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domenica 2 novembre 2014

Gu Shu Sala da tè e non solo


Nasce a Napoli con una sala da tè l’Associazione Gu Shu
Non deve meravigliare che nella città italiana tempio del caffè sia nata un’Associazione per la diffusione della Cultura del Tè e delle piccole cose dimenticate.
Napoli è una città levantina e multietnica dove le influenze storiche e culturali hanno sempre lasciato una traccia importante e positiva.
Così, nel pieno centro storico, sul decumano minore in Via San Biagio dei librai ha trovato sede l’Associazione Gu Shu, fondata per volere e caparbietà di Giustino Catalano, Giuseppe Musella e Riccardo Abbruzzese, rispettivamente il primo enogastronomo appassionato di tè, il secondo noto commerciante di tè ed il terzo ex chef de Rang dell’Hotel Romeo.
Alle loro spalle un foltissimo numero di campani appassionati della foglia verde della Camelia hanno fatto si che i tre si prendessero la briga di costituire un’Associazione con una sede prestigiosissima quale è il Palazzo Diomede Carafa, edificio a 30 passi dalla statua del Nilo – nota ai napoletani come il Corpo di Napoli – del 1442.


Proprio al suo interno nelle due finestre che affacciano sulla copia della testa di cavallo che fu donata al Principe letterato da Lorenzo il Magnifico l’associazione Gu Shu (che significa “Albero vecchio” ) ha costituito la propria sede sociale con una sala da tè in pieno stile cinese.
“Qui con i nostri associati, che auspichiamo saranno molti, scopriremo tutti i segreti della bevanda e la abbineremo a piccole produzioni tradizionali italiane (ndr le piccole cose dimenticate) per dimostrare ancora una volta che il tè non è solo una bevanda per pasticcini ma soprattutto la bevanda di oltre la metà della popolazione mondiale con la quale si pasteggia”, alle parole del Presidente pro tempore Giustino Catalano fanno eco quelle del Vice Presidente Giuseppe Musella il quale afferma “non ci siamo inventati nulla di nuovo. Il tè nel centro di Napoli non è nessuna novità. Proprio su San Biagio dei Librai, nello storico Palazzo Venezia – ex ambasciata della Repubblica Serenissima dalla metà del ‘400, verso la fine del settecento fu costruito un giardino d’inverno nel quale si serviva regolarmente il tè e non il caffè”.
Lunedì 3 novembre dalle 17,00 l’inaugurazione della sede associativa dove ovviamente saranno serviti dei tè molto rari.
Il Marchio Gu Shu è un marchio registrato.
Nell‘invitare tutti il Tesoriere Riccardo Abbruzzese precisa che “l’Associazione e la Sala da Tè sono le prime in assoluto nel Sud Italia e che il tesseramento ha il costo annuale di 10 euro grazie al quale oltre che accedere alla Sala si ha anche diritto ad uno sconto del 10% su tutti i tè venduti nella vicina bottega del tè Qualcosaditè”.
Da Martedì 4 novembre la sala sarà aperta a tutti i soci dalle 10 alle 20 con il solo giorno di chiusura previsto di domenica.


Gu Shu
Associazione per la diffusione della cultura
del tè e delle piccole cose dimenticate

venerdì 1 agosto 2014

Cous cous allo zenzero e lime su salsa fredda alla mediterranea per #GalleriadelsaporeCirio


Il 9 luglio ho avuto la possibilità, invitata da Mariachiara Montera, di partecipare alla Galleria del Sapore Cirio presso la Città del Gusto del Gambero Rosso a Napoli, terza tappa dopo Torino e Roma. 
Amore per la cucina e arte si sono incontrati in ogni tappa, dove ogni volta hanno cucinato 16 food blogger accompagnati da una performance live di un visual artist, Rosario, di 9periodico, per testimoniare che cucinare è arte, cucinare è la massima espressione della creatività. 
Un'esposizione temporanea del gusto di opere tirate fuori dall' artistic box. Su ogni postazione dove c'erano fuochi a induzione, tegami, padelle e coltelli, ci hanno fatto trovare un misterioso cesto coperto da un telo dove vi si trovavano tre ingredienti da usare obbligatoriamente e da abbinare ad altri a nostra scelta tra quelli in dotazione della cucina. 
Alzo il telo e cosa vedo? Una meravigliosa orata che profumava di mare, una radice di zenzero e un barattolo di polpa Cirio. Sinceramente ho avuto un attimo di panico: come potevo mai abbinare zenzero e pomodoro? Un ingrediente cosi mediterraneo e casareccio da abbinare a un aroma così lontano dalle mie memorie gustative? Ho avuto all'inizio un rifiuto di cimentarmi, anzi avevo sinceramente intenzione di protestare e esprimere il mio disappunto al bravissimo chef Luca Ogliotti, il quale doveva poi assaggiare il mio piatto e giudicarlo. 
Ma poi ecco arrivata l'ispirazione artistica! Decido di elaborare e manipolare il pomodoro e lo zenzero come se avessi dovuto fare due ricette distinte e accostarle in modo da percepire i sapori sempre in maniera distinta ma facendoli amalgamare sollo alla fine in bocca. Tutto questo all'apertura del barattolo; avete presente quando sbollentate i pomodori freschi, li spellate e poi li passate; avete presente quel profumo mentre siete intenti a far girare il passaverdure? Ecco questo è l'odore che emanava quella polpa, odore di pomodoro fresco, appena raccolto e tale l'ho voluto lasciare.
E allora tutti impegnati con le proprie opere secondo quanto uscito dal box, tutti, come me a sbirciare il box accanto, a far fronte a piccoli problemi, tutti a eseguire finalmente una ricetta che in un lampo senti come una piccola grande opera che stai creando, tutti soddisfati di avercela finalmente fatta. 
Poi uno alla volta tutti a presentare i piatti allo chef, tutti a guardare attentamente la sua espressione durante l'assaggio, tutti attenti ad ascoltare il suo giudizio come se avessimo dovuto captare qualcosa di determinante per il nostro orgoglio di blogger. 
Il mio piatto? Lui l'ha trovato un po' povero di sale (e questo me l'aspettavo visto che, da buon romano, durante il master class ci ha presentato dei crostini al pecorino e un'amatriciana rivisitata; e visto che ho l'abitudine di usarne davvero poco) però in compenso ha sottolineato l'aspetto positivo di questa carenza, perché in questo modo si poteva sentire l'aroma dello zenzero e di tutti gli altri elementi della mia preparazione; si è poi complimentato per la croccantezza e per il sapore distinto delle verdure; alla fine ha detto: brava, davvero buono


Ingredienti
2 bicchieri di cous cous
1 radice di zenzero
1 lime
1 peperone rosso
1 zucchina
1 carota
½ porro
1 orata da 600/700 g
1 barattolo di polpa Cirio
basilico fresco
olio evo
sale
Preparazione
Fare un brodo con 750ml di acqua lo zenzero e la buccia di lime, lasciando sobbollire coperto per una ventina di minuti. Spegnere e filtrare. Versare 2 bicchieri di cous cous in una pirofila larga, aggiungere 2 bicchieri e mezzo di brodo e un filo di olio; amalgamare e lasciar idratare per 5 minuti, poi sgranare con le mani. Nel frattempo arrostire il peperone , spellarlo e tagliarlo a dadini; tagliare a dadini anche zucchine, carote e porro e brasarli separatamente in tegame coperto senza olio. Pulire l'orata, sfilettarla e tagliarla a dadini; rosolarla velocemente in padella con un filo di olio per 1 minuto. Riunire tutti gli ingredienti nella stessa pirofila del cous cous. Per la salsa aprire il barattolo di polpa versarlo in un boccale, aggiungere un pizzico di sale, 4cucchiai di olio,delle foglie di basilico sminuzzato. Frullare fino ad ottenere un'emulsione omogenea e vellutata. Adagiare delle cucchiaiate di salsa fredda in un piatto fondo, sistemare il cous cous sopra la salsa e completare con un filo di olio


Il mio piatto presentato durante la sfida

I sedici blogger di Napoli

I blogger, l'artista, lo chef, la cara Mariachiara e lo staff della Cirio

Un bellissimo selfie

Lo chef Luca Ogliotti

La performance live di Rosario

Ed io grata per questa bellissima esperienza

lunedì 3 febbraio 2014

Un'invito speciale a "L'ora del Patè"


Lunedì 10 febbraio 2014 – ore 18.30 – Presentazione del volume L’ora del paté a cura di Alessandra Gennaro, illustrazioni di Roberta Sapino, fotografie di Sabrina de Polo (Sagep Editori, collana I libri dell’MTChallenge, 144 pagine, euro 18,00) presso Mondadori Duomo di piazza Duomo, Milano – con la partecipazione straordinaria di Paolo Massobrio, Daniela Lucisano e Alessandra Gennaro.
A Natale ha fatto impazzire la blogsfera con il mantra “Questo Natale #bastabiscotti”.
Un caso editoriale: la prima tiratura esaurita in soli 6 giorni. Ora L’ora del paté, curato da Alessandra Gennaro, con illustrazioni di Roberta Sapino e fotografie di Sabrina de Polo, edito per i tipi di Sagep Editori (144 pagine, brossura con bandelle, euro 18,00) arriva finalmente a Milano, lunedì 10 febbraio 2014, alle ore 18.30 nello Spazio Eventi, posto al terzo piano di Mondadori Duomo (piazza Duomo, 1 – Milano). La presentazione sarà curata dal giornalista Paolo Massobrio e da Daniela Lucisano, nuovo direttore di “A Tavola”, con la partecipazione di Alessandra Gennaro.
Con L’ora del paté nasce la collana “I libri dell’MTChallenge”, sviluppo su carta della sfida di cucina più popolare del web (www.mtchallenge.com), che conta ad oggi un archivio di oltre 5.000 ricette inedite. Il volume comprende oltre ottanta ricette di paté, pani, cracker, grissini, burro e composte, conditi da aneddoti storici, suggerimenti tecnici e curiosità.
 Grazie allo “style” innovativo, alla grafica accattivante, alle illustrazioni e composizioni fotografiche che seguono il gusto contemporaneo, il volume si posiziona in un segmento di mercato che sta spopolando nell’editoria mondiale: l’home made.
Le novità del volume: stile estremamente innovativo per i libri di cucina Made in Italy e la comunicazione online, che vede sul fronte molti tra i foodblog più seguiti della rete.
L’mtchallenge è una sfida culinaria sul web, nata per iniziativa di Alessandra Gennaro, nel maggio del 2010 e liberamente ispirata a The Daring Challenge: è il gioco in rete più grande d’Italia. Coinvolge una community di 150 membri che partecipano assiduamente a ogni gara, oltre ad un pubblico molto più ampio di lettori affezionati e di osservatori interessati, compresi i media che si occupano di cibo.
Acquistando il volume, inoltre, si sosterrà il progetto “cuore di bimbi” della Fondazione “aiutare i bambini” (www.aiutareibambini.it) di Milano.

Info line:
SAGEP EDITORI
tel 010 5959539

mercoledì 11 dicembre 2013

Vini Ville e Sapori: La scoperta del Gusto nella Terra dei Buoni


Porta d'ingresso Villa Camplieto, Ercolano, Na

Ci ho messo un po’ di giorni a scrivere questo post; molti lo aspettavano, qualcuno me lo ha chiesto, altri sono rimasti un po’ delusi per essere venuti qui a cercarlo molte volte e non averlo trovato.
Ma la fatica di mettere delle idee in ordine e buttarle giù è stata davvero tanta, perché ho avuto una mente e un cuore affollati di immagini, emozioni, incontri, sensazioni, odori e sapori tutti entrati in me nell’arco di una serata. E l’indomani poi la prima sensazione che ho avuto al risveglio è stata un’incredulità infantile mista a una meravigliosa esterefazione per il senso del bello che ho avuto la possibilità di vivere.
Tutto questo durante Vini Ville e Sapori, a Villa Campolieto, fra affreschi e architetture vanvitelliane, una kermesse  per condurre il visitatore alla scoperta di antiche dimore storiche attraverso un’enogastronomia di qualità.
Villa Campolieto è una dimora storica che si trova a Ercolano entro il tratto del Miglio d’oro, che corre lungo la Tirrenia Inferiore identificata un tempo come la Strada Regia della Calabrie. Il Miglio d’oro corrisponde esattamente a un miglio, l’unità di misura della Provincia di Napoli, prima dell’unificazione; un percorso che  vanta una ricchezza di ville nobiliari costruite a partire dal ‘700. Carlo di Borbone, visitando la villa del duca di Elboeuf, rimanendo  affascinato dalla bellezza del paesaggio vesuviano e dalla dolcezza del suo clima, commissionò la costruzione della Reggia di Portici.
Dopo di lui molti nobili seguirono il suo esempio  e decisero di trasferirsi lungo quel tratto facendosi costruire da importanti architetti ville sontuose con giardini e fontane.
Ma gli eredi degli aristocratici borbonici non furono in grado di garantirne la conservazione per cui il Parlamento italiano, nel 1971 istituì l’Ente per le Ville Vesuviane per provvedere alla conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio artistico delle ville.
Grazie al supporto di questa Fondazione  è da otto anni che Vini Ville e Sapori  è ormai l’evento più atteso.
Trenta cantine con oltre 100 etichette, accompagnati da un ventaglio di prodotti a tutela regionale, per delinearsi in un festival dei territori e delle tradizioni ma quelle buone e sane, con l’intento di rispondere e contrapporsi, quest’anno, alla violenta campagna mediatica che ha inevitabilmente dilaniato la nostra meravigliosa regione.
La Terra dei Buoni che si contrappone alla Terra dei Fuochi
La situazione di cui  parla la cronaca degli ultimi tempi è drammatica, ma è limitata a una piccola porzione di un vastissimo territorio, che produce delle eccellenze continuamente monitorate e salvaguardate.
Antonio Lucisano, direttore del consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop, chiede delle azioni immediate, visto che i danni riguardanti il settore si aggirano intorno ai 20 milioni di euro.
In un incontro che ho avuto con lui, prima di questo evento, ricordo la sua veemenza, durante un’intervista a cui ho assistito, a sottolineare che le bufale vivono all’interno di recinti chiusi, con nessuna possibilità di contaminazioni con nessun tipo di rifiuti. E in un caseificio mediamente in un anno entrano 200 volte per effettuare tutti i tipi di controlli.
Ed io che in un caseificio ci lavoro, vedo questi controlli e vedo che le bufale non pascolano.
Ma torniamo a Villa Campolieto e alla mia presenza in quell’incantevole cornice.
Anzi carissimi, lascio il posto alle immagini, che talvolta sono molto più eloquenti persino di un minuzioso trattato.

Sala di Minerva e Mercurio, Villa Campolieto, Ercolano
Aperitivo e primi assaggi



Nella Cappella Gentilizia i laboratori


Laboratorio delle Bollicine campane 

 e laboratorio delle Birre artigianali
a cura dell'AIS delegazione comuni vesuviani rappresentata da Pasquale Brillante



Laboratorio dei pecorini campani a cura dell'Onaf di Caserta e di Napoli
condotto dal maestro Mario Sanza


Laboratorio del latte nobile dell' Appennino Campano
a cura dello Slow Food condotta del Vesuvio


Laboratorio dell'olio  a cura della Coldiretti
condotto da Maria Luisa Ambrosino capo panel CCIA di Napoli


Forum La Terra dei Buoni 
La salvaguardia dei territori agricoli campani per una filiera produttiva di qualità
Con Antonio Lucisano, Alfonso Carbonelli, Massimo Di Porzio,Felice Biasco


Le Sale del Gusto


Onaf

Patata ricciona ripiena di Provolone del Monaco con musetto di vitello e polpo
dello chef Agostino Petrosino del ristorante La Casa degli Angeli


La mela annurca igp

Pasquale Di Matteo dell' Associazione Matese e dintorni

Il miele

E per finire nella sala dell'Incannucciata 





con i miei amati lievitati e la mia amata ricotta di bufala

 Pane di segale integrale al sesamo bianco con ricotta e marmellata di arance al cardamomo

Focaccia di farina di grano duro integrale con mousse di ricotta al pecorino e olive nere

Pane integrale di farro alle noci con ricotta e pere caramellate al miele cannella e pepe

Crakers al rosmarino con ricotta e crema di castagne e zucca


Tutti gli impasti, ovviamente con lievito madre

sabato 13 luglio 2013

Due poesie, una canzone, la mozzarella e un grazie immenso a tutti coloro che mi amano: eccomi negli ANTA‼!





Tempo di bilanci e di riflessioni, tempo di tirare le somme.
No,  non è vero che oggi è come ieri e così sarà anche domani.
Entrare nei quaranta ti fa riflettere, ti fa fermare, ti fa pensare in un modo più prepotente e irruente.
Qualcosa cambia. Una maturità diversa e una diversa consapevolezza su come affronti le cose, la vita, le persone.
Di persone ne ho incontrate tante nella mia vita. La scuola, il lavoro, le vacanze, le uscite, la chiesa, i convegni, gli eventi, gli ospedali, le feste, il blog: tutti veicoli per conoscere gente, per capire come va il mondo, renderti conto di chi resta e chi va.
Numeri di telefono scambiati e mai composti,  promesse di rivedersi ma anche tanti vaffa…
Persone profonde, a volte strana gente, altre volte superficiali, evanescenti e inconsistenti, molte, tante con fardelli pesanti che a stento procedono a piccoli e lenti passi.
Tante, davvero tante persone ho incontrato; tutte meriterebbero un ricordo e una citazione in questo mio  tempo di bilanci.
Ad ognuna di loro lascio in dono questa poesia del mio amico Franco Russo:

Trova il tempo di riflettere, è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare, è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere, è la base del sapere.
Trova il tempo d'essere gentile, è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare, è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo d'esser contento, è la musica dell'anima.
Trova il tempo di amare, è la vera gioia del vivere.
Franco ho avuto modo di conoscerlo poco più di un anno fa; non ci siamo visti tantissime volte, non abbiamo avuto modo di frequentarci tanto, non c’è stata possibilità di avere degli scambi frequenti, ma ha lasciato una profonda impronta in me, perché leggendo soltanto quattro righe che avevo scritto, mi diede l’impressione che avesse capito la storia di tutta la mia vita.
Poi scoprii che scriveva poesie, poi scoprii ancora a casa di un amico comune un suo libro di poesie e allora mi si aprirono nuovi orizzonti e mi spiegai il perché del suo innato intuito.
Per il mio compleanno, mi ha regalato questa poesia:


PALPITI DEL CUORE

Accompagna per strada, mai solo,
i palpiti del cuore che ascolti,
con passi decisi e, sereno,
se cadi, ti rialzi e riparti.

Alla luce del sole profondi,
la forza, i valori e l’impegno,
il fiore all’occhiello che serve,
più linfa per tralci e radici.

Le vuote parole soffuse,
son gocce di nebbia sbiadite,
dai raggi dell’unica Luce,
che dona calore a chi crede.

Quell’uomo che spande giudizi,
e non cura nel seno le azioni,
magari largheggia in errori,
eterni piaceri e cancrene.

Natura, pur essa ha smarrito,
di madre fedele il suo senso,
un fiume travasa se in piena,
trasforma il suo letto e la via.

Lassù c’è qualcuno che sa,
e parla in silenzio a chi ascolta,
parole di vita da amare,
nutrimento indistinto d’amore. 

Franco RUSSO

C’è un’altra persona molto speciale, che, volutamente, non cito e che da tre anni mi ha permesso di cominciare un cammino verso la consapevolezza, un cammino praticamente verso me stessa e dentro me stessa, durante il quale è nato anche il mio blog. Un cammino ancora da percorrere e ancora difficile, ma intanto si cammina………
E c’è ancora un’altra persona molto speciale, si chiama Rita Festa, un’interprete di canzoni classiche napoletane e non.
Una donna da una voce calda, profonda e sensuale, che ti fa emozionare quando l’ascolti e ti penetra dentro.
Ma non è solo questo che la rende speciale ai miei occhi.
 Al termine di un evento che facemmo insieme, ci conoscevamo appena, mi accarezzò, mi diede un bacio e anche stavolta mi sentii dire delle parole come se mi conoscesse profondamente. I miei occhi si riempirono di lacrime e da allora ho avuto sempre un dolce ricordo di lei.
Le ho chiesto di farmi dono di una canzone che fosse un inno alla vita:
                                                                                                                
“Gracias a la vida, que me ha dado tanto
me dió dos luceros, que cuando los abro
perfecto distingo, lo negro del blanco
y en el alto cielo, su fondo estrellado
y en las multitudes, el hombre que yo amo

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
me ha dado el oído, que en todo su ancho
graba noche y día, grillos y canarios
martillos, turbinas, ladridos, chubascos
y la voz tan tierna, de mi bien amado

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
me ha dado el sonido, y el abecedario
con el las palabras, que pienso y declaro
madre, amigo, hermano y luz alumbrando
la ruta del alma del que estoy amando

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
me ha dado la marcha, de mis pies cansados
con ellos anduve, ciudades y charcos
playas y desiertos, montañas y llanos
y la casa tuya, tu calle y tu patio

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
me dió el corazón, que agita su marco
cuando miro el fruto del cerebro humano
cuando miro el bueno tan lejos del malo
cuando miro el fondo de tus ojos claros

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
me ha dado la risa y me ha dado el llanto
así yo distingo dicha de quebranto
los dos materiales que forman mi canto
y el canto de ustedes, que es el mismo canto
y el canto de todos, que es mi propio canto
y el canto de ustedes, que es mi propio canto”.



A volte nella vita ti danno di più il passaggio di queste meteore  silenziose….
Che altro dire? Che altro aggiungere?
E’ un tempo in cui tutti si lamentano, un tempo di profonda crisi e povertà. Ma c’è soprattutto una crisi e una povertà interiore, facendoci lamentare delle cose che non abbiamo e dimenticato di dire grazie per tutte le cose che abbiamo.
Non è questione di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: ho imparato ad accontentarmi di quello che ho, ad avere gratitudine per quello che ho ricevuto, senza perdere i miei sogni e le mie ambizioni che hanno ancora l’entusiasmo di un’adolescente.
Ma come festeggio questi quarant’anni? Cosa si mangia in Trappola oggi?
Non so, per un giorno ho deposto gli arnesi e gli attrezzi.
Mi concedo da sola una piccola coccola, ma la ricetta è argomento di un prossimo post‼!




venerdì 24 maggio 2013

Slow Food Day e Buono come il Pane


Il 25 maggio si svolge in tutta Italia loSlow Food Day per Difendere il Cibo Buono Pulito e Giusto dei Produttori locali, e il tema affrontato sarà La Riduzione degli Sprechi del Cibo.

A Caserta, la Condotta locale, dà appuntamento a soci e cittadini con due eventi.

La mattina, in collaborazione con Cicloturismo Caserta, una pedalata rurale con un percorso di 25 km,da San Prisco a Sant’Angelo in Formis, lungo il Monte Tifata, sostando prima alla Basilica Benedettina e poi alla Masseria La Badessa, un’antica masseria del ‘500 che custodisce ancora un Hortus Conclusus (orto recintato). Li si potranno vedere le colture tipiche dei monti tifatini, in particolare la ciliegia e degustare poi una ricca colazione del contadino.







Foto tratta dall'evento FB "Pedalata Rurale"

Nel pomeriggio nel cortile del Palazzo del Gusto a Caserta si svolgerà un incontro-dibattito  con i produttori e l’esposizione del mercatino dei prodotti della Comunità del cibo dei Monti Tifatini.
Ci saranno laboratori del gusto gratuiti, con l’olio extra vergine d’oliva di SantAngelo in 
Formis e Vitulazio, il miele di Bellona e i vini a base di uve Pallagrello e Casavecchia.

Inoltre una friggitoria conviviale, sempre in chiave di riduzione degli sprechi del cibo in cucina.

E infine, passaggio per me più importane, uno stand dove sarò presente io con le ricette del libro Buono come il pane e la degustazione della “mia” Acqua Cecata.



Una giornata in cui l'obbiettivo è promuovere la riduzione degli sprechi, tema portante di tutto il libro e l'intento principale dei blogger che ne hanno partecipato alla stesura.

Saranno felici i responsabili di Progetto Mondo Mlal e la cara Virginia che ha promosso il contest per raccogliere le 100 ricette.

Un motto quanto mai attuale e tangibile in questa giornata: "Il bene genera bene"

lunedì 17 dicembre 2012

Quando l'unione fa la forza


Organizzare eventi di beneficenza é uno dei motivi fondanti del nostro stare insieme; sabato 24 novembre, con grande soddisfazione abbiamo visto realizzare per la prima volta proprio questo nostro sogno comune.
Una domenica di settembre, durante una chiacchierata tra amici incontratesi per caso, nasce l'idea di organizzare un evento per reperire fondi per la Chiesa di S.Maria Assunta in  Trentola, di Marcianise.

Trentola più che una chiesa é una piccola borgata di campagna, famosa per una grossa pietra che probabilmente é di derivazione romana e che un tempo segnava il limite della centuria.


E lì, come in tutti gli agglomerati, piccoli o grandi che siano, c'é una chiesa.


Fino a sette anni fa era un rudere abbandonato, senza tetto e senza pavimento,che ci ricorda tanto la famosa canzone della nostra infanzia, ma che per volontà di tante persone legate a quel luogo, e grazie alla tenacia e alla costanza di don Filippo Frattolillo é rinata e sta ritornando alla bellezza originaria che l'ha vista nascere e che più di cinquant'anni fa era il richiamo per i contadini che lì attorno lavoravano la canapa.


I lavori di restauro sono ancora lunghi, le spese sono ancora tante, ma noi con entusiasmo e determinazione abbiamo dato il nostro contributo, mettendoci stavolta in prima linea sul fronte dell'organizzazione, circondati però da collaboratori efficienti, determinati e soprattutto persone umili che hanno lavorato senza mai perdere di vista l'obbiettivo, e perciò senza mai volersi imporre o primeggiare a discapito di altri.

Una cena a cui hanno partecipato 159 persone, generose, aperte e gioviali, allietati da  musicisti locali quali Franco Cavagnuolo , l'intrusione discreta e timida di un flauto, di una tromba e di un clarinetto e la presenza gradita della grande cantante  Rita Festa, amica sensibile con un grande cuore che quando ti parla ti guarda e ti legge dentro.


I piatti curati ed eseguiti da noi, grazie al contributo di tanti sponsor che hanno partecipato sin  dal primo invito.
E' doveroso citarli:

Panificio Rossetti
Ben tre macellerie locali: Mamà, Andrea Laurenza e Iadicicco


L'evento si è svolto presso il convento dei frati francescani di Marcianise, i quali dispongono di locali accoglienti e cucine professionali attrezzate.
Evento collaterale a questo, con lo stesso scopo é stato la presentazione durante la serata del nostro calendario, con ricette curate sempre da noi e prese  dai nostri rispettivi blog:  I Sapori del Mediterraneo e La Trappola Golosa.Un lavoro, per reperire i finanziamenti, cominciato alcune settimane prima e che ha impegnato tanto ma ha dato anche tante soddisfazioni.


Un terzo evento si incastona in questi e completa il cerchio della grande macchina di beneficenza.


Uno nostro stand in piazza Umberto I, durante la manifestazione Sapori Nostrani, giunta al decimo anno, dove abbiamo contribuito preparando le nostre specialità: Il croccante di mandorle, i cannoli siciliani, la caprese, torte e crostate di vari gusti, marmellate e rosoli. Queste, insieme ai calendari, sono state vendute a persone che hanno risposto positivamente e con entusiasmo a questa nostra iniziativa.
Un ringraziamento particolare va all' Antica Macelleria di LAURENZA Andrea Via R. Musone, 186 81025 Marcianise (CE) e alla Pro loco Marcianise per la cordiale disponibilità e accoglienza.
La gratificazione per ognuno di noi é stata tanta; si é avuta la conferma che quello di cui scriviamo sui nostri blog non é virtuale, si tramuta in realtà, perché mettiamo a frutto le nostre competenze, senza alcuna pretesa di successo o di affermazione, solo perché questa é la nostra passione che, fortunatamente condividiamo e viviamo in maniera equilibrata e disinteressata.



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