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FLAN DI PEPERONI CON BAGNA CAODA

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I flan di peperoni di Carmagnola con bagna caoda( una salsa a base di acciughe, aglio, olio e panna -facoltativa) sono un antipasto con la A maiuscola ,tipici della tradizione piemontese e molto gustosi!




INGREDIENTI per la BAGNA CAODA:
200 gr olio
75 gr acciughe sotto sale
3 spicchi aglio
latte q.b.
panna q.b. (facoltativa)


PROCEDIMENTO

Pulite le acciuge dal sale deliscatele. Pulite l'aglio e mettetelo a bollire in un pentolino con il latte.
Quando l'aglio sarà cotto buttate il latte,- questa operazione consente di alleggerire il sapore della bagna caoda -, aggiungete le acciughe e cuocete ancora leggermente il tutto.
Dopo pochi minuti passate con il mulinex e aggiungete, con il fornello al minimo, l'olio e la panna quanto basta a far diventare cremosa la salsa.



INGREDIENTI per i FLAN DI PEPERONI:

– 25 gr di burro
– 25 gr di farina
– 500 gr di latte
– Sale e noce moscata
– 2 cucchiai di grana grattugiato
– 2 peperoni di Carmagnola gialli cotti al forno
– 2 uova

PROCEDIMENTO

Fate cuocere i peperoni per circa 1 ora a 180°( a metà cottura girateli).
Una volta cotti metteteli in un contenitore in pyrex con coperchio e lasciateli raffreddare, quindi puliteli privandoli del picciolo e della pelle.
Ora preparate una besciamella: fate fondere il burro, aggiungete la farina e il latte, utilizzate una frusta cercando di eliminare tutti i grumi.
Fate bollire, aggiungete sale e noce moscata e il grana grattugiato, aggiungete i peperoni e le uova e frullate il tutto con il mixer.
Mettete il composto in pirottini unti e passati nel pangrattato riempiendoli per 3/4.
Fateli cuocere per 25 minuti in forno caldo a 180° a bagnomaria.
Sformateli e serviteli con un cucchiaio di bagna caoda scaldata .



Se volete provare una bagna caoda unica preparata con la ricetta tradizionale con solo 3 ingredienti aglio, olio e acciughe provate la bagna caoda di Dolcepiemonte seguendo questo link:
bagna caoda Dolcepiemonte.

L’accostamento ideale è con un vino rosso piemontese : il Nebbiolo.
Vino di carattere, perfetto per accompagnare un piatto dai sentori accesi e dal sapore deciso.

MERENDA SINOIRA

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MERENDA SINOIRA nota anche come "MARENDA SINOIRA"



                                                   



Ecco alcune idee  per preparare una perfetta merenda sinoira in pochi minuti da gustare con gli amici!


Ma prima vi raccontiamo da dove nasce ...

Bisogna tornare indietro nel tempo quando la giornata del contadino seguiva il ritmo delle stagioni.
Durante l'estate il lavoro nei campi si interrompeva per brevi pasti, in cui ci si riposava tra una fatica e l’altra.
Chi poteva a pranzo tornava a casa ma se il luogo di lavoro era distante allora ci si portava dietro il fagotto che conteneva il cibo per sfamarsi.
Nel pomeriggio, quando d’estate il sole era ancora alto e quando il lavoro lo richiedeva, il contadino si riposava per un po' e prima di sera (da qui nasce la merenda sinoira) si ristorava e dissetava.
Un dizionario del 1859 inseriva la merenda sinoira, facendo appello a un antico proverbio piemontese, tra San Giuseppe (fine marzo) e San Michele (fine settembre), prendendo in mezzo tutta la primavera e tutta l’estate.


San Giusep a porta la marenda ant el fassolet, San Michel a porta la marenda an ciel
(San Giuseppe porta la merenda nel fazzoletto, San Michele porta la merenda in cielo)



CROSTINI DI CREMA DI TARTUFI

INGREDIENTI

30 gr tartufi grattugiati

2 cucchiai crema di tartufi

2 filetti di acciuga

q.b.Olio EVO

1 spicchio di aglio

q.b.sale

8 fette pancarrè

Preparazione

a)Schiacciate lo spicchio d'aglio, mettetelo in padella con dell'olio e lasciatelo dorare, poi buttatelo.

b)Togliete la padella dal fuoco, unite all'olio caldo i filetti d'acciuga spezzettati, mescolate con una forchetta schiacciando leggermente e rimettete sul fuoco moderato.

c)Aggiungete i tartufi grattugiati e la crema di tartufi e lasciate cuocere a fuoco moderato per alcuni minuti. Aggiustate di sale, quindi fate dorare velocemente in poco olio caldo le fette di pane tagliate a triangolo.

d)Disponete le fette di pane in un piatto da portata caldo, spalmatele con l'impasto di tartufi e portate subito in tavolo.


CROSTINI CON BAGNA CAODA

Velocissimi da preparare ma di grande effetto!
Distribuite la bagna caoda tiepida sui crostini e guarnite con cubetti di peperoni gialli e rossi.

TAGLIERE DI FORMAGGI E SALUMI

Disponete su un tagliere in legno formaggi (TOMINI AL TARTUFO) e salumi (SALAMINI AL BAROLO), prodotti tipici piemontesi.

VERDURE

Non possono mancare le verdure per completare la vostra apericena!
Noi ti consigliamo l'ANTIPASTO LANGAROLO e i FUNGHI PORCINI TESTANERA.
Basterà disporli in piccole pirofile e degustarle con pane casereccio o grissini.

DOLCI

E per finire in bellezza, non vi resta che servire una TORTA DI NOCCIOLE senza farina accompagnata da un bicchiere di Passito Erbaluce di Caluso….ed ecco che la merenda-cena è servita!

VINI
Per accompagnare il tutto consigliamo di degustare vini tipici del Piemonte a seconda delle vostre preferenze e quelle dei vostri amici (Barolo, Nebbiolo, Ramìe).



Ti consigliamo di preparare il tutto prima delle 18, allestire la tua tavola con una tovaglia a quadrettoni usare taglieri di legno e stampare un menù con le pietanze legate a qualche proverbio o detto piemontese!


Ël vin pì bun al'è cul ch'as beiv cun ij amis. 



Il vino più buono è quello che si beve con gli amici. 












INSALATA DI RISO CARNAROLI ALLE PUNTE DI ASPARAGI

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INSALATA DI RISO CARNAROLI ALLE PUNTE DI ASPARAGI

Il riso Carnaroli è una delle qualità più famose coltivate in Piemonte.



INGREDIENTI PER 4 PERSONE

160 g. riso Carnaroli
200 g. punte di asparagi
4 uova sode
olio, sale, pepe, limone

PROCEDIMENTO

Cuocete il riso in abbondante acqua salata. Quando sarà raffreddato e asciugato, mettetelo nel piatto di portata.

Fate lessare le uova per 10 minuti dalla ripresa del bollore.

Unite al riso le punte di asparagi precedentemente lessate, scolate e tagliate a pezzetti.

Condite il tutto con olio, sale, pepe, limone e guarnite con fette di uova sode.

A piacere, è possibile mescolare al riso anche pezzetti di carne di pollo bollita e fettine sottili di mela renetta.


Potrebbe interessarti anche : la panissa vercellese e  la paniscia novarese.

Se volete acquistare un buon riso Carnaroli  visitate il sito www.dolcepiemonte.com 


PENNE DI RISO ALLA CASTAGNA CON FUNGHI

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Le penne di riso  alle castagne, trafilate al bronzo, dall’aspetto  poroso si  adattano a sughi di vario tipo; in particolare ai funghi  per assaporare a pieno il sapore della farina di castagna.


INGREDIENTI PER 4 PERSONE

400 gr. funghi misti
 prezzemolo q.b. 
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva.

PROCEDIMENTO

In una padella soffriggete lo spicchio d 'aglio con l’olio, aggiungete e cuocete i funghi. 
Nel frattempo tritate alcuni ciuffetti di prezzemolo fresco.
Cuocete le penne di riso in abbondante acqua bollente salata. 
Scolate le penne e versatele nella padella con i funghi, terminate la cottura con il sugo. Impiattate e spolverate con il prezzemolo tritato.

Per finire in bellezza, se sei un amante delle castagne,  puoi provare questa delizia http://www.dolcepiemonte.com/it/frutta-e-confetture/22-caldarroste-sciroppate.html

SFOGLIATINE DI MELE

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Le sfogliatine alle mele sono degli scrigni deliziosi di pasta sfoglia farciti una composta di mele al caramello e mele cotte al vino ramie .

Perfette per la colazione, la merenda o per terminare in bellezza un pranzo od una cena.



INGREDIENTI per sei sfogliatine :

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

zucchero di canna

composta di mele e caramello

2 mele renette

1/2 bicchiere vino ramie

latte


PROCEDIMENTO

Sbucciate le mele, tagliatele a dadini e ponetele in una casseruola insieme ad un cucchiaio di zucchero di canna. Fate cuocere le mele a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto con un mestolo di legno. Cuocete per circa fino a che non si saranno disfatte, aggiungendo il vino ramie a metà cottura.

Srotolate la sfoglia sulla spianatoia e ricavatene sei rettangoli. Su ciascuno di essi spalmate della composta di mele al caramello, e sistemate la purea di mele.

Richiudete i rettangoli di pasta sfoglia su se stessi e sigillate le estremità aiutandovi con una forchetta. Incidete la superficie, facendo tre taglietti su ciascun rettangolino. Riponeteli su una teglia rivestita di carta forno, spennellate con il latte, spolverizzate con zucchero di canna e fate cuocere in forno già caldo a 180°per circa 20 minuti.

Sfornate e servite tiepide.



Ottime anche ripiene di crema gianduia, cacao e nocciole , pesche all'amaretto , crema di marroni o ciocomel .

Potete accompagnare il vostro dessert con un buon Passito di Erbaluce di Caluso.





TOPINAMPBOUR ALLO ZABAIONE ALL'ACETO

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I topinambur allo zabaione all'aceto sono una ricetta tipica di Viù, nella provincia di Torino. In realtà non si tratta di un vero e proprio zabaione, che normalmente è dolce, ma il procedimento per preparare la salsa che accompagna questi toupinambour è molto simile alla ricetta tradizionale dello zabaione, per questo prende lo stesso nome.


I toupinambour sono piante erbacee spontanee originarie dell'America del sud che crescono nei terreni incolti vicino ai fiumi o lungo i fossi. Possono raggiungere altezze di un paio di metri e presentano un fiore giallo intenso, simile ad un piccolo girasole.

In Piemonte i toupinambour sono molto coltivati e sono oggetto di ricerca di varietà che ne aumentino la produttività e la regolarità della forma.

Comunemente consumati crudi nella bagna caoda non hanno avuto un grande successo gastronomico ma ricette come queste ne valorizzano il sapore e la struttura organolettica.

Potrebbe interessarti anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2008/03/bagna-caoda.html

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Toupinambour 700 gr
burro 30 gr
uova n 2
cucchiai di aceto di vino bianco 3\4 cucchiai
sale


PREPARAZIONE

Lavare e pulire accuratamente i toupinambour raschiando la sottile pellicina con un coltellino. Lessarli in abbondante acqua salata per circa 10 minuti.
Tagliare i toupinambour a fettine sottili e disporli sul fondo di un teglia. Ricoprire con piccoli fiocchi di burro.

Separare i tuorli dagli albumi, montare a neve ben ferma gli albumi e mescolare a parte i tuorli con l'aceto.
In una pentola mettere 5 cm. d'acqua  e mettere sul fuoco, all'interno di questa pentola metterete un altro pentolino dal fondo tondo (classicamente per la preparazione dello zabaione si utilizza il "polsonetto") a bagnomaria. Nel pentolino mettere gli albumi mescolati delicatamente con i tuorli e l'aceto.

Mescolare continuamente ed energicamente con una frusta e cuocere a bagnomaria finché non diventerò omogeneo e spumoso come lo zabaione.

Togliere dal fuoco la crema. Mettere in forno la teglia con i toupinambour per 5 o 6 minuti, quando il burro sarà completamente fuso, versarvi sopra la crema all'aceto e servire subito in tavola.

Questa salsa di zabaione all'aceto può essere utilizzata per accompagnare il bollito misto alla piemontese aggiungendo della senape o del rafano grattugiato.

Abbinare i toupinambour allo zabaione all'aceto ad un vino rosso e profumato come il Ramìe che potete trovare qui: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/44-ramie.html



CONIGLIO PIEMONTESE AI PEPERONI

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Il coniglio piemontese ai peperoni è un piatto molto saporito e facile da preparare.

INGREDIENTI

1,5 KG coniglio
50 GR grasso di vitello
1 lt brodo
cinque peperoni
n 3 acciughe
n 3 spicchi d’aglio
burro
olio
sale
aceto
N 1 foglia di lauro
un rametto di rosmarino



Potrebbe interessarti leggere anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2009/11/coniglio-alla-piemontese.html

PROCEDIMENTO

Pulire il coniglio e tagliarlo in grossi pezzi. In una padella sciogliere il grasso di vitello, il burro,una foglia di lauro, rosmarino e far soffriggere il coniglio.

Sgrassare e aggiungere il brodo.

Pulire i peperoni e tagliarli a fette. Farli soffriggere in una padella con le acciughe, gli spicchi d'aglio burro e olio. Lasciare cuocere girando bene.

Ti potrebbe piacere anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2014/10/coniglio-alle-castagne.html

Bagnare i peperoni con mezza tazza di aceto. Versare sul coniglio e completare la cottura.

 I peperoni freschi si possono sostituire, a piacere, con i peperoni conservati nelle vinacce e aceto, i "pouvron smojà"; per preparare questo piatto anche in inverno. Un piatto dal sapore intenso da provare con un bicchiere di Ramìe, il vino delle montagne, lo puoi trovare qui: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/44-ramie.html

PESCHE DEL PIEMONTE AL MOSCATO

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Le pesche al Moscato sono un'altra ricetta tipica della cucina piemontese. In particolare si possono realizzare con una specialità del Piemonte come le pesche di Volpedo, località di pianura vicino ad Alessandria, in questa ricetta si abbina ad un'altra specialità piemontese come il Moscato D'Asti.

La pesca di Volpedo si sviluppò intorno al 1920 a Volpeglino, un piccolo comune del territorio, grazie a una felice intuizione del Cav. Guidobono che propose un’alternativa alla viticoltura dopo che la fillossera aveva distrutto, negli anni Venti, gran parte della viticoltura locale. Vengono raccolte quando sono il più vicino possibile alla maturazione: la permanenza prolungata sulle piante ne esalta il colore e il profumo. Nel 1999, la pesca viene inserita tra i prodotti agroalimentare Tradizionali (P.A.T.,) per il suo sapore delicato e particolare







INGREDIENTI:


1 kg di pesche
200 gr di zucchero semolato
2 bicchieri di Moscato d’Asti
scorza d'arancia
15 gr di gelatina


PREPARAZIONE DELLA RICETTA:

In una casseruola mettere la scorza d'arancia, lo zucchero e 3 bicchieri d'acqua, mettere sul fuoco e far bollire mescolando continuamente. Quando lo zucchero sarà completamente sciolto la sciare raffreddare.



Rimuovere la scorza d'arancio dallo sciroppo e versarne mezzo bicchiere in un pentolino. Unire la gelatina e lasciarla ammorbidire. Lasciare sul fuoco fino al completo scioglimento della gelatina.

Lasciare raffreddare ed unirvi lo sciroppo rimanente, aggiungere il vino Moscato.

Puoi anche leggere questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2015/04/persi-pien.html


Sul fondo di uno stampo da plumcake versare uno strato di gelatina e lasciarlo indurire in frigo. Se utilizzate lo stesso procedimento in stampi singoli monodose avrete meno problemi a tagliare il dolce.

Lavare e pelare le pesche, tagliarle a fette. Foderare lo stampo co le fette di pesca e ricoprire con altra gelatina.
Rimettere in frigorifero per qualche minuto. Ripetere l'operazione formando più strati e terminando con la gelatina per proteggere la frutta e renderla lucida.

Potrebbe interessarti anche leggere: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2013/09/pesche-agli-amaretti-e-cioccolato.html

Lasciare riposare le pesche del Piemonte al Moscato per alcune ore in frigorifero.

Sformare le pesce del Piemonte al Moscato nel piatto da portata, lasciare intiepidire a temperatura ambiente e servire accompagnando con gelato o con dello zabaione al Moscato.


GNOCCHI DI POLENTA E FORMAGGIO

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I gnocchi di polenta e formaggio sono un piatto unico molto nutriente, una ricetta tipica della cucina piemontese delle valli di Lanzo in provincia di Torino. Tipica di questi luoghi è infatti l'usanza di cuocere la polenta in un passato di patate. In questa ricetta i gnocchi sono di patate e polenta "concia" come si chiama la polenta con il formaggio fuso dentro.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
- patate 500 gr
- farina di mais integrale 350 gr
- toma piemontese 250 gr
- burro 40 gr
- sale

PROCEDIMENTO:

Pelare le patate, lavarle e farle cuocere in abbondante acqua salata.

Scolare le patate con una schiumarola e schiacciarle nella stessa acqua di cottura. Aggiungere la farina di mais a pioggia mescolando bene sul fuoco lento e cuocere per almeno 40 minuti mescolando senza fermarsi con un cucchiaio di legno.

Aggiungere 20 g di burro e la Toma piemontese tagliata a cubetti mescolare bene fino a far sciogliere completamente il formaggio. 

Versare la polenta su un tavolo e lasciarla raffreddare.

Formare dei gnocchi con un cucchiaio prelevando la polenta dal tavolo e disporli su una teglia precedentemente imburrata. 

Cospargere i gnocchi con la restante Toma tagliata a scaglie e qualche fiocchetto di burro. Lasciare gratinare in forno finché non saranno ben dorati. 

Servire i gnocchi di polenta e formaggio con un robusto vino rosso piemontese come il Langhe Nebbiolo DOC.

LE "CABIETTES" DI ROCHEMOLLES

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Le "Cabiettes" di Rochemolles sono una ricetta tradizionale dell'alta Valle di Susa. Rochemolles è una frazione di Bardonecchia.
Una delle ricette della cucina piemontese montanara dal sapore deciso  e sostanzioso. Le "cabiettes" sono dei piccoli gnocchi alle ortiche conditi con formaggio e cipolle, la particolarità della tradizione di questo piatto è che le patate vengono impastate crude, cuociono poi insieme ai gnocchi, una caratteristica che le accomuna alle "calhetas" della vicina Val Chisone.



INGREDIENTI PER 4\6 PERSONE
- patate 1 kg
- farina di segale 250gr
- ortiche 200 gr
- cipolle n 4
- pane grattugiato 90 gr
- burro 80 gr
- toma piemontese 80 gr
- uova n 2
- sale

PROCEDIMENTO

Lavare molto bene le ortiche e tritarle molto finemente. Quindi pelare le patate lavarle asciugarle e grattugiarle in una terrina. Tritare finemente la Toma piemontese e unirla alle ortiche tritate e alle patate aggiungere un uovo intero e un tuorlo, la farina di segale e un pizzico di sale.

Impastare il tutto fino ad ottenere un composto legato e solido lasciarlo riposare al fresco per almeno un'ora. A capo mentre l'impasto riposa preparare il sugo. Pulire le cipolle e tagliarle in Julien farle soffriggere in una padella con 40 g di burro a fuoco lento e salarle e lasciarle cuocere per circa 15 minuti.

Fare i gnocchi con l'impasto delle ortiche prendere dei pezzi grossi quanto un pugno arrotolarli fiera a fare dei bastoncini e tagliarli a pezzetti ricavando dei gnocchi piuttosto piccoli. Distribuire i gnocchi su un asse di legno coperto di farina per non farli attaccare.



Portare a demolizione una pentola con abbondante acqua salata buttare le "cabiettes"  non appena verranno a galla scolarle con una schiumarola e metterle in una teglia da forno precedentemente imburrata condire i gnocchi con una parte del soffritto di cipolle.

Continuare a strati in questo modo alternando le "cabiettes" al sugo di cipolle, quindi cospargere con il pane grattugiato e il restante burro fiocchetti.
Infornare per 30 minuti a 180° centigradi e servire ben caldi

Per accompagnare le "cabiettes" vi posso consigliare un vino di montagna come il Ramìe della vicina Val Chisone.

I BACI DEL PIEMONTE

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I baci del Piemonte sono una rivisitazione della ricetta dei classici baci di dama, con una forte dominante di gusto delle nocciole Piemonte. Il risultato è un dolce morbido dal gusto avvolgente,vedrete che non riuscirete più a smettere di "assaggiarli".

INGREDIENTI PER 10 BACI DEL PIEMONTE

- n 20 Brutti ma buoni. Potete prepararli voi seguendo la nostra ricetta cliccando questo link: Brutti ma buoni.
- 220 gr crema gianduia
- mezzo bicchiere di latte

PROCEDIMENTO
La preparazione dei baci del Piemonte è molto semplice, soprattutto se utilizzate i brutti ma buoni già pronti. Immergere velocemente i brutti ma buoni nel bicchiere di latte e lasciarli sgocciolare su una griglia.


Quindi spalmare un velo di crema gianduia su un biscotto e accoppiarlo con un altro formando il classico bacio.

Lasciare riposare i baci del Piemonte per almeno un paio d'ore e servire magari accompagnandoli con un bicchiere di vino Passito di Erbaluce di Caluso.

PERSI PIEN

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I persi pien sono un'altra ricetta tipica piemontese che mi preparava la mia nonna. Uno di quei sapori che mi riporta indietro nel tempo ai pomeriggi passati a giocare sotto il sole e alle merende fatte con i persi pien fatte da mia nonna. Il profumo del cioccolato e degli amaretti insieme al profumo delle pesche.



Ingredienti:

• 80 gr amaretti
• 30 gr di burro
• 10 gr di cacao in polvere
• 70 gr di cioccolato fondente
• 6 pesche gialle mature e sode
• 1-2 cucchiai di rum
• 2 tuorli d'uovo
• 60 gr di zucchero
PROCEDIMENTO

Lavare le pesche, asciugarle e dividerle a metà, rimuovere il nocciolo aiutandosi con un coltello.

Con l’aiuto di un cucchiaino, scavare leggermente le pesche tutto intorno a dove c'era il nocciolo, mettere la polpa ricavata in una ciotola. 

Schiacciare la polpa delle pesche. 

Sbriciolare gli amaretti e montare i tuorli d'uovo con lo zucchero. 

Versare l'impasto in una ciotola e mescolando, aggiungere la polvere di amaretti, il cacao amaro, il cioccolato tritato, la polpa di pesca e il rum. 

Riempire il buco nelle mezze pesche con il composto di amaretti e cioccolato e adagiarle, una vicina all’altra, in una teglia imburrata (o foderata con la carta da forno).

 Cospargere le pesche con dei fiocchi di burro e infornarle nel forno già caldo a 180° per circa 40-45 minuti.

Servire i persi pien freddi, se proprio volete esagerare potete abbinarle con uno zabaione al Marsala oppure accompagnarle con un vino Passito Alladium di Erbaluce di Caluso Dolcepiemonte.

SEMIFREDDO ALLE NOCCIOLE PIEMONTE

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Il semifreddo alle nocciole Piemonte è un dolce goloso, preparato con ingredienti tipici piemontesi come le nocciole e lo zabaione.


                                                           


INGREDIENTI PER 10 PERSONE


Panna fresca 500 g
nocciole tostate 100 g
cioccolato fondente 80 g

Per lo zabaione 100 g di zabaione al Marsala Dolcepiemonte


Oppure per preparare lo zabaione potete seguire la nostra ricetta a questo link: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2008/03/zabaione.html 


                                                 

PROCEDIMENTO

Preparare lo zabaione usando la nostra ricetta di cucina piemontese http://cucinapiemontese.blogspot.it/2008/03/zabaione.html .

Montare la panna e unirla allo zabaione già freddo.

Tagliare il cioccolato a piccoli pezzetti.

Foderare uno stampo da plum-cake con la pellicola trasparente e inizia a comporre gli strati: prima le nocciole tritate poi il cioccolato poi la crema fino ad esaurire tutti gli ingredienti (cercare di ottenere almeno tre strati per ogni ingrediente.

Mettere il semifreddo alle nocciole in freezer per almeno sei ore. In un piccolo pentolino a fuoco basso unire l'acqua con il cacao e mescolare, unire piano lo zucchero.
Lasciare sul fuoco per circa 10 minuti fino ad ottenere una crema densa.

Riporre la salsa al cacao in frigorifero.

Sformare il semifreddo alle nocciole con l'aiuto della pellicola e servire tagliato a fette e guarnito con la crema al cioccolato.

Con l'aiuto dello zabaione al Marsala di Dolcepiemonte la preparazione del semifreddo alle nocciole diventa molto più veloce.

CONIGLIO ALLE CASTAGNE

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Una ricetta autunnale, castagne e coniglio per un secondo dai profumi del bosco. I boschi del Piemonte producono una grande quantità di castagne



INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1 coniglio di circa 1,2 kg
200 gr di castagne secche (oppure potete usare le castagne fresche facendole bollire come indicato nella ricetta)
una cipolla
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
60 gr di pancetta affumicata
1 bicchiere di vino bianco
50 cl di brodo
1 rametto di timo
1 cucchiaio di bacche di ginepro
foglia di alloro
sale e pepe



PROCEDIMENTO:

Lasciare a bagno le castagne in acqua fredda per circa un ora, scolarle e lessarle per 40 minuti.

Pulire accuratamente il coniglio e tagliarlo a pezzi.

Tagliare la pancetta a cubetti, tagliare la cipolla in joulienne e farla imbiondire in padella quindi aggiungere la pancetta e lasciarla rosolare. Aggiungere l'alloro, il coniglio, il timo e le bacche di ginepro.

Salare e pepare.

Rosolare bene il coniglio, quindi bagnare con il vino bianco, lasciare evaporare quindi bagnare con il brodo e aggiungere le castagne.

Lasciare cuocere per circa mezz'ora, servire ben caldo magari accompagnato con due contorni tipici della cucina piemontese : le PATATE ALLA SAVOIARDA o una buona GLORE A TALHIUN .


ACCIUGHE AL VERDE

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Le acciughe sono uno degli ingredienti tipici della cucina piemontese, strano a dirsi per una regione lontana dal mare. La ragione è legata allo storico contrabbando del sale che arrivava in Piemonte (nel regno dei Savoia) dalla Francia attraverso le Alpi. In quei tempi le acciughe erano più economiche e venivano quindi impiegate per nascondere il sale nell'attraversamento delle dogane.

Da questa tradizione nascono ricette importanti della cucina piemontese come la mitica bagna cauda o come le acciughe al verde (acjoe al vert in dialetto piemontese) uno degli antipasti più tipici della nostra tradizione.



Le acciughe al verde sono una ricetta semplice ma dal gusto intenso come la bagna cauda.


INGREDIENTI PER 8 PERSONE

200 gr di acciughe sottosale
1 mazzetto di prezzemolo
1 peperoncino piccante
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio d’aceto
1 bicchiere d’olio d’oliva
Mollica di pane

PROCEDIMENTO

Passare le acciughe sotto l'acqua corrente aprendole lungo la pancia e togliendo accuratamente la lisca.

Lasciarle scolare bene.

Pulire lo spicchio d'aglio e tritarlo finemente con il coltello. Tritare finemente anche il prezzemolo e unire il tutto all'olio d'oliva.

Mettere la mollica di pane in un recipiente e bagnarla con l'aceto, quando sarà ben imbevuta aggiungerla al prezzemolo e all'aglio. La mollica serve per ottenere un composto cremoso e legato. Aggiungere il peperoncino tritato.

Disporre le acciughe in un contenitore con i bordi alti e ricoprire bene ogni strato con il bagnetto verde.

Per gustare al meglio questo tipico antipasto della cucina piemontese consigliamo di lasciar riposare le acciughe al verde per almeno ventiquattro ore, in questo modo assorbiranno il sapore della salsa.

Servire su una fetta di pane tostato.

Se invece non avete voglia di preparare le acciughe al verde le trovate già pronte e gustosissime su Dolcepiemonte seguendo questo link https://www.dolcepiemonte.com/it/vendita-antipasti-tipici-piemontesi/92-acciughe-al-verde.html penseranno loro a mandarle a casa vostra.

Potete accompagnare le acciughe al verde con un vino tipico delle montagne piemontesi come il Ramìe.

LA FOCACCIA DI SUSA

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La tradizione di cucinare la focaccia è antichissima, i popoli che abitavano l'arco alpino occidentale fino alle coste della Liguria (i Liguri) la preparano da tempo immemorabile, prima ancora della loro sottomissione all'impero Romano. Stiamo quindi parlando del IV o V secolo a.c.



Le ricette delle focacce dolci sono molto diffuse in Piemonte soprattutto nell'alessandrino mentre nella zona di Susa le prime tracce di questa ricetta risalgono alla fine del 1800.
Il ritrovamento di una ricetta manoscritta da un panettiere del luogo risale infatti al 1870 ed è da poco diventata un "prodotto agroalimentare tipico" della Provincia di Torino.

In Val di Susa sono molte le varianti alla ricetta tradizionale e ogni fornaio la decora con disegni personali e caratteristici.

INGREDIENTI:

farina tipo 0 500 gr
Burro 50 gr
uova n 2
zucchero 30 gr
lievito di birra 20 gr
sale

PROCEDIMENTO

Dividere i tuorli dagli albumi mettendoli in due ciotole diverse.
Aggiungere lo zucchero ai tuorli e sbattere con una forchetta finchè non saranno chiari e spumosi.

Aggiungere un pizzico di sale agli albumi e montarli a neve ben ferma. Sciogliere il lievito di birra in una tazzina di acqua tiepida.

Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente.

Disporre a corona la farina sulla tavola e versare al centro il lievito sciolto nell'acqua e mescolare aggiungendo poca farina per volta, il burro ammorbidito, i tuorli sbattuti e in fine gli albumi montati a neve.

Impastare bene aggiungendo acqua tiepida fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo facendo attenzione a non sciogliere il burro.

Con la pasta formare delle palle della grandezza approssimativa di una mela, disporle su una tavola di legno a temperatura ambiente.  Infarinarle leggermente e coprirle con un canovaccio. Lasciar lievitare per 2 ore circa.

Dopo il tempo della lievitazione appiattire le palle di pasta formando dei cerchi dello spessore di circa 1 centimetro e mezzo e lasciare riposare ancora per un ora. Quindi spostare le focacce su una teglia da forno spolverare con lo zucchero semolato.

Premere la superficie della focacce con la punta delle dita formando le classiche fossette per evitare che durante la cottura si formino delle bolle.

Cuocere in forno già caldo a 200 °C. Sfornare quando la superficie avrà un bel colore dorato e lo zucchero sara caramellato.

Le antiche ricette della focaccia di Susa utilizzavano il miele al posto dello zucchero che ovviamente non era disponibile. Provate a ripercorrere la tradizione: Scaldare il miele a bagnomaria, quindi pennellarlo sulla superficie della focaccia.

Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate su http://cucinapiemontese.blogspot.it/

GALLETTES AL CARDO GOBBO E CASTELMAGNO

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Le gallettes di grano saraceno e cardo Gobbo sono una delle ricette tipiche della cucina piemontese. Il cardo gobbo è un prodotto tipico della cucina piemontese che si coltiva soprattutto nella zona intorno a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Potete trovare più informazioni su questo prodotto tipico seguendo questo link CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO. Il castelmagno invece è un formaggio tipico prodotto nelle valli del cuneese trovate maggiori informazioni su questo grande formaggio seguendo questo link CASTELMAGNO.



INGREDIENTI PER 4 PERSONE



Per le gallettes

125 g di farina di grano saraceno
100 g di latte fresco
150 g di acqua
25 g di olio di semi
3 g di sale fino
1 uovo



Per il ripieno
- Cardo gobbo di Nizza Monferrato gr 200
- acciuga salata n 1
- Castelmagno ben stagionato gr 50
- latte
- burro
- farina
- tuorlo d'uovo - 1




Mondare il cardo togliendo i filamenti, tagliarlo a pezzi di circa due centimetri. Rosolare il cardo brevemente in padella con un poco di burro, quindi aggiungere l'acciuga salata tritata e due spicchi d'aglio tagliati a pezzetti.
Coprire di latte e cuocere fino a che i cardi non saranno teneri (l'acciuga e l'aglio si dovranno disfare completamente).

Preparare le gallettes al grano saraceno, in un contenitore capiente amalgamare le uova con la farina  di grano saraceno fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il latte lentamente e l'acqua mescolando bene con una frusta per evitare il formarsi dei grumi.
Ungere con l'olio una padella antiaderente e farla scaldare sul fuoco, quando sarà ben calda versare un mestolo di pastella. Lasciare cuocere per circa un minuto poi girarla lasciandola cuocere dal lato opposto.
Infine disponerre su ogni galletta la crema ottenuta dai cardi e guarnire con abbondanti scaglie di Castelmagno.

ARROSTO ALLE NOCCIOLE DELLE LANGHE

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La ricetta dell'Arrosto di vitello alle nocciole delle Langhe è un piatto tipico dei dintorni di Alba ma in tutto il Piemonte viene preparato. L'abbinamento del gusto delle nocciole si sposa perfettamente con il sapore della carne.



INGREDIENTI

800 gr di noce di vitello
100 gr di nocciole Gentile delle Langhe IGP
50 gr di burro
mezzo litro di latte
mezza cipolla
2 o 3 cucchiai di Marsala
sale
80 gr Farina
acqua

PREPARAZIONE

Pulire e tagliare la cipolla a cubettini. In una pentola capiente rosolare la cipolla con il burro, quindi mettere la noce di vitello e lasciare rosolare bene la carne. 
Bagnare conil vino Marsala finchè non sarà completamente evaporato. Salare e aggiungere il latte e le nocciole Piemonte IGP precedentemente tritate.
Cuocere per almento 120 minuti.
 Togliere la noce di vitello e metterla da parte.

Portare ad ebollizione la salsa, a parte preparare un roux con acqua e farina, mescolare bene aggiungendo acqua fino ad ottenere una pastella omogenea, quindi versare nella salsa in ebollizione e lasciare cuocere per qualche minuto.

Tagliare la carne a fette e servire l'arrosto con le nocciole delle langhe ricoperto con la salsa di cottura e guarnito con alcune nocciole intere.

Su questo blog cucinapiemontese.blogspot.it cerchiamo di diffondere le ricette della tradizione nella convinzione che in questo modo si diffonda la cultura gastronomica che è vera cultura. Tornate spesso a trovarci per scoprire sempre nuove ricette e curiosità storiche sulla cucina piemontese.

BALOTE DI SEIRASS

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Le balote di seirass sono uno dei piatti tipici della cucina piemontese originari delle valli Chisone e Pellice in provincia di Torino. Sono delle polpettine dolci fatte con il Seirass, una ricotta stagionata molto saporita che viene conservata nel fieno che le conferisce un sapore del tutto particolare.



INGREDIENTI:
- 600 gr Seirass
- 150 gr farina bianca
- 100 gr zucchero semolato
- 1 uovo + 3 tuorli
- 150 gr Biscotti savoiardi Dolcepiemonte
- cannella
- olio per friggere

PREPARAZIONE

Mettere il seirass in un contenitore capace, lavorarlo con una forchetta fino a ottenere un composto liscio ed omogeneo. Unire lo zucchero , la farina un pizzico di cannella e 3 tuorli d'uovo. Mescolare bene il tutto e lasciare riposare al fresco per circa 2 ore.

In 3 piatti fondi disporre rispettivamente: i savoiardi ben sbricciolati, della farina e nel terzo l'uovo intero precedentemente sbattuto con una forchetta.

Con l'impasto di seirass formate delle palline grandi come una noce, le "balote" appunto. passatele prima nella farina, poi nell'uovo e quindi nei savoiardi. disponete le balote in un vassoio fino a quando non avrete terminato tutto l'impasto. Mettere le balote di seirass in frigo per almeno 30 minuti.

Scaldare una padella con abbondante olio, quindi cuocere le balote di seirass un po' alla volta avendo cura di rigirarle spesso per ottenere una doratura costante.
Scolare le balote di seirass man mano che si cuociono e disporle su della carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.

In un vassoio stendete un po' di zucchero e farvi rotolare le balote di seirass ancora calde. Servirle ben calde Con accompagnandole con un vino Passito di Erbaluce di Caluso Alladium per completare un abbinamento tutto piemontese.

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SFOGLIATA ALLE PESCHE CON GLI AMARETTI

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Una ricetta originale che abbina due prodotti tipici piemontesi come il seirass, una ricotta stagionata (trovate la scheda qui http://prodottidelpiemonte.blogspot.it/2008/04/seirass-del-fen.html) e le pesche all'amaretto. 


INGREDIENTI PER 6 PERSONE
250 gr di pasta sfoglia
400 grammi di seirass piemontese o ricotta vaccina
1 barattolo di pesche all'amaretto Dolcepiemonte
170 grammi di cioccolato fondente
50 grammi di zucchero semolato
2 uova grandi
1 pizzico di sale fino



PROCEDIMENTO:

Scaldare il forno a 220°C.

Passare il seirass o la ricotta in un setaccio aiutandosi con una spatola poi lavorarlo con una forchetta assieme allo zucchero semolato fino ad ottenere un composto molto liscio.

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, farlo intiepidire e unirlo poco alla volta al seirass mescolando bene.
Aggiungere le pesche all'amaretto Dolcepiemonte, il sale e le uova intere. Mescolare bene il tutto.

Foderare una teglia a bordo basso di diametro 22 cm con un foglio di carta da forno. Stendervi il disco di pasta sfoglia lasciandone fuoriuscire dai bordi della teglia circa 6 cm. Forare la pasta con una forchetta.Versare il composto a base di seirass e pesche all'amaretto Dolcepiemonte e distribuirlo uniformemente.

Piegare i bordi della pasta verso l'interno.

Cuocere in forno a 220°C per 30 minuti.  Sfornare e lasciare raffreddare bene prima di servire.