Il passato

Eccomi a te, regina del tempo

adesso che le foglie, vestono di bruni colori,

volgi a me il desiderio represso.

Ogni tempo ha un suo rigido percorso,

ogni attimo mina la sua esperienza

e forzando l’attesa, come una sorta di musa,

mi rincorri chiedendomi cosa provo per te.

Ha ancora un senso il passato?

Ciò di cui ti liberi non ha alcun valore,

quindi non turbare la mia serenità

con le tue assurdità.

Vivi i tuoi momenti,

come credi e con chi credi

ma dimenticati dell’amore

che hai avuto nel tuo cuore.

Oggi, se ignuda di sentimenti, irta di pentimenti

ma è tardi per ripercorrere il vecchio sentiero.

Chi ti è appartenuto ora non è più con te,

non per sua scelta ma per tua conseguenza.

Ignorami oggi, come hai fatto ieri,

amo l’arido deserto e le spiagge bianche

popolate da una nuova visione della vita.

La mia vita non s’intreccerà mai più con il passato.

© Copyright 2025 Raffaele Spera. All rights reserved.

Foto dal WEB

Ogni attimo attimo di verità

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Non riesco a non ammirare,

il nascere della vita,

che vibra sulle tue parole,

sillabate con ardore.

Mentre vivo dei tuoi sospiri,

mi nutro delle tue parole,

godo delle tue carezze,

instancabili come le mie incertezze.

Tutto è ancora una volta un sogno!

La strada che ho percorso,

lastricata dalla delusioni,

è stata la mia prigione,

dove ho incantenato,

per l’altrui volere,

i miei desideri,

tradendo la mia voglia di volare,

oltre le semplici parole,

creando dal nulla,

un senso ai miei tanti perché.

Oggi solo con i miei ricordi,

vivo del mio presente,

cercando di non confondere,

la tristezza dell’abbandono,

da me voluto come scelta dovuta,

con la severità di un nuovo amore,

che vuole l’anima mia,

legata ai dubbi delle verità mancate,

delle bugie nascoste,

delle speranze deluse.

Un giorno la neve potrebbe,

cadere sulle rosse dune,

arse dal sole,

 bruciate dall’assenza di vita.

La mia anima è quel deserto,

la neve è l’impossibile reale,

la vita bruciata, sono gli anni vissuti.

Oggi ho con me una dura realtà,

che ogni giorno lapida la mia morale,

per costringerla ad accettare,

che non si può vivere di sogni,

ne di chi professa amore,

senza convivere nella tua realtà,

ogni attimo di verità.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

I suoi tanti errori

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Incontrarsi oltre il tempo,

il desiderio del momento.

Mentre vivo la mia vita,

dove il  nulla  è definito.

Vivere è l’incanto della nascita,

dove la scoperta,

è alimentata dalla curiosità,

di esplorare la realtà,

in tutte le sue verità.

Oggi più non vivo,

e nulla attendo.

Ho una tela e la sua cornice,

i colori sono sbiaditi,

dai troppi perché,

che come granelli,

lasciati in balia dei miei pensieri,

si sono raccolti nel deserto,

della mia solitudine,

rifugio opportuno,

prima di rinascere, dentro di me.

Vorrei lasciare questo arido deserto,

dove le delusioni,

 mi hanno scaraventato ,

 ed io ivi rifugiato,

per provare a ricostruire,

quello che resta di una esistenza,

votata all’altrui piacere,

mentre il mio sapere,

era barattato per serenità.

Viviamo senza conoscere,

ma ancora più gravemente,

evitiamo di scoprire,

ciò che siamo e cosa siamo,

ogni attimo donato,

spesso è sprecato.

I momenti vanno si vissuti,

ma in simbiosi con i sentimenti,

origine di tutti i nostri pentimenti,

di chi ha barattato l’amore,

con il suo dolore,

reduce da una strada,

senza meta dove più non scorgi,

il suo inizio ormai perso,

nel vissuto senza tempo.

Quella distanza ti avvicina,

ogni giorno che passa,

al lungo salto nel vuoto,

dove ognuno troverà,

 quello in cui crede,

per nascondere le sue paure,

pur riconoscendo

di non poter più correggere,

i suoi tanti errori.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

Un attimo vissuto e lasciato al vento

CLESSIDRA

Volano le pagine del mio libro,
la mia penna non scrive più,
la mia mano è stanca,
di lanciare messaggi,
guardo in faccia la realtà,
e realizzo che nulla più, ho da fare,
solo arrendermi ed aspettare,
che l’ultimo granello della clessidra,
raggiunga il suo deserto.
Se ogni granello è un pensiero,
la mia non ne ha più,
esaurendo le speranze,
ho ucciso l’illusione,
quella di un essere,
che gridava al tempo,
tutto il suo tormento,
per non aver mai vissuto,
ma solo offerto all’altrui,
ogni piacimento.
Se vivere è assistere alla propria,
sconfitta morale,
al suicidio dei sentimenti,
non sull’altare dei pentimenti,
ma contro chi non sa capire,
che vivere non è assorgere,
alle prime luci del mattino,
una maschera nuova,
con l’impronta del sorriso.
Vivere è godere ogni attimo,
di compiacersi per la propria realtà,
non sperare che qualcosa accada,
e questo non è segno di viltà,
per chi ha combattuto contro l’ipocrisia,
di coloro che gli sono stati accanto,
solo per soddisfare la loro bramosia.
Vivere è la storia senza tempo,
di chi ha fatto del momento,
un attimo vissuto e lasciato al vento.

Il suo umile perdono.

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Leggo i pensieri,

 che cavalcano il tempo,

e mi accorgo,

che qualcosa mi sfugge,

non ho il senso della realtà,

ma ho quello della verità.

Rubo, di ognuno, una parte dolorosa,

che stranamente non è il rimpianto,

ma il ricordo di un vissuto,

che cerco nelle luci della notte,

tra le stelle che illuminano,

questo immenso deserto,

che sono gli animi, di chi soffre,

nel silenzio della loro, voluta, oscurità,

di crede nell’amore,

vive per l’amore,

ma sogna quest’amore.

La vita ci condanna,

a pagare per le nostre scelte,

a rimpiangere, i nostri errori,

aspettare, il perdono, di chi mal gestisce,

la sua libertà, nel giudicare,

chi ha il solo torto, di amare.

Io non ho il potere, del giudizio,

e non mi asserto, quello della condanna.

Chi è facile al giudizio e alla condanna,

non ha ragioni dell’anima,

che governano le sue scelte,

ma solo, la presunzione di essere.

Ho conosciuto il dolore,

e assaporato il calore, di una carezza,

desiderato, le tenerezze,

che dai bambino mai ho ricevuto,

ma sempre, ho mendicato.

Ora sono cresciuto,

il bambino non è morto,

ma non vive più,

di dolcezze desiderate,

anche se ancora le cerca,

tra la folla di esseri,

che a parole gli dicono,

ti voglio bene, ma nella realtà,

ancora non ho capito,

 l’origine della loro viltà.

Si giudica e si condanna,

senza processo, e affermazioni,

della verità,

 come monito,di sincerità.

 Guardo le stelle,

aspetto che si spengono,

al chiarore dell’alba,

una nuova vita, un uomo nuovo,

lentamente sorge, e fa suo il calore,

dei primi tiepidi raggi di sole.

La vita continua, la mia sincerità resta,

la sua mediocrità, lentamente l’ucciderà,

e quando avrà ragione dei suoi errori,

sarà inutile chiedere il mio perdono,

io lo concedo senza richiesta,

io non sono padrone, delle sue gesta.

Ti chiedo solo di non cercare,

chi ti ha saputo dare,

pace, serenità, tranquillità,

chi ti ha insegnato,

il significato, della parola amare,

chi ti ha fatto conoscere l’amore

perché avrai perso il tempo ultimo,

per vivere un emozione,

non legata, ne relegata al tempo …

tardi per il tuo pentimento.

Saggio è colui,

che non si concede all’ira,

ma ti lascia,

come resa, del tuo operato,

il suo umile perdono.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.