

Ho percorso
le dune della mente,
ho triturato avanzi di tempo
e ho bevuto temporali d’autunno.
Quante sere
in cui ho guardato
la solitudine della luna
adornarsi
delle chiome degli alberi,
ignorando il dolore
come appartenuto a un’altra vita.
Eppure lì ho giaciuto
complice delle mie attese
e mi sono levata,
non era ancora il tempo
di rimanere,
allora,
ho attraversato i suoi occhi
come se fossero
le porte del mare.
Maria Cavallaro@


























