La Ninja missione di questo weekend aveva come obiettivo quello di convivere due giorni pieni con Belva, senza accapigliarsi, obiettivo facilmente raggiunto, nonostante tutto, grazie agli scarsi appigli offerti dalla testa di Belva :-D :-p
Insomma, io ce la metto tutta per fargli perdere la trebisonda: prima gli do appuntamento a Firenze alle 22 e poi le 20:30, poi ad Arezzo alle 23, poi a Orte a mezzanotte, poi a Pisa alle 19 e infine trovo il treno giusto e arrivo a Orbetello alle 21, giusto in tempo per farlo cenare in una trattoria di scarso fascino e menù, naturalmente scelta da me.
Ma questo lo può fare anche un dilettante: io ho massimizzato l'effetto devastante della mia visita perché, ovviamente, il top per chi viaggia tanto per lavoro è avere la prospettiva di aprire il lunedì con una levataccia alle 4 per portare a Roma Fiumicino un'amica che ci teneva taaaanto a venirti a trovare, e io mi sono prestata.
Ma sono cose che si scontano, ah sì...zitto, zitto Belva presenta il conto - e come dargli torto! Comincia con i 5,50 euro della colazione, poi passa alle coercizione con le operazioni di supporto allo stiro e ammiro e così ti mette ad appaiare i calzini, poi stabilisce i turni per lavare i piatti, mettere via la spesa e sparecchiare...e sono turni a un solo nome, poi può anche punirti con un pranzo sul lago e la gara a chi attira più pesci con le molliche di pane! Ma va già bene che stavolta non mi è toccato il bucato, con tanto di pretrattamento del colletto delle sue camicie. Cresci gli amici, crescili!
Il resto del tempo l'ho dedicato al tentativo di farlo spazientire raccontandogli un milione di cose tra il futile, il serio e l'assurdo, facendogli mille domande su qualsiasi argomento lo sfiorasse anche di poco e facendolo pentire di non aver accettato l'invito di Gigi Marzullo, però lui ha resistito, solo per farmela pagare poi, in silenzio, con lo sciopero della doccia! :-)
Per ridurre gli effetti della mia devastante tecnica di tortura per fortuna Belva ha pensato che non fosse il caso replicare una giornata a mollo nei fanghi a parlare di doppie punte, pelle morta e duroni e ha quindi organizzato una gita domenicale in compagnia di Kix.
Il programma mi piace molto perché prevede di andarsene a zonzo a piedi per una zona che conosco davvero poco ma che è piacevole visitare sotto un inaspettato sole caldo, che ho portato io da Torino - ovvio!
Chi vuole potrà cogliere l'opportunità di seguire un workshop di fotografia durante la passeggiata, chi non vuole potrà semplicemente guardarsi intorno, e infine... chi avesse voluto seguire un workshop di fotografia...be' probabilmente avrebbe fatto meglio a scegliersene un altro perché questo non è stato di quelli che lasciano il segno, tranne che quello di uno schiaffo morale agli organizzatori :-)
La bizzarra cricca con cui ci siamo accompagnati ha richiesto l'attuazione di un geniale piano di fuga messo in atto solo dopo un pranzo al sacco fatto da un sacco di cose buone preparate da Kix il giorno prima (pizza, rustici, torta salata, muffin) e un sacco di cose buone comprate e spalmate da belva e tatuanja e sbranate da Belva.
A parte tutto, la giornata era spettacolare e io ho trovato una speciale collocazione al sole avuto in regalo.
Il tentativo di visitare Calcata, ignobilmente rinominata da Belva e Simone, va a farsi benedire visto un affollamento assurdo e un mare di macchine parcheggiate lungo la strada che porta al piccolo paese; il tentativo di goderci le cascate del monte gelato va a farsi benedire vista la concentrazione eccessiva di persone ma questo non impedisce l'improvvisazione di un momento circense, che è anche una citazione cinematografica che spero qualcuno potrà cogliere (si vedano queste foto di Kix): ne sono protagonisti Belva, un tronco su un ruscello e ninja in comparsa.
La vista dal belvedere sul lago di Vico è stupefacente e anche le scritte sulla ringhiera lasciate dai gggiovani d'oggi non sono male.
A questo punto siamo ormai stanchi, assonnati, sazi di cibo, di sole e il crollo inesorabile arriva e mette fine alla gita, mal riuscita perché non era quello che ci aspettavamo ma comunque, dai, non c'è modo migliore di passare la domenica che starsene in giro all'aria, alla luce e in compagnia, vero Simone? :-D
Certo che c'è! Prevede la ricerca affannosa in ogni angolo dell'auto, della casa e degli zaini della macchinetta fotografica di Belva, affidatami a un certo punto e poi scomparsa. Non sono riuscita a ricordare che fine avesse fatto, sapevo solo che avevo tanto sonno e non mi interessava utilizzarla, solo sbeffeggiare Belva per le sue foto. E mi sono sentita in colpa, fino a quando non è saltata fuori dall'attacco della cintura di sicurezza dei sedili posteriori.
La domenica per me si conclude con i lavori forzati in casa Belva e la vendetta che mi resta è ormai solo quella di minacciarlo con un altra visita!
Ma sono buona, in fondo, e Belva lo sa, quindi può fare sonni sereni perché non ho intenzione di bissare. Sì, può fare sonni sereni, anche se ho materiale da vendere per sputtanarlo con tutto quello che ha combinato e detto in questi due giorni ;-)
Ringraziamenti
si ringraziano Belva e Kix per la compagnia e le foto scattate. Non sono riuscita a mettere i credits su ognuna perché non ho avuto sufficiente pazienza, ma è facile riconoscerle: quelle veramente belle sono di Kix, le altre di Belva. Ammetto però che la foto di apertura l'ha scattata il nostro Presidente.

