Per prima cosa desidero fare tanti auguri a quei padri separati a cui sono stati privati, con tanta crudeltà, la presenza dei loro figli. La Festa del Papà, senza i figli, è un dolore in più da vivere.
Spesso sono accusati ingiustamente da donne che covano dentro una grande rabbia per i loro motivi personali. Oggi sembra che la donna voglia avere la sua rivincita verso il sesso maschile forse a seguito di un passato spesso discutibile. E chi viene sacrificato sono sempre i figli che crescono senza il padre accanto, da cui non manca solo l’affetto ma anche il suo appoggio in alcune situazioni della vita e la conseguente sicurezza che una madre non può dare. I figli maschi amano la madre, ma si riconoscono nel padre e lo vedono come un esempio da imitare e un punto d’arrivo.
Visto che in Italia abbiamo già pochi problemi, qualche cervello, io dico deviato, ha perfino proposto una legge per cancellare negli atti pubblici il nome del padre e della madre. Vogliono chiamarli Genitore 1 e Genitore 2. Quale è il Genitore 1? I figli nascono solo da una coppia formata da un maschio e una femmina. Cosa c'è da cambiare, si chiedono in molti?! La prima parola che balbetta un bimbo è mamma e poi papà e dopo un po' di tempo gli occhi si incontrano e si riconoscono. Per questo motivo non mi piace quando una madre non vuole, o non può, occuparsi della propria creatura nei primi anni della sua vita. Naturalmente una società deve creare i presupposti in modo che una madre possa rientrare facilmente nell'ambiente lavorativo. Con la disoccupazione che oggi vive la nostra società, sarebbe auspicabile aprire alla donna altre strade già percorse e richieste nel passato tra cui riconoscimenti e remunerazioni per la donna che si occupa della casa, della famiglia, dell’assistenza, in casa, degli anziani ammalati valutandola come una professione specializzata e non come la casalinga di un tempo sempre sottovalutata, sottomessa e spesso sfruttata.
Edith
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venerdì 28 marzo 2014
giovedì 3 ottobre 2013
Amore, condivisione e appoggio.
E' giusto questo? Vivere con persone dello stesso sesso è sempre preferibile che in istituti o affidi, quando i bambini sono piccoli è il grande momento della madre, poi subentrano altre persone, anche di sesso maschile così un bambino non è mai isolato. Non voglio sapere se queste amiche hanno rapporti sentimentali, al di là dell'amicizia, non mi interessa!
Una volta tanto teniamo lontano l'omosessualità, teniamo lontano il disprezzo per le persone che oggi raccontano la loro vita pagando un caro prezzo per la loro diversità. Adesso sappiamo di più sull'argomento, ma che tristezza quando un tempo neanche in famiglia si osava parlare, quanto dolore, quanta sofferenza per queste persone. L'apertura all'Unione Civile (io non voglio chiamare matrimonio) dà diritti e doveri uguali per tutti i cittadini e sarebbe un gran passo.
Tanti paesi sono già su queste orme. Io penso che si può stare insieme perché ci si vuole bene e si vuole dividere il faticoso cammino della vita, sostenendosi e appoggiandosi a vicenda, magari asciugando qualche lacrima.
Semplicemente amare, è già una incognita, se non un miracolo!
Edith
mercoledì 2 ottobre 2013
Divorzio e Chiesa.
La Chiesa penalizza in particolar modo la donna, che è più sensibile, debole e ha già una grande sofferenza quando un matrimonio va a rotoli. Io parlo delle donne normali, non quelle sofisticate che fanno "matrimoni" con tanti uomini e cambiano i mariti come le calze.
Scrivo perché spesso mi fermano donne e nonne che mi raccontano la loro triste storia di divorziate, separate e conviventi.
Se un matrimonio finisce è un grande dolore specialmente per chi viene lasciato.
Dopo un periodo di lutto, così si può chiamare, puoi incontrare un altro uomo con l'intento di mettere su famiglia ma qui entra in gioco la Chiesa, per i credenti, con i suoi divieti. La donna tradita e abbandonata non ha scampo. Il suo matrimonio è eterno. E cosa si risponde al figlio che chiede perché sua madre non fa mai la comunione? Non è facile trovare una risposta.
Invece dall'altro lato ci sono uomini che frequentano prostitute - escort - come si dice oggi, comprano il sesso e stranamente la Chiesa in confessione li perdona. E queste cose i preti lo sanno. Sanno anche che la frase "va in pace e non peccare più" sono parole dette al vento. Tanto ritorneranno a frequentare le donne del "mestiere più antico del mondo". Se milioni di uomini fanno uso del sesso a pagamento c'è qualcosa che non va! Cosa insegniamo ai nostri giovani? Ricordiamoci che se una merce non viene richiesta non si vende.
Questo articolo l'ho scritto un anno fa e vorrei sottoporla a Papa Francesco che ho già notato avere una grande apertura verso i bisogni della gente e specialmente i più deboli.
Edith
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