Fa sempre bene vedere un film di Terry Gilliam con i Monty Python.
"Era brilloso, e gli alacridi tossi succhiellavano scabbi nel pantùle Mèstili eran tutti i papparossi E strombavan musando i tartarocchi."
Il cinema di Tarantino è risaputo essere pieno di citazioni di altri film come le inquadrature o l'abbigliamento dei personaggi, si sa che ha un debole per i piedi, che inventa dei brand come le sigarette Red apple, che inserisce volutamente anacronismi temporali, e rivedendo per l'ennesima volta alcuni film del regista di Knoxville, ho notato che ha un altro chiodo fisso: i cappelli, vediamo il perché: in kill Bil Vol.2, il proprietario del locale dove è impiegato Budd, dopo averlo cazziato finisce di rimproverare il suo buttafuori ordinandogli di non presentarsi più al lavoro in ritardo e con quel "cazzo di cappello" da cowboy. In Django unchaned, mentre attraversa il salone del Cleopatra club, Django rimprovera Butch (la guardia del corpo di Calvin Candie) di avere ancora il cappello in testa. Nel film The hateful eight, il Maggiore Marquis Warren rimane stupito nel vedere, mentre entra con Bob il messicano dentro l'emporio di Minnie, che contrariamente alle usanze della proprietaria tutti quanti indossano ancora il cappello. Non rimarrei stupito se anche in Pulp fiction o Le iene ci fossero delle scene dove vengono menzionati i cappelli. Indagherò andando a rivederli...
Probabilmente Cimino verrà ricordato per film come Il cacciatore o Una calibro 20 per lo specialista, con il quale esordì. Io trovo tutta la sua breve filmografia molto bella e interessante: L'anno del dragone, I cancelli del cielo, Il siciliano, Verso il sole, No translation need, credo di averli nominati tutti, sono il lavoro di un regista intelligente e capace che ha creduto sempre nel suo lavoro e nella forza visiva del suo cinema. Buon viaggio Mister Cimino...![]() |
| Animal house (1978) |
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| Verso sud (1978) |
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| 1941: Allarme a Hollywood (1979) |
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| Chiamami aquila (1981) |
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| The Blues Brothers (1980) |
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| I vicini di casa (1981) RIP |
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| "Una vera signora.... |
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| ...ma non fatela... |
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| ...arrabbiare." |
John Wick è praticamente un western ambientato ai giorni nostri perché si spara parecchio, c'è il buono... il cane ma muore subito, ci sono i cattivi e i cattivissimi, i cacciatori di taglie, la dark lady e un cazzutissimo Keanu Reeves nei panni del protagonista da cui prende titolo il film. Stahelski dirige e confeziona un film che si rifà alla lezione di registi come Peckimpah, Eastwood e l'immancabile Tarantino, affidandone le sorti a un attore come Reeves appartenente alla schiera dei belli e maledetti ma ancora vivi. La storia parte in sordina con John Wick affranto dal dolore per la morte, a causa di un tumore, della giovane moglie. Qualche giorno dopo i funerali, il misterioso protagonista si vede consegnare un cucciolo di Beagle accompagnato da un biglietto della defunta che lo esorta a vivere anche senza di lei cominciando a prendersi cura del cane. Gli indizi che abbiamo sin ora per capire chi possa essere Wick sono: una bella casa, un'auto vintage (Mustang del '69) e forse una certa passione per gli animali. Ben poco, ma andiamo avanti. Mentre Wick fa il pieno di benzina ad un distributore arrivano tre uomini che parlano tra di loro in russo, uno dei tre che sembra essere il capo rimane colpito dalla Mustang e chiede imperativamente a Wick quanto vuole per cedergliela. Wick afferma che l'auto non è in vendita, per tutta risposta lo sconosciuto e arrogante giovanotto gli si rivolge parlando in russo e dandogli dell'imbecille. Qui ci viene dato un altro indizio perché Wick risponde a sua volta in russo, per le rime, al sempre più frustrato e rifiutato compratore. Dopo di che va via. La notte seguente, tre individui mascherati si introducono in casa di Wick, lo massacrano di botte, distruggono mezzo appartamento, uccidono il cucciolo e gli portano via l'auto. Poi molto furbescamente uno dei tre si smaschera e Wick riconosce l'uomo che al distributore voleva comprargli l'auto. Questo l'innesco per gli accadimenti successivi. Il ladro dell'auto è Yosef Tarasof il giovane bulletto figlio di Vigo un boss della mafia russa. Yosef verrà preso a sculacciate dal padre per ciò che ha combinato. A questo punto, dalla faccia preoccupata di Vigo si comincia ad avere il vago presentimento che John Wick non sia esattamente un impiegato delle poste e che sia un pelino sopra l'essere un uomo ordinario. Infatti il boss continua a dare informazioni al figlio sul passato di Wick, raccontandogli che era un loro ex affiliato noto come Baba Yaga o meglio l'uomo nero nel folklore dei paesi dell'est anche se Wick era piuttosto il tizio che mandavi a eliminare l'uomo nero, e, ciliegina sulla torta, gli racconta anche che una volta lo ha visto uccidere tre uomini con una matita (senza usare la gomma. Scherzo!)... mi fermo qui con gli spoiler e lascio a voi il piacere di scoprire cosa altro è in grado di fare John Wick negli accadimenti successivi. Il film sicuramente vi piacerà se amate gli animali, se siete vendicativi, se vi stanno sul cazzo i bulletti e se, ovviamente, vi è simpatico Keanu Reeves.
| "Hai fatto l'antirabbica?" "Sì; e ho appena bevuto un frullato d''aglio, maledetto succhione!" |

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| "Sono già morto... ma sono curioso di sapere come mi ammazzerai". |

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| "Hai portato i cerotti e il perossido d'idrogeno, amico?" |

Bone tomahawk è un film uscito recentemente e vede tra i suoi protagonisti un acclamato veterano come Kurt Russel e Matthew Fox: il dottore di Lost. Lo sceriffo di Bright Hope Franklin Hunt arresta dopo averlo ferito un vagabondo di nome Buddy che in realtà è un ladro assassino sfuggito all'attacco di una misteriosa tribù. Nottetempo alcuni indiani, dopo aver ucciso uno stalliere e rubato dei cavalli, sequestrano Samantha la moglie di Arthur O'dwyer che si era recata alla prigione per curare Buddy, lo stesso Buddy e uno dei vice sceriffo. Dopo aver visto una delle frecce lasciate dai misteriosi indiani, un professore spiega la natura antropofaga della misteriosa tribù definendoli: trogloditi. Viene quindi preparata una posse di cui fanno parte lo sceriffo, il vecchio vice, il marito di Samantha e John Brooder uno strano pistolero, per salvare le persone portate via dai cannibali. L'impresa si rivelerà di non facile attuazione e piena di pericoli. Il regista S. Craig Zahler costruisce il film su una trama scarna e semplice; la principessa rapita e l'eroe che corre in suo aiuto. Samantha e suo marito Arthur che seppur ferito ad una gamba per un banale incidente, andrà zoppicante e sofferente in aiuto della bella moglie. In un paesaggio arido e afoso tra i feroci antropofagi si consumeranno delle tragedie in pieno stile Cannibal holocaust, con alcune sequenze veramente disturbanti. "Gli eroi" si avvicineranno all'obbiettivo, svelando le proprie debolezze e paure tra litigi e pentimenti che non impediranno di portare a termine la loro missione. ![]() |
| "Fermi tutti in nome di Jena Plissken!" |

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| "Ucci, ucci! Sento odor di cristianucci!" |
La casa maledetta (Dead Birds) è invece un Horror- west del 2004, per la regia di Alex Turner. Un gruppo di soldati confederati, in fuga durante la guerra di secessione, rapina una banca e trova rifugio per la notte in una inquietante casa coloniale che sembra disabitata ma che a causa di riti di magia nera è infestata da temibili presenze. Per il gruppo di soldati che si aggira tra le stanze buie sarà una lunga notte di paura. La casa maledetta potrebbe essere benissimo un racconto di Ambroce Bierce lo scrittore americano scomparso in Messico durante la rivoluzione. Storie di soldati, magia e morte. Lineare e intrigante sin dalle prime battute questo film horror è tra i miei preferiti. Sia per l'ambientazione che per gli argomenti trattati, come lo schiavismo e la magia importata nelle Americhe dai neri d'Africa. Il bene e il male in questa storia si fondono e sono irriconoscibili sin da quando il gruppo entra nella banca e compie una carneficina, Nessuno dei giovani soldati è innocente perché la guerra può trasformare tutti in avidi mostri. E infatti il tragitto che li conduce al loro destino è segnato da presenze inquietanti come i due sinistri becchini che derubano i disertori morti lungo la strada, o lo spaventapasseri incappucciato e crocefisso nel campo di mais che circonda la vecchia casa, all'apparenza un sicuro rifugio finché non rivela la sua malefica natura. Un horror interessante, d'atmosfera con l'immancabile pioggia ed effetti speciali semplici ma efficaci.Tragico e sicuramente contro le guerre.![]() |
| "E' pronta la colazione?!" |
Il weird west o fantasy west, è un sottogenere dei film western che contiene elementi fantastici come alieni, vampiri, zombie, lupi mannari, dinosauri e mostri in generale. Non mancano ovviamente i mad doctor, scienziati pazzi che vogliono conquistare il mondo. L'ottocento in generale è un secolo che emana ancora molto fascino sia per gli sviluppi tecnologici che per le scoperte geografiche. Gli esploratori rivelano di animali esotici, abitanti di giungle, deserti e foreste insieme a nuove frontiere da oltrepassare. L'ottocento americano racchiude in se il germoglio della conquista per antonomasia, con i suoi immensi e ancora sconosciuti territori, le sue tribù di indigeni bellicosi, i suoi selvaggi pericoli. E se l'orrore e il pericolo sono ovunque, a maggior ragione nel "vecchio west". L'immaginaria tecnologia fantasy ottocentesca sviluppa un imago mundi con armi e strumentazioni che funzionano in modo anacronistico: contrapponendo la forza motrice del vapore a quella dell'energia elettrica: Steampunk e ucronia, che vanno ad aggiungere interessanti elementi e ad arricchire iconografie e racconti ambientati nel periodo vittoriano. Elementi talvolta utilizzati anche nel cinema e nelle storie weird west. Tralasciando, per ora, i precursori letterari e non, di questa contaminazione tra generi, il mio incontro con il west fantastico, è stato attraverso un film del 1968. diretto da James O' Connolly e con gli effetti speciali di Ray Harryhausen: La vendetta di Gwangy. Cow boys, sauri, pterodattili e un cavallo in miniatura sono i protagonisti di un film che è praticamente la rivisitazione della trama di King Kong girato dai famosi registi Cooper e Shoedsack, nel 1933. Gwangy è un Allosauro che vive in una vallata nascosta dove verrà catturato per essere esibito in uno spettacolo circense. Riuscirà a liberarsi seminando terrore e morte prima di essere abbattuto. Gli elementi narrativi sviluppati da scrittori come Arthur Conan Doyle ne La valle perduta o in King Kong di Edgar Wallace sono alla base di questo weird west movie che vede il suo punto di forza negli effetti speciali di Harryhausen. A meta strada tra fantascienza old west e tecnologia del futuro c'è un interessante film del 1973, Il mondo dei robot, scritto e diretto da Michael Crichton, l'autore di Jurassic park, che sviluppa l'argomento dei droidi robot, simili e indistinguibili dagli esseri umani, i quali si muovono all'interno di parchi a tema (l'antica Roma, il medioevo, il selvaggio west) a pagamento e in stile Disneyland per soddisfare in tutto i desideri dei facoltosi turisti. I robot alla fine si rivolteranno imprevedibilmente uccidendo i visitatori. L'icona centrale del robot ribelle e letale nelle spoglie di un cow boy viene affidata a Yul Brynner che anticiperà quella di Terminator. Brynner-robot darà una caccia spietata a due "poveri ricconi" appassionati del genere western, contraddicendo, tra l'altro, le tre leggi della robotica scritte da Asimov.