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lunedì 28 novembre 2011

Non che stessimo parlando di questo

...nel post su Scattone: non si metteva certo in discussione la questione della pena, della lunghezza della pena nè della sua funzione punitiva /riabilitativa etc, nè si intendeva dire che uno come lui dovrebbe penzolare da una forca (dicevo solo che se mi avessero detto che aveva scontato i suoi anni e faceva l'impiegato avrei di gran lunga preferito).

Comunque, se volete sapere come la penso sulla pena di morte, non dovete vedere "Il miglio verde" e nemmeno "Dead Man Walking" (entrambi da me apprezzati tantissimo, e sono anche andata a sentire Sister Helen, quella vera, anni fa, con Donna Popcorn e Silvietta).

Dovete fare un passo più in là e vedere "The Life of David Gale". Che tra l'altro contiene una delle prove attoriali più splendide di Kevin Spacey, Laura Linney e Kate Winslet, cioè di tre dei miei attori preferiti di tutti i tempi. (Non che Susan Sarandon e Sean Penn, nevvero, non siano delle creature mitologiche, secondo me. E neanche Tom Hanks.)

Però occhio, perchè a me il film e tutte le sue implicazioni hanno devastato per settimane. Non è una robina leggera, non solo per quel che dice sulla pena di morte, ma per quel che dice sulle persone che credono in qualcosa.

Io l'ho adorato. Sono quei film per i quali vorrei TANTO aver finito di abilitarmi anche per storia e filosofia e insegnare in un triennio superiore, perchè alle medie ovviamente non si possono far vedere. Sappiatemi dire.

1 commento:

Voghera + Libera ha detto...

Non l'ho mai sentito nemmeno io. Cercherò di rimediare. Grazie per il consiglio :)