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Cronenberg: "Lui non ha mai capito l'horror e Shining non è un grande film".

Internatelo! Che qualcuno lo faccia rinchiudere davvero. Abbiamo raggiunto i massimi livelli di presunzione e sciatteria culturale, ma anche una palese stupidità che non conosce un briciolo di pudore. Durante un'intervista al Toronto Star, David Cronenberg si esprime in questi termini, parlando di Kubrick :  " Credo di essere un regista molto più intimo e personale di Kubrick. Lui non ha mai capito veramente il genere horror ed ecco perché trovo che “Shining” non sia un grande film. Non credo che Kubrick avesse capito fino in fondo ciò che stava facendo. Il libro era pieno di immagini suggestive ma lui non credo che le abbia sentite veramente ". Aspettate perché continua: " Credo che Kubrick fosse un regista molto più commerciale di mente, sempre alla ricerca di finanziatori che potessero produrre i suoi lavori. Io non sono così, e nemmeno altri grandi registi come Fellini o Bergman lo erano ". Beh, in effetti caro Cronenberg, pens...

Non ho l'età...

No, non è Gigliola Cinquetti. ..sono io. Lo so che non dovrei approfittare del mio blog per raccontare le mie faccende personali, potrebbe sembrare egoistico e in ogni caso rischierei di annoiarvi perché in fondo voi potreste dire: macchissenefrega! Però è più forte di me...ma vi rendete conto di cosa significhi vivere qualcosa, anche una serata normalissima e sentirne il bisogno di scrivere, di condividere tutto ciò che si è provato in una volta sola? Io sinceramente ancora non lo capisco, chissà quale assurdo meccanismo si metta in moto dentro di noi in questi casi, bah... Sapete, erano quasi dieci anni che non andavo a ballare, in una discoteca intendo. Cioè quel luogo misteriosamente puzzolente e psichedelico che riesce a richiamare, come il miele fa con le api, milioni di ragazzi e ragazze di ogni età e di ogni "genere". Per quanti non lo sapessero, non è che io sia un rudere di donna eh, ho ventotto anni solo la mia vita ha iniziato ad assumere un aspetto di...

A Dangerous Method

Tra la Zurigo e la splendida Vienna dei primi del Novecento, due grandi analisti, stanno ponendo le basi per la  psico analisi moderna, tra interpretazioni oniriche e tutto ciò che si possa esprimere in termini di sessualità e nevrosi ad essa ricongiunte. Ad arricchire la tela recondita della mente umana c'è nel film, una sorta di triangolo, a tratti epistolare, tra il giovane psichiatra Carl Gustav Jung ( Michael Fassbander ), il suo mentore Sigmund Freud ( Viggo Mortensen ) e la scompensata e nevrotica Sabina Spielrein ( Keira Knighgtley ). Fin dai titoli di testa, qualcosa fa pensare che il buon Cronenberg tenti di riportare lo spettatore ai primi minuti di Spider , alla prima inquadratura che vede Ralph Fiennes scendere da un treno, per lasciare il posto ( ahinoi ), a una giovane donna schizofrenica, portata in carrozza verso l'ospedale psichiatrico di Zurigo. Anche li, le note di Howard Shore rendevano l'idea di un film complesso, tanto quanto lo è la me...

Cosmopolis (recensione)

“ Aggiustare il taglio ”. Per il golden boy dell’alta finanza Eric Packer, non sembrano esistere controindicazioni. Avrebbe raggiunto il suo barbiere di fiducia dall’altra parte della città e attraversato Manhattan anche a costo di sfidare il caos nelle strade e sottovalutare un crollo improvviso del suo impero. Fare i conti con un presunto assassino pronto ad ucciderlo. Ma nulla è chiaro. Né dove, né come. Le 24 ore più importanti della sua vita. Una limousine bianca che fa da palcoscenico. Tra incontri erotici e filosofici in bilico tra la mente visionaria di Eric e un mondo in preda al caos. L’elemento fisico che si intreccia con quello psicologico. Importanti tematiche sociali sollevate da intime e a volte inquietanti autoanalisi. L’uomo come punto cardine dell’universo. Con i suoi morbi, i suoi tic. La poetica sconvolgente di uno dei geni del “ body horror ”, c’è. Si percepisce fin dai titoli di testa che di lì a poco avremmo assistito ad uno spettacolo travolgente e sur...

Howard Shore, "The horror man"

Il nome di Shore viene spesso associato al cosiddetto " cinema oscuro ", quello in cui dominano le atmosfere inquiete, le dimensioni desolate che subito fanno venire in mente i film di Cronenberg . Eppure questo compositore merita d' esser citato nel panorama filmico-musicale non solo per il sodalizio con Cronenberg, bensì, per le infinite collaborazioni che fanno oggi parlare di lui come di un "grande" e soprattutto versatile musicista che ha dato e continua a dare ancora molto al nostro amato mondo del cinema. Howard Shore, nasce a Toronto nel 1946 e studia alla Berklee School of music di Boston. Suona il sax in un gruppo e compone le musiche di alcuni spettacoli teatrali per la BBC. Diventa poi direttore musicale, lo sarà per cinque anni, del "Saturday night live" dal 1975. Le prime realizzazioni per il cinema arrivano proprio con il regista Cronenberg, i cui film, soprattutto i primi, prodotti a basso costo, permisero al musicista di speriment...