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martedì 4 maggio 2010

Risotto con Asparagi, Brie e Prosciutto


Primavera, tempo di asparagi! Matteo va matto per quelli tradizionali, quelli che si trovano al supermercato, mentre io preferisco quelli selvatici, che proprio asparagi non sono e che hanno quel retrogusto amarognolo, soprattutto quando mio papà me li prepara in frittata.
Ovviamente i primi si possono comprare senza troppi sforzi, i secondi bisogna andare a cercarseli...

In ogni caso per fare il risotto sono senza dubbio più indicati quelli commerciali, che tra l'altro qualche settimana fa erano pure in offerta (dove? all'Esselunga...ormai sembro un disco rotto!).
Così per far contento Matteo ne abbiamo comprato due mazzetti, uno da fare in risotto e l'altro da preparare in modo più semplice, lessati con il canonico uovo all'occhio di bue a lato.

Però...ho voluto fare un piatto più che unico, opulento!, in modo da non vedere poi Matteo armeggiare intorno al frigorifero alla ricerca di olive e formaggio. Voi ovviamente potete anche scegliere la versione light, se siete abituati a primo, secondo, contorno etc...

INGREDIENTI per uno (ebbene sì!)
100 gr riso carnaroli
mezzo mazzetto di asparagi (circa una quindicina)
80 gr brie
una fetta di prosciutto cotto
mezzo bicchiere di vino bianco
olio, sale, pepe, semi di sesamo

Lavare gli asparagi e tagliarli a rondelle per circa 10 centimetri di lunghezza, oppure, se si tratta di quelli con il gambo più sottile, anche oltre. Mettere i gambi scartati in acqua bollente con una presa di sale e fare cuocere, in modo da creare una specie di brodo di asparagi.
Tagliare la cipolla finemente, farla soffriggere ed aggiungere gli asparagi già tagliati, proseguendo la cottura per circa 5 minuti. Versare nella padella anche il riso e, dopo averlo fatto tostare per circa un minuto mescolando bene, sfumare con il vino.
Aggiungere poi, mano a mano, anche il brodo di asparagi, regolando di sale. Generalmente il mio riso cuoce in 14 minuti.
Nel frattempo tagliare il prosciutto a striscioline, trasferirlo in una padella molto calda e cuocerlo circa un minuto, fino a quando si sarà leggermente abbrustolito. A metà doratura aggiungere anche un cucchiaino di semi di sesamo e tostarli con il prosciutto, prima no, per non rischiare che si brucino.

Una volta giunto a cottura, spegnere il riso e farlo mantecare con il brie tagliato a pezzetti (pure con la crosta, nessun problema).
Servire decorando con il prosciutto ed una macinata di pepe nero.

I gambi di asparago possono essere gettati via o mangiati, se sufficientemente teneri.

mercoledì 7 aprile 2010

Sformato di porri e patate


Ci sono cose, nella vita, che teniamo alla larga convinti che non facciano per noi...parlo in questo caso di alcuni piatti o ingredienti, ma il paragone può estendersi anche alle cose serie della vita.
Fino a quando non ci sbattiamo contro il naso, allungando una forchettata e capendo che in fondo almeno un po' ci si era sbagliati, rimaniamo lì, arroccati sulle nostre convinzioni. E nemmeno la tipica frase da mamma, ovvero "come lo faccio io non l'hai mai mangiato!" ci fa desistere. Buttarsi e provare può rivelare grandi sorprese e quello che fino al giorno prima era un piatto indigesto, dal giorno dopo può diventare il preferito, o quasi.

Comunque predico bene e razzolo male, da un punto di vista non strettamente alimentare. Perché sono una di quelle che quando ti inquadra in un modo (sostanzialmente male) poi difficilmente cambia idea. Mentre per quanto riguarda il cibo, posso anche ricredermi:-)

Tutto sto preambolo per dire che ho preso questa ricetta da un libro che non eccelle in bellezza (ma è un lascito di una zia e quindi mi è molto caro) e che tutto sto porro non è che proprio mi andasse a genio (non ho avuto un bel rapporto col porro fino a pochi anni fa), eppure questo piatto è venuto benissimo!! Alla faccia dei miei pregiudizi.

INGREDIENTI per quattro
400 gr patate
300 gr porri
100 gr prosciutto cotto
100 gr emmentaler o gruyere
250 ml latte
10 gr burro
20 gr farina

Pelare le patate e tagliarle a fette alte circa un centimetro, sbollentarle in acqua bollente e salata per circa 10 minuti, scolare e mettere da parte. Tagliare il porro (compresa la prima parte verde) a rondelle, anche piuttosto grosse, e cuocerle in una pentola larga con poco olio, sale e qualche cucchiaio di acqua, in modo che si stufino.
Nel frattempo preparare la besciamella, facendo sciogliere il burro, aggiungendo la farina e poi, a filo, il latte, mescolando bene con una frusta in modo che non si formino grumi. Quando inizia ad addensarsi, spegnere, togliere dal fuoco, aggiungere il formaggio grattuggiato, regolando di sale ed eventualmente aggiungendo un pizzico di noce moscata.
In una pirofila distribuire le patate a fette, il porro, il prosciutto cotto a striscioline e un po' di besciamella, proseguendo fino all'esaurimento degli ingredienti. Nel mio caso sono venuti circa tre strati di patate, due di porri, due di prosciutto e tre (scarsi) di besciamella.

Cuocere in forno a 220° per circa una ventina di minuti. Di fatto gli ingredienti sono cotti, basta quindi far dorare la besciamella sulla superficie e dare un'ultima spinta alle patate.

Servire tiepido, se il giorno dopo meglio ancora!
Atenersi stomaci delicati...il porro serale non perdona.

Consigli per gli acquisti. Per ottimizzare la spesa, all'Esselunga vendono già i cuori di porro, si trovano nel banco delle verdure nella zona di quelle fresche, ma preconfezionate. Visto che ne serve abbastanza è inutile comprare tutto il porro avendo un sacco di parte verde e dura che avanza.
Per il formaggio, io ho usato un volgarissimo Emmental della Baviera, visto che comunque doveva essere cotto e mangiato con altre cose. Sicuramente optando per il gruyere ne verrà, però, un piatto molto più carico e saporito! per me van bene entrambi, a seconda dei gusti.

martedì 16 febbraio 2010

Muffins profumati all'arancia con tacchino e formaggio


Sempre tratto dal libro di cui vi ho parlato nel post precedente...
Un muffin salato aromatizzato all'arancia, farcito con tacchino affumicato, Philadelphia e mirtilli! L'autore del libro prevedeva due varianti: oltre a questa illustrava anche una versione profumata al rosmarino e accompagnata con prosciutto affumicato e composta di mirtilli. Si tratta di due cose simili, quindi si potrebbe fare anche un po' e un po'.

La preparazione è stata semplice, anche se con questo libro ho avuto qualche problema con le quantità: dovevano uscire 20 muffins (o meglio, mini muffins) ed io ne ho preparati solo 8.
Per fortuna eravamo solo in quattro ;-)
Io ho utilizzato i tradizionali stampi da muffins che si trovano in Italia, quelli a 12 posti, quindi non so se in Inghilterra ce ne siano anche di più piccoli!
Per quanto sia meglio prepararli in giornata - tanto sono rapidi - ho potuto assaggiarne uno, l'ultimo rimasto, il giorno dopo e l'ho trovato ancora fresco.

INGREDIENTI per 8 muffins normali
175 gr farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
½ cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
45 gr burro
1 uovo
125 ml latte
scorza di mezza arancia

per farcire
8 fette di tacchino affumicato (quello che si trova tra gli affettati)
una confezione di Philadelphia (circa 80 gr)
un cucchiaio di mirtilli neri

Lavorare il burro a temperatura ambiente con l'uovo, la farina, zucchero, lievito, sale e bicarbonato. Aggiungere il latte e la scorza di arancia, mescolando in modo da evitare che si formino grumi.
Io ho utilizzato gli stampini per muffins in silicone, fatti a m' di pirottino, che ho adagiato nei buchi dello stampo tradizionale. In questo modo ho evitato di dover imburrare anche quest'ultimo.
Mettere circa un cucchiaio abbondante di composto in ogni pirottino e cuocere in forno già caldo a 200° per circa 15 minuti.

Una volta sfornati, lasciar intiepidire e poi tagliare a metà nel senso della larghezza con un coltello seghettato. Spalmare con il formaggio, adagiarvi sopra una fetta di tacchino leggermente arrotolata (in modo che dia anche del volume) e decorare con due o tre mirtilli freschi, o composta di mirtilli. Attenzione, macchiano da maledetti, quindi prima di prendere in mano il muffin e spostarlo verificare di non aver le mani sporche.

Per la versione alternativa basta sostituire la scorza d'arancia con un cucchiaio di rosmarino tritato, il tacchino con il prosciutto ed i mirtilli neri con una composta di ribes o di mirtilli rossi, come quella in vendita all'Ikea, che è aspra il giusto!

venerdì 11 dicembre 2009

Tasche di pollo farcite con Gorgonzola, Prosciutto e Noci


Che è sta distesa di roba gialla tendente all'arancio che vedo qui sopra!??!?
Sono le mie tasche di pollo fotografate sotto il lampadario di casa mia...Certo, se uno ha problemi con le foto e poi prepara anche piatti che di per sè hanno queste invitanti tonalità non si può aspettare grandi risultati.

Comunque, ieri sera ero gasatissima per il mio primo acquisto su Amazon: il libro di Nigella Lawson a soli 10 € compresa la spedizione! Ok, è in inglese...ok, è usato...ok, stamattina ho scoperto che l'ordine era stato annullato dal venditore perché non ne aveva più...
Però ieri sera ero davvero lanciatissima e vuoi questo, vuoi che dovevo assolutamente fare il pollo, mi sono cimentata in un piatto che, la prima volta, è venuto un disastro.

Fesa di pollo farcita con gorgonzola, prosciutto e noci. Ovviamente io non l'ho mangiato.
In compenso letteralmente sbavavo guardando le patate al forno che avevo preparato come contorno, solo che erano poche e quindi le ho dovute guardare da lontano e lasciarle a Matteo.
Per inciso, a me sta Metformina mi ha fatto venire una voglia di patate che non avete in mente!! Il mio regno per un Kartoffel-Box del Nordsee.

Torniamo al piatto, prima che mi venga ancora un languorino e sia costretta ad andare a comprare un Quattro Salti in Padella a base di patate da far andare nel microwelle dell'ufficio (triste...). Ah, mi ricordo quella volta che mi son fatta il purè in ufficio e non avendo una pentola ho usato un vaso Ikea (lavato) per scaldare il latte nel microonde ;-)
Va beh, lasciamo perdere...!

INGREDIENTI per due
400 gr pollo a fettine
100 gr prosciutto cotto
6 gherigli di noce
100 gr gorgonzola (non troppo morbido)
farina, vino bianco

per accompagnare:
4 patate medie
4 spicchi d'aglio
erbe provenzali
insalata verde

La cosa fondamentale per la buona riuscita del piatto è darci dentro con il batticarne, in modo da ottenere delle fettine sottili di pollo. Questo perché poi andranno ripiegate, e più grosse sono, più tempo cuociono e più possibilità ci sono che il gorgonzola vada dappertutto.
L'utilizzare un gorgonzola piuttosto compatto (io uso quello marca Igor, ma non so se si trova ovunque) e le noci dovrebbero dare una certa consistenza al ripieno e contribuire alla buona riuscita.

Calibriamo i tempi. Prima di tutto pelare le patate, tagliarle a dadini, metterle in una pirofila con olio, aglio (già fatto imbiondire) e cuocere in forno a 250° per almeno una mezz'ora. Il tempo di cottura, comunque, varia molto a seconda della tipologia della patata usata.
A metà cottura aggiungere le erbe aromatiche (salvia, maggiorana, rosmarino) e salare.

Nel frattempo frullare noci, gorgonzola e prosciutto, fino ad ottenere una crema piuttosto densa. Distribuire il composto sulle fettine di pollo in modo che non fuoriesca dai lati, ripiegare la carne su se stessa (non arrotolare...piegare) premendo bene in corrispondenza della chiusura della tasca così ottenuta.
Passare in poca farina e cuocere inizialmente a fuoco vivace in una padella larga con un cucchiaio di olio. Ho notato che cuocendo rapidamente la parte esterna della carne, soprattutto dove la tasca si chiude, si ottiene quasi un risultato sigillato, che evita spargimento di gorgonzola.
Proseguire la cottura per una quindicina di minuti, bagnando la carne con vino bianco, e salare l'esterno poco prima di portare in tavola.

Servire ben calde unitamente alle patate al forno, che nel frattempo saranno cotte a puntino, e insalata verde.

Sembra un gran lavoro, ma tra una cosa e l'altra ci si impiega una mezz'ora ed è un modo diverso di mangiare la solita fettina.

La ricetta l'avevo vista su Cucina Moderna, ma sono andata a memoria e ad occhio.

lunedì 14 settembre 2009

Linguine con prosciutto affumicato, panna acida e limone

Ecco un primo davvero semplice da preparare, ma dal gusto particolare e non scontato!
Però mi raccomando, non siate tentati dal sostituire gli ingredienti che dirò con loro parenti, non uscirebbe la stessa cosa e non voglio essere considerata responsabile di piatti infelici...
Quindi mi dissocio ufficialmente da coloro che useranno la spalla o il crudo e la panna normale!

Difficoltà? Nessuna, se non quella di acquistare prosciutto affumicato e panna acida, che comunque sono reperibili nei principali supermercati (la panna acida a prezzo abbordabile l'ho vista all'Iper).

INGREDIENTI per quattro
400 gr linguine
250 gr prosciutto cotto affumicato
200 ml panna acida
50 gr pinoli
scorza di limone
erba cipollina
scalogno

Tagliare lo scalogno e farlo imbiondire in una padella abbastanza ampia (visto che in ultimo servirà anche per contenere la pasta), aggiungendo il prosciutto tagliato grossolanamente. Proseguire la cottura per un paio di minuti, aggiungendo anche i pinoli. Poco prima della fine della cottura aggiungere la panna acida.

Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata. L'ideale sono le linguine (quelle della Garofalo che ho usato erano spettacolari!), ma van bene anche altre tipologie di pasta lunga, purché corpose...niente spaghettini, dunque.

Una volta scolata la pasta, trasferirla nella padella con il prosciutto, mescolare, aggiungere dell'olio extravergine di oliva, la scorza di un limone finemente grattuggiata e dell'erba cipollina fresca.

E servire!

P.S. Essendo arrivato l'autunno (eh si, finalmente!) e facendo buio presto, mi si ripresenta il solito problema. Come fare delle fotografie ai miei piatti che non risentano dell'odiosa luce artificiale che me li rende indiscriminatamente tutti sul giallo? Sono bene accetti consigli in materia...
:-)

martedì 21 luglio 2009

Torta salata con finocchi, asiago e prosciutto cotto

Come detto, essendo tutta la mia famiglia in vacanza mi è stato lasciato l'onore-onere di utilizzare i prodotti dell'orto che stanno maturando in questi giorni.
Oltre a fare sughi vari (stasera proverò a fare il pesto di zucchine e surgelarlo, sperando che non cambi il gusto...), ho dovuto utilizzare dei finocchi.
Non è che avessero proprio l'aspetto del finocchio che di solito compro al supermercato, questi sembravano essere stati passati in una pressa...visti da davanti sembravano normali, ma messi di lato...delle sottilette!
Il gusto però era buono ed erano anche abbastanza teneri...temevo che magari fossero fibrosi.

Per nasconderne l'aspetto ed esaltarne il gusto ho preparato una torta salata, abbastanza veloce (se si toglie la lessatura della verdura) e naturalmente davvero facile! Matteo, che non ha mai amato i finocchi, ora non dico che ne vada matto, ma apprezza molto!

INGREDIENTI
4 finocchi piccoli (o due grossi)
200 gr asiago
100 gr prosciutto cotto
un rotolo di pasta sfoglia
200 ml panna
1 uovo
sale, pepe

Per prima cosa si devono pulire i finocchi, togliendo la zona con la barbetta e le eventuali parti segnate o più dure. Tagliare a spicchi e lessare fino a completa cottura (i miei hanno impiegato più o meno un quarto d'ora) in acqua salata.
Nel frattempo sbattere un uovo con la panna, regolare di sale e pepe. Tagliare il formaggio a dadini, srotolare la pasta sfoglia su uno stampo da crostata, bucherellare il fondo e foderarlo con il prosciutto cotto.
Una volta scolati i finocchi, distribuirli sulla pasta sfoglia, aggiungere il formaggio e completare con la crema di panna e uova, da utilizzare soprattutto per tappare quegli spazi vuoti che magari si formano tra verdura e formaggio o verdura e pasta.
A volte non uso nemmeno la crema, mi limito ai finocchi e all'asiago, aumentando un poco le quantità del formaggio.
Cuocere a 200° fino a completa doratura della pasta sfoglia.

Si può prendere solo questo elemento come indice di cottura visto che le verdure non hanno bisogno di essere cotte ulteriormente! Così non c'è il rischio di avere la sfoglia pronta e il finocchio indietro.

Lasciare riposare e servire tiepida o a temperatura ambiente.

Come al solito è ottima anche mangiata l'indomani (come molte delle cose che preparo...così lavoro una volta sola!).