












Un mio professore delle scuole superiori diceva sempre: “L’ordine nelle proprie cose è ordine mentale!”
Oggi ripetendo a me stessa questa frase come un mantra ho fatto ordine nell’armadio!
“In mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per quella selva oscura che la diritta via era smarrita”. Era davvero una selva oscura e infingarda quell’armadio!
Cose di tutte le taglie e tutte le epoche storiche si affollavano disordinatamente. A complicare orrendamente le cose la predominanza di colori scuri come nero e marron che facevano buio!
C’era il completo taglia 42 con cui avevo preso il primo trenta all’università ma c’era anche il vestito sfigato con cui avevo preso 19! Poi c’era quello taglia 40 del giorno del diploma, poi la gonna del giorno che ho conosciuto mio marito, il vestito della laurea ovvero un’ampia 44, quello della discussione del master e addirittura un vestito taglia 38 che avevo dalle scuole superiori e avevo sempre tenuto da parte nella speranza che mi entrasse di nuovo!
Povera illusa! Non mi chiude da quasi 20 anni!
Il punto è che mi affeziono emotivamente alle cose e all’idea che un giorno mi possano pure rientrare e così non butto nulla! Un’armadio pieno di cose e nulla da mettermi! Oggi ho preso coraggio, un bustone, l’indirizzo di un centro di raccolta di vestiti e ho fatto ordine…
Mentre infilavo i vestiti nella busta, la nuova me prendeva forma nella mia testa e sicuramente non era una 38!
Le cose che ancora si usano e che con una piccola dieta mi potrebbero rientrare le ho tenute; le altre le ho messe nella busta velocemente sforzandomi di non pensare: “ La moda è ciclica!”
Pezzi di vita venivano accatastati insieme agli oggetti nel bustone del passato e il nuovo si affacciava scalpitante dall’armadio.
All’improvviso ho scoperto di avere cose da mettermi!
Riuscivo addirittura a far camminare le grucce sul tubo!
Finalmente volavano leggeri fino alla busta pantaloni a gamba molto larga (uno addirittura a zampa di elefante), giacche con spalline troppo grandi, pantaloni a vita troppo alta, pantaloni a vita troppo bassa, felpe da adolescente, il maglione portafortuna ormai colmo di pallini di lana, magliette piccole come un fazzoletto, top cortissimi!
Avevo già pensato tante volte di liberare un po’ l’armadio ma queste cose le avevo sempre conservate più per il ricordo che evocavano quanto per l’oggetto in se….oggi , invece, mi sento coraggiosa e determinata e faccio posto al nuovo e simbolicamente al futuro mettendo tutto nel bustone blu coi manici gialli!
Respingo pensieri come: “In questo mondo consumista questo maglione nuovissimo non si usa più solo perché non è di moda ma io che sono intelligente lo terrò” perché sono intelligente per tenerlo ma non abbastanza coraggiosa da mettermelo e ora l’ho accettato e passo oltre 😉
E poi diciamoci la verità: non mi entra perché è taglia xs e mi consolo pensando che potrebbe far comodo a qualcuno a cui entra 😉
Ironia della sorte tutto questo lavoro mi ha fatto venire fame. Così mentre si allontana l’idea di una dieta drastica vado a cucinare una cenetta sfiziosa per stanotte 😉 uno strudel salato con prosciutto cotto, funghi, stracchino e mozzarella.
Ingredienti:
pasta sfoglia
funghi prataioli
aglio
prezzemolo
olio q.b.
sale q.b.
Prosciutto cotto
stracchino
semini di papavero
Procedimento:
Tagliare i funghi e cuocerli in una casseruola con sale olio, aglio e prezzemolo facendo in modo che perdano tutta l’acqua. Stendere un foglio di carta da forno e spianarvi sopra la sfoglia utilizzando il mattarello infarinato. Fare uno strato di prosciutto cotto, uno di stracchino, poi uno di funghi e infine arrotolare la pasta sfoglia su se stessa fino a formare un cilindro.
Chiudere bene le estremità dello strudel e praticarvi dei fori utilizzando una forchetta o un coltello.
Spennellare lo strudel con il tuorlo dell’uovo e infine cospargerlo di semini di papavero.
Infornare a 180 gradi fino ad ultimare la cottura.
La prima volta che assaggiai il miglio non avevo ancora nemmeno sei anni e fu anche la prima volta che visitai Firenze. Ancora non sapevo che avrei avuto un legame particolare con questa città e che ci sarei tornata spesso. Mio zio Antonio, detto ” zione”, si era appena trasferito in Toscana e viveva in un grazioso appartamento con Michelle, detta ” la Micha”, che in seguito diventò mia zia e un simpatico gattone di nome Baschetto. Lo zione è sempre stato un tipo originale e stravagante e quando ancora “i più” in Italia pensavano che il miglio fosse destinato soltanto all’alimentazione degli uccellini lui già preparava gustose minestrine con miglio, carotine, cipolla e dado per la sua nipotastra! Oggi, dunque, per me il miglio si lega ad un ricordo bellissimo e ad una splendida città e diventa cibo del cuore! Oggi, inoltre, sono a conoscenza delle sue antiche origini e delle sue innumerevoli virtù. Il miglio era, infatti, coltivato anche dagli antichi egizi ed è da considerarsi un alimento molto importante per i popoli asiatici e africani, é un cereale privo di glutine ed è, dunque, una buona alternativa per l’alimentazione di soggetti affetti da morbo celiaco. Il suo chicco è ricco di ferro, fosforo, magnesio e silicio oltre che di vitamine del gruppo A e B. Questo cereale è, inoltre, un vero e proprio potente alleato per la bellezza di unghie e capelli, ed è un energizzante naturale.
Ingredienti per otto tortini:
160 grammi di miglio decorticato biologico
2 carote
sei cucchiai colmi di fecola di patate
un cucchiaino di parmigiano
pepe nero q.b.
un formaggio filante e saporito
2 uova
farina di mais
un cucchiaino di semi di sesamo
olio q.b.
mezza cipolla
mezzo cucchiaino di prezzemolo tritato.
Procedimento:
Sciacquare il miglio all’interno di un colino sotto l’acqua corrente e metterlo in una casseruola coperto d’acqua salata e far cuocere fino a quando l’acqua verrà assorbita.
Sminuzzare finemente la cipolla e le carote mettere il tutto in una casseruola con dell’olio e all’imbiondire della cipolla aggiungervi acqua e sale e ultimare la cottura.
Una volta che il miglio si sarà raffreddato mischiarlo con le carote e le cipolle, aggiugervi il prezzemolo tritato, il pepe nero, le uova, il formaggio filante tagliato a quadratini piccolissimi, i semi di sesamo, il sale e infine la fecola.
Prendere delle “tegliette da crostatine” e mettervi all’interno un quadratino di carta da forno bagnato e strizzato e riempire con il composto, spolverare ogni tortino con farina di mais e un pizzico di semi di sesamo, uno di pepe nero e un cucchiaino raso d’olio di oliva. Infornare fino ad ultimare la cottura e servire ben caldi!
Fonte delle informazioni riportate sulle proprietà del miglio: http://www.infonutrizione.it/curiosita/drssa-palermo/10/2013/15/miglio-proprieta-cereale.html
La pasta matta è un impasto a base di farina, acqua e olio che ritroviamo fra le pagine del testo di Pellegrino Artusi: ” La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Nel testo si legge:«Si chiama matta non perché sia capace di qualche pazzia, ma per la semplicità colla quale si presta a far la parte di stival che manca in diversi piatti, come vedrete. Spegnete farina con acqua e sale in proporzione e formate un pane da potersi tirare a sfoglia col matterello.»
Questa pasta può, infatti, essere utilizzata come base per torte salate e strudel ed è adatta anche a ricette vegane. Grazie alla semplicità e velocità di preparazione può essere preparata al bisogno in pochi minuti con semplici ingredienti quasi sempre presenti in dispensa. Oggi propongo una versione più fragrante con l’aiuto di olio e pane grattugiato per rivestire la teglia e inspessire la pasta! Il ripieno che ho scelto è molto rustico a base di melanzane, pachino, pesto e ricotta.
Ingredienti:
Per il ripieno:
Per la pasta matta:
Procedimento:
Preparare il pesto veloce che a differenza del pesto normale verrà preparato con l’aiuto di un frullatore ad immersione frullando prima olio, aglio e basilico e aggiungendo in seguito pinoli, parmigiano, sale e peperoncino.
Per il pesto veloce : 50 gr di basilico, 2 spicchi di aglio, 120 ml di olio, un pizzico di peperoncino, 25 gr di pinoli, 1 cucchiaio scarso di parmigiano.
Tagliare i pomodorini a tocchetti e la mozzarella e mischiarli con il pesto veloce.
Per la pasta matta : Mettere la farina e l’acqua tiepida in un contenitore capiente e impastare velocemente infine aggiungere l’olio per rendere più fragrante l’impasto e che vi aiuterà a steccare il residuo di impasto dalle mani. Ungere una teglia da crostata con l’olio di oliva e ricoprire l’interno con del pane grattugiato. Stendere la pasta direttamente nella teglia, aggiungendo della farina sulla superficie superiore per agevolare la stesura e lasciando i bordi più alti e rigonfi.
Mettere le melanzane tagliate a fette sottili a bagno nel latte e poi farle cuocere, in una teglia rivestita con carta da forno, per pochi minuti al solo scopo di farle ammorbidire con sale e un filo d’olio.Sfornare e farle raffreddare.
Mettere la ricotta con l’aiuto di una spatola sul fondo della pasta stesa in teglia. Disporvi ordinatamente le sfoglie di melanzane, mettervi sopra i pomodorini con mozzarella che avete precedentemente condito con il pesto spolverare con pane grattugiato e infornare fino a doratura della pasta.
La Quiche carciofi e piselli è un immancabile e atteso piatto dei pranzi di natale a casa di mia nonna. Pertanto chiamerò questa torta Salata: “quiche di nonna Lucia”. A dire il vero la versione di mia nonna utilizza la pasta sfoglia e precisamente due sfoglie e risulta pertanto una torta coperta. Io ho voluto renderla più veloce e quotidiana in questa nuova veste in pasta brisèe. Buon appetito!
Per la pasta brisèe:
per il ripieno:
Per la besciamella:
Procedimento per la pasta brisèe:
Prendere un contenitore capiente e versarvi all’interno la farina mischiata con il sale, il burro a piccoli pezzetti e l’uovo e lavorare il composto con le mani. A questo punto il composto risulterà granuloso e si potrà aggiungere l’acqua in piccole dosi sempre continuando a lavorare l’impasto. Fare una palla con l’impasto avvolgerla nella pellicola e metterla in frigorifero per circa un’ora. Dopo un’ora cospargere la spianatoia di farina e infarinare il mattarello. Stendere la pasta in forma circolare con l’utilizzo di un mattarello. tagliare la carta da forno in forma circolare, bagnarla, strizzarla bene e metterla nella tortiera.
Arrotolare la pasta sul mattarello, srotolarla sulla teglia e rifilarla ai bordi con una rotella .Praticare dei piccoli buchini con la forchetta sulla pasta.
Per la besciamella:
Mettere il burro con la noce moscata a sciogliere a bagnomaria. Togliere dal fuoco e aggiungere la farina e il sale e girare fino ad ottenere un composto omogeneo, infine aggiungere il latte e rimettere sul fuoco girando continuamente.Spegnere appena il composto assume la giusta consistenza.
Per il ripieno:
Pulire e tagliare i carciofi in pezzi di media grandezza e metterli a bagno in acqua fredda e limone per almeno mezz’ora e poi lavarli sotto l’ acqua corrente. Nel frattempo mettere una casseruola capiente sul fuoco con l’olio e l’aglio e quando sarà imbiondito mettervi all’interno i carciofi i piselli ancora surgelati, il prezzemolo tritato finemente, sale q.b. e mezzo bicchiere d’acqua. Far cuocere fino a quanto tutto risulterà morbido e l’acqua risulterà completamente assorbita e evaporata. Mentre i piselli e carciofi si raffreddano, tagliare a pezzetti un quarto di provola e metterla in un contenitore, versarvi le uova, il parmigiano, una tazza da te piena di besciamella e infine i carciofi con i piselli, il pane grattugiato e la besciamella. Spolverare infine la superficie con il pane grattugiato.
Mettere in forno a 200 gradi per circa 30 minuti fino a doratura.
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