Sturm und Drang: Marcovaldo

Ci sono quelle giornate in cui, osservando la pazzia del mondo, mi domando cosa farebbe Marcovaldo in mezzo a questo improbabile susseguirsi di eventi.

Un tempo leggendo Marcovaldo lo consideravo un buffo omino al di fuori del mondo, qualcuno di lontano, appartenente ad un’Italia che sentivo lontana. Ad un mondo che sentivo lontano.

Ora so che era il mondo ad essere lontano da Marcovaldo, come da tutti noi.

Siamo tutti dipendenti della Sbav, i più fortunati ne sono felici e contenti… i più non potrebbero chiedere di meglio.

Io continuo a guardare il mondo con aria malinconica, come faceva Marcovaldo, con la consapevolezza che la verità sia altrove… lontano da qui.

La verità è lontana da tutti voi.

La verità non appartiene mai agli schiavi.

Il viaggio: 27 Marzo 2026

Sentire un cappio che si stringe intorno al collo, sempre più stretto ad ogni ora del giorno. Mentre il demonio gioca a carte coi vermi per spartirsi le tue carni nel futuro a venire. Mentre fuori tutto tace ed il mondo continua ad andare avanti nelle sue follie.

Ed è lì che scopri di non contare. Ed lì che scopri che nessuno conta fintanto che è in questa dimensione. Non c’è nulla che si possa fare per andare contro questa marea. La marea di morte non è arginabile. Essa avvolge tutto sin dai primordi dell’esistenza. Il tempi è una convenzione, ma diventa un inutile limite auto imposto. La libertà? E’ un sussulto che dura i pochi secondi che precedono l’ultimo respiro.

Sturm und Drang: L’alveolo delle risposte

Hanno infinite domande, ma non sono pronti per ricevere le risposte.

La menzogna è la risposta che reputerebbero accettabile.

La menzogna è ciò di cui hanno bisogno.

Esistono risposte che non possono essere comprese da coloro che camminano, dormienti, per il mondo, condannati ad una vita di pura materia, sterile ed informe. Non hanno futuro se non nel passato dei loro ricordi. E quando tutto sarà finito di loro non resterà neppure la polvere della Genesi.

Non esistono risposte per i ciechi, per i sordi e per i muti che si illudono di essere le tre scimmiette sagge del santuario di Toshogu.

Non esistono risposte…

Risposte poi a cosa?

Hai le risposte?

Risposte a chi?

A quando le risposte?

Non esistono risposte…

Eppure dovevo dare delle risposte…

Ma poi risposte a chi?

Rifletti prima di dare delle risposte.

Dai tutte le risposte.

Sempre che vi siano delle risposte…

Ma risposte per chi?

Non esistono risposte…

Forse un giorno avrò le risposte…

Forse un giorno avrai le risposte…

Risposte…

Non esistono risposte…

E se la risposta fosse sempre la stessa? Per ogni cosa.

Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;

finché tornerai alla terra,

perché da essa sei stato tratto:

polvere tu sei e in polvere tornerai!

(Genesi 3,19)

Sturm und Drang: L’importanza delle cose basilari

Spesso è nella semplicità che riscontriamo le grandi verità dell’esistenza.

L’animale gira nel bosco talvolta in solitaria talvolta in branco. Annusa l’aria, cerca tracce ed odori, va a caccia di cibo e di acqua. Procura nutrimento a se e ai suoi simili. Soddisfa bisogni primari, fondamentali al mantenimento della vita.

Non conosce il superfluo e l’inutile.

Gode della bellezza del creato. Non vi apporta modifiche devastanti, rispetta quello che ha intorno in modo istintivo, senza bisogno di insegnamenti, scuole, scioperi, dibattiti ed inutili trattati. Sa già tutto perché fa parte del tutto. Non ha scordato le cose importanti.

L’uomo invece dimentica tutto! Non è più in grado di badare neppure ai propri bisogni primari, tutto preso dalla realizzazione del superfluo, del commerciale, del materiale, dell’anarchia edonistica moderna.

L’uomo è spacciato, finito, anche se è ancora velleitariamente dominante. Nella realtà dei fatti dominato da un’eterna stirpe di mercanti.

Il tempo non è mai galantuomo e presto o tardi i conti saranno da saldare. Forse già da domani…

Sehnsucht: nota 6

Trascrizione audio parziale del 15/10/25, il Prof. Koshiba parla col paziente.

Dottore, ho una domanda per lei…

Certamente.

Lei crede nel Demonio?

Io credo nelle forze negative di questo mondo, nelle energie negative, negli spiriti negativi. Non credo però nella forma “diabolica” abramitica, questo no.

Io ci credevo un tempo. Quando ero più giovane. Ma adesso non credo più nel Demonio. Perchè anche lui mi ha abbandonato.

In che modo è stato abbandonato dal Demonio?

E’ successo così… avevo un enorme bisogno di risolvere una cosa. Dovevo risolvere la cosa più importante della mia vita presumo. O almeno sembrava essere tale… ora se ci penso sembra tutto così lontano. Lontano e sbiadito. Ma allora era importante. Non sapevo come fare a risolvere questa cosa e la difficoltà mi stava uccidendo lentamente, sia mentalmente che fisicamente. Dio non poteva aiutarmi, Dio non è interessato a queste cose e probabilmente non è interessato anche a molte altre. Così ho pensato di rivolgermi al Demonio. Per intere notti l’ho chiamato, per intere notti ho chiesto il suo aiuto. In cambio della mia anima…

E cosa è successo poi?

Assolutamente nulla. Il Demonio non mi ha risposto, il Demonio non mi ha aiutato. Non mi ha considerato in alcun modo…

Come si sente riguardo a questa cosa?

Mi fa pensare… ho fatto tante ipotesi.

Me ne dica qualcuna…

Beh… o il Demonio non esiste, eppure sappiamo dell’esistenza di forze negative proprio come diceva lei prima. O il Demonio non ha alcun interesse per la mia anima, dunque la mia anima, la mia essenza, non vale assolutamente nulla… dunque io non valgo nulla. O il Demonio non può prendere qualcosa che già gli appartiene… e dunque la mia anima era già sua da prima che gliela offrissi.

E lei quale pensa sia la risposta?

Questo me lo dovrebbe dire lei…

Registrazione interrotta, impossibile riprodurre il resto della conversazione.

Sehnsucht: nota 5

Trascrizione audio parziale del 27/09/25, il Prof. Koshiba parla col paziente.

A cosa pensa?

Ai morti, a come tornare a parlare con loro…

Da quanto tempo non le parlano?

Me lo ha già chiesto… sono passati 2 anni, 2 anni di inferno….

E’ successo qualcosa prima di quella data? Qualcosa che possa giustificare l’interruzione della sua comunicazione coi defunti?

Questo deve essere l’inferno… con lei che mi pone sempre le stesse domande ed io che dovrei fornire sempre le stesse risposte. Ma non è cosi, purtroppo sono ancora vivo.

In che senso? Si spieghi meglio.

Non c’è nulla da spiegare. Quando non si è parte della soluzione si è parte del problema. Lei lo sa meglio di me. Lo sapete tutti meglio di me.

Esistono soluzioni alle cose che non vuole spiegare?

Credo ci sia un’unica via per tornare a parlare coi morti. Ed è la via che devo percorrere. Di certe strade si può essere certi solo una volta che le si è percorsi. Non ne convenite?

Crede che gli Altri saranno felici della sua scelta? Crede che le permetteranno di fare una cosa del genere? Non li sta sottovalutando?

Io non ho mai firmato da nessuna parte per essere un eterno schiavo. E se la morte è l’unica via per liberarmi e tornare dai morti… allora ben venga.

La sua morte non servirà a nulla…

Se cosi fosse, allora non sarebbe servita a nulla neppure la mia vita…

Registrazione interrotta, impossibile riprodurre il resto della conversazione.

Sturm und Drang: Accettare il divenire

Mangiare sempre lo stesso cibo porta ad assuefarsi a quel sapore, così come bere sempre lo stesso vino o… come assumere piccole quantità di veleno per diventarne immuni.

Sono piccoli abitudini più che piccoli accorgimenti. Ed alla lunga si diventa immuni a tutto. Ci si abitua davvero a tutto.

Alcuni dicono che a certe cose non ci si abitua mai, ma mentono… in primo luogo a se stessi, perché non sono in grado di accettare ciò che sono diventati, ciò che potrebbero divenire col tempo.

Osservare le vite delle piccole formiche può diventare snervante alla lunga, può dare un immenso senso di disgusto. Esistenze spese nell’inutile replica di un qualcosa per loro incomprensibile. Non c’è virtù nell’essere degli schiavi.

Ma è possibile che non via sia virtù neppure nell’abituarsi alla morte