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mercoledì 24 aprile 2013

Costruire un muro intonacato


Per completare un diorama di figurini che sto realizzando, avevo bisogno delle rovine di un edificio.
Ho iniziato da un foglio di sughero di 5mm di spessore da cui ho ricavato i pezzi che mi servivano.
 
 
 
Una volta ritagliati i pezzi, ho inciso il sughero con l’aiuto di un punteruolo per “scolpire” i mattoni del muro.
 
 

Dopo questa prima fase della preparazione del muro, con il pirografo ho “allargato” gli interstizi tra un mattone e l’altro fino ad ottenere il muro finito (per far risaltare i mattoni ho dato sul pezzo una mano di primer nero).
 
 
 
Quindi con l’aiuto di una spatolina ho applicato su alcune zone del pezzo della pasta di legno, che è servita per creare l’effetto dell’intonaco.
 
 

 
Infine ho dipinto i vari pezzi.

 

 
 


lunedì 18 marzo 2013

Come usare il tornio: realizzare piccoli oggetti


Dopo aver pubblicato il tutorial su come usare il tornio, molti mi hanno scritto chiedendomi come si fanno a realizzare piccoli oggetti e i fori interni dei pezzi, quindi ho realizzato questo secondo tutorial.
Qui inizio da due pezzi già arrotondati, tagliati leggermente di dimensioni più grandi rispetto al pezzo originale.



Ho inserito i pezzi uno alla volta nel mandrino autocentrante e ho montato sulla contropunta del tornio un punta da trapano, con la quale ho realizzato un foro centrale al pezzo.


 
 
Una volta fatto il foro, vi ho inserito una spina di legno fissandolo anche con un punto di colla (il diametro della spina deve essere proporzionato alle dimensioni del pezzo da realizzare).
 
 

Questa spina mi permette di poter fissare il pezzo sul tornio mediante le pinze di serraggio (che sono in dotazione) cosicchè ho tutto il pezzo “libero” per le lavorazioni (senza l’ingombro del mandrino autocentrante che non consente la lavorazione alla base del pezzo) inoltre questo sistema è comodo anche per poter lavorare pezzi piccoli, che una volta tolti dal tornio non richiedono più lavorazioni.
 
 
Una volta fissato il pezzo ho iniziato a lavorare con sgorbie, bedani e scalpelli (per vedere questi attrezzi e il loro funzionamento guarda il primo tutorial).
 
 
 


Una volta ottenuta la forma richiesta (in questo caso un vasetto da usare per i fiori), ho dovuto “fargli” un foro centrale abbastanza grande.
Per fare un foro così grande, si può utilizzare la sgorbia e quindi farlo a mano, oppure come nel mio caso montare una mecchia da legno sulla contropunta.
 
 
Alla fine questi sono i pezzi che ho ottenuto.
 
 

Per togliere la spina di legno dal pezzo, basta tagliarla alla base, in questo modo il “pezzo” di spina rimasto chiude il foro dell’oggetto realizzato.

 
 
 
 

venerdì 8 luglio 2011

Costruire uno stampo


Quando si realizzano diorami o ambientazioni di qualsiasi genere, capita spesso che per renderle più realistiche si ha bisogno di numerosi accessori.

Le soluzioni per ovviare a questo sono o comprare più scatole della stessa cosa oppure realizzare uno stampo per produrre in serie tutti i particolari che ci occorrono.

Per realizzare degli stampi per il modellismo, esistono in commercio diversi prodotti che però hanno dei costi un po’ alti e che contengono sostanze chimiche.

Io per ovviare all’uso delle sostanze chimiche uso un’emulsione di lattice, che non è tossica ed ha un minor costo.

Per usare il lattice esistono due metodi: il primo consiste nel versare direttamente il lattice in un contenitore dove avete messo il pezzo da “stampare” fino a ricoprirlo del tutto (per l'asciugatura ci vogliono alcuni giorni e comunque in base alla dimensione del pezzo in quanto non servono catalizzatori o altro, si asciuga all’aria). Oppure l’altro modo, per realizzare stampi di pezzi piuttosto grandi,  è quello di passare a pennello il lattice sul pezzo, facendo asciugare uno strato alla volta e continuare così fino a ricoprire il tutto.

Io preferisco usare il primo metodo in quanto i pezzi che voglio realizzare non sono particolarmente grandi.

Per prima cosa si recuperano i pezzi da stampare e dei contenitori adatti a contenere il pezzo.





In questo esempio voglio realizzare il forziere con i dobloni e un coperchio per un sarcofago.
Inserito il pezzo nel contenitore, verso il lattice fino a ricoprire il tutto.





Dopo alcuni giorni (i tempi di asciugatura si riducono di parecchio se il lattice viene riscaldato con il phon oppure messo su un calorifero acceso), quando il lattice è asciutto (si nota in quanto cambia colore) si toglie lo stampo dal contenitore ed è finito.




Per realizzare pezzi non particolarmente grandi io uso il gesso, mentre per quelli più grossi uso una miscela di gesso con l’aggiunta di un po’ di colla per piastrelle oppure un po’ di polvere di cemento; si cola nello stampo il gesso finchè è ancora liquido, immergo alcune volte nell’impasto uno stuzzicadente per rimuovere eventuali bolle d’aria che si possono formare durante la colata di gesso;  dopo alcune ore, quando il gesso è asciutto, si può levare il pezzo dallo stampo ed ecco che i due forzieri sono fatti con tutti i loro particolari.





Tra la realizzazione di un pezzo e l’altro bisogna pulire lo stampo da eventuali eccessi di gesso rimasti dalla precedente lavorazione.

Ed ecco fatto degli stampi a basso costo.







sabato 11 giugno 2011

Costruire e simulare le rocce


 Un particolare che non manca mai in molti diorami è quello di simulare le rocce. Per simulare le rocce io uso questo sistema.

Per prima cosa va costruito lo “scheletro” della montagna; per costruirlo si possono usare vari fogli di polistirolo oppure usare pannelli di legno, io preferisco usare il polistirolo in quanto a lavoro finito il diorama ha un peso minore e poi perché è facile da lavorare.



Una volta fatta l’ossatura della montagna, prendo dei fogli di carta igienica, gli appallottolo e gli immergo in una mistura di acqua e colla con una quantità maggiore di colla rispetto all’acqua (in quanto, una volta indurita la carta, risulta essere molto più resistente). Una volta tolti dalla ciotola gli applico sul polistirolo e li lavoro in maniera da creare l’effetto frastagliato delle rocce.



Una volta applicata tutta la carta, va fatta asciugare per tre o quattro giorni e per montagne più grosse bisogna attendere anche di più.
Una volta indurita la carta, sul polistirolo che è rimasto scoperto (le cime delle montagne) lo ricopro con una colata di gesso, questa colata serve in quanto quando si vanno ad applicare le miniature con la colla (tranne quella vinilica), la colla scioglierebbe il polistirolo.



Lasciato nuovamente asciugare il tutto, dipingo con un grigio scuro tutte le rocce facendo entrare nelle fessure il colore.




Una volta asciugato il colore di fondo, con la tecnica del pennello secco dipingo i contrasti di colore, dapprima con un grigio medio e poi applico delle sfumature (sempre con la tecnica del pennello secco) con del grigio chiaro a cui ho aggiunto un po’ di colore bianco.





Una volta terminato il tutto, applico del muschio e dell’erba per simulare la vegetazione e quindi aggiungo le miniature.


mercoledì 4 maggio 2011

Costruire le tegole 2° parte

Oltre alle tegole arabe, esistono altri tipi di tegole come quella flamenca o quelle ondulate che si usavano in tempi antichi, soprattutto dai Greci e dai Romani.
Il procedimento per realizzarle è quasi simile a quello visto in precedenza (guarda il tutorial costruire le tegole arabe), e cioè stendere il Das e ricavare i rettangolini.
Una volta ricavati i rettangolini di Das, prendo dei tondini di legno di diametro due millimetri (ideali per la scala 1/72) e appoggio un’estremità del rettangolo sul tondino premendo e modellandolo per ottenere la curva.


Una volta fatte le tegole, le lascio indurire e quando sono pronte le affianco per ottenere la copertura del tetto.

domenica 24 aprile 2011

Come costruire le tegole: le tegole arabe

Quando bisogna fare un diorama, capita alle volte che ci sia bisogno di usare delle tegole. In commercio esistono tegole già pronte ma non si possono adattare alle varie scale del modellismo.
Per questo ho imparato a costruirmele.
Per costruire le tegole arabe (sono quelle più diffuse che hanno la forma curva), parto da un pezzo di Das color terracotta e lo stendo con l’aiuto di un tondino di legno fino a raggiungere lo spessore di 1mm.



Poi con l’aiuto di un righello ricavo dei rettangoli (la misura dei rettangoli è in base alla scala del modello).


Una volta ricavati i rettangoli prendo un pennello ed essendo la parte anteriore del pennello curva sagomata, vi appoggio il rettangolino di Das e premendolo sul manico del pennello ricavo la forma della tegola. Ricordatevi di rimpicciolire un po’ di più un’estremità per far sì che le tegole si possano sovrappore come nella realtà.



Quando ho realizzato un certo numero di tegole, le metto ad asciugare (il Das si indurisce all’aria), e una volta solidificate il colore scuro di partenza si schiarisce e rimane la tegola del colore del cotto.


Il sistema del pennello va bene per realizzare tegole per scale fino alla 1/48, per scale superiori uso il tappo di una normale penna biro che permette di ottenere la stessa forma ma più grossa.






lunedì 28 marzo 2011

Imbasettamento 4°parte: Simulare il terreno

Questa è la quarta puntata su come si imbasettano le miniature.
Con questo tutorial andiamo a simulare i vari tipi di terreno.
Per prima cosa vado a chiudere gli incavi presenti sulle basette con un “tappo” di plastilina.



Poi preparo la base con della sabbia marroncina per simulare la terra. Per incollare la sabbia preparo in una ciotolina una mistura di acqua e colla vinilica bianca in cui immergo la sabbia, la poso con un cucchiaino e poi la stendo con una spatolina per belle arti.


Poi preparo i vari colori di sabbia (io nel corso degli anni ho accantonato numerosi tipi di sabbia di tanti colori diversi), e spargo diverse tonalità sulla base per simulare le sfumature del terreno.
Poi lascio cadere sulla basetta dei sassolini di tufo (sono venduti in bustine e si trovano nei negozi di modellismo nella sezione ferroviaria) per simulare le pietre e poi con delle spezie da cucina vado a simulare fiori e foglie.
In questo caso ho usato dei semi di finocchio per simulare la foglie.


Vorrei ricordare che ci sono tanti modi per creare un terreno, io vi ho descritto quello che preferisco.

domenica 20 marzo 2011

Accessori per wargame: realizzare un bosco

Un mio amico, in occasione del mio compleanno, sapendo  che sono appassionato di wargame del genere fantasy (il mio preferito è il gioco di miniature Anima Tactics) mi ha regalato un kit raffigurante un bosco.
Per prima cosa vanno staccati i pezzi dallo sprue (è la cornice in plastica su cui sono attaccati i pezzi), puliti, assemblati e, se occorre, vanno stuccati con lo stucco da modellismo.



Una volta preparati i pezzi, vanno verniciati con una mano di primer  prima di iniziare a pitturarli.



Quando il primer è asciutto si da  una mano di fondo a tutti i pezzi. Io ho usato il colore Bruno Van Dick per il terreno, il Dark Grey per le rocce e il Terra d’ombra bruciata per i tronchi. (Io uso maggiormente i colori acrilici della Maimeri e i nomi dei colori sono quelli scritti sui loro barattoli). Per gli alberi ho usato il Verde ossido di cromo come colore base per il fogliame, il Terra d’ombra bruciata per il tronco e il Dark Grey per i sassi incastrati nelle radici.



Una volta asciugata la prima mano, come si può vedere, il boschetto non è bello a prima vista. Non vi preoccupate non è questo il risultato finale!!! Per fare tutte le sfumature userò  la tecnica del pennello asciutto (se sei curioso guarda la mia sezione” tecniche”).
Per prima cosa inizio a  lavorare la base con due passate di colore Cenere bruna, poi do una passata di Verde ossido di cromo solo in alcune zone per iniziare a simulare delle piccole radure e  i cespugli. Per finire la fase del terreno, sempre con drybrush,  uso del  Verde brillante scuro per far risaltare i fili d’erba.



Quando ho finito di preparare  il terreno inizio a sfumare i tronchi (quelli che sono sulla base) e i massi . Per i tronchi ho usato due mani di Terra di Siena, sempre con  drybrush e per far risaltare le rugosità del tronco ho fatto un lavaggio (guarda la sezione “tecniche”) con inchiostro marrone scuro. Per i massi invece ho usato un grigio chiaro per sfumare, sempre con drybrush, poi con del bianco ho ripassato  solo gli spigoli delle rocce e per far risaltare le spaccature delle rocce ho usato il Grigio di payne molto diluito in maniera che appoggiando la punta del pennello sulla fenditura, il colore la riempie. Infine ho dipinto i teschi presenti sulla base.



Una volta terminata la base inizio ha lavorare gli alberi passando due mani di Terra di Siena con drybrush fino a ottenere questo effetto.



Finito il tronco passo a dipingere la chioma con verdi sempre più chiari dati sempre con il metodo del pennello secco.  A lavoro ultimato ripasso alcune foglie con tre verdi diversi  dati con l’aiuto di un pennellino per simulare diverse tonalità di colore. Il verde brillante chiaro l’ho usato sulle foglie che sono più esposte al sole; il verde oliva per simulare le foglie appena formate e infine un giallo di Napoli per simulare le foglie secche. Una volta dipinti gli alberi, li posiziono e sulla parte dei tronchi che sono rivolti verso l’interno del bosco e li dipingo con una passata veloce di  Verde ossido di cromo per simulare il muschio che si forma sulla corteccia.



Una volta incollati gli alberi sulla base, completo il bosco aggiungendo erba da modellismo (si trova nei negozi di modellismo) e incollo un pò di muschio per simulare dei cespugli.

lunedì 14 marzo 2011

Imbasettamento 3° parte: simulare la lava

Con questa terza puntata sull’imbasettamento delle miniature voglio illustrarvi come realizzo la lava.
Per prima cosa prendo le basette e se c’è l’intaglio per attaccare la miniatura, lo chiudo con un tappo fatto di plastilina in modo da avere una superficie del tutto piana.



Poi do una mano di arancione scuro, due passaggi di arancione chiaro molto diluito e una mano di giallo chiaro in centro, anch'esso molto diluito usando la tecnica dei “lavaggi”.



Una volta asciutto, usando un rosso fuoco, mediante la tecnica del dry-brush, faccio alcune sfumature lungo i bordi e molto leggermente in centro.



Infine incollo eventuali rocce e alla loro base passo una mano di marrone scuro molto diluito per simulare la lava che si sta raffreddando.


Ed ecco il lavoro ultimato.



mercoledì 9 marzo 2011

Imbasettamento 2° parte: simulare le rocce

Questo è il secondo appuntamento sui vari modi di imbasettare le miniature.
In questo tutorial voglio mostrarvi come si creano le rocce.
Per prima cosa con la plastilina modello le varie sagome delle rocce, e poi con degli attrezzi a punta vado a praticare delle fessure (piccole e grandi) per simulare la rugosità delle rocce.



Una volta che la plastilina si è indurita, do una base di grigio scuro e con la tecnica del dry-brush  vado a sfumare le rocce prima con alcune pennellate di grigio medio e poi con del bianco sfumo solo gli spigoli più esterni.



Infine, una volta asciugata la vernice, vado ad applicare del muschio e dell’erba per simulare la vegetazione.



Ed ecco così finite le basette.

mercoledì 2 marzo 2011

Imbasettamento 1°parte: le pavimentazioni

Con questo tutorial inizia la serie inerente la creazione delle basette per l’imbasettamento delle miniature.
Iniziamo con simulare varie pavimentazioni. Per prima cosa si prendono le basette delle miniature, è un pezzo di plastilina; si stende la plastilina con un tondino di legno fino a raggiungere lo spessore dello scalino presente sulle basette.


Una volta stesa la plastilina, si prende la basetta, la si capovolge e si schiaccia leggermente per segnare la misura sulla plastilina.


Una volta segnata la basetta  si taglia con l’aiuto di un taglia balsa e i pezzi ottenuti si lasciano indurire per qualche ora. Prima che si secchi completamente, con l’aiuto di un incisore, si vanno a creare vari tipi di pavimentazioni e una volta fatti si lascia asciugare definitivamente.


Una volta che i pezzi si sono induriti completamente si  dipingono e si rifiniscono con eventuali accessori. Le basette sono così pronte.
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