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Primo Levi e Adolf Hitler

giovedì 24 gennaio 2019

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Bisogna saper riconoscere quando una strada che si sta percorrendo porta a qualcosa di buono o a qualcosa di non buono, pensiamo sempre di sapere tutto, ciò che è bene e ciò che è male, il buonsenso prevale.
Non è sempre così.
Con il passare degli anni e solo con il passare degli anni ci si rende conto di come e di cosa è costruito il tuo castello e può essere una triste sorpresa scoprire che la parte bassa, quella che dovrebbe sorreggere tutto il peso dei nuovi anni, è debole perché fatta di idee e idealismi che fanno breccia da tutte le parti, mettendo in serio rischio tutto ciò che hai costruito per una vita intera.

Ho regalato a mio figlio questi libri (già legge di Marx, Lenin e simili perciò non ci sono andato troppo pesante) ma in uno di essi ho scritto una dedica, affinché sia chiaro il perché:


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Campionissimi, loro si che lo erano

domenica 12 febbraio 2012

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Sono bastate poche parole della sinossi a farmi prendere questo libro che parla di trenta racconti del grande ciclismo, quando ancora chi gareggiava faceva lo spazzacamino e non faceva trasfusioni 'ottimali' o assumeva sostanze se non pastasciutta di buona fattura.
La situazione meteo sembra volgere al meglio, dopo la nevicata di ieri stamattina era tutto ghiacciato, alle 10,00 il termometro segnava -2, la portiera della macchina non si apriva, il vetro non si abbassava, segni premonitori che forse era meglio rimanere al caldo del piumone.
Vado alla pista e una striscia d'asfalto nero in mezzo a un prato tutto bianco mi dice che oggi devo approfittarne, il sole splende e allora cominciamo.
Decido di non fare più allora un lungo di trenta km, ma oggi faccio un 3x10000 senza recupero.
Primi 10 a 5,00/km andati, altri 10 a 4,50/km divorati, ultimi 9km a 4,40/km e finale col botto a 4,23/km.
E dire che la grigliata della sera prima accompagnata dal rosso di Montefalco non era proprio da manuale 'L'alimentazione dello sportivo', l'unico dubbio che mi rimane è il pillolone di Keforal preso appena prima di uscire, dicono però che gli antibiotici non vanno a braccetto con le prestazioni, bah, forse allora saranno state le 4 fette biscottate a secco.
Giusto ritenni allora dopo tale sortita, farmi dono di un bel libro, e così fu.
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Parli sempre di Pescara

venerdì 23 settembre 2011

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Ci sono momenti della propria vita che non riesci a gestire, ci sono cose che ti assorbono fino quasi alla paranoia.
Ecco, in questo periodo, cioè dalle ore 14,30 circa del 12 Giugno 2011 (momento in cui il cambio Shimano Ultegra tanto blasonato mi ha tradito al 24°km) fino alle 12,00 del 10 Giugno 2012 (la prossima edizione del 70.3 Italy) non ho altro in mente che quello, L'Ironman 70.3 Italy a Pescara
Mi sento un pò Linus quando gli rimproverano che alla radio parla sempre di corsa, tanto che alla fine ci ha fatto un libro.
La copertina non verrebbe nemmeno tanto male, di contenuti ce ne sarebbero anche diversi, che spaziano dalla corsa, al nuoto alla bici e sopratutto alla vita privata, che viene sacrificata togliendogli anche quei piccoli spazi rimasti, sfruttandoli in micro allenamenti e strategie varie.
Chissà se un giorno prenderà forma.
Il diario 'segreto' di Pescara 2011 è già stato stilato e archiviato ma non pubblicato, per scelta, sto aggiornando intanto quello di Pescara 2012.
Voglio adesso premere l'interruttore che spegne la luce su questa 'vetrinetta' che  mi sta portando all'ossessione, perciò per un bel periodo non mi sentirete più parlare di Pescara, di 70.3, di Ironaman, di triathlon  .....lo giuro!
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Dorando Pietri ancora ci fa sognare

sabato 28 agosto 2010

10 commenti

Mi sono bastati due pomeriggi per leggerlo, un libro che cattura la tua attenzione con la stessa semplicità con cui è stato scritto.
Ho sempre saputo chi era Dorando, la foto con lui piegato all'arrivo delle olimpiadi di Londra 1908 ha fatto la storia, ma questo libro coglie attimi della sua vita che fanno riflettere.
Ho sentito diverse volte che se i maratoneti amatori di oggi avessero corso la maratona un centinaio di anni fa sarebbero anche loro diventati campioni, il record che stabilì Dorando della maratona è stato di 2 ore e 38 minuti e rotti.
La differenza però sta tutta nel come la correva, scarpe di cuoio, pista in sabbia battuta...
L'unico che riuscì a batterlo in gara fu un indiano canadese, Tom Longboat, ma non ebbe un grande successo perchè in quel periodo contavano solo i bianchi, e con i soldi.

Quella dei grandi campioni è una vita non facile, quando sei in cima al successo è tutto bello, poi arriva il momento di smettere e fare altro, magari ancora correre, inevitabilmente però si pensa al miglior periodo della propria vita, dei propri successi, e daresti l'anima al diavolo per rivivere secondi di quei momenti di gloria!
Non nascondo che leggendo la sua triste fine nella sua rimessa di autonoleggio mi è piombata addosso una tristezza che è difficile levare.
Perchè?
Perchè corro anch'io, non sono e sarò mai un campione, ma la gioia che mi da la corsa è tanta, e sapere che un giorno comunque devi tirare i remi in barca, presto o tardi che sia, mi rattrista tanto.

Oggi però mi godo ancora questi momenti, ancora di più!
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