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8 luglio 2014

La mentalità dell'alveare

La mentalità dell'alveare (ed. Bompiani) di Vincenzo Latronico è un saggio nella forma di romanzo (o romanzo con intenzioni saggistiche?) che tratta dei problemi e delle conseguenze della "democrazia diretta della rete" attraverso la storia di due più o meno trentenni, Leonardo e Camilla, nella Milano dei giorni nostri.
Penso sia uscito un annetto fa ma io l'ho finito di leggere da un paio di giorni dopo averlo comprato usato a 5€. Per sgombrare immediatamente il campo dai dubbi, non siamo davanti ad un capolavoro. Non è un moderno 1984 né per qualità letterarie né per come le tematiche sono sviluppate. Per stessa ammissione dell'autore, il libro è stato scritto di getto in una settimana e la mancanza di ponderazione e di riflessione non può che essersi ripercossa fortemente sul libro e sulla sua trama. L'autore ha probabilmente voluto cavalcare l'onda del risultato clamoroso del M5S (che chiaramente è fonte d'ispirazione per la trama del libro, ma su questo ritorno fra un attimo) alle elezioni dello scorso febbraio, tant'è che le duecento pagine scritte larghe e che si leggono in un baleno sono uscite appena due o tre mesi dopo. Facendo così, ha sprecato la grande occasione di scrivere un potenzialmente bel libro (dando per scontato che fosse in grado di tirare fuori di meglio) in cambio di un instant book di scarso successo (dando un'occhiata veloce ai numeri). Forse aveva altro e di meglio da fare nella vita che scrivere un libro.
Nell'Italia descritta da Latronico, le elezioni sono state vinte dalla Rete dei Volenterosi, un movimento nato intorno al blog di Pino Calabrò, ex conduttore delevisivo di programmi in difesa dei consumatori. L'alveare è il forum dove gli iscritti al movimento discutono, si infiammano e giudicano. Leonardo e Camilla sono due "calabroni", ovvero due aderenti al movimento e Camilla, ad un certo punto del libro diviene anche consigliere comunale a Milano. La trama racconta delle ripercussioni pubbliche e private sui due protagonisti (e in parte minore sui pochi altri personaggi che gli stanno incontro) delle dinamiche della democrazia digitale del Movimento dei Volenterosi. Un mondo dove non contano i fatti, ma le opinioni e i "non può che essere così". Il mondo dei sospetti complottistici. Questa è la parte interessante del libro.
Il tema principale attorno al quale si svolgono le vicende del libro è la legge sull'impignorabilità della prima casa approvata dal governo della Rete dei Volenterosi ed il conseguente aumento dei mutui fino alla quasi impraticabilità. Alcuni accorgimenti della trama al riguardo sono, secondo me, forzati dallo scopo che si è posto Latronico. O ancora più probabilmente sono difetti di un libro scritto in una settimana. Come il finale che arriva di punto in bianco e precipitosamente senza un forte legame con quello che era successo fino a quel punto. Aveva fretta di chiudere e di chiudere in quel modo.
In conclusione un libro scorrevole e che tratta un argomento interessante, con qualche evidente difetto che ne limita la qualità.

15 maggio 2014

L'albero di acacia

Ovvero l'omino anglofono che sceglie le copertine dei libri di scrittori africani o di altri scrittori che scrviono di temi africani è monomaniaco.

Via http://africasacountry.com

5 maggio 2014

Karma police arrest this kid, he reads a book

The Absolutely True Diary of a Part-Time Indian è un libro per adolescenti del 2007 dello scrittore nativo-americano Sherman Alexie edito in Italia da Rizzoli con il titolo Diario assolutamente sincero di un indiano part-time. Non so quanto successo abbia avuto in Italia. Poco probabilmente. Invece negli USA, a quanto pare, è stato un caso letterario che si è portato dietro strascichi di censura per il linguaggio ed i temi trattati. Soprattutto in seguito alle rimostranze dei genitori, il libro è stato bandito da una manciata di scuole a cavallo tra il 2010 e il 2011.
Ma la vicenda più assurda ed incredibile è accaduta il mese scorso in Idaho. I genitori hanno fatto in modo che venisse rimosso dalle liste di lettura di alcuni licei. Un quotidiano locale, Idaho Statesman, riporta dichiarazioni di genitori che dicono che il libro mette i ragazzi davanti a parole oscene che "non vengono pronunciate in casa nostra"e che contiene riferimenti alla masturbazione e altre oscenità varie, oltre ad essere definito anti-cristiano.
I ragazzi, come risposta, hanno organizzato una petizione per reinserire il libro. Questo ha fatto nascere una campagna su un sito di crowdfounding per finanziare l'acquisto del libro per i 350 ragazzi che avevano firmato la petizione. L'editore del libro, la Hachette Book Group, ha rilanciato mandando altri 350 esemplari da distribuire gratuitamente. In occasione della World Book Night, un evento nazionale di giveaway di libri, e in "combutta" con un negozio di libri locale, alcuni ragazzi hanno organizzato la distribuzione di questi libri in un parco cittadino. I libri sono andati "a ruba", ma proprio a questo punto è successo l'incredibile. Un genitore ha chiamato la polizia: "Stanno distribuendo libri a degli adolescenti che li prendono senza il permesso dei genitori". Gli stessi poliziotti sono rimasti perplessi dalla richiesta di intervento, tanto che non hanno ritenuto sospetta la suddetta attività. Sul profilo instagram della libreria ci sono delle foto dell'evento, compresa quella con i poliziotti: http://instagram.com/rediscoveredbooks.
Io, ovviamente, del libro non so nulla. Non so se sia una schifezza letteraria o un piccolo capolavoro. L'unica cosa che so è che la vicenda è allucinante. Un genitore che chiama la polizia per via di ragazzi che distribuiscono libri ad un book giveaway. Se non bastasse la censura imposta nei confronti delle scuole. Per fortuna non basta l'ottusa volontà di qualche genitore retrogrado ad impedire la circolazione dei libri. Anzi, probabilmente hanno ottenuto l'effetto contrario (si chiama Streisand effect, ma per spiegarlo ci vuole un altro post). Ora più ragazzi lo leggeranno o avranno voglia di leggerlo. Il gusto del proibito funziona anche con i libri?

Una vicenda diversa ma non troppo è accaduta anche in Italia qualche giorno fa. Due professori vengono denunciati per corruzione di minore per aver fatto leggere in classe il libro Sei come sei di Melania Mazzucco che tratta, a quanto pare perchè non ho letto neanche questo, una storia di amore omosessuale. Due associazioni anti-abortiste Giuristi per la Vita e Pro Vita Onlus sostengono che c'è una istigazione a “vivere la sessualità in una prospettiva esclusivamente omosessuale”, per questo la denuncia. Terrificanti le dichiarazioni al riguardo di gruppi di estrema destra, come Lotta Studentesca, (Maschi selvatici, non checche isteriche) e del Moige (non divulgare a scuola materiale porno). Ho seguito un po' la vicenda nei giorni successivi e, in questo caso, posso dire con certezza che la vicenda ha fatto impennare le vendite del libro. Alla faccia di chi vuole impedire di far leggere libri ai ragazzi.

30 marzo 2014

La desolante situazione della lettura di libri in Italia

Il titolo è autoesplicativo. I dati ISTAT dicono che in Italia la maggior parte delle persone non legge libri neanche sotto minaccia di tortura. Alcuni dati:
  • solo il 43% di chi ha più di 6 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi
  • la fascia di età in cui la percentuale di chi ha letto almeno un libro è più alta è quella che va dagli 11 ai 14 anni
  • i lettori forti, coloro che leggono in media almeno un libro al mese, sono soprattutto over 50
  • solo il 5% di coloro che hanno tra i 25 e i 35 anni è un lettore forte
  • come se non bastasse, il trend dei lettori è in ribasso rispetto all'anno precedente.
C'è chi vuole spiegare questo ultimo fattore con la crisi ma in Spagna, che certo non se la passa meglio, c'è l'andamento opposto: un aumento di lettori. Anche se i dati si riferiscono all'anno precedente. In questo paese, il 59% della popolazione con più di 14 anni ha letto almeno un libro. Percentuale che sale al 65% tra i 25 e i 35 anni (in Italia è intorno al 47% per la stessa fascia d'età). Certo non si può dire che il livello qualitativo sia molto alto visto che Moccia è il settimo autore più letto nel paese iberico.
In Francia la situazione è ancora più rosea per la letteratura. Il 69% delle persone con più di 15 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Anche i lettori forti sono molto più numerosi. Il 18% ha letto almeno 20 libri. Numeri leggermente inferiori per gli USA, ma sempre ben al di sopra di quelli italiani. Il 59% ha letto almeno un libro e il 18% almeno 11 libri. I dati riguardo a Germania e Inghilterra non sono relativi a studi ben definiti, ma nel primo caso il 79% ha letto almeno un libro, mentre nel secondo solo il 18% non legge affatto. Le percentuali schizzano ancora più in alto, immagino, nei paesi del Nord Europa.
Inoltre ho trovato questo interessante report della Commissione Europea sul livello di pratica culturale (libri, musei, concerti, cinema, visite a monumenti, teatro, eccetera). Drammaticamente in basso l'Italia. Una tra le ultime aggregando i livelli "medio" e "basso" (ovvero arancione e rosso). Cipro, Grecia, Portogallo, Ungheria e Romania ci sono dietro. A distanza siderale dalla Svezia che ha livelli altissimi di partecipazione culturale.
Immagino che i dati si commentino da soli...


Fonti:
La produzione e la lettura di libri in Italia, ISTAT
Hábitos de lectura y compra de libros en España, Federación de gremios de editores
Observatoire de l'économie du livre, Ministère de la culture et de la communication
YouGov/Huffington Post survey on reading
Cultural access and participation report, European Commission

10 gennaio 2014

Un anno di libri (versione 2013)

Anche quest'anno inauguro il blog con il riassunto del mio anno da lettore, approfittandone per fare gli auguri di buon anno a tutti. Cosa mi ha riservato il 2013? Tanto per iniziare dai numeri, Anobii (link) mi dice che ho letto 26 libri per un totale di 6666 pagine. Ben 8 libri in più dell'anno scorso (ma lo stesso numero del 2011). Tre, come gli anni scorsi, sono i libri a cui ho dato il massimo dei voti su Anobii, cinque stelline su cinque

Il primo dei tre l'ho letto ormai più di un anno fa il primo gennaio 2013. Opera teatrale del franco-romeno Eugene Ionesco, fa parte del teatro dell'assurdo  (l'assurdo è decisamente nelle mie corde e le cinque stelle non stupiscono). Il re dell'universo sta morendo ma ancora non lo sa. Quando gli viene detto, non ci crede ed è convinto, invano, di poter ancora influenzare il mondo. Silvio?

Il secondo è stata una lettura estiva ed ha bisogno di poche presentazioni. Profumo di Süskind è un bestseller internazionale. Racconta la storia di Jean-Baptiste Grenouille, mostro e genio che nella Francia del XVIII secolo operava nel settore dei profumi (non solo nel senso dei cosmetici). Un romanzo da leggere con l'olfatto.
 
Ultimo dei tre è Considera l'aragosta di David Forster Wallace. Una raccolta di saggi su argomenti tra i più disparati. Kafka, la fiera dell'aragosta, l'uso della lingua inglese, i film porno, John McCain e tanto altro. Tutti i saggi, da quelli più brevi a quelli più lunghi, sono accomunati dall'estrema acutezza dell'analisi e dall'ossessione maniacale del dettaglio. Non c'è da stupirsi della fine che abbia fatto DFW se queste erano le dinamiche di quello che gli passava per la testa.


Menzioni speciali vanno anche a:
  • Il giardino luminoso del re angelo cronaca di un viaggio in Afghanistan nel '70 (un altro mondo, ancora prima dell'invasione da parte dell'URSS), libro ormai fuori stampa e che ho dovuto sudare parecchio per scovare.
  • Casi di Charms genio incontrastato del breve racconto assurdo.
  • Reqiuem del dodo un piccolo libriccino con tema la morte, scritto da Arianna Gasbarro a cui Palahniuk certo non dispiace.
  • S. della coppia Dorst-Abrams che già ho presentato qui e che vale la pena anche solo per l'idea e il progetto realizzativo (ma per adesso è disponibile solo in inglese).

1 dicembre 2013

S.

Qualche giorno fa ho comprato un libro bizzarro. Ed è stata proprio la sua bizzarria a spingermi a comprarlo. Il libro è stato scritto dallo sconosciuto scrittore americano Doug Dorst e concepito da J.J. Abrams, quello di Lost. Voglio sottolineare che io non faccio parte della schiera di fan adoranti di questo tizio (di Lost non ho mai visto neanche una puntata) e quindi non è stata la sua "regia" che mi ha spinto a comprarlo. Il titolo del progetto (perchè non sono neanche sicuro che si possa parlare di libro) è S. e per adesso è disponibile solo la sua versione in lingua originale. Ma da quello che ho letto in giro Einaudi sta già affrontando l'arduo compito di tradurlo.
All'interno di un contenitore che riporta il nome degli autori e una grande S a sottolineare il titolo, c'è un libro realizzato come se fosse un vecchio libro trovato in una biblioteca con tanto di adesivo con il codice di classificazione. S'intitola Ship of Theseus e l'autore è lo scrittore (inventato) V.M. Straka. Ma il vero stupore affiora una volta che il libro viene aperto. Eccone un assaggio tramite un piccolo collage di foto che ho fatto:


Come potere vedere, il libro è pieno di appunti a margine che sono stati lasciati da due lettori, un ragazzo e una ragazza, che interagiscono attraverso queste note. Alla storia raccontata dal libro, si sovrappone quella che si svolge a margine e che coinvolge questi due lettori. Ma a raccontare questa seconda storia non sono solo le note. All'interno del libro c'è tutta una serie di documenti che spaziano dalle cartoline alle lettere. C'è perfino una mappa disegnata su un tovagliolo. Insomma un intreccio di storie che è indubbiamente anche una celebrazione del libro come oggetto, della parola scritta su carta. Un'esperienza di lettura che difficilmente può essere fatta tramite ebook, malgrado non manchi in vendita la versione digitale.
Immagino non sia una lettura semplice. In rete si puossono già trovare numerose opinioni su come vada letto. C'è chi prima ha letto il libro e poi è tornato indietro a leggere le note e il resto. C'è chi ha letto ogni pagina tutta insieme, testo e note. C'è chi ha letto il testo di ogni capitolo e poi è tornato a leggere le note di quel capitolo. Insomma, ogni lettore ha il proprio modo di leggerlo a quanto pare. Io non ho ancora iniziato a leggero e non so bene quando inizierò a farlo e in che modo lo farò. Non so neanche cosa aspettarmi. Non mi mancano i dubbi che sia molto fumo e poco arrosto. Vedremo.
Per concludere ecco un video di presentazione che ho trovato in rete:

30 ottobre 2013

Neuromante

Ieri ho finito di leggere Neuromante e malgrado sia piuttosto lontano dall'essere fra i libri migliori che ho letto (anche solo fra quelli di quest'anno) sento l'irrefrenabile desiderio di esprimere, anche qui, la mia opinione al riguardo.
Per chi non lo sapesse, Neuromante è il primo romanzo dello scrittore americano William Gibson nonché la pietra miliare del genere cyberpunk. Molto in breve, la storia del libro tratta di Case, un hacker in rovina e sull'orlo dell'autodistruzione, che viene reclutato per compiere un colpo imponente per conto di qualcuno di misteriosoin un gruppo composto da una killer implacabile, un colonnello di ghiaccio e da un tizio capace di materializzare tramite ologrammi i suoi pensieri.
La prima ed inevitabile considerazione che bisogna fare su questo libro riguarda il lessico. Leggere Neuromante equivale a leggere un libro in una lingua straniera che conoscete abbastanza bene per capire il senso di quello che leggete, ma non sufficientemente bene per cogliere il significato di tutte le parole che leggete e delle loro sfumature. Ho avuto la stessa impressione di leggera confusione che mi genera leggere un libro scritto in francese, per esempio. L'insieme di termini futuristici o futuribili che Gibson ha utilizzato e si è inventato per scrivere questo romanzo rende la lettura poco scorrevole tanto che a volte ho avuto difficoltà a capire esattamente cosa stesse accadendo.
E qui si arriva all'altro punto debole del libro. Qual è la trama? Oltre le poche righe di premessa che ho scritto qui sopra, non si capisce dove il libro vada a parare. Tanto rumore per nulla, mi viene da dire, una volta portata a termine la lettura.
Voglio mettere in chiaro che il libro offre diversi spunti interessanti (per esempio la visione che propone delle multinazionali). In più, non va sottovalutato l'indubbio debito di riconoscenza che una grossa parte di fantascienza gli deve (è indubbiamente il babbo di Matrix, Strange Days e di un sacco di altra roba). Per non parlare della visione di un mondo (il cyberspace) che trenta anni fa era ancora lontanissimo dal realizzarsi (la pervasività di internet). Ma questi spunti, questo sfondo, restano orfani dell'assenza di trama e vengono offuscati dalla osticità dello stile.
In conclusione, un libro visionario e dagli indubbi meriti, ma molto lontano da essere un capolavoro, anche confinandolo nel proprio genere. Questo non vuol dire che non valga la pena di leggerlo, ma essendo consapevoli che possa risultare indigeribile.

1 gennaio 2013

Un anno di libri (v. 2012)

Anche quest'anno ho deciso di tirare le somme delle mie letture nel 2012 con un post. Visto che è il primo post dell'anno colgo l'occasione per augurare uno splendido 2013 a tutti quelli all'ascolto.
Anobii mi dice che quest'anno ho letto diciotto libri. Ben otto in meno dell'anno scorso. Sarà stata la tesi di dottorato, o l'estate movimentata tra il fallimento di un viaggio e la ricostruzione di un altro viaggio. Non so.
Come l'anno scorso, anche quest'anno ho dato il massimo dei voti a solamente tre libri. Eccone l'elenco e una breve presentazione:
More about Sostiene Pereira Sostiene Pereira di Tabucchi è uno splendido libriccino in cui l'autore s'immagina di raccogliere le confessioni di tal Pereira, un apparentemente anonimo giornalista portoghese che vive a Lisbona nel pieno del regime salazarista. Un uomo apparentemente senza qualità che si rivela uno dei più bei personaggi della letteratura.
More about Il nome della rosa Su Il Nome della Rosa immagino ci sia poco da dire. Un libro che quasi tutti hanno letto. Un incrocio tra il giallo ed il romanzo storico ambientato in un monastero benedettino nel Medioevo. Monaci che muoiono e sullo sfondo lotte intestine al cattolicesimo. E questo porta all'ultimo libro da cinque stelle.
More about Q Q del collettivo Luther Blisset. Ultimo libro che ho letto nel 2012. Un eretico rivoluzionario senza nome (ovvero con mille nomi diversi) attraversa quarant'anni di lotte di religione nel sedicesimo secolo. Lutero, gli anabattisti, Calvino e i Giudei. Il Q del titolo è una spia papista che fa da rivale, più o meno oscuro, al protagonista del libro.

Interessante notare come il filo conduttore dei tre libri sia la parola scritta. Pereira riscatta la sua vita mediocre tramite il suo ruolo di giornalista di carta stampata. Parte centrale del libro di Eco è la biblioteca del monastero e in particolare i libri che vi sono contenuti. In Q la stampa (nel senso di tipografia) gioca un ruolo fondamentale per la diffusione delle idee rivoluzionarie.

Altri libri che si meritano una citazione fra quelli letti quest'anno sono: La polvere del mondo di Bouvier, Sette anni in Tibet di Harrer e Cronaca di una morte annunciata di Garcia Marquez.

9 giugno 2012

Shakespeare and company a Parigi

Shakespeare & co. è una libreria\biblioteca situata sulla Rive Gauche della Senna in rue de la Bûcherie. Come dirimpettaia ha la cattedrale di Notre-Dame, tanto per capirsi. C'ho fatto un salto in un'oretta di buco dopo un colloquio di lavoro a Parigi e prima del treno che mi riportasse in Belgio.


Come potrebbe suggerire il nome, la libreria è orientata verso libri in lingua inglese ed è stata fondata nel 1951 dall'americano George Whitman (in nessun modo imparentato con il connazionale Walt, a quanto ne so). Il nome è un omaggio ad un'altra libreria parigina che portava lo stesso nome, luogo di ritrovo di artisti del calibro di Hemingway e Joyce nella prima metà del secolo scorso e chiusa durante l'occupazione nazista di Parigi nel 1940.
L'atmosfera dell'odierna Shakespeare and company è ancora tipicamente bohémienne con i libri che riempiono ogni centimetro quadrato delle anguste salette della libreria, i grandi lampadari, i divani, le seggiole ed i letti della biblioteca al piano superiore, le scale scricchiolanti, gli ampi specchi. Negli orari di chiusura, offre anche rifugio ed alloggio a scrittori ed artisti (squattrinati) che ricambiano l'ospitalità aiutando come possono la libreria. Ma le parole, soprattutto le mie, non sono capaci di descrivere l'atmosfera.


Se passate da Parigi, andateci. Tuttavia, sconsiglio vivamente l'ingresso a chi soffrisse di una eventuale fobia legata ai libri, ma probabilmente anche ai feticisti più viscerali della parola scritta e stampata perchè correrebbero il rischio di non uscirne più. 
Nel locale attiguo alla libreria, c'è una sezione Antiquarian Books della Shakespeare & co. con libri rari e prime edizioni.

Qui il link ad un'intervista a Sylvia Whitman, figlia di George, ed attuale gestrice della libreria.
Qui il link al documentario, intitolato Portrait of a Bookstore as an Old Man (chiaro riferimento a Joyce), dedicato alla figura di George Whitman.

11 maggio 2012

Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate


8 gennaio 2012

Un anno di libri

Anobii mi dice che nel 2011 ho letto 26 libri (uno in più del 2010) per un totale di 7314 pagine. Prendo spunto da questa statistica per rivisitare brevemente quello che ho letto durante l'ultimo anno solare. Magari qualcuno potrà anche trovare qualche spunto per una futura lettura.
Su Anobii si possono votare i libri attraverso un sistema di cinque stelline. Quest'anno ho dato il massimo solo a tre libri (quelli dell'anno scorso con cinque stelline erano il doppio, sei). Ma d'altra parte non ce n'è nessuno che è sceso sotto le tre stelline, quindi la sufficienza. I tre con cinque stelle sono:
More about Comma 22 Il primo è Comma 22, un meraviglioso e assurdo libro sull'irragionavolezza della guerra. Avendone già parlato a suo tempo in uno specifico post, non aggiungo altro.
More about Lettere contro la guerra Il secondo libro che si è meritato cinque stelline è Lettere contro la Guerra di Terzani, di cui ho letto più o meno tutto ed è una delle mie fissazioni letterarie (anche se a voler essere puntigliosi è un giornalista e non uno scrittore). In questo volume sono raccolte delle lettere che ha scritto per il Corriere della Sera dopo l'11 Settembre durante una specie di pellegrinaggio di pace fra Afghanistan e Pakistan (ma anche dall'India e dalla sua Orsigna).
More about Strade blu L'ultimo della breve serie è Strade Blu dove William Least Heat-Moon, di origine pellerossa, racconta del suo viaggio con un furgoncino di tre mesi attraverso gli Stati Uniti d'America dopo aver lasciato il lavoro di professore universitario ed essere stato lasciato dalla moglie. Il blu delle strade del titolo è il colore con cui venivano contraddistinte le strade secondarie nelle vecchie cartine stradali americane. E il viaggio è un viaggio attraverso l'America dimenticata delle strade secondarie, è un viaggio attraverso gli americani che abitano gli sconosciuti paesini che sorgono ai bordi delle strade blu.

Per continuare la rivisitazione, fra i libri che ho letto ce n'è uno in lingua francese, Il Etait Minuit Cinq a Bhopal di Dominique Lapierre. Anche in questo caso, a suo tempo, scrissi un post sulla vicenda narrata nel libro. Ben quattro invece quelli in lingua inglese, di cui uno (V for Vendetta) la mia prima graphic novel. Ed è probabile che resti l'unica perchè il fumetto non è proprio il mio linguaggio preferito. Solo otto, invece, i libri di autori italiani (fra l'altro l'ultimo a Luglio). Finisco segnalando i due russi che ho letto quest'anno, Appunti di un giovane medico di Bulgakov (altro mio pallino) e I racconti di Pietroburgo di Gogol, entrambi ottimi libri.

15 novembre 2011

Ho di nuovo cambiato disposizione ai libri

Come avevo già spiegato in un altro post, una delle mie manie ossessivo-compulsive riguarda la disposizione dei libri nella libreria. Tema, colore della copertina, grandezza del libro sono tutti fattori che in modo più o meno randomico influenzano la disposizione. Ogni tanto mi rendo conto che i libri della mia libreria a Firenze non sono messi nell'ordine in cui dovrebbero essere e allora cambio tutto o quasi. Questa è la nuova disposizione. E le vostre librerie come sono? Me le fate vedere?

13 luglio 2011

Un libro

Cos'è un libro? Una storia o una tesi argomentata? Una sequenza di caratteri e punteggiatura?
 
No! Un libro è l'oggetto fatto di pagine di carta e inchiostro. Un libro è il modo in cui lo tieni in mano, lo tocchi, lo accarezzi e lo soppesi. Un libro è il suo peso e il suo spessore. Un libro è il suono che producono le pagine che sfogli mentre lo leggi. Un libro è l'odore della carta di cui è fatto. Un libro è il modo in cui è rilegato e il colore della sua copertina. Un libro è l'ingiallimento delle sue pagine. Un libro è il tipo di segnalibro che usi quando interrompi la lettura. Un libro è il posto in cui lo metti nella libreria. Un libro è il modo con cui lo metti nella libreria. Un libro è il modo in cui la sua costola si inserisce tra le altre costole.
 
Come? Il futuro è fatto di bit e di schermi su cui scorrere una sequenza di caratteri e punteggiatura? Allora io continuerò a leggere nel passato.

4 maggio 2011

Sulle copertine dei libri

Sarò strano io, e sicuramente lo sono, ma sono sempre stato diffidente verso i libri con la copertina appariscente, sgargiante o elaborata. Mi hanno sempre dato l'impressione di dover compensare con l'apparenza un contenuto mediocre. In questo senso, la copertina perfetta è quella dei libri di Salinger. Bianca. Nome dell'autore, titolo del libro e casa editrice.



21 aprile 2011

Libreria

La libreria è il posto dove i disturbi ossessivo-compulsivi di ognuno vengono amplificati a dismisura, dove le schizofrenie affiorano in superficie e si fanno evidenti. C'è chi i libri li ordina per autore, chi per argomento. Poi ci sono quelli che li organizzano per colore e\o per altezza.
La mia libreria di Firenze, dove ci sono la maggior parte dei libri che ho letto (ma non tutti...alcuni sono qui in Belgio ed altri nella libreria dei miei), è organizzata per macrogruppi, come si evince dalla foto didascalica sottostante. All'interno di questi macrogruppi i libri sono disposti per colore. E' evidente dalla foto che la maggior parte delle mie letture riguardano l'area anglosassone mentre altri gruppi sono decisamente scarni, ma questo non è il punto. Pur non essendo una persona particolarmente precisa, la prima cosa che faccio quanto torno a Firenze è controllare che i libri siano ben allineati e cambiare in qualche modo la disposizione (creando nuovi gruppi o accostando differentemente i colori). Le edizioni Oscar Mondadori con il bordo metà nero e metà celestino chiaro mi mandano in crisi esistenziale.
E le vostre librerie come sono organizzate? In che modo si esplicitano le vostre manie? Dite che sia necessario fondare un'anonima dispositori di libri sugli scaffali dove poter confessare le proprie debolezze?


Per quanto riguarda la mia libreria virtuale, potete trovarla QUI oppure in basso nella colonna di destra in questo blog.

14 marzo 2011

Comma 22


Comma 21:
L'unico motivo valido per chiedere congedo dal fronte è la pazzia.
Comma 22:
Chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo. 
Un meraviglioso libro sulle assurdità della guerra ambientato in una base aeronautica americana sull'isola di Pianosa durante la seconda guerra mondiale. Il romanzo è popolato da un numero enorme di personaggi (la maggior parte dei quarantadue capitoli è intitolato ad uno di loro) altrettanto assurdi e meravigliosi. 

Il protagonista è l'antieroe Yossarian, che è convinto che tutti stiano cercando di ucciderlo e il cui unico obiettivo è di tentare di sopravvivere alle missioni a cui lui ed i compagni di volo sono assegnati.
- Stanno cercando di uccidermi.
- Nessuno sta cercando di ucciderti.
- Allora perchè sparano contro di me?
- Sparano contro tutti. Stanno cercando di uccidere tutti.
- E che differenza fa? 
E poi c'è Orr, pilota che viene abbattuto in ogni missione a cui prende parte e che a causa di questo ha sviluppato ottime doti di ammaraggio, e Milo, ufficiale di mensa che sfruttando la sua posizione inizia un traffico di viveri in tutta Europa, e il colonello Cathcart, che vuole diventare generale e per impressionare i superiori aumenta in continuazione il numero di missioni che gli uomini devono compiere prima di poter prendere congedo. C'è anche il cappellano che ha come assistente il caporale Whitcomb, il cui obiettivo è prendere il posto del cappellano, pur essendo ateo. E oltre a loro decine di altri personaggi, pieni di assurdità e di follia.

E' un libro piuttosto lungo che ha inevitabilmente i suoi punti bassi, ma che ha l'incredibile pregio di finire in crescendo. Insomma un libro da leggere, tanto che si è meritato l'apertura (e la chiusura?) di una nuova rubrica letteraria in questo blog.

Nota negativa è l'esagerato numero di refusi presenti nell'edizione in mio possesso. Possibile che nessuno della Bompiani si sia preso la briga di rileggere il libro prima di pubblicarlo?

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