sabato 31 agosto 2013

Kakatua sfacciato

mi sa che li abbiamo abituati troppo bene, se per una volta mi dimentico di mettere fuori il cibo vengono a reclamare!


Stressante?!

qualche giorno fa l'amico Alessandro mi ha segnalato questo articolo sul Corriere della Sera e ne approfitto per un commento condiviso perchè il tema mi sta molto a cuore, essendo alla base della mia scelta di venire qui.



Come capita spesso il giornalista ha dovuto costruire un caso per rendere l'articolo pubblicabile piazzando un bel titolone perentorio. E quante persone sono andate oltre il titolo verificando la corrispondenza con i fatti descritti nel testo? Ho notato che da quando i giornali sono in versione elettronica è quasi impossibile leggere un articolo per intero, troppe distrazioni ti portano a leggere le prime righe e cliccare altrove, alla fine nella testa rimane un guazzabuglio di urla e nessuna consapevolezza informata. O capita solo a me?

La famiglia dell'articolo ha deciso di trasferirsi dall'Australia alla Svezia, paese natale della moglie, sarebbe stato interessante che ci spiegasse i motivi per cui ha scartato l'Italia tra le sue destinazioni. Comunque cerco di dare un contributo, riportando il confronto tra Sydney e Milano, che mi pare più proponibile di Sydney - villaggio svedese, anche per ritornare alla  domanda ricorrente "come si sta in Australia?" a cui ho cercato di rispondere in un precedente post.


La violenza a Sydney: è innegabile che quasi ogni giorno ci sia una sparatoria, ma consideriamo che è una città di 5 milioni di abitanti e che gli episodi sono quasi sempre concentrati nella zona ovest della città, notoriamente più degradata, a 40 km dal centro. E poi le vittime sono spesso membri di gang rivali. A livelo di microcriminalità, quella che ci condiziona nella vita quotidiana, non temo di essere smentito dicendo che qui è decisamente un altro mondo rispetto a Milano. Vedo molti bambini in giro da soli e nella zona in cui vivo, nè esclusiva nè brutta, a metà tra centro e periferia, non c'è una casa con l'antifurto.

Stress: io non vedo gente stressata, se lo sono non lo dimostrano nè quando guidano nè quando ti raccontano della loro vita. In ufficio quasi tutti fanno 8 ore (pausa pranzo inclusa) e arrivederci.
I tassisti sono spesso una cartina di tornasole, mi capita di chiacchierare strada facendo e in generale sono persone soddisfatte di vivere qui. Di sicuro c'è traffico, la popolazione è aumentata molto rapidamente e la realizzazione di nuovi tunnel non riesce a stare al passo con l'incremento di vetture. Ma ditemi voi quante metropoli (prive di zone a traffico limitato) possono vantare una circolazione scorrevole.


Gli affitti negli ultimi anni sono diventati molto cari, questo è vero, 2500$ al mese per una villetta in un quartiere tipo il mio. Siamo arrivati in tanti, tutti con un lavoro e con la voglia di vivere bene, questo ha fatto salire i prezzi delle zone più ambite.
Non so se il costo dell'elettricità sia salito rispetto al passato, so solo che ora è in linea con quello italiano.
Ma gli stipendi sono il doppio rispetto all'Italia e questo non può essere omesso quando si parla di costo della vita. Ma com'è possibile che una firma del Corriere della Sera si limiti a registrare un mologo senza fare un minimo di approfondimento?

Il verde pubblico non manca, ovunque abiti sai che a poche centinaia di metri hai un parco col prato all'inglese, tavoli da picnic, giochi per bambini e barbeque elettrici tenuti puliti dagli addetti.

Le scuole pubbliche mi hanno dato un'ottima impressione per quello che ho visto parlando con i presidi. Se poi siano al livello di quelle svedesi non so, ma non direi che facciano rimpiangere quelle italiane.

Per concludere avranno avuto le loro ragioni per preferire un paesino nella Svezia rurale, senz'altro meno stressante di una grande metropoli e con un modello sociale considerato un riferimento dal resto del mondo. Però credo che maggior parte della gente troverebbe più stressante vivere per metà dell'anno al buio e al freddo, circondati da un mare gelido e parlando una lingua senza alcuna utilità.

venerdì 30 agosto 2013

la cortesia

nulla da eccepire, qui la cortesia ha standard molto alti, sebbene alcune forme saranno sicuramente rituali e poco sentite, come quando ti chiedono:
"Hi, how are you today?" 
"I'm good thanks, and yourself?" 
"Quite good thanks"
e questo dialogo può capitare quando incroci un collega in corridoio, vieni salutato da un commesso in un negozio o telefoni per chiedere una informazione. In Italia non ci sogneremmo di chiedere ad un operatore di call center come sta quando telefoniamo per un problema, come minimo penserebbe che lo stiamo prendendo in giro.
Probabilmente anche qui non c'è alcun reale interesse a come sta passando la giornata il nostro interlocutore, ma resta il fatto che qui si prendono il tempo per questi convenevoli. Da italiano frenetico che vuole arrivare al punto ogni volta devo sforzarmi di rallentare e ripetermi che quei pochi secondi che perdo non mi rovineranno di certo la giornata.

Capita anche
che si facciano in 4 per aiutarti a salire e trovare posto sull'autobus quando vedono una famiglia con bambini o che ringrazino sistematicamente l'autista del bus quando scendono. E poi c'è tutto il modo di guidare, collaborativo e non antagonistico.

L'elenco delle situazioni è lungo.

Ma può anche capitare di incontrare persone scortesi, sebbene siano rare, ma quando succede la cosa è particolarmente deprecabile perchè tu sai come avrebbero dovuto comportarsi secondo le usanze locali.
 Ci è capitato durante la vacanza in Queensland qualche settimana fa, un negozio lungo la strada non ci ha dato la chiave per usare il bagno dicendo di averla persa e la cosa non era credibile, sensazione corroborata dal tono e dall'assenza delle scuse che qui sarebbero d'obbligo.
Poco male, ci siamo alleggeriti nel parcheggio del negozio.


Recensione su Tripadvisor:




giovedì 29 agosto 2013

il mio coltellino svizzero

questa non ve l'avevo ancora scritta... ho fatto un sogno un po' strano, ve lo racconto.

Tornavamo dalla vacanza in Queensland, nel casino generale tra bagagli, auto a nolo, bambine etc, ci siamo dimenticati di avere il coltellino svizzero nel bagaglio a mano. E' già capitato qualcosa di simile ma di solito potevo incolpare altri, questa volta il bagaglio era il mio :-/
Mi è stato regalato per il mio primo campeggio quando andavo in terza media, 20 anni fa (oh non rompete, il sogno è mio!!!)

Imbarcare il bagaglio sarebbe costato 80$... che fare?!
Decido di provarci e lo incastro in modo che stia verticale quando la valigia è appoggiata sul nastro, affiancato dall'alimentatore del pc per confondere la sagoma.
Beh lo posso dire, tanto è un sogno, il bagaglio a mano ha superato i controlli e il coltellino ha viaggiato in cabina insieme a me.

Ed eccolo qui!


mercoledì 28 agosto 2013

4-3=1

auto, aeroporto, checkin e via, le tre donne sono partite.
Torno a casa, spengo il riscaldamento nelle stanze che resteranno vuote per un po di mesi, in giro ancora il segno del loro passaggio: qualche giochino in giro, un po' di cose appese alle pareti, un messaggio di saluto nascosto nel pigiama.

Accendo la radio, la solita Smooth FM che ascolto dal primo giorno che sono arrivato. E' la colonna sonora di questa piccola avventura e si sposa perfettamente con l'atmosfera rilassata ("laid back") di questa società. E stasera riempie un po' questa casa vuota.

Seguo il loro decollo su http://www.flightradar24.com/ETD455


Apro la bottiglia di bianco che avevo in fresco, mi preparo una insalata, prendo carta e penna e butto giu' una lista di cose che mi piacerebbe fare nel tempo libero che avrò da ora fino alla loro prossima visita a Natale.

Innanzitutto mi sono pesato... spavento!
+4kg in 2 mesi, devo ricominciare a correre evitando il junk food con cui ci siamo nutriti in questi mesi. E poi sono sempre iscritto alla maratona di Sydney del 22/9, ma è impensabile farla senza preparazione. Se va bene ne correrò metà, e anche così sarà una sofferenza, ma almeno avrò un obiettivo.

Ecco, ora sono sopra alle Blue Mountains dove eravamo domenica e ogni secondo che passa si allontanano di 300 metri, in 23 ore i metri saranno diventati 16 milioni.
Mi mancheranno, ma anche questo fa parte del "Pacchetto Australia".



Sul mio foglio un lungo elenco di progetti, posti da scoprire, cose da comperare, mi terrò impegnato. E poi tra 3 giorni finisce l'inverno e le temperature si stanno già alzando. Bello passare dall'autunno alla primavera senza mettere mai via le magliette.


Metto in giardino un pezzo di pane per l'opossum. L'avevamo abituato a pastasciutte, risotti, pizze, macedonie e torte, ma con me dovrà accontentarsi degli avanzi da single: alimenti scaduti, frutto di una errata pianificazione e dei pacchi famiglia.


Caro opossum, che posso dirti? Facciamoci compagnia in attesa di tempi migliori!














martedì 27 agosto 2013

the Australian way

non hai la moto?



non hai il palo per l'antenna?
 


non hai il desktop?



non hai voglia di stare in negozio?



 
non hai... secondo voi cosa ci fanno questi forni a micronde fuori dalle case????




RISPOSTA: sono caselle per le la posta!


ps: ho scoperto che la scritta nel cielo che ho visto ieri (vedi post precedente) è una cosa piuttosto frequente qui in Australia, si chiama skywriting e costa sui 2000$ a lettera

Blue Mountains

Ultimi giorni in 4, da giovedì la casa tornerà ad essere inanimata, niente più campanelli da suonare tornando a casa e bambine che ti aprono la porta festanti. Se tutto va bene tornando a casa alla sera troverò gli amici che in questi mesi abbiamo fidelizzato con gli avanzi: pappagalli e opossum. Meglio di niente!
Messa così sembra triste, e un po' lo è: un conto è partire e compensare la privazione con la novità, e un conto è vedere gli altri partire. Ma si tratta di aspettare solo qualche mese e guardando gli aspetti positivi avrò più tempo per proseguire nell'esplorazione di questo paese, per andare a zonzo a curiosare e anche per ricominciare a correre dopo 2 mesi di sosta e svariati chili in più. E poi c'è skype.

Per l'ultimo weekend abbiamo deciso di tornare nelle Blue Mountains, la zona montagnosa a 90 minuti di auto da Sydney. Il nome deriva dalle particelle di vapore emesse dall'eucalipto, con la luce del sole formano una foschia bluastra.Il fatto curioso è che le montagne non ci sono, è un vasto altipiano interrotto da grandi canyon, quindi più che le montagne qui si vedono grandi precipizi.


Questo è il Pulpit Rock, un nome azzeccato per questa lama di roccia. Laggiù si intravede Giulia.


E visto che ci eravamo trovati bene siamo tornati in questo hotel. Il proprietario è rimasto contento delle foto che ho pubblicato su Tripadvisor e mi ha chiesto di farne altre e mandargliele per il sito dell'albergo.



 La mattina dopo guadando fuori dalla finestra è comparso un canguro


già stanco di prima mattina!


Questo è considerato un edificio storico, nel 1850 ospitava i cercatori d'oro. 


Abbiamo fatto una escursione di 60 km su strada sterrata per raggiungere una vecchia galleria ora in disuso, in fondo a questo bosco. Addentrandosi nella galleria diventa buio e si possono vedere le larve luminescenti che costellano il soffitto come un cielo di notte.

 Giro a cavallo


 nei paesini delle Blue Mountains si respira un'aria di altri tempi, non sembra di essere così vicini alla modernità e alla frenesia (sempre relativa) di Sydney.

 E parlando di Sydney, questo il tramonto di qualche sera fa


 mentre questo è comparso stamattina in centro, un aereo ha disegnato Only You <3

giovedì 22 agosto 2013

La Palestra

chiedo scusa ai miei affezionati lettori, comunicazione di servizio per far rosicare i miei colleghi di Cinisello Balsamo:

Inaugurata la palestra aziendale!




 






mercoledì 21 agosto 2013

Green Island

Nella settimana di vacanza su al Nord abbiamo fatto 2 giorni a Green Island. L'isola è all'interno dei 2000 km di Great Barrier Reef al largo della costa australiana, 45 minuti di battello. Alta 4 metri, è completamente formata da corallo, niente roccia e niente sassi, come le Maldive.



520$ a stanza, pasti esclusi, ma il servizio è di buon livello


di notte, dal molo, ci siamo sbizzarriti a fare light painting: illuminare il mare con la torcia durante i 30 secondi di posa

 

l'assenza di inquinamento luminoso rende le stelle brillantissime e la luna accecante. Ci credereste che questa foto è stata fatta con la sola luce della luna?

Attorno all'isola c'è la barriera corallina, non molto colorata a dire il vero, potremmo dire "50 sfumature di grigio", ma abbastanza vivace quanto a pesci. Numerose tartarughe e vari pesciotti.
La temperatura dell'acqua è al minimo dell'anno in questo periodo, 24 gradi, ma sufficiente a fare il bagno senza muta. A proposito, ho fatto anche una immersione con le bombole, non ho voluto mettere la muta non sentendone bisogno ma mi hanno comunque fatto indossare una calzamaglia in lycra integrale come protezione dalle meduse. La loro presenza è concentrata nei mesi da novembre a maggio quando l'acqua è piu' calda, ma per precauzione i diving fanno indossare la muta tutto l'anno (e non stiamo parlando della piccola irritazione provocata delle meduse che si trovano in mediterraneo).
Ci sarebbe da scrivere un libro sui pericoli di questa natura australiana, e mi chiedo come sia possibile che gran parte delle creature ostili (e potenzialmente fatali) si siano date appuntamento in questo angolo di mondo.
Qui un elenco dei 9 principali pericoli quando si fa il bagno. Il risultato è che bisogna adottare delle precauzioni che vanno decisamente a limitare la fruibilità di questo paradiso marino:

  1. non fare il bagno nei fiumi o in mare se vicino ad un estuario (coccodrilli)
  2. fare il bagno con la calzamaglia integrale da novembre a maggio e nelle zone protette da reti e vigilate da bagnini (meduse)
  3. in acqua non toccare nulla (blue ring octopus, conchiglie a cono, pesce scorpione, serpente di mare,razze, pesce pietra)
E come se non bastasse pare che le noci di cocco cadute dagli alberi, quelle intere con la scorza, facciano piu' vittime degli squali!

Chiudiamo la parentesi e torniamo alla vacanza che è meglio.

Un filmatino e qualche foto: