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Anonymous said...

Un tuffo, un volo che fa tremare lungo le discese negli abissi infernali dove la memoria di una ferita "immedicabile" illumina la famelica atrocità umana quando esa s'allontana dalle storie di tanti per essere solo Storia. Noi ci siamo: loro c'erano, ci sono - mi pare che Silvia mi dica con il suo tagliare e incrociare le voci, i brusii dei deportati che vanno verso destinazioni tanto oscure quanto oscurate. Poi le lingue con i risvolti a volte crudeli o ironici e la lingua quella poetica che Silvia ocnduce con sapiente e e attenta danza. Farfalla decisa a volare e a posarsi tra luci e ombre che lasciano il lettore, vero, a volte troppo "alla luce" ma una luce benefica, salvifica, che approda. E la preghiera finale? Come un tendere la mano, allungarsi verso qualcosa,una silenziosa preghiera di sguardi che non può non incontrare anche il mio, il nostro. Un continuum.
Cara Silvia, ancora grazie e grazie a Stefano che me lo ha fatto rileggere, questo bel libro, con ancora più attenzione.
anna lombardo

Oct 27, 2011, 11:45:56 AM


Posted to Silvia Zoico

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