Quest’oggi voglio mostrare il famoso Messerschmitt Me 262C-2d costruito ipoteticamente dalla ditta Macchi per un intercettore da superiorità aerea dotato di motorizzazione ibrida, cioè con n°2 motori a reazione BMW 003R (https://it.wikipedia.org/wiki/BMW_003) piu’ razzo per dare una spinta notevole con conseguente aumento della velocità. Il kit utilizzato è quello nuovo dell’ AIRFIX e la modifica principale sono stati i due motori allungati posteriormente con l’aggiunta dei n°2 motori a razzo nella parte finale con sostituzione dei piani di coda da impennaggi classici a quelli con sistema detto “a farfalla” o V-Tail (https://en.wikipedia.org/wiki/V-tail o coda a V per l’appunto). Materiali usati plastica del modello, ottone, resina epossidica, metallo bianco e stucco a resina bi-componente; i colori e la mimetica sono quelli utilizzati dalla A.N.R. (https://it.wikipedia.org/wiki/Aeronautica_Nazionale_Repubblicana) durante le fasi finali o ipoteticamente prolungate della Seconda Guerra Mondiale.
Oggi voglio mostrare un “What If” vero e proprio, che sarebbe l’evoluzione della serie dei caccia Macchi (AerMacchi https://it.wikipedia.org/wiki/Aermacchi_(azienda)) per un jet da superiorità aerea basato dal Focke-Wulf Ta 183 tedesco (https://it.wikipedia.org/wiki/Focke-Wulf_Ta_183). Come si vede dall’immagine, assomiglia e anzi è quasi uguale al MiG-15 russo (https://it.wikipedia.org/wiki/Mikoyan-Gurevich_MiG-15) da cui sono partito per fare questo modello speciale (da tenere poi conto che il MiG-15 non era altro che l’evoluzione dello stesso Focke-Wulf Ta 183); la fusoliera e le ali sono del caccia russo di un vecchio kit Italeri mentre tutto il resto è autocostruito (interni, parte anteriore fusoliera che è piu’ lunga, carrelli d’atterraggio, cannoni e piani di coda); materiali usati plastica del modello, resina bi-componente, ottone, metallo bianco e nylon mentre i colori e la mimetica sono una variante della A.N.R. durante l’ipotetico conflitto prolungato nel 1946.
Non ci sono dati tecnici al riguardo dato che si tratta di aereo immaginario ma si ipotizza una velocità massima di 1000 km/h e motorizzato con n° 1 turbogetto Heinkel HeS 011 (https://it.wikipedia.org/wiki/Heinkel_HeS_011).
P.S.: su Internet si trovano immagini di un Macchi c.209 a elica del periodo 1944/45 e a reazione(anni 1950/1960).
Altro bifusoliera e questa volta un MacchiC.205, altro progetto su carta sviluppato nel 1943 incompiuto; prima di tutto ho usato n°2 kit della ditta Italeri e ho unito le fusoliere con il piano dell’ala centrale (anche questa oggetto di autocostruzione), poi ho modificato la fusoliera di destra e i vani carrelli principali. Il materiale usato è il plasticard e lo stucco di resina bi-componente. La mimetica e i colori sono sempre una variante della A.N.R. durante le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiali.
Qui sotto un disegno in pianta (ipotetico):
Dati tecnici ipotetici:
Dimensioni: larghezza 14,10 m; lunghezza 8,84 m.
Propulsione: n°2 FIAT RA 1050 RC.58 Tifone (DB 605) 12 cilindri a V raffreddati a liquido da 1475 Cv.
Velocità massima (ipotetica): circa 700 Km/h.
Armamento: n°4 mitragliatrici Breda-SAFAT calibro 12,7 mm in caccia in fusoliera con 370 colpi per arma; n°3 cannoni Mauser da 20 mm alari con 250 colpi per arma.
Questo secondo i miei punti di vista è uno dei progetti piu’ belli che abbia mai visto, dato che è e forse sarebbe stato lo sviluppo del FIAT G.55 per ottenere piu’ prestazioni, tangenza operativa e velocità accoppiando solamente n°2 fusoliere del caccia monomotore. Per fare questo bifusoliera, ho comprato il kit della Sword dove dentro la scatola puoi trovare n°2 modelli di questo bellissimo caccia; ho unito le due fusoliere, modificando quella di destra (o sinistra dipende da che visuale lo si veda), rifatto l’alettone unico dei piani di coda (prendendo quello di un P-38 Lightning e modificandolo a sua volta) e autocostruendo l’ala di unione centrale. Come materiali usati il plasticard e lo stucco in resina bi-componente. I colori e la mimetica sono una variante di quella usata dalla ANR (Aeronautica Nazionale Repubblicana) durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale.
Ora qualche cosa in piu’ del G.58 tratto da “Dimensione Cielo – I VELOCISSIMI DELLA REGIA – Delta Editrice”:
“Forse a seguito delle notizie sui progetti bifusoliera tedeschi e sull’impressione suscitata dal Lockheed P-38, oppure continuando la ricerca già avviata sul G.50 con il derivato G.51 bis, la DGCA incaricò l’industria di esplorare la possibilità di realizzare dei bimotori da combattimento con quest’architettura, soluzione che presentava vantaggi di tipo industriale in quanto consentiva il ricorso ad utensileria già disponibile. Tutti gli uffici tecnici delle ditte interessate alla produzione di aerei da caccia sottoposero, peraltro con poca convinzione, le loro proposte che, comunque, non rispondevano ad una precisa specifica, ma solo ad una richiesta di informazioni/valutazioni. La FIAT lo fece nell’Aprile 1943 con il progetto G.58, simile nelle linee generali al Noth American P-82, ma monoposto (era privo dell’abitacolo della fusoliera di destra). Questo caccia pesante si sarebbe distinto per un armamento particolarmente importante, costituito da quattro mitragliatrici da 12,7 mm sopra i due motori e sei cannoni da 20 mm (dei quali due nei motori, due nella posizione alare standard e due nel piano alare centrale). I propulsori erano i DB 605A e furono considerati terminali alari di differente disegno: con una versione l’apertura sarebbe stata di 15,83 m e con l’altra di 16,16 m (il mio modello); la velocità massima prevista era di 670 Km/h a 7000 m. La progettazione era stata avviata e sarebbe proseguita da parte dell’ufficio tecnico di Gabrielli, ma la costruzione avrebbe dovuto essere affidata alla FIAT-CANSA di Novara; il 21 Settembre 1943, però, giunse l’ordine di sospendere il programma. […]”
Per i dati tecnici basta leggere quanto riportato sopra.
Oggi si ritorna sugli aerei e in questo caso vi ripropongo (“riproporre” perchè esiste già un kit della Rsmodels un po’ datato) il prototipo di caccia da supremazia aerea Reggiane Re.2007 completamente autocostruito………è per quello che lo mostro. Come kit di partenza ho usato l’F-86 Sabre della ditta Hasegawa, riprogettando e rifacendo la fusoliera, nelle ali la freccia è stata diminuita, il cockpit completamente rifatto (come i carrelli d’atterraggio), la cappottina in acetato e il tubo di Pitot in acciaio. I materiali usati il plasticard, rame, acciaio, plastica e stucco a resina bi-componente. I colori e la mimetica sono della A.N.R. (Aeronautica Nazionale Repubblicana) del periodo 1944 che si basa sul FIAT G.55 del Ten. Ugo Drago, 2nd Gruppo e 1a Squadriglia. Succederà che alcune volte farò articoli su aerei già esistenti in kit ma completamente autocostriti, per migliorarne tutti i particolari. Comunque molte fonti dicono che sia stato fatto un “mock-up” in legno a grandezza naturale nel 1943 o che sia rimasto solo un disegno di n°3 viste su carta…….la verità non si saprà mai!!!!!!(Wikipedia dice nel dopoguerra ma il libro che ho sulla Reggiane parla per l’appunto in epoca bellica).
Per quanto riguarda i dati tecnici ecco il link per vedere il tutto, dato che su internet ora si puo’ trovare “il mondo” su questo tipo di aereo: https://it.wikipedia.org/wiki/Reggiane_Re.2007