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venerdì 27 ottobre 2017
Siamo figli delle Stelle, da dove provengono gli elementi di cui siamo composti?
giovedì 29 giugno 2017
La prima immagine ad alta risoluzione della supergigante rossa Betelgeuse é del Telescopio ALMA
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| Betelgeuse fotografata in alta risoluzione per la prima volta. |
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| Questa immagine ad alta risoluzione del telescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), mostra un confronto tra Betelgeuse, il Sole al centro, Mercurio, Venere, la Terra, Marte, Giove e Saturno e le relative distanze. |
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| Nel diagramma di Hertzsprung-Russell Betelgeuse è stata ubicata nel ciclo evolutivo delle supergiganti rosse. Fonte: Hertzsprung-Russell Diagram - ESO. |
martedì 16 maggio 2017
Radiazioni cosmiche in aumento del 13 per cento dal 2015
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| Nel grafico abbiamo: in ascissa il tempo e nell'ordinata i valori dei raggi cosmici |
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| Il grafico mostra l'aumento delle radiazioni cosmiche rilevate dal Marzo 2015 fino a Maggio del 2017 Immagine del NASA/JPL-Caltech/SwRI |
martedì 28 febbraio 2017
Misurazione della velocità della luce tra la Terra e la Luna
Questo modello realizzato in scala mostra il tempo che impiega un fascio
di fotoni a percorrere la distanza tra la Terra e la Luna (384.400 km),
stimata in circa 1,26 secondi. Un anno luce corrisponde a
9.460.730.472.581 km, equivale a circa 9.460 miliardi di chilometri, approssimativamente,
63.241 volte la distanza che intercorre tra la Terra e il Sole, misurata in UA (Unità Astronomica).
domenica 15 novembre 2015
Hubble mostra la futura collisione tra la Via Lattea e la Galassia di Andromeda
mercoledì 23 ottobre 2013
CHANDRA osserva per la prima volta rapide variazioni di una Stella di Neutroni
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| Riferimento: CHANDRA X - Ray Observatory IGR J18245-2452: Neutron Star Undergoes Wild Behavior Changes |
lunedì 20 maggio 2013
Mappa a raggi X del cielo realizzata dal Chandra X-ray Center
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| Chandra Sky Map |
giovedì 16 maggio 2013
Il telescopio spaziale Fermi ha intercettato un lampo gamma super potente e molto vicino
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| Questa illustrazione artistica mostra dei Raggi Cosmici che attraversano l'atmosfera terrestre. Di NSF/J. Yang, tratta da Space.com "Mysterious Cosmic Rays Leave Scientists in the Dark". |
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| L'immagine, acquisita il 23 gennaio 1999, mostra la coda di emissione ottica del gamma-ray burst GRB-990123. Il lampo è visibile come un punto chiaro indicato nel riquadro a sinistra. È identificabile, inoltre, la galassia ospite dell'evento (l'oggetto a forma di filamento sopra il GRB), che sembra essere stata distorta dalla collisione con un'altra galassia. Riferimento e Immagine ad Alta Risoluzione Hubble Space Telescope. |
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| Uno studio conferma l'origine dei Raggi Gamma. Articolo di Lynn Chandler, del NASA's Goddard Space Flight Center. "Breakthrough Study Confirms Cause of Short Gamma-Ray Bursts" University of Maryland. |
martedì 30 aprile 2013
La formazione del buco nero di massa stellare Cygnus X-1
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| Fonte: Optical: DSS; Illustration: NASA/CXC/M.Weiss. Cygnus X-1: NASA's Chandra Adds to Black Hole Birth Announcement. |
mercoledì 24 aprile 2013
Mappa interattiva del Sole realizzata dal Jet Propulsion Laboratory
Una nuova Mappa Interattiva del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA realizzata a scopo didattico, che illustra le caratteristiche generali della Stella che ci fornisce quotidianamente l'energia indispensabile per la vita sulla Terra.
martedì 19 marzo 2013
Come si calcola il numero di Macchie Solari
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| Nel grafico é rappresentato il numero di macchie solari, calcolato in base alle rilevazioni effettuate da osservatori di tutto il mondo, rilevate dal 1745 ad oggi. |
Gli scienziati seguono i Cicli Solari contando le macchie che si generano nelle zone dove si riscontra la formazione di spire magnetiche osservabili attraverso la superficie visibile della Stella. Il conteggio delle macchie solari non è così semplice come sembra. Se osservassimo il Sole attraverso un paio di binocoli, adeguatamente filtranti di bassa potenza, saremmo in grado di vedere due o tre grandi macchie. Un osservatore che scruta attraverso un potente telescopio potrebbe vederne 10 o 20. Un potente osservatorio spaziale potrebbe vederne un numero maggiore, per esempio, da 50 a 100. Qual' è il numero corretto delle macchie solari? Ci sono due metodi ufficiali comunemente utilizzati, con cui si calcola il numero di macchie solari. Il primo é il consueto "Boulder Sunspot Number", che viene usato dal NOAA Space Environment Center e utilizza una formula messa a punto da Rudolph Lupo nel 1848: R = k (10g + s), dove R è il numero di macchie solari, g è il numero di gruppi di macchie sul disco solare, s è il numero totale di punti singoli in tutti i gruppi, e k è un fattore di scala variabile (in genere <1) che serve per osservare le condizioni e il tipo di telescopio (binocoli, telescopi spaziali, ecc.) Gli scienziati combinano i dati di un numero elevato forniti da vari osservatori, ognuno con il proprio fattore k, per arrivare ad un valore giornaliero. Il Numero di Boulder (riferito quotidianamente dal SpaceWeather.com) é di Solito circa il 25% superiore a quello relativo al secondo indice Ufficiale, "International Sunspot Number," pubblicato quotidianamente dal SIDC - Solar Influences Data Analysis Center situato in Belgio. I numeri vengono calcolati tramite la stessa formula di base, sia con il numero Boulder che col l'International Sunspot Number, che incorporano i dati comunicati da diversi Osservatori.E' sempre valida la Regola Generale: se uno dei numeri di macchie solari ufficiale si divide per 15, si otterrà il numero approssimativo delle singole macchie visibili sul disco solare se guardate il Sole proiettando la propria immagine su un piatto di carta con un piccolo telescopio.
ALTRI RIFERIMENTI: Sunspot Plotter -- Explore the
sunspot cycle with this interactive toolSolar Influences Data Center -- source of the official International Sunspot Number.
Rudolf Wolf -- inventor of the modern sunspot number
Severe Space Weather--Social and Economic Impacts
Spotless Sun--the Blankest Year of the Space Age Riferimento: SPACEWATHER.COM - The Sun Spot Number
mercoledì 6 marzo 2013
Un oceano di acqua salata sotto la superficie del satellite di Giove, Europa
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| Il satellite di Giove, Europa. Immagine del NASA/JPL/Ted Stryk |
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| Secondo la teoria più accreditata dagli scienziati il satellite di Giove Europa, contiene sotto la superficie esterna, un oceano costituito da acqua allo stato liquido. Immagine fornita dal NASA/JPL - PHOTOJOURNAL |
venerdì 1 marzo 2013
Le sonde della NASA scoprono una terza fascia di Van Allen
Una variazione del consueto programma di osservazione da parte degli scienziati ha permesso di scoprire una terza cintura di radiazione intorno alla Terra.
lunedì 25 febbraio 2013
Mercurio osservato da MESSENGER
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| NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington, immagine ad alta risoluzione. |
Alpha
sabato 23 febbraio 2013
Il Bagliore della meteora di Chelyabinsk
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Image Credit & Copyright: Marat Ahmetvaleev |
Guida interattiva dell'Evoluzione Stellare
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| Chandra X-ray Center, Operated for NASA by the Smithsonian Astrophysical Observatory. Immagine ad Alta Risoluzione. Riferimento: Chandra Stellar Evolution |
lunedì 18 febbraio 2013
Quali sono le differenze tra un Asteroide, Cometa, Meteoride, Meteora e Meteorite?
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| Flickr - Name that Space Rock |
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Differenza fra meteoroide, meteora, bolide e meteorite. Di Alessandro Gelagi (Geologo)
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| Gli asteroidi che avvicinano alla Terra. Riferimento: NASA/JPL-Caltech |
Corpo roccioso relativamente piccolo, attivo, in orbita attorno al Sole.
Cometa
Corpo celeste relativamente piccolo, costituito prevalentemente di ghiaccio a volte attivo, che può vaporizzare trasformandosi in un lampo di luce che forma un atmosfera di polveri e gas e, talvolta, una coda di polvere e/o gas.
Meteoroide Frammento di dimensioni ridotte di una cometa o di asteroide che orbita attorno al Sole.
Meteora
Frammento di una cometa o di un asteroide (meteoride) che entrando nell'atmosfera si incendia a causa dell'attrito e che vaporizzandosi assume le caratteristiche della 'stella cadente'.
Meteorite
Un meteoroide che supera l'atmosfera e impatta sulla superficie terrestre formando un cratere.
Dimensione e frequenza
Una volta l'anno circa, un oggetto delle dimensioni di un asteroide penetra attraverso l'atmosfera terrestre, generando un impressionante palla di fuoco che brucia prima di raggiungere la superficie. Ogni 2.000 anni circa, un meteoride delle dimensioni di un campo di calcio colpisce la Terra e provoca danni significativi nel territorio. Infine, solo una volta ogni qualche milione di anni, precipita un oggetto abbastanza grande tanto da minacciare le specie viventi. I crateri da impatto sulla Terra, sulla Luna e sugli altri corpi celesti rappresentano la prova di questi eventi. Le rocce spaziali più piccole, di circa 25 metri, bruciano quando entrano nell'atmosfera terrestre senza causare danni rilevanti oppure ne causano di modesta entità. Se un meteoroide roccioso più grande di 25 metri, ma più piccolo di un chilometro (poco più di 1/2 km) colpisse la Terra, causerebbe probabilmente dei danni ingenti nella zona circostante. L'impatto di un corpo celeste più grande di 1-2 chilometri potrebbe avere conseguenze in tutto il mondo. L'asteroide noto potenzialmente pericoloso è Toutatis che misura 5,4 km di diametro. In confronto, gli asteroidi che popolano la fascia principale tra Marte e Giove come Cerere, che ha un diametro di 940 chilometri, non costituiscono una minaccia per la Terra. Come viene calcolata l'orbita degli asteroidi? L'orbita di un asteroide viene calcolata trovando il percorso ellittico intorno al Sole che meglio si adatta alle osservazioni disponibili. Ciò significa che, il calcolo del percorso dell'asteoride che orbita intorno al Sole si ottiene quando, le previsioni dell'oggetto celeste che avrebbe dovuto apparire nel cielo, vengono più volte calcolate e confrontate con le posizioni in cui il corpo celeste è stato effettivamente osservato in relazione al tempo stesso. Poiché le osservazioni sono sempre più utilizzate per migliorare ulteriormente il calcolo delle rispettive orbite, in futuro avremmo modo con una determinata precisione, di calcolare l'esatta posizione dei corpi celesti. Riferimento: NASA - Asteroid and Comet Watch
domenica 17 febbraio 2013
L'asteroide 2012 DA14 visto dal Siding Spring Observatory, Australia
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| Credits: Dave Herald. Used by permission - European Space Agency |
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| Fig.2 - Image courtesy of E. Guido/N. Howes/Remanzacco Observatory. |
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| Image credit: NASA/JPL-Caltech |
sabato 16 febbraio 2013
La meteora esplosa sugli Urali é stata la più grande degli ultimi cento anni



Gli scienziati affermano che la meteora che è esplosa in Russia il 15/02/2013 (video: 1, 2, 3) è stato il corpo celeste più grande che abbia mai colpito la Terra nell'arco temporale di un secolo.
martedì 12 febbraio 2013
Asteroidi in lontananza, impatti e conseguenze su scala globale
Le rocce provenienti dallo spazio colpiscono la Terra ogni giorno. Tuttavia, tanto maggiore é il diametro quanto minore sarà la probabilità di un impatto terrestre.
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