
Le ali non bastano per volare,
senza la convinzione delle proprie scelte.
Sembra facile, spiccare il primo volo,
senza temere di cadere.
Dilemma atavico, per buona parte
di ogni essere vivente.
L’uccello non è avvantaggiato
perché ha il nostro medesimo timore di cadere,
di non riuscire a lasciare
il nido dove la madre lo ha lasciato,
senza mai abbandonarlo.
Lo segue a distanza per supportarlo,
nei limiti della natura cui gli è consentito.
Se così non fosse, sarebbe condannato
a vivere l’attesa del suo ritorno.
Il distacco verso la conoscenza,
l’autonomia versa la scoperta,
la ricerca di alimentarsi
sono le spine che spingono
verso un mondo tutto da scoprire
dove presto impariamo,
che la prima cosa da fare per vivere
è sapersi difendere.
Far proprie le idee
è sinonimo di realizzazione dei propri limiti.
Farsi sopprimere,
moralmente o fisicamente,
significa scegliere di esistere,
rinnegando il nostro diritto alla conoscenza della vita.
Lotta per ciò in cui credi,
rispetta i tuoi nemici, senza sottovalutarli,
non piegarti, non sottometterti
e non usare la forza per importi.
La parola media ogni idea,
impara la sua profonda conoscenza
e avrai accesso agli apici del potere.
Vivere vuol dire lottare.
Certamente non significa uccidere,
come oggi usano
gli ignoranti incoscienti,
cercando d’imporsi semplicemente,
distruggendo usi, costumi, pensieri, vite umane e
civiltà che non condividono, la loro ristrettezza mentale.
Allarga i tuoi orizzonti,
sviluppa le tue idee senza costrizione alcuna.
L’ignoranza non si combatte, né si abbatte,
si lascia perire nell’indifferenza totale.
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