Il paradiso con un dito

Mi chiedi spesso …

ma tu mi pensi, ogni tanto,

e ogni volta ti rispondo

che pensare non vuol dire amare.

Si può dimostrare un sentimento,

in tante occasioni anche se alcune

sembrerebbero proibitive.

Si parla tanto di amore,

si scrive tantissime volte la parola ti amo

ma si dimostra molto relativamente,

il peso e l’intensità del sentimento che si prova

verso la persona amata.

Abbiamo un’occasione che non richiede alcuna espressione,

ci s’incontra, gli sguardi s’incrociano e si perdono all’unisono,

mentre le nostre braccia si avvolgono,

come una seconda pelle sulla persona

che ci ha cambiato la vita.

Un abbraccio intenso, vero, sincero

in cui le nostre anime si baciano,

senza che noi ne abbiamo coscienza

e si sussurrano teneramente delle parole

che mai raggiungeranno la soglia del nostro udito.

In quel momento avremo toccato

senza rendercene conto,

Il paradiso con un dito.

© Copyright 2025 Raffaele Spera. All rights reserved.

Foto dal WEB

Published in: on 18 febbraio 2025 at 15:09  Comments (10)  
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Alla sua vita è legata

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Ho vissuto sospeso,

in compagnia dell’insonnia,

compagna dei miei incubi,

vissuti notte e giorno,

nel limbo dell’attesa.

Ogni squillo riaccendeva la speranza,

sebbene è dura da accettare,

che dovrai barattare,

la tua vita per la sua,

di un ignoto donatore,

che lascerà questo terreno,

regalando parte di se,

a chi attende per non superare,

la soglia del dolore,

dove porrà fine alle sue sofferenze,

nella certezza dell’ignoto.

La vita amara o dolce che essa sia,

ha un senso non cercato,

ma da noi desiderato …

viverla intensamente,

ma spesso rinnegata perdutamente,

nei momenti di assoluta perdizione,

ormai schiavi della sofferenza,

madre della nostra negligenza.

Vivo grazie a te,

vivo e ti ringrazio,

non conosco il tuo nome,

 e neanche il tuo vissuto,

non so dove riposi,

 ma un fiore ti è dovuto,

perché una parte di te,

 è dentro di me.

Mi accompagnerà alla rinascita,

del tempo speso in ogni senso,

alla ricerca di un assenso,

che mi portasse ad essere in lista,

per accedere ad un sogno,

che spero diventi di logica comune,

che con la morte si perde ogni diritto,

e restare legati alla nuda terra,

di un corpo senza vita,

 che rispetterà il dovuto aspetto,

che nulla va creato,

ma tutto trasformato,

quando concedendo,

 quello che a noi più non serve,

regaliamo la possibilità,

sperata e mai rinnegata,

di una nuova vita tanto agognata,

a un fratello umano,

non importa chi siamo,

ma la vita non deve rincorre l’esistenza.

Ognuno ha una meta,

sebbene il traguardo è comune,

si può vivere donando,

a chi soffre senza averlo desiderato,

a chi si affida alla coscienza,

di chi ha tanta pazienza,

di capire che il donato va regalato,

al fine di vivere,

 evitando il calvario di sopravvivere,

nell’attesa di una chiamata,

che alla sua vita è legata.

Copyright 2017 Raffaele Spera. All rights reserved.

Tener viva la propria coscienza

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Ho voglia di volare,

emergere dal pigro volere,

dove mi sono rifugiata.

Adesso basta è il momento di combattere,

recuperare quello non vissuto,

perché oltre la bugia,

c’è la verità di chi sa.

Un bambino lascia il tepore del buio,

dove ha vissuto nel grembo materno,

i momenti serafici di una parentesi,

dove i suoi sensi,

venivano solo sfiorati,

ma mai provati.

Il diritto di vivere,

fa nascere la voglia di amare,

basta soffrire nell’anima,

rifugio provato,

dai mille granelli,

 che lasciano la clessidra superiore,

per riempire quella inferiore.

Impariamo ad ascoltare,

e conosceremo una forma di vita,

che non  si ferma sulle curve di un corpo,

che arde e freme,

per il piacere di godere,

di trasformare le illusioni in sogni,

perché nulla vive sulla superfice,

se le sue radici,

 non si nutrono nella profondità,

che non si limita alla conoscenza,

ma al riconoscimento,

 della propria identità,

ultimo ostacolo della coerenza.

Non rifugiatevi nei sogni,

ma vivete i vostri bisogni,

perché nulla è più difficile,

del tener viva la propria coscienza.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.