Le briciole di ciò che di te resta

Anche questa mattina raccolgo i cocci

di questo puzzle che molti chiamano vita.

Analisi fredda della mia realtà,

vorrei inventare parole nuove per dare una luce,

a ciò che non so condividere, e per questo combatto.

Le forze un giorno mi lasceranno

e con loro, il silenzio che mi parla,

smetterà di raccontarmi il dolore degli altri

che vogliono illudersi di essere felici,

senza carpirne l’essenza.

Forse, chi sbaglia, sono io

che cerco ripetutamente d’interpretare

quello che non riesco a spiegare.

Cambierà qualcosa quando mi sarà facile sorridere,

non cercherò più di condividere la mia solitudine,

quando crederò che la sincerità,

perla di grande rarità,

ancora vive nell’anima di chi non sogna,

non ripudia la realtà e non sa cosa sia la viltà.

Io sono certo di non essere ciò che agli altri appare

ma mi piace osare, a dispetto del tempo.

La vita è un’immagine che non potrai mai vedere in uno specchio,

perché esso riflette e tu sei luce intensa,

energia pura che non si presta

a raccogliere le briciole di ciò che di te resta.

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Foto dal WEB.

La nostra oasi di serenità.

Raccolgo i cocci, di ciò che resta,

di un immagine riflessa del passato,

un attimo dopo, essersi confrontata,

con lo specchio del presente.

Tanti i cocci, quante le lacrime,

tanti gli attimi da ripescare,

quanto la sofferenza da dimenticare.

Una realtà che non appaga, ne ripaga,

di un vissuto donato al passato,

che nulla ha riscattato,

della sofferenza vissuta.

La fioca luce dell’alba,

 si proietta su quei cristalli,

moltiplicando in essi le immagini,

ma con essi i fantasmi del passato,

dove un anima disperata,

alla ricerca di  tranquillità,

si perde in un mare torbido,

il cui colore e quello del dolore.

Un espressione diversa all’apparenza,

un esperienza da condannare, senza giudicare.

Il presente è figlio del passato,

mentre il futuro e il frutto del vissuto,

inutile cercare di modificare,

quello che ormai è stato,

inutile mordere la rabbia

per combattere il dolore,

ma vivere il presente

nella misura in cui ci è dato,

quale orma del futuro,

su cui costruire un nuovo stato.

Impariamo, che la vita è figlia dell’ignoto

e quando alla fine della strada,

superiamo quella soglia,

nulla ci verrà dato, di quanto regalato,

nulla ci verrà ascritto,

quale premio per un diritto,

il nulla sarà la nostra sostanza,

dove vivremo la nostra inutile esistenza.

La vita non ha altre uscite,

 quella porta, vale come monito ardito,

non come freno al godimento.

I cocci, sono i resti e ricomporli non aiuta,

costruire una nuova vita,

alla ricerca di una nuova identità,

ci darà la forza che cerchiamo

in questo mondo, avverso alla realtà,

per trovare … la nostra oasi di serenità.

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