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venerdì 27 ottobre 2017

Siamo figli delle Stelle, da dove provengono gli elementi di cui siamo composti?

L'idrogeno presente nel tuo corpo in ogni molecola d'acqua proviene dal Big Bang. Non esistono altre fonti di idrogeno apprezzabili nell'Universo. Il carbonio di cui é composto il tuo corpo proviene dalla fusione nucleare avvenuta all'interno delle Stelle, così come l'ossigeno. Gran parte del ferro che é nel tuo corpo proviene da una esplosione stellare verificatasi molto tempo fa a una distanza per noi inimmaginabile, come mostra sopra il video della NASA. L'oro dei vostri gioielli proviene probabilmente dalle collisioni tra le stelle di neutroni che potrebbero essere state visibili come degli scatti a raggi gamma di breve durata o come degli eventi gravitazionali. Elementi come il fosforo e il rame sono presenti nei nostri corpi in piccole quantità ma sono essenziali per il corretto funzionamento della nostra vita. La tabella periodica in esame è stata codificata con i colori per indicare la migliore ipotesi sull'origine nucleare dell'umanità con riferimento a tutti gli elementi noti. L'origine nucleare di alcuni elementi, come il rame, é ancora sconosciuta e risulta quindi  in oggetto di studio tramite la ricerca osservazionale e computazionale. Tabella e spiegazione pubblicata sul sito APOD della NASA, gentilmente concessa dal Professore di Fisica che insegna Astrofisica e Astronomia presso la Michigan Tech Robert J. Reminoff, e da Jerry T. Bonnel, Astrofisico che lavora presso il NASA/Goddard Space Flight Center.

giovedì 29 giugno 2017

La prima immagine ad alta risoluzione della supergigante rossa Betelgeuse é del Telescopio ALMA

Betelgeuse fotografata in alta risoluzione per la prima volta.
Questa immagine ad alta risoluzione del telescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), mostra un confronto tra Betelgeuse, il Sole al centro, Mercurio, Venere, la Terra, Marte, Giove e Saturno e le relative distanze.
Betelgeuse è una supergigante rossa in una fase avanzata della sua evoluzione, gli scienziati non sanno ancora con esattezza quando esploderà diventando una supenova. Quando si verificherà questo evento, l’esplosione sarà visibile fino alla Terra anche di giorno. Betelgeuse atttualmente, risulta una delle stelle note più grandi, con un raggio maggiore di 1400 volte rispetto a quello del Sole. E' posizionata ad una distanza di circa 600 anni-luce, nella costellazione di Orione (il cacciatore). Il fatto che la supergigante rossa  fonda l'idorgeno in elio molto intensamente, spiega la sua 'breve' vita ed evoluzione. Gli scienziati hanno calcolato che esiste da circa 8 milioni di anni di anni.  Riferimento: Betelgeuse ripresa da ALMA - ESO.
Nel diagramma di Hertzsprung-Russell  Betelgeuse è stata ubicata nel ciclo evolutivo delle supergiganti rosse. Fonte: Hertzsprung-Russell Diagram - ESO.

martedì 16 maggio 2017

Radiazioni cosmiche in aumento del 13 per cento dal 2015

Nel grafico abbiamo: in ascissa il tempo e nell'ordinata i valori dei raggi cosmici
Il grafico mostra l'aumento delle radiazioni cosmiche rilevate dal Marzo 2015 fino a Maggio del 2017
Immagine del NASA/JPL-Caltech/SwRI

Quasi una volta alla settimana, Spaceweather.com e gli studenti di Earth to Sky Calculus liberano dalla California i palloni aereostatici che raggiungono la stratosfera. Questi palloncini sono dotati di sensori che rilevano le radiazioni dei Raggi Cosmici. I raggi cosmici possono sfiorare le nuvole, attivare un fulmine e penetrare negli aeroplani. Inoltre, ci sono vari studi ( 1, 2, 3, 4) che collegano li collegano all'aumento delle aritmie cardiache e alla morte cardiaca improvvisa. Le ultime misurazioni mostrano che si sono intensificate del 13% dal 2015. Ma perché aumentano? La ragione principale è il Sole. Quando si verificano le Esplosioni di Massa Coronale (CME), queste spazzano via i raggi cosmici prima che raggiungano la Terra. Durante il Massimo Solare, i CME sono abbondanti e i raggi cosmici sono contenuti. Attualmente, il Ciclo Solare si muove verso il minimo solare, permettendo il ritorno dei raggi cosmici. Un altro motivo potrebbe essere l'indebolimento del campo magnetico della Terra, che aiuta a proteggerci dalla radiazione spaziali.

martedì 28 febbraio 2017

Misurazione della velocità della luce tra la Terra e la Luna

Questo modello realizzato in scala mostra il tempo che impiega un fascio di fotoni a percorrere la distanza tra la Terra e la Luna (384.400 km), stimata in circa 1,26 secondi. Un anno luce corrisponde a 9.460.730.472.581 km, equivale a circa 9.460 miliardi di chilometri, approssimativamente, 63.241 volte la distanza che intercorre tra la Terra e il Sole, misurata in UA (Unità Astronomica).

domenica 15 novembre 2015

Hubble mostra la futura collisione tra la Via Lattea e la Galassia di Andromeda

 
Questa illustrazione mostra la traiettoria di collisione che percorreranno la Via Lattea e la galassia di Andromeda. Le galassie si muovono nella stessa direzione sotto la spinta inesorabile della rispettiva forza di gravità. Sopra Andromeda appare una galassia di ridotte dimensioni, la Galassia del Triangolo, che impatterà con le altre due Galassie fondendosi insieme. (Credit: NASA, ESA, A. Feild e R. van der Marel, STScI)
Questa animazione raffigura la futura collisione che si verificherà tra la Via Lattea e la galassia di Andromeda. Le osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble indicano che le due galassie, attratte dalla rispettiva forza di gravità, collideranno tra circa 4 miliardi di anni. In seguito, tra circa 6 miliardi di anni, si fonderanno per formare una singola galassia. Il video mostra anche la Galassia del Triangolo che si unirà nella collisione e probabilmente più tardi si fonderà con la coppia Andromeda/Via Lattea. Visualizzazione realizzata dal: NASA, ESA. Simulazione: NASA, ESA, G. Besla, Columbia University, e R. van der Marel, STScI. Articolo di riferimento: NASA's Hubble Shows Milky Way is Destined for Head-On Collision.

mercoledì 23 ottobre 2013

CHANDRA osserva per la prima volta rapide variazioni di una Stella di Neutroni

Riferimento: CHANDRA X - Ray Observatory  IGR J18245-2452: Neutron Star Undergoes Wild Behavior Changes
Queste due immagini effettuate dal Chandra X - ray Observatory della NASA mostrano un grande cambiamento della luminosità di una stella di neutroni, o pulsar, in rapida rotazione, avvenuto tra il 2006 e il 2013. La stella di neutroni - il residuo estremamente denso lasciato da una supernova -  descrive un orbita stretta attorno a una stella di massa ridotta. Questo sistema di stelle binario denominato, IGR J18245 -2452 è un membro del gruppo globulare M28.

lunedì 20 maggio 2013

giovedì 16 maggio 2013

Il telescopio spaziale Fermi ha intercettato un lampo gamma super potente e molto vicino

Questo potentissimo lampo gamma è stato osservato ad una distanza di «appena» 3 miliardi e mezzo di anni luce, ed è per questo che i telescopi da Terra hanno potuto intercettarlo. A far scattare l'allerta è stato il telescopio spaziale Fermi della Nasa, al quale l'Italia partecipa con Inaf, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
Questa illustrazione artistica mostra dei Raggi Cosmici che attraversano l'atmosfera terrestre. Di NSF/J. Yang, tratta da Space.com "Mysterious Cosmic Rays Leave Scientists in the Dark".
L'immagine, acquisita il 23 gennaio 1999, mostra la coda di emissione ottica del gamma-ray burst GRB-990123. Il lampo è visibile come un punto chiaro indicato nel riquadro a sinistra. È identificabile, inoltre, la galassia ospite dell'evento (l'oggetto a forma di filamento sopra il GRB), che sembra essere stata distorta dalla collisione con un'altra galassia. Riferimento e Immagine ad Alta Risoluzione Hubble Space Telescope
Uno studio conferma l'origine dei Raggi Gamma. Articolo di Lynn Chandler, del NASA's Goddard Space Flight Center. "Breakthrough Study Confirms Cause of Short Gamma-Ray Bursts" University of Maryland
Il telescopio spaziale Fermi ha intercettato un lampo gamma super potente e molto vicino, facendo scattare l’allerta tra gli astrofisici di tutto il mondo.

martedì 30 aprile 2013

La formazione del buco nero di massa stellare Cygnus X-1

Fonte: Optical: DSS; Illustration: NASA/CXC/M.Weiss. Cygnus X-1: NASA's Chandra Adds to Black Hole Birth Announcement.
A sinistra, e visibile un'immagine ottica realizzata dalla Digitized Sky Survey, delineata dal riquadro rosso, che mostra una sorgente cosmica di raggi X tra le più studiate, denominata, Cygnus X-1. Cygnus X-1 si trova vicino alle grandi regioni attive di formazioni stellari della Via Lattea, come si vede in questa immagine che si estende su circa 700 anni luce.

mercoledì 24 aprile 2013

Mappa interattiva del Sole realizzata dal Jet Propulsion Laboratory

Una nuova Mappa Interattiva del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA realizzata a scopo didattico, che illustra le caratteristiche generali della Stella che ci fornisce quotidianamente l'energia indispensabile per la vita sulla Terra.

martedì 19 marzo 2013

Come si calcola il numero di Macchie Solari

Nel grafico é rappresentato il numero di macchie solari, calcolato in base alle rilevazioni effettuate da osservatori di tutto il mondo, rilevate dal 1745 ad oggi.
Gli scienziati seguono i Cicli Solari contando le macchie che si generano nelle zone dove si riscontra la formazione di spire magnetiche osservabili attraverso la superficie visibile della Stella. Il conteggio delle macchie solari non è così semplice come sembra. Se osservassimo il Sole attraverso un paio di binocoli, adeguatamente filtranti di bassa potenza, saremmo in grado di vedere due o tre grandi macchie. Un osservatore che scruta attraverso un potente telescopio potrebbe vederne 10 o 20. Un potente osservatorio spaziale potrebbe vederne un numero maggiore, per esempio, da 50 a 100. Qual' è il numero corretto delle macchie solari? Ci sono due metodi ufficiali comunemente utilizzati, con cui si calcola il numero di macchie solari. Il primo é il consueto "Boulder Sunspot Number", che viene usato dal NOAA Space Environment Center e utilizza una formula messa a punto da Rudolph Lupo nel 1848: R = k (10g + s), dove R è il numero di macchie solari, g è il numero di gruppi di macchie sul disco solare, s è il numero totale di punti singoli in tutti i gruppi, e k è un fattore di scala variabile (in genere <1) che serve per osservare le condizioni e il tipo di telescopio (binocoli, telescopi spaziali, ecc.) Gli scienziati combinano i dati di un numero elevato forniti da vari osservatori, ognuno con il proprio fattore k, per arrivare ad un valore giornaliero. Il Numero di Boulder (riferito quotidianamente dal SpaceWeather.com) é di Solito circa il 25% superiore a quello relativo al secondo indice Ufficiale"International Sunspot Number," pubblicato quotidianamente dal SIDC - Solar Influences Data Analysis Center situato in Belgio. I numeri vengono calcolati tramite la stessa formula di base, sia con il numero Boulder che col l'International Sunspot Number, che incorporano i dati comunicati da diversi Osservatori.E' sempre valida la Regola Generale: se uno dei numeri di macchie solari ufficiale si divide per 15, si otterrà il numero approssimativo delle singole macchie visibili sul disco solare se guardate il Sole proiettando la propria immagine su un piatto di carta con un piccolo telescopio
ALTRI RIFERIMENTI: Sunspot Plotter -- Explore the sunspot cycle with this interactive tool

Solar Influences Data Center -- source of the official International Sunspot Number.

Rudolf Wolf -- inventor of the modern sunspot number

Severe Space Weather--Social and Economic Impacts

Spotless Sun--the Blankest Year of the Space Age  Riferimento: SPACEWATHER.COM - The Sun Spot Number

mercoledì 6 marzo 2013

Un oceano di acqua salata sotto la superficie del satellite di Giove, Europa

Il satellite di Giove, Europa. Immagine del NASA/JPL/Ted Stryk
Secondo la teoria più accreditata dagli scienziati il satellite di Giove Europa, contiene sotto la superficie esterna, un oceano costituito da acqua allo stato liquido. Immagine fornita dal NASA/JPL - PHOTOJOURNAL
Secondo nuove prove fornite sulla luna di Giove, Europa, i sali di cloruro contenuti all'interno dell'oceano presente sotto la crosta del satellite di Giove, raggiungono la superficie esterna ghiacciata, bombardata dallo zolfo eruttato dai vulcani. Le nuove scoperte forniscono le risposte alle domande che sono state poste dai tempi delle missioni della NASA Voyager e Galileo. Questa immagina é un illustrazione artistica di Europa (in primo piano), Giove (a destra) e Io (al centro). Immagine del NASA/JPL-Caltech/University of Arizona
Se si potesse 'assaggiare' e analizzare la superficie ghiacciata della luna di Giove, Europa, si effettuerebbe anche  un campionamento del mare sottostante.

venerdì 1 marzo 2013

Le sonde della NASA scoprono una terza fascia di Van Allen


Il 31 agosto 2012 esplose una gigantesca prominenza sul Sole che determinò l'invio di particelle ad alta velocità con un onda d'urto che si avvicinò alla Terra. Questo evento può essere stato una delle cause che ha originato due giorni dopo, una terza fascia di radiazioni intorno alla Terra, un fenomeno che è stato osservato per la prima volta da quando sono state lanciate in orbita le sonde di Van Allen. Questa immagine venne catturata dal NASA Solar Dynamics Observatory (SDO). Riferimento: NASA/SDO/AIA/Goddard Space Flight Center
Nel 1958 furono scoperte intorno alla Terra due grandi fasce di radiazioni, note come le fasce di Van Allen. Nel 2012, le osservazioni delle sonde hanno dimostrato che a volte é possibile vedere la presenza di una terza fascia. La radiazione in questa immagine é mostrata in giallo, il verde rappresenta gli spazi tra le cinture. Fonte: NASA/Sonde Van Allen /Goddard Space Flight Center

Una variazione del consueto programma di osservazione da parte degli scienziati ha permesso di scoprire una terza cintura di radiazione intorno alla Terra.

lunedì 25 febbraio 2013

Mercurio osservato da MESSENGER

NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington, immagine ad alta risoluzione.
Questa immagine colorata di Mercurio è stata realizzata utilizzando le rilevazioni effettuate durante la missione della NASA, MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry and Ranging), lanciata il 3 agosto 2004 che è stata progettata per studiare le caratteristiche e l'ambiente del pianeta Mercurio. Il 18 marzo 2011 è entrata in orbita ermeocentrica. Questi colori non sono quelli che percepisce l'occhio umano, ma sono stati prodotti in modo tale da diversificare la composizione chimica, mineralogica, e le caratteristiche fisiche esistenti tra le rocce che compongono la superficie di Mercurio. Gli obiettivi scientifici della missione consistono nello studiare la composizione chimica della superficie, la sua storia geologica, la natura del suo campo magnetico, la dimensione e le caratteristiche del nucleo, la natura dell'esosfera e della magnetosfera. Riferimento: NASA - Colors of the Innermost Planet

sabato 23 febbraio 2013

Il Bagliore della meteora di Chelyabinsk


Image Credit & Copyright: Marat Ahmetvaleev
La scia del meteorite che precipitò sulla Terra ad una velocità di 20 kilometri al secondo il 15/02/2013 venne osservata a circa 20-30 km sopra la città di Chelyabinsk in Russia, alle 9:20 del mattino, ora locale.

Guida interattiva dell'Evoluzione Stellare


Chandra X-ray Center, Operated for NASA by the Smithsonian Astrophysical Observatory. Immagine ad Alta Risoluzione. Riferimento: Chandra Stellar Evolution
Questa mappa interattiva realizzata dagli astronomi che hanno analizzato i dati del Telescopio Spaziale, Chandra X - Ray Observatory, mostra le fasi dell'evoluzione delle Stelle.

lunedì 18 febbraio 2013

Quali sono le differenze tra un Asteroide, Cometa, Meteoride, Meteora e Meteorite?

Flickr - Name that Space Rock
Differenza fra meteoroide, meteora, bolide e meteorite. Di Alessandro Gelagi (Geologo)
Gli asteroidi che avvicinano alla Terra. Riferimento: NASA/JPL-Caltech  
Asteroide
C
orpo roccioso relativamente piccolo, attivo, in orbita attorno al Sole.
Cometa
C
orpo celeste relativamente piccolo, costituito prevalentemente di ghiaccio a volte attivo, che può vaporizzare trasformandosi in un lampo di luce che forma un atmosfera di polveri e gas e, talvolta, una coda di polvere e/o gas.
Meteoroide  Frammento di dimensioni ridotte di una cometa o di asteroide che orbita attorno al Sole.
Meteora
Frammento di una cometa o di un asteroide (meteoride)
che entrando nell'atmosfera si incendia a causa dell'attrito e che vaporizzandosi assume le caratteristiche della 'stella cadente'.
Meteorite
Un meteoroide che supera l'atmosfera e impatta sulla superficie terrestre formando un cratere.
Dimensione e frequenza
 

Una volta l'anno circa, un oggetto delle dimensioni di un asteroide penetra attraverso l'atmosfera terrestre, generando un impressionante palla di fuoco che brucia prima di raggiungere la superficie. Ogni 2.000 anni circa, un meteoride delle dimensioni di un campo di calcio colpisce la Terra e provoca danni significativi nel territorio. Infine, solo una volta ogni qualche milione di anni, precipita un oggetto abbastanza grande tanto da minacciare le specie viventi. I crateri da impatto sulla Terra, sulla Luna e sugli altri corpi celesti rappresentano la prova di questi eventi. Le rocce spaziali più piccole, di circa 25 metri, bruciano quando entrano nell'atmosfera terrestre senza causare danni rilevanti oppure ne causano di modesta entità. Se un meteoroide roccioso più grande di 25 metri, ma più piccolo di un chilometro (poco più di 1/2 km) colpisse la Terra, causerebbe probabilmente dei danni ingenti nella zona circostante. L'impatto di un corpo celeste più grande di 1-2 chilometri potrebbe avere conseguenze in tutto il mondo. L'asteroide noto potenzialmente pericoloso è Toutatis che misura 5,4 km di diametro. In confronto, gli asteroidi che popolano la fascia principale tra Marte e Giove come Cerere, che ha un diametro di 940 chilometri, non costituiscono una minaccia per la Terra. Come viene calcolata l'orbita degli asteroidi? L'orbita di un asteroide viene calcolata trovando il percorso ellittico intorno al Sole che meglio si adatta alle osservazioni disponibili. Ciò significa che, il calcolo del percorso dell'asteoride che orbita intorno al Sole si ottiene quando, le previsioni dell'oggetto celeste che avrebbe dovuto apparire nel cielo, vengono più volte calcolate e confrontate con le posizioni in cui il corpo celeste è stato effettivamente osservato in relazione al tempo stesso. Poiché le osservazioni sono sempre più utilizzate per migliorare ulteriormente il calcolo delle rispettive orbite, in futuro avremmo modo con una determinata precisione, di calcolare l'esatta posizione dei corpi celesti. Riferimento: NASA - Asteroid and Comet Watch

domenica 17 febbraio 2013

L'asteroide 2012 DA14 visto dal Siding Spring Observatory, Australia

Credits: Dave Herald. Used by permission - European Space Agency
Fig.2 - Image courtesy of E. Guido/N. Howes/Remanzacco Observatory.
Image credit: NASA/JPL-Caltech 
Sul sito della NASA é stato pubblicato un breve video che mostra una serie di immagini animate effettuate dal telescopio del Siding Spring Observatory (Fig.2), in cui si evidenzia il percorso dell'asteroide 2012 DA14 che percorre la rispettiva traiettoria, da sinistra a destra, evidenziata in questo timelaps. L'asteroide con un diametro di 50 metri per 130 mila tonnellate, ha 'sfiorato' la Terra ad una velocità di circa 7,8 km/secondo, passando ad una distanza di 27680 chilometri, da sud verso nord. Le immagini sono state rilevate alle 09:40 PST (12:40 EST, o 17:40 UTC) il 15 febbraio 2013.

sabato 16 febbraio 2013

La meteora esplosa sugli Urali é stata la più grande degli ultimi cento anni

















 
Fig. 3 Le onde sonore a bassa frequenza propagate nell'atmosfera a causa dell'esplosione. CREDIT: isoundhunter Fig. 4 - L'impatto della meteora di modeste dimensioni che si é disintegrata il 15/02/2013 nella bassa atmosfera sopra la regione di Chelyabinsk negli Urali in Russia, é stato rilevato anche dai sismografi dell'U.S. Geological Survey.
Gli scienziati affermano che la meteora che è esplosa in Russia il 15/02/2013 (video: 1, 2, 3)  è stato il corpo celeste più grande che abbia mai colpito la Terra nell'arco temporale di un secolo.

martedì 12 febbraio 2013

Asteroidi in lontananza, impatti e conseguenze su scala globale

Le rocce provenienti dallo spazio colpiscono la Terra ogni giorno. Tuttavia, tanto maggiore é il diametro quanto minore sarà la probabilità di un impatto terrestre.