Tener viva la propria coscienza

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Ho voglia di volare,

emergere dal pigro volere,

dove mi sono rifugiata.

Adesso basta è il momento di combattere,

recuperare quello non vissuto,

perché oltre la bugia,

c’è la verità di chi sa.

Un bambino lascia il tepore del buio,

dove ha vissuto nel grembo materno,

i momenti serafici di una parentesi,

dove i suoi sensi,

venivano solo sfiorati,

ma mai provati.

Il diritto di vivere,

fa nascere la voglia di amare,

basta soffrire nell’anima,

rifugio provato,

dai mille granelli,

 che lasciano la clessidra superiore,

per riempire quella inferiore.

Impariamo ad ascoltare,

e conosceremo una forma di vita,

che non  si ferma sulle curve di un corpo,

che arde e freme,

per il piacere di godere,

di trasformare le illusioni in sogni,

perché nulla vive sulla superfice,

se le sue radici,

 non si nutrono nella profondità,

che non si limita alla conoscenza,

ma al riconoscimento,

 della propria identità,

ultimo ostacolo della coerenza.

Non rifugiatevi nei sogni,

ma vivete i vostri bisogni,

perché nulla è più difficile,

del tener viva la propria coscienza.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

Ho te

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Ho camminato, viaggiato,

percorso un lungo tratto,

 della mia vita,

quante cadute, tante ferite.

 Ora,  nel deserto della mia esistenza,

ho trovato un fiore,

di cui non conoscevo l’esistenza,

ma è stata la più bella esperienza,

che la vita ti possa regalare.

L’amore non ha volto,

non ha spesso identità,

non si nasconde dietro la verità.

L’amore è quel fiore,

un sogno realizzato,

un bisogno inaspettato,

 esaudito nell’ultimo tratto.

Forse per dire, a chi non crede …

Amare te è il perché,

di un sorriso rubato all’innocenza,

di un bambino che nulla chiedeva,

se non una carezza d’amore,

anche senza colore.

Io adesso ho tutto di quel perché …

ho te.

© Copyright 2014 Raffaele Spera. All rights reserved.

Il suo umile perdono.

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Leggo i pensieri,

 che cavalcano il tempo,

e mi accorgo,

che qualcosa mi sfugge,

non ho il senso della realtà,

ma ho quello della verità.

Rubo, di ognuno, una parte dolorosa,

che stranamente non è il rimpianto,

ma il ricordo di un vissuto,

che cerco nelle luci della notte,

tra le stelle che illuminano,

questo immenso deserto,

che sono gli animi, di chi soffre,

nel silenzio della loro, voluta, oscurità,

di crede nell’amore,

vive per l’amore,

ma sogna quest’amore.

La vita ci condanna,

a pagare per le nostre scelte,

a rimpiangere, i nostri errori,

aspettare, il perdono, di chi mal gestisce,

la sua libertà, nel giudicare,

chi ha il solo torto, di amare.

Io non ho il potere, del giudizio,

e non mi asserto, quello della condanna.

Chi è facile al giudizio e alla condanna,

non ha ragioni dell’anima,

che governano le sue scelte,

ma solo, la presunzione di essere.

Ho conosciuto il dolore,

e assaporato il calore, di una carezza,

desiderato, le tenerezze,

che dai bambino mai ho ricevuto,

ma sempre, ho mendicato.

Ora sono cresciuto,

il bambino non è morto,

ma non vive più,

di dolcezze desiderate,

anche se ancora le cerca,

tra la folla di esseri,

che a parole gli dicono,

ti voglio bene, ma nella realtà,

ancora non ho capito,

 l’origine della loro viltà.

Si giudica e si condanna,

senza processo, e affermazioni,

della verità,

 come monito,di sincerità.

 Guardo le stelle,

aspetto che si spengono,

al chiarore dell’alba,

una nuova vita, un uomo nuovo,

lentamente sorge, e fa suo il calore,

dei primi tiepidi raggi di sole.

La vita continua, la mia sincerità resta,

la sua mediocrità, lentamente l’ucciderà,

e quando avrà ragione dei suoi errori,

sarà inutile chiedere il mio perdono,

io lo concedo senza richiesta,

io non sono padrone, delle sue gesta.

Ti chiedo solo di non cercare,

chi ti ha saputo dare,

pace, serenità, tranquillità,

chi ti ha insegnato,

il significato, della parola amare,

chi ti ha fatto conoscere l’amore

perché avrai perso il tempo ultimo,

per vivere un emozione,

non legata, ne relegata al tempo …

tardi per il tuo pentimento.

Saggio è colui,

che non si concede all’ira,

ma ti lascia,

come resa, del tuo operato,

il suo umile perdono.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

La sua amata verità.

Oggi, sono seduto,

fra l’erba, ormai appassita dal passato,

leggermente umida, per la rugiada notturna.

I miei occhi sono chiusi, la mia anima no,

vaga, alla  ricerca tua,

segno del pensiero, che mi lega ancora a te.

Difficile accettare,

quello, che nella mia realtà vivo,

si sa, che chi ama la verità, rinnega la viltà.

Indi, non solo mordo, il mio labbro inferiore,

facendo conoscenza, con un nuovo dolore,

mentre stringendo, il vuoto nelle mie mani,

trattengo, mio malgrado,

un grido irriverente, che non s’addice,

a chi si dichiara coerente, alle sue scelte.

Magari avessi seguito,

 l’incoerenza e l’incoscienza,

che solo un bambino, può avere,

ma quando t’innamori, sei così …

un bambino, che nulla chiede,

vive con gioia e tutto assapora.

Egli non chiede molto,

uno sguardo dolce e una carezza,

sanno di pura tenerezza, e lui risponde,

con un sorriso, in quel punto,

dove, per ultima si spegne, la vita.

Li, si è spenta per sempre,

la mia voglia di amore, per paura  del dolore

ormai, dittatore assoluto.

Forse, ho voluto tutto questo,

iniziando una storia, cui ho creduto,

e ingenuamente mi sono perduto,

 nell’amarezza di chi vive, con dolcezza

ma non ha il coraggio, di esprimerlo con fermezza.

Si spengono le luci sul palcoscenico, della vita

e l’ultimo attore, resta solo,

in compagnia, del suo dolore,

reo di aver confessato, il suo sentimento,

senza alcun pentimento,

confessando, con sincerità,

 la sua amata verità.

© Copyright 2012 Raffaele Spera. All rights reserved.