarpa intrisa di sangue.
[...]Si voltò. -Ottimo lavoro, ragazzo- gli disse Cheng Li. -Forse dobbiamo lavorare un po' sul tuo istinto omicida; tuttavia hai fatto un ottimo lavoro-...

Tratto da "Vampirates- I demoni dell'Oceano" di Justin Somper.

Identità svelata

... -Perchè sei rimasto qui stanotte?-
-Ero in pensiero per te. Sembrava avessi la febbre. Dicevi di essere morta-
-Ma sono morta. E non ho la febbre. Anzi, non mi sono mai sentita meglio-
-Grace, devi ascoltarmi. Non si morta.-
[...]-Com'è possibile che non mi sia svegliato con la Campana dell'Alba?- disse Lorcan, prendendosi la testa tra le mani. [...] sei davvero sicuro che non sia morta? - Sono sicuro al cento per cento, Grace. Tanto per cominciare, le ragazzine morte non mangiano il porridge.- [...] Grace si voltò verso l'oblò. Alzò la tenda [...]-Chiudi la tenda, Grace.- La voce di Lorcan era diventata roca. [...] Lei la lasciò cadere e si voltò. [...] Tremava [...] . Grace stava tendendo una mano per tranquillizzarlo, quando le venne un'idea. Sapeva come farlo calmare. Cominciò a cantare:

Ti narrerò una storia di vampirates,
una storia vecchia, ma vera e assai fosca.
Ti canterò una storia di una nave antica
con la ciurma più tremenda che si conosca.
Sì, la storia di una nave antica
che il mare solca, leggera,
che il mare piega, severa.

Lorcan rimase a bocca spalancata. -Significa che sai?- disse con la voce ridotta a poco più di un sussurro. Grace scosse la testa confusa. -So cosa?- Con gli occhi sgranati, Lorcan non aggiunse altro. -E' un canto di marinai che mio padre cantava sempre a me e a Connor. Riusciva a calmarci quando eravamo agitati.

Questa nave ha vele così sbrindellate,
che sembran ali che voglian volare;
e il capitano, si dice, è così spaventoso
che preferisce non farsi guardare.
Porta in viso un pallore di morte,
dentro gli occhi gli manca la vita,
ogni dente è una sciabola truce.
Quel capitano, si dice, è così spaventoso

Mentre Grace intonava le ultime parole della strofa , entrambi guardarono verso l'oblò. All'improvviso tutto fu chiaro. [...] -Che non può mai vedere la luce.- Questa volta Grace pronunciò le parole senza cantarle, tornò alla finestra e afferrò nuovamente la tenda. -No!- Lorcan allungò la mano per bloccarla. Troppo tardi. Grace aveva già le dita strette intorno all'angolo della tenda; così, quando lui la spinse di lato, lei tirò il pezzo di stoffa che, strappandosi dalla finestra, lasciò entrare nella cabina un pallido raggio di luce rosa. [...] -Rimettila a posto- le disse piagnucolando. -Rimettila a posto. Per favore, Grace, rimetti a posto la tenda-. [...] Risistemò la tenda. [...] Lorcan alzò gli occhi e la guardò con gratitudine. - Grazie- disse con voce stridula. [...] si voltò verso Lorcan. -Ebbene- disse. -Avevo quasi ragione, o no? Solo che la morta non sono io, ma tu.-...

Tratto da "Vampirates-i demoni dell'oceano" di Justin Somper.

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