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lunedì 14 aprile 2014

sete giapponesi e bottoni


Uno dei ricordi più belli che ho portato con me dal Giappone è certamente quello legato ai tessuti. Le grafiche, i colori e la fattura: lì ho toccato sete che non ho incontrato in nessun altro posto. Le più belle e preziose sono certamente quelle antiche. Nello zaino al ritorno avevo un sacchetto con degli spezzoni di antichi kimono. Questa collana è fatta con uno degli scampoli.


Alla seta giapponese ho abbinato una manciata di bottoni che stavano sparsi dentro una delle buste che mi aveva regalato mia zia Paola (ricco bottino di una gita al mercato). Eccoli, dunque, i bottoni e una parte del piccolo tesoro delle sete orientali.

E infine, la collana indossata in una mattina di primavera.


mercoledì 14 novembre 2012

urban zia

Già in altre occasioni ho decantato le lodi della spilla.
Impreziosisce senza riempire, dettaglio di stile che può fare la differenza.
Ebbene a coloro che ancora pensano che si tratti di un bijou da vecchia zia voglio dire che è giunta l'ora di ripensarci!


Nessun limite alla fantasia, la spilla va ovunque: classica sul bavero, chic sul cappello, british sulla gonna. ma anche nuova sullo chignon, ingegnosa sulla cintura, furba sul foulard o ammiccante sulla scollatura. 



Gli esempi illustri proprio non mancano. Facile andare ritroso sognando le gioie di Jackie Kennedy Onassis o quelle di Joan Crawford. Ma per stare nel presente potremmo citare la francese Lea Stein o spingerci fino a Consuelo Castiglioni che disegna per Marni delle spille molto contemporanee ma con quel certo non so che da urban zia che a me piace proprio.

Non sto nemmeno a dirvi che la spilla è la mia nuova ossessione! Queste sono alcune delle ultime che ho fatto, rimaste nella mia collezione o date in dono a care amiche.

insomma, altro che vecchia zia, urban zia!

lunedì 2 luglio 2012

(il mio primo) total look

Questa volta la posta era abbastanza alta.
Cucirsi un vestito, anzi di più, crearsi un total look per il matrimonio degli amici m&m. 
Una sorta di gesamtkunstwer che comprende un abito, un coprispalle, una borsa e una spilla. 
La spilla è già passata di qui in anteprima. ecco il resto.

È bello pensare di poter scegliere tutto: dall’abbinamento dei colori, alla scollatura, alla larghezza, al modo in cui ti cade. Ma è anche vero che alla fine è come essere misurati continuamente con una scelta e una piccola decisione da prendere. E allora imbastisci, prova, segna, scuci, riprova e via così...


E poi la ricerca: dei tessuti , delle pietre da mettere sulla borsa ,  del silicone per rendere movimentate le foglie della spilla, del filo di seta per l’impuntura.

 Insomma, una bella impresa. Chissà se giusi f. mi assegnerebbe la celeberrima buccia (di banana).

foto a cura di fotònico

lunedì 18 giugno 2012

non sarà una Trifari

oggi vi presento una spilla che mi sono realizzata per grandi occasioni.
eccola, utilizza i tessuti dell'abito che mi sto confezionando (UAU!).


Come recita il titolo del post, non sarà una Trifari ma in qualche modo è come se ne riprendesse un po' lo spirito. Mr Trifari sbarcò nel 1904 a Ellis Island essendo partito qualche mese prima da Napoli.  Lì creò la Trifari&Trifari che proponeva alle americane gioielli realizzati con materiali alternativi ai prezioni, quindi accessibili. Leghe al posto dell'oro, finte gemme, perline e cristalli al posto delle pietre prezione. Gioielli finemente pensati e realizzati che hanno illuminato vedettes e segretarie nei primi decenni del '900. Tra le collezioniste illustri la torinesissima Patrizia Re Rebaudengo, e del resto secondo Vogue, il gioiello Trifari è un must have per i collezionisti di costume jewellery.

Bene. Io non ce l'ho, ma sopravvivo.
Tuttavia mi metto la mia di spilla che, come quelle di Mr Trifari, è realizzata con materiali alternativi: cartone, stoffa, fili di rame, silicone, finte pietre e colla.

Vi piace? 

lunedì 23 gennaio 2012

perle in strada

post in collaborazione con diverse special guests: l'amica emigrata a berlino, e gli amici liz & andy.
in sottofondo muri e pietre di san donato...

martedì 6 dicembre 2011

la banda


Una tristezza così non la sentivo da mai
ma poi la banda arrivò e allora tutto passò
volevo dire di no quando la banda passò
ma il mio ragazzo era lì e allora dissi di sì.
E una ragazza che era triste sorrise all'amor
ed una rosa che era chiusa di colpo sbocciò
ed una frotta di bambini festosi si mise a suonar come fa la banda.
Mina