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giovedì 29 marzo 2012

Un pesce per il primo d'aprile

Avete presente quelle casette di legno in mezzo al bosco con affianco un ruscelletto, dove il tempo non ha le ore? Ecco questa sarà l'ambientazione del mio prossimo post! Non necessitano gli occhialetti 3D, ma solo un po' di fantasia: provate ad immedesimarvi e seguitemi in questo viaggio fantastico. Ma se la cosa non v'interessa non mi offendo avremo tanti altri post per stare insieme!!!


Avril era un povero papero che tutti i giorni combatteva il quotidiano per la sopravvivenza, ma non si sa perché ogni sera riusciva ad andare a letto felice e sereno. Aveva appena trascorso un inverno difficile, al freddo e all'agghiaccio,  e, a causa di qualche pranzo e qualche cena mancati, era dimagrito di un paio di chili. Oramai la primavera era alle porte, i primi germogli, timidamente, erano spuntati dai rami spogli da mesi, il profumo dei narcisi aveva inebriato l'aria, prendendo il posto del profumo dei funghi, e, non a caso, le rondini erano già tornate nei lori vecchi nidi, abbandonati prima dell'inverno. E già! Se non aveva sbagliato a fare i conti, giorno dopo giorno, eravamo giunti al primo di aprile. E proprio quella mattina, si era alzato con in testa l'idea di trascorre una giornata tra la natura, come se già non lo facesse tutti i giorni, ma forse prevedeva che sarebbe stata una giornata molto particolare: da ricordare. E. come dice un antico proverbio imparato dal suo vecchio nonno papero "Chi dorme non piglia pesci", si armò di canna da pesca e si diresse verso il ruscello, anche se in cuor suo sapeva già che non avrebbe pescato nulla. Camminava lentamente e scuoteva la testa mentre pensava "Niente pesce, niente pranzo: amara consolazione!". I suoi cari amici che erano soliti osservare questa scena quotidianamente, decisero all'unanimità di rendere la giornata un po' più allegra e movimentata con uno scherzo e si misero ad impastare acqua, farina formando tanti pesciolini, di forma e di colore e di sapore diversi. Ora usate la vostra fantasia e provate ad immaginare che ognuno degli amici di Avri ha farcito il proprio "pesciolino" in base alla propria creatività e alla propria professione: Lolly, il macellaio, ha farcito il "pesciolino" con un pezzettino di salsiccia; Nanny, il pasticcere, ha usato  una goccia di cioccolato; Willy, il salumiere, non poteva che realizzare un ripieno con il formaggio; per non parlare di Clelia, la fiorista, che con la sua fantasia ha utilizzato petali di violetta cristallizzati, mentre a Mariana, la fruttivendola, è bastato un pezzettino di pomodoro per farcire il suo piccolo pesciolino. E un pesce dopo l'altro, riempirono un cesto colmo che trasportarono sulle sponde del ruscello a monte di dove si era posizionato Avril e  lasciarono tutti i pesci nelle limpide e fredde acque del fiume, che, quasi per magia, presero vita. Nel frattempo Avril aveva già iniziato a pescare ma di pesci neanche l'ombra o meglio neanche una squama.Quando, ad un tratto, vide qualcosa muoversi: un leggero movimento argenteo, sembrava vedersi all'orizzonte. Quasi un miraggio, un branco di pesci, ad dire il vero un po' strani nella forma, ma pur sempre qualcosa con cui saziare la sua fame ormai invecchiata che lo stava divorando. Ed ecco che i primi pesci iniziarono ad abboccare, Avril incredulo e allo stesso tempo entusiasta non credeva ai suoi occhi; in poco tempo il suo cestino da pesca si riempe di pesciolini dai mille sapori, dai mille ripieni e il suo cuore trabocca di felicità. Avrebbe pranzato, avrebbe potuto invitare qualche amico e sarebbe entrato a far parte del club dei pescatori del paese. Era talmente felice che sentiva il bisogno di condividere con tutti il proprio stato d'animo tanto che durante il percorso per tornare a casa regalò tutti i pesci: a chi aveva più bisogno di lui, ad un passante, ad una donna incinta, ad uno zoppo, ad una vedova con treCi figli e persona dopo persona si ritrovò davanti casa con il cestino di nuovo vuoto, vuoto come la sua pancia. Mannaggia! Anche oggi senza pranzo! Non è possibile! Mettiamo qualcosa di nostro! Cosa ne dite se  in fondo, ma proprio in fondo al cestino, facessimo trovare ad Avril un ultimo pesciolino? A questa visione, magicamente gli  occhi del papero s'illuminano, un sorriso gli fa allungare il becco tanto da far uscire un vergognoso "qua,qua" e le sue zampette senza neppure pensarci un minuto si dirigono velocemente verso la cucina: ora il papero è pronto a preparare il miglior pesce dell'anno che con il tempo ha assunto il nome di pesce d'Avril. Ci tengo a precisare che anche senza il nostro piccolo intervento Avril quel giorno sarebbe stato comunque sazio: non di pesce ma di bontà e di altruismo verso gli altri. Aver condiviso il suo pescato con chi era più povero di lui gli aveva riempito l'animo di gioia e di felicità. Ci tengo a precisare che anche io ero tra gli amici di Avril che quel famoso giorno hanno ideato lo scherzo e per il mio caro amico papero ho realizzato un favoloso pesciolino ripieno di ... lavoro in un negozio di generi alimentari, quindi la risposta già ve la potete anche immaginare, ma perché mi siete simpatici e mi avete seguito fino qui  voglio condividere la ricetta con tutti voi.

                                                                      Per la pasta
                                           
                                                                      gr.300 di farina
                                                                      gr, 80 di olio extravergine
                                                                      gr.100 di vino rosso
                                                                      un pizzico di sale

                                                                      Per la farcitura

                                                                      Spinaci lessati
                                                                      1 peperone giallo
                                                                      1 peperone rosso
                                                                      2 uova
                                                                       parmigiano grattugiato
                                                                       1 fetta di emmental
                                                                        sale e pepe


Prepariamo la base impastando la farina con il vino rosso, l'olio e il sale ottenendo un composto morbido con il quale foderiamo in questo caso uno stampo a forma di pesce. Ci stendiamo uno strato di spinaci lessati, i peperoni, precedentemente tagliati a pezzettini e cotti in poco olio, le uova sbattute con il parmigiano ed infine l'emmental a cubetti, sale e pepe.




Non ci resta che ricoprire la mini tortina con una leggera sfoglia al vino ed infornare in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti. Sforniamo e capovolgiamo il nostro "pesciolino". Auguro a tutti buon appetito e buon primo aprile!!!



Con questo post, corredato di racconto, ricetta e foto


partecipo al contest ideato ed organizzato dal blog La cultura del frumento


sabato 23 aprile 2011

Il segreto dell'uovo maculato

A differenza di altri blogger, io non ho ricevuto nessun pacco dalla ditta Caffarel, contenente l'uovo maculato e sonoro, né ovetti e neppure la mucca di peluche, ma intendo partecipare al  concorso  "L'uovo ... le mucche country: com'è nato?. Questa iniziativa è stata ideata dalla Caffarel e consiste nel cercare d'indovinare come  è nato l'uovo maculato, novità della Pasqua 2011. Conoscendo la serietà della ditta e la bontà dei suoi prodotti ho deciso che forse è venuto il tempo di raccontarvi una storia svelandovi un segreto che non dovete dire a nessuno. Mi raccomando: cioccolato in bocca! La gallina Polla e la mucca Mucchì avevano vissuto per tanti anni nella stessa fattoria, ma per una strana serie di motivi non si erano mai incontrate. Polla aveva sempre razzolato nell'aia, covato le uova, protetto i suoi pulcini e dormito nel pollaio insieme alle sue amiche gallinelle. Mucchì, invece, aveva ruminato l'erba verde dei prati, prodotto latte fresco tutti i giorni e durante le fredde giornate l'inverno se ne stava al calduccio nella stalla. Ma come vuole l'inesorabile legge della vita, arrivò il giorno in cui i due animali furono messi a "riposo" o meglio in disparte. Fu così che, contemporaneamente,  Polla e Mucchì decisero di allontanarsi definitivamente dalla fattoria e si ritrovarono per la prima volta insieme, lungo uno stretto sentiero di montagna, senza nessuna destinazione. La cosa strana è che fecero subito amicizia e provate ad immaginare quello che vedo io: una mucca maculata con un vecchio campanaccio al collo, che cammina blanda, portandosi sul dorso una gallina, che velocemente gesticola con le ali indicando la strada da percorrere: una vera direttrice. Cammina, cammina ad un certo punto arrivano in un'altura da dove scorgono in lontananza un piccolo paesino molto particolare: New Caffarel. La visione è a dir poco allucinante, tutte le case sono di cioccolato al latte con il tetto di waffers, i giganteschi alberi sono di marzapane ricoperti di glassa reale, nei ruscelli scorre il cioccolato bianco e non racconto altro altrimenti qualcuno potrebbe svenire. La cosa che gli lascia un po' perplessi è vedere un gran brulicare di gente che si affretta a trasportare enormi vassoi di cioccolato che emana un profumo dolce e avvolgente. Incuriositi, i due animali chiedono al primo passante il motivo di tanto fervore: forse c'è in previsione una festa di paese?... forse un matrimonio?  ... o hanno trovato un tesoro? "No, no!" Si sentono rispondere."Stiamo creando le uova di cioccolato maculato per festeggiare la Pasqua!". Sinceramente Polla e Mucchì non realizzano subito la situazione, ma trascorrono  pochi minuti quando la loro fantasia inizia a lavorare. La cosa sembra molto facile e hanno già un'idea o meglio tante idee, molte delle quali irrealizzabili e dopo tanti discorsi, previsioni e ipotesi arrivarono ad una conclusione, Semplice: Polla,invece del solito becchime, avrebbe bevuto il latte di Mucchì. Il mattino seguente la gallina depone l'uovo, ma è il classico uovo al latte. Non si danno per vinte, quindi il secondo giorno, molto convinta della sua idea, mangia fave di cacao fino a stare male. Ma anche questa volta: niente! L'uovo che depone è un gigantesco uovo di cioccolato fondente: bellissimo, ma non è quello che volevano ottenere. Uovo maculato! Uovo maculato! Ma come si fa a creare un uovo pezzato? Continuano a ragionare, a raccontarsi e confrontarsi per tutta la notte rendendosi conto di essere diventate delle vere amiche. E' quasi giorno quando Polla, senza neppure aver mangiato, si addormenta tutta infreddolita mentre Mucchì la riscalda con il suo fiato. A questo punto penso che il finale della storia ve lo potete anche immaginare. Secondo voi al suo risveglio Polla che uovo ha deposto? Magia delle magie l'uovo è maculato! Tranquilli, non è stata una vera magia, ma il sentimento dell'amicizia e della collaborazione: questo è il vero segreto per poter realizzare i nostri sogni più belli. Ah, giusto dimenticavo di dirvi che Polla e Mucchì ora vivono a New Caffarel ed hanno conosciuto il coniglio Musetto mentre stanno lavorando a dei nuovi progetti che vi voglio fare vedere.



Mi hanno inoltre incaricata di  dirvi che sono solo dei prototipi e che vi fanno tanti auguri di Buona Pasqua.
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