
Ora sono qui,
nel mio rifugio segreto
dove trascorro il mio tempo.
Ho chiuso con le domande
Indipendente dalle risposte.
Io so cosa desidero più di me stesso,
come so che mai l’avrò.
Abbraccio la realtà che mi si stringe addosso,
e quasi mi soffoca
ma io non cedo, riesco ancora combattere
quando nessuno mi vede.
Il mio rifugio mi protegge dal dolore,
parte integrante della mia vita
che non ha mai conosciuto un sorriso,
mai una carezza, un bacio affettuoso,
una semplice parola di conforto o di stimolo.
Ho vissuto nomade in un mondo
che non ho mai riconosciuto come mio.
Ho provato a dare un senso
a quella che tutti chiamo vita
ma la delusione è stata la mia unica ricompensa.
Oggi volgo le spalle a chiunque mi si accosti,
ho pagato abbastanza …
moralmente e fisicamente
per colpe che non mi appartengono.
Ogni sera prima di addormentarmi,
amo leggere qualche pagina di un libro
che al momento non si lascia scrivere.
Il silenzio mi detta pensieri che non trasformo in parole,
ho una forma di rifiuto a impersonare
una realtà che non mi appartiene.
Vorrei vivere, il tempo che ancora ho
nella conoscenza dell’intimo
ma ogni volta che ci provo,
tutto svanisce alle prime luci.
La notte è la mia fonte di vita
e vorrei vagare senza alcuna meta,
per scoprire cosa si nasconde
nella profondità di chi vuole gestire i sentimenti,
come una sorte di comunione
tra l’assoluto e il profondo.
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