Sarà l'inizio dell'estate , sarà un principio di rincoglionimento dato dall'età ma ultimamente quando faccio la spesa dimentico sempre qualcosa e mi porto dietro la lista, quando non la scordo sul tavolo di casa...vabbeh ormai me ne devo fare una ragione.
Per cui l'altra sera avevo due fantastici porri, grandi e carnosi, praticamente potevo farci due frittate con quei due porri ma ...son rincoglionita lo so, li avevo messi troppo vicino al fondo e la parte verde si era congelata, e va così in sto periodo sono un po' esaurita. Comunque ho pensato bene di metterli a stufare, quando erano a metà prendo il cartoccio delle uova e qui cade l'asina, cartoccio da 10, un uovo...ahhhhhhhhhhhhhhh panico, mi sarebbero servite almeno 4 uova per poter fare una mega frittatona, già ma non ho ancora il potere di moltiplicare le uova.
Normalmente trovo sempre il modo di venirne a capo, anche questa volta e non ho usato nemmeno chissà che barbatrucco ma solo della banalissima farina di ceci. Meno male che me ne era caduto un pacchetto durante l'ultima spesa nel carrello.
Così ho scoperto che le frittate senza uova mi piacciono un sacco di più e piacciono di più anche a Nico per cui ora è diventata un'abitudine far frittate con la farina di ceci.
La ricetta in questo caso è moooolto ad occhio.
Ingredienti:
2 porri grandi, io uso anche parte del fusto verde;
3 cucchiai d'olio;
sale, pepe;
300 g di farina di ceci;
acqua.
Far stufare i porri con due cucchiai d'olio e un pochino di acqua, lasciar raffreddare.
Nel mentre preparare la pastella , questa ricetta prevede tanta farina perchè i porri erano tanti, in ogni caso, mettere due bicchieri d'acqua in una terrina e aggiungere la farina fino a raggiungere la consistenza dello yogurt, salare, pepare e aggiungere l'olio dopodichè lasciar riposare, usate la frusta per amalgamare il composto.
Una volta raffreddati unite i porri alla farina, scaldare una padella con dell'olio, versare come di consueto la frittata, lasciate il fuoco vivace per un minuto coprendo col coperchio la padella, poi diminuite l'intensità ed aspettate che la frittata sia un po' più soda sopra per cercare di staccarla (ruotando la padella) . Ve lo dico con certezza, la frittata di ceci è più lunga da cuocere, per cui pazientate. Girate la frittata e lasciatela cuocere ancora.
Calda o fredda non importa, come tutte le frittate son buone sempre!!!
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lunedì 20 giugno 2016
martedì 10 maggio 2016
Crepes al latte di mandorla con porri e radicchio.
Devo essere sincera, nemmeno quando ho aperto il blog ho mai avuto tante ricette in attesa di pubblicazione, che riprenda ad avere un ritmo normale? Quel che è certo è che ho ricominciato a sperimentare dopo anni di assopimento e questo non può che farmi piacere, un po' meno al mio fisico visto che mangio di più, giusto ieri Nico mi ha detto che gli è andata via la pancia a mangiare con me, perchè dice, mangia poco, io so solo che non faccio in tempo a cucinare e lui spolvera tutto. Dettagli eh?
Per questa ricetta volevo fare le lasagne, ovviamente vegetariane, ma essendomi trovata a fare le crepes ho pensato bene di variare un po' il formato, da lasagna a crepes. Alla fine son solo dettagli no?
Il procedimento per ottenere il latte di mandorle è questo, sennò va bene anche del latte comprato non zuccherato o un altro tipo di latte vegetale.
Per le crepes ho usato questa ricetta e chi ritorna più a questa con le uova!
Per la besciamella invece:
500 ml di latte (vegetale o vaccino);
35 g di burro (margarina vegetale o olio di semi);
35 g di farina integrale;
sale e noce moscata.
In un pentolino far sciogliere il burro con la farina, aggiungere il latte, mescolare bene con la frusta e portare a ebollizione, salare e cuocere ancora un attimo, spegnere e aggiungere la noce moscata.
Per la farcia:
2 porri piccoli o uno grande;
1 cespo di radicchio;
1 manciata di semi di zucca;
1 cucchiaio di gomasio;
1 presa di sale;
50 grammi di parmigiano reggiano.
In una pentola lasciar rosolare con un po' di sale i porri fino a che non saranno morbidi, aggiungere i semi di zucca e poi il radicchio tagliato fine, aggiungete il gomasio e lasciate cuocere a fuoco lento.
Ora formare le crepes, e aggiungere un velo di besciamella al fondo della terrina dove metterete le crepes, così da non impazzire a staccarle, una bella spolverata di formaggio sopra e cuocete a 200 °C per 20 minuti.
Alla prossima.
Per questa ricetta volevo fare le lasagne, ovviamente vegetariane, ma essendomi trovata a fare le crepes ho pensato bene di variare un po' il formato, da lasagna a crepes. Alla fine son solo dettagli no?
Il procedimento per ottenere il latte di mandorle è questo, sennò va bene anche del latte comprato non zuccherato o un altro tipo di latte vegetale.
Per le crepes ho usato questa ricetta e chi ritorna più a questa con le uova!
Per la besciamella invece:
500 ml di latte (vegetale o vaccino);
35 g di burro (margarina vegetale o olio di semi);
35 g di farina integrale;
sale e noce moscata.
In un pentolino far sciogliere il burro con la farina, aggiungere il latte, mescolare bene con la frusta e portare a ebollizione, salare e cuocere ancora un attimo, spegnere e aggiungere la noce moscata.
Per la farcia:
2 porri piccoli o uno grande;
1 cespo di radicchio;
1 manciata di semi di zucca;
1 cucchiaio di gomasio;
1 presa di sale;
50 grammi di parmigiano reggiano.
In una pentola lasciar rosolare con un po' di sale i porri fino a che non saranno morbidi, aggiungere i semi di zucca e poi il radicchio tagliato fine, aggiungete il gomasio e lasciate cuocere a fuoco lento.
Ora formare le crepes, e aggiungere un velo di besciamella al fondo della terrina dove metterete le crepes, così da non impazzire a staccarle, una bella spolverata di formaggio sopra e cuocete a 200 °C per 20 minuti.
Alla prossima.
venerdì 6 novembre 2015
Sformato di zucca.
Parliamone, da ieri abbiamo finalmente la banda larga anche noi...ragazzi anche in questo angolo sperduto è arrivata la banda!!! Incredibile ma vero, se vi dicessi che da luglio lavorano all'ampliamento della rete del metano? Cioè in questo paesino sperduto ci stiamo avvicinando con lunghe falcate al 2015, nuovo millennio per noi, sta a vedere che cambiamo casa subito dopo l'allaccio , ci sarebbe da ridere.
Siamo in autunno, mamma mia quanto è lungo qui l'autunno, incredibile, ci sono ancora gli aceri vestiti di foglie rosse, il toulipier sta cedendo le sue foglie al vento e ,quella che vedete in foto, è l'ultimo raccolto della nostra insalata, la cosa che mi affascina è vedere in quanti pochi km, 400 circa, sia facile trovare cultivar completamente diverse, questa insalatina a foglia di quercia rossa su non l'avevo mai vista.
Tolto questo ho finalmente trovato la mia ricetta per lo sformato di zucca, per cui la condivido subito visto che siamo nel giusto periodo, Ezio me li faceva spesso quando andavo a cena da lui, qui ho dovuto ingegnarmi da sola.
Lui usa sempre gli stampini di alluminio, io gli stampini in silicone, si lo so son malata, ma li trovo versatili e non creo troppo rifiuto, in più non devo imburrare o oliare nulla, il che mi evita un lavoro.
Siamo in autunno, mamma mia quanto è lungo qui l'autunno, incredibile, ci sono ancora gli aceri vestiti di foglie rosse, il toulipier sta cedendo le sue foglie al vento e ,quella che vedete in foto, è l'ultimo raccolto della nostra insalata, la cosa che mi affascina è vedere in quanti pochi km, 400 circa, sia facile trovare cultivar completamente diverse, questa insalatina a foglia di quercia rossa su non l'avevo mai vista.
Tolto questo ho finalmente trovato la mia ricetta per lo sformato di zucca, per cui la condivido subito visto che siamo nel giusto periodo, Ezio me li faceva spesso quando andavo a cena da lui, qui ho dovuto ingegnarmi da sola.
Lui usa sempre gli stampini di alluminio, io gli stampini in silicone, si lo so son malata, ma li trovo versatili e non creo troppo rifiuto, in più non devo imburrare o oliare nulla, il che mi evita un lavoro.
Ingredienti per 10 stampini :
1 cipolla rossa,
1 cucchiaio di olio evo,
600 g di zucca,
2 uova,
3 cucchiai di pangrattato,
30 g di parmigiano grattugiato,
10 cubetti di formaggio pecorino poco stagionato,
sale qb e timo secco.
Rosolare la cipolla con un cucchiao d'olio, salarla e aggiungere la zucca a tocchetti, lasciar cuocere a fuoco medio con il coperchio. Con un cucchiaio provare a vedere la consistenza della zucca, quando si farà cedevole , metterla nel boccale del mixer e frullatela. Se la consistenza è troppo acquosa ripassatala in padella per farla rapprendere, io ho ottenuto la consistenza della passata di pomodoro per intenderci.
Lasciarla intiepidire un po' e aggiungere le uova, il timo , il parmigiano, il pangrattato e ancora un po' di sale, amalgamare bene il tutto, rimane abbastanza umido.
Accendere il forno a 180°C in modalità ventilato.
Riempire per 1/3 il pirottino , aggiungere in ognuno un cubetto di 1cm di lato di pecorino morbido e riempire il pirottino, non fino all'orlo.
Infornare a forno caldo per 40 minuti. Danno il meglio di loro caldi.
domenica 22 giugno 2014
Merluzzo gratinato.
Mi è sempre piaciuto scrivere e mi è sempre piaciuto leggere, ho scoperto poi innumerevoli cose che adoro fare, tra cui anche cucinare, in questi mesi di rigetto verso la cucina mi sono anche resa conto di quanto mi manca, mi manca un po' la mia vita di prima, il mio tran tran, il lavoro, la shala , gli amici e le cenette tra amiche single solo infrasettimana ( gli amori a distanza a volte hanno dei risvolti piacevoli).
Sono sempre stata una persona che più impegni ha più ne vuole, mi è sempre piaciuto essere super impegnata, in alcuni momenti talmente impegnata da crollar dal sonno appena mi sedevo, forse esageravo, qualche anno fa ho imparato la lezione e cercavo di fare tutto quello che volevo rispettando il riposo corpo - mente che mi è necessario per parlare in italiano...cosa non sempre semplice sopratutto quando parli 12 h al giorno con persone sempre diverse.
Ho sempre cercato di tenere un po' fuori il mio blog dalla mia vita privata, non ho mai voluto che invadesse il mio spazio , ma sapete che vi dico? Ma chissene, nel tempo il mio rapporto col blog è cambiato, la mia vita è cambiata e cambierà ancora per tutto il tempo in cui sarò su questa terra. Questo per dire che mi sono accorta che non avendo i miei amicici in carne ed ossa con tutte le loro differenze che tanto me li fa mancare, mi sento come una pentola su un fornello con l'acqua dentro, sto sobbollendo, dentro è proprio così che mi sento, in fermento da un lato e dall'altro compressa, se per ora ho molto tempo per me non riesco a concentrarmi per farlo fruttare al meglio, so che questo periodo dovrebbe servirmi per immagazzinare energia e rilasciare tranquillità ma non ci riesco, anche nello yoga sono discontinua per quanto questo mi serva per buttar fuori l'ansia che a volte mi accompagna nelle giornate un po' strane. Così mi son resa conto che tutto il mio correre era ed è anche un modo per sfuggirmi per cercare di fare mente locale su quel che sono...certo che crescere è un bel casino mi vien da dire, chissà come ne uscirò, chi vivrà vedrà .
Intanto ieri è successa una cosa che mi ha letteralmente catapultato in cucina...quel fetecchio del freezer si è staccato (è saltata la corrente) ed è rimasto in blocco scongelando tutto il contenuto del freezer...non so se vi è mai capitato, per me è la seconda volta, la prima è stata terribile, era saltata la luce ad agosto, i miei non c'erano i casa e io neppure, quando son rientrata ho trovato un pozzetto (freezer quello grosso dove ci puoi tenere le scorte per un anno intero ) pieno di roba, dai funghi impanati , e non vi spiego l'odore, al pesce, alla carne ai ravioli di magro, mia madre pensava di sfamare l'intero paese per una settimana forse? Mah. Memore di questo il mio freezer è sempre pieno perchè la regola del non si sa mai è sempre valida e ben impressa nel mio dna.
Nell'ordine si sono scongelati :
3 cubetti di lievito;
1 sacchetto di pane in cassetta;
1 sacchetto di pane;
1 sacchetto di spinaci surgelati;
1 sacchetto di prezzemolo;
2 trote ; 800 g di merluzzo;
1 confezione di quarti posteriori di pollo (7 pezzi);
2 petti di tacchino;
1 confezione di pasta sfoglia
Vogliamo parlarne...noi siamo solo due! Così ieri sera abbiamo grigliato tutto il tacchino e ne mangeremo come se non ci fosse un domani, ho anche fatto una torta salata giusto per e ho cucinato il merluzzo (si ci siamo mo vi spadello qui la ricetta!), volevo fare delle crocchette ma non avendo olio per friggere (detesto farlo) ho fatto una ricerca su internet per farmi venire qualche idea veloce per cucinarlo...e mi chiedo perchè non usare il forno visto che funziona benissimo ( è sarcastico ovviamente)?
Vogliamo parlarne...noi siamo solo due! Così ieri sera abbiamo grigliato tutto il tacchino e ne mangeremo come se non ci fosse un domani, ho anche fatto una torta salata giusto per e ho cucinato il merluzzo (si ci siamo mo vi spadello qui la ricetta!), volevo fare delle crocchette ma non avendo olio per friggere (detesto farlo) ho fatto una ricerca su internet per farmi venire qualche idea veloce per cucinarlo...e mi chiedo perchè non usare il forno visto che funziona benissimo ( è sarcastico ovviamente)?
Per questa preparazione per 4 terrine (so che siamo in due ma o lo cuocevo o lo buttavo) :
800g di merluzzo scongelato (penso si possa fare anche col congelato aumentando i tempi di cottura) ;
3 patate medie;
pan grattato a volontà ;
erbe provenzali a volontà ;
sale e olio .
La ricetta è quanto di più banale uno possa pensare ma che dire mi ha salvato il merluzzo e mi pare doveroso scriverla. Ho lavato e pelato le patate, le ho tagliate sottilissime col pelapatate, adagiandole sopra un pochino d'olio dentro a una terrina (monoporzione) e ho aggiunto un po' di sale, ho infornato le terrine per una decina di minuti col solito sistema (2000 gradi sempre per via del termostato rotto, credo che cuociano tranquillamente a 200 °c per 15 minuti circa) intanto ho preso il pangrattato a cui ho aggiunto una generosa quantità di erbe provenzali secche (sostituibili con le erbe fresche) e il sale, ho tagliato a tocchetto di almeno 5 cm il merluzzo e l'ho rigirato ben bene nella panatura. Ho poi tolto le terrine dal forno e ad una ad una ho aggiunto il merluzzo sopra le patate fino a ricoprirle (a posteriori vi consiglio di fare proprio mucchio sopra o le patate carbonizzeranno) , aggiungere la panatura che vi è avanzata e irrorare con un po' d'olio , infornare a 200 °c per altri 15 minuti. Noi le abbiamo mangiate riscaldate, il merluzzo risulta solo un po' secco per cui se li riscaldate fatelo con l'alluminio sopra così da preservarne l'umidità. Devo dire che non è stato male come merluzzo cucinato in emergenza, probabilmente la prossima volta aggiungerò un battuto di olive, ma prevedo di non riempire troppo il freezer per un po' .
lunedì 26 maggio 2014
Crocchette di amaranto, luppolo e carote.
Sono tornata...forse.
Già, da dopo il trasferimento non ho più scritto molto nonostante avessi la cucina mancava una cosa fondamentale, la voglia di cucinare, a mia discolpa posso dire che ho sballato gli ultimi scatoloni di roba della cucina 4 giorni fa? Ovviamente le scatole di tea sono ancora chiuse perchè manca il loro mobiletto che, durante lo smontaggio si è rotto, aspetto tranquilla che Nico me lo metta a posto.
E poi qui ho il forno anarchico, già o spento o a tutto foo come si dice qui (a tutto fuoco) si non esiste che si possa regolare la temperatura, lui decide che quando è acceso deve carbonizzare ogni cosa, simpatico il tipo eh? Una sera ho fatto una focaccia che sembrava un pane arabo, sono arrivata in tempoper non farlo sembrare una ciabatta scoppiata, mi è andata bene !
Tornando a noi essendo così la cucina sono un po' limitata, si si lo so che sono solo scuse ma che ci devo fare, fino a che non prendo la decisione di chiamare il tecnico del forno per far sostituire il termostato ( ha preso ferie a quanto pare) quindi tutti i miei cibi sono cucinati su fornello o arrivano diretti dal frigo, queste crocchette hanno sfidato la potenza del forno (l'ho provato avendo distanziato un pochetto la sonda del termostato, a me Mc Giver mi fa un baffo!). Devo dire che il gusto è molto particolare, nel senso che il gusto predominante è quello dell'amaranto, premetto che tra amaranto e miglio non sono in grado di valorizzarlo al meglio o forse proprio non mi piacciono e cerco di mangiarli solo perchè fanno bene.
Già perchè dopo il mio trasferimento ho avuto 1 mese e mezzo di dieta completamente sballata e ci ho messo tranquillamente altri 20 giorni per riprendere la giusta dieta (cmq i 4 kg in più mi son rimasti per puro ammore) e ora sto cercando di metter insieme pranzi e cene per due (io che ero abituata a mangiare poco e spesso solo un po' di cereali integrali ora mi devo tarare su un trituratutto affamato...ehh ce la farò!) quindi ora si rientra nei ranghi e si ricomincia con lo studio.
Ok, spero vi mancasse anche la mia logorrea visto il post.
Ingredienti per una trentina di crocchette (4 persone) :
200 g di amaranto;
150 g di luppolo (peso da cotti a vapore) ;
2 carote medie grattugiate;
3 scalogni;
750 g di brodo vegetale;
100 g di fiocchi d'avena;
5 cucchiai di farina integrale;
2 cucchai d'olio e.v.o. ;
1 cucchiaio di acidulato di riso.
Lessare l'amaranto con tutto il brodo, lasciando sobbollire lentamente, sarà pronto quando assomiglierà alla grana della polenta anche se risulterà molto acquoso, nessun problema è tutto nella norma. Una volta cotto lasciatelo da parte.
Una volta lavato il luppolo bisognerà cuocerlo a vapore e, alla fine della cottura sminuzzarlo in modo grossolano, nel mentre grattugiare le carote e tagliare finemente lo scalogno facendolo appassire in pentola con un filo d'olio, quando avrà cambiato colore sfumatelo con un cucchiaio di acidulato di riso o con aceto balsamico nel caso in cui non lo abbiate.
A questo punto unite in una grossa ciotola amaranto, luppolo, carote scalogno e la parte secca, farina e fiocchi d'avena, mescolarte bene per amalgamare e lasciate riposare e raffreddare per una mezz'oretta.
Nel mentre preparate la panatura:
90 gr di fiocchi d'avena;
1 cucchiaio d'olio;
1 presa di sale.
Nel caso in cui abbiate un mixer mettete tutto insieme e mixate fino ad ottenere una farina grossolana, se il mixer non l'avete prendete un sacchetto da freezer riempitelo con l'avena e il sale e passateci sopra col mattarello, aggiungete l'olio dopo.
Una volta raffreddato il composto di amaranto con le mani leggermente umide prendete una cucchiaiata di composto e rigiratelo tra i palmi per fare le polpette per poi farle rotolare nella panatura.
Infornare per 30 min a 200 °c (io non le ho bruciate per miracolo).
Si accompagnano bene con un'insalata.
N.b. :
l'amaranto è uno pseudocereale molto nutriente , una fonte importantissima di proteine e , non per ultimo privo di glutine. Devo sperimentarlo dolce visto le quantità ancora presenti nella dispensa.
Già, da dopo il trasferimento non ho più scritto molto nonostante avessi la cucina mancava una cosa fondamentale, la voglia di cucinare, a mia discolpa posso dire che ho sballato gli ultimi scatoloni di roba della cucina 4 giorni fa? Ovviamente le scatole di tea sono ancora chiuse perchè manca il loro mobiletto che, durante lo smontaggio si è rotto, aspetto tranquilla che Nico me lo metta a posto.
E poi qui ho il forno anarchico, già o spento o a tutto foo come si dice qui (a tutto fuoco) si non esiste che si possa regolare la temperatura, lui decide che quando è acceso deve carbonizzare ogni cosa, simpatico il tipo eh? Una sera ho fatto una focaccia che sembrava un pane arabo, sono arrivata in tempoper non farlo sembrare una ciabatta scoppiata, mi è andata bene !
Tornando a noi essendo così la cucina sono un po' limitata, si si lo so che sono solo scuse ma che ci devo fare, fino a che non prendo la decisione di chiamare il tecnico del forno per far sostituire il termostato ( ha preso ferie a quanto pare) quindi tutti i miei cibi sono cucinati su fornello o arrivano diretti dal frigo, queste crocchette hanno sfidato la potenza del forno (l'ho provato avendo distanziato un pochetto la sonda del termostato, a me Mc Giver mi fa un baffo!). Devo dire che il gusto è molto particolare, nel senso che il gusto predominante è quello dell'amaranto, premetto che tra amaranto e miglio non sono in grado di valorizzarlo al meglio o forse proprio non mi piacciono e cerco di mangiarli solo perchè fanno bene.
Già perchè dopo il mio trasferimento ho avuto 1 mese e mezzo di dieta completamente sballata e ci ho messo tranquillamente altri 20 giorni per riprendere la giusta dieta (cmq i 4 kg in più mi son rimasti per puro ammore) e ora sto cercando di metter insieme pranzi e cene per due (io che ero abituata a mangiare poco e spesso solo un po' di cereali integrali ora mi devo tarare su un trituratutto affamato...ehh ce la farò!) quindi ora si rientra nei ranghi e si ricomincia con lo studio.
Ok, spero vi mancasse anche la mia logorrea visto il post.
Ingredienti per una trentina di crocchette (4 persone) :
200 g di amaranto;
150 g di luppolo (peso da cotti a vapore) ;
2 carote medie grattugiate;
3 scalogni;
750 g di brodo vegetale;
100 g di fiocchi d'avena;
5 cucchiai di farina integrale;
2 cucchai d'olio e.v.o. ;
1 cucchiaio di acidulato di riso.
Lessare l'amaranto con tutto il brodo, lasciando sobbollire lentamente, sarà pronto quando assomiglierà alla grana della polenta anche se risulterà molto acquoso, nessun problema è tutto nella norma. Una volta cotto lasciatelo da parte.
Una volta lavato il luppolo bisognerà cuocerlo a vapore e, alla fine della cottura sminuzzarlo in modo grossolano, nel mentre grattugiare le carote e tagliare finemente lo scalogno facendolo appassire in pentola con un filo d'olio, quando avrà cambiato colore sfumatelo con un cucchiaio di acidulato di riso o con aceto balsamico nel caso in cui non lo abbiate.
A questo punto unite in una grossa ciotola amaranto, luppolo, carote scalogno e la parte secca, farina e fiocchi d'avena, mescolarte bene per amalgamare e lasciate riposare e raffreddare per una mezz'oretta.
Nel mentre preparate la panatura:
90 gr di fiocchi d'avena;
1 cucchiaio d'olio;
1 presa di sale.
Nel caso in cui abbiate un mixer mettete tutto insieme e mixate fino ad ottenere una farina grossolana, se il mixer non l'avete prendete un sacchetto da freezer riempitelo con l'avena e il sale e passateci sopra col mattarello, aggiungete l'olio dopo.
Una volta raffreddato il composto di amaranto con le mani leggermente umide prendete una cucchiaiata di composto e rigiratelo tra i palmi per fare le polpette per poi farle rotolare nella panatura.
Infornare per 30 min a 200 °c (io non le ho bruciate per miracolo).
Si accompagnano bene con un'insalata.
N.b. :
l'amaranto è uno pseudocereale molto nutriente , una fonte importantissima di proteine e , non per ultimo privo di glutine. Devo sperimentarlo dolce visto le quantità ancora presenti nella dispensa.
lunedì 4 novembre 2013
Polpette di quinoa rossa.
Dopo un week end tra il massacrante e il super rilassante mi sembra carino postarvi una ricettina, una ricetta del riciclo, la quinoa è uno speudocereale che bel si presta a essere "impolpettato", sto cercando di farmi andare giù anche il miglio in polpetta ma sono ancora lontana, lo trovo insapore, nonostante sia a conoscenza di tutte le sue qualità.
Da quando son bimba adoro le polpette, questi bocconcini sferici che seguono la tradizione dell'uno attira l'altro, ho imparato a fare quelle di carne con mia nonna, tra lei e mia madre non so chi e fa più buone, ora non mangiando più carne mi attrezzo con quel che resta (e c'è tanta scelta).
L'impasto era molto morbido, per cui ho cominciato a lavorare con le mani ma mi si appiccicava tutto e alla fine son finita a usare i cucchiai...più lavoro ma almeno le polpette erano ben definite.
Ingredienti per 8-9 polpette:
quinoa cotta(forse un bicchiere da secca);
½ carota grattugiata;
100 g di feta;
1 presa di sale integrale;
¾ foglie di salvia tagliate finemente;
1 uovo;
pangrattato;
olio per friggere.
Schiacciare con una forchetta la feta e aggiungere la quinoa, la carota e le foglie di salvia, il mio composto era molto molto umido (la carota) per cui ho litigato un po’ per far star insieme le polpette, infatti all’inizio ho fatto della quenelle e poi son riuscita, aggiungendo un po’ di farina a formare delle polpette, fate quello che riuscite.
Io per friggere uso la wok (che per me è soggetto femminile) con dell’olio di semi (andrebbe usato quello di sesamo)
Da quando son bimba adoro le polpette, questi bocconcini sferici che seguono la tradizione dell'uno attira l'altro, ho imparato a fare quelle di carne con mia nonna, tra lei e mia madre non so chi e fa più buone, ora non mangiando più carne mi attrezzo con quel che resta (e c'è tanta scelta).
L'impasto era molto morbido, per cui ho cominciato a lavorare con le mani ma mi si appiccicava tutto e alla fine son finita a usare i cucchiai...più lavoro ma almeno le polpette erano ben definite.
Ingredienti per 8-9 polpette:
quinoa cotta(forse un bicchiere da secca);
½ carota grattugiata;
100 g di feta;
1 presa di sale integrale;
¾ foglie di salvia tagliate finemente;
1 uovo;
pangrattato;
olio per friggere.
Schiacciare con una forchetta la feta e aggiungere la quinoa, la carota e le foglie di salvia, il mio composto era molto molto umido (la carota) per cui ho litigato un po’ per far star insieme le polpette, infatti all’inizio ho fatto della quenelle e poi son riuscita, aggiungendo un po’ di farina a formare delle polpette, fate quello che riuscite.
Io per friggere uso la wok (che per me è soggetto femminile) con dell’olio di semi (andrebbe usato quello di sesamo)
martedì 10 settembre 2013
Spezzatino di tacchino.
Ossia quando non sai come cambiare le carte in tavola e all'ultimo momento trovi una ricetta e l'adatti a quello che c'è. A me succede spesso, non sempre i risultati sono pregevoli ma in questo caso devo dire che era molto buono e, alla fine il tempo di cottura mi ha permesso di far altro (come al solito).
Ingredienti per 2 persone:
500 g di fesa di tacchino;
1 scalogno o mezza cipolla;
farina q.b.;
1 bicchiere di vino bianco;
1 bicchiere di brodo vegetale;
2 manciate di fagiolini cotti al dente;
qualche foglia di menta;
le zeste di mezzo limone;
il succo di mezzo limone;
sale integrale;
pepe verde in grani.
La lista è lunga ma il procedimento facilissimo.
Ridurre la fesa in tocchetti di carne da 2 cm di lato circa e poi passarli nella farina (per questo il quanto basta).
Tagliare finemente la cipolla o lo scalogno e imbiondirlo in una padella con un filo d'olio, al termine di questa operazione aggiungere il tacchino e alzare la fiamma, scottare bene le parti e aggiungere il pepe (l'ho preferito in grani visto che la carne di tacchino ha un gusto delicato) e il sale. Abbassare la fiamma e sfumare col bicchiere di vino bianco e, quando questo si sarà ridotto aggiungere il brodo, lasciar cuocere per almeno una ventina di minuti, fino a che il liquido non si sarà rappreso. Io ho lasciato su il coperchio.
A spezzatino cotto aggiungere il succo di limone, le zeste, la menta e lasciar cuocere qualche altro minuto.
Per ultimi aggiungere i fagiolini e servire.
Ingredienti per 2 persone:
500 g di fesa di tacchino;
1 scalogno o mezza cipolla;
farina q.b.;
1 bicchiere di vino bianco;
1 bicchiere di brodo vegetale;
2 manciate di fagiolini cotti al dente;
qualche foglia di menta;
le zeste di mezzo limone;
il succo di mezzo limone;
sale integrale;
pepe verde in grani.
La lista è lunga ma il procedimento facilissimo.
Ridurre la fesa in tocchetti di carne da 2 cm di lato circa e poi passarli nella farina (per questo il quanto basta).
Tagliare finemente la cipolla o lo scalogno e imbiondirlo in una padella con un filo d'olio, al termine di questa operazione aggiungere il tacchino e alzare la fiamma, scottare bene le parti e aggiungere il pepe (l'ho preferito in grani visto che la carne di tacchino ha un gusto delicato) e il sale. Abbassare la fiamma e sfumare col bicchiere di vino bianco e, quando questo si sarà ridotto aggiungere il brodo, lasciar cuocere per almeno una ventina di minuti, fino a che il liquido non si sarà rappreso. Io ho lasciato su il coperchio.
A spezzatino cotto aggiungere il succo di limone, le zeste, la menta e lasciar cuocere qualche altro minuto.
Per ultimi aggiungere i fagiolini e servire.
martedì 30 ottobre 2012
Salsiccia allo zahtar.
Per chi ancora non lo sa sono intollerante all'aglio, il che sembra essere un problemino da nulla confronto a quello della celiachia o chessò all'allergia di mia sorella al metabisolfito, però anche l'aglio è una bella rottura, in primis perchè io adoro la bagna caoda e ho dovuto smettere di mangiarla perchè non ne uscivo viva, per un quantitativo minimo stavo male solo il giorno dopo poi però una volta ho detto "massì se devo stare male tantovale che mi levo la voglia, me ne mangio una ciotolazza e ci affogo dentro peperoni, cipolla, topinanbur, carote etc etc" risultato? I 4 giorni successivi me li ricordo ancora, quindi mi viene da dire niente più aglio. Già ma praticamente la cultura mediterranea usa l'aglio ovunque, partiamo dal pesto, dagli insaccati, dall'arrosto, da qualsiasi cosa, il mio dramma è che magari non sempre ne sento il gusto o l'odore essendo perennemente raffreddata ma poi ho sto malloppo di roba che va su e giù, ricordandomi che sono tonta.
Quindi direte voi? Quindi ho finalmente trovato due produttori di salsiccia che non ci mettono l'aglio e io sono finalmente tornata a godermi tale bontà, una è una donna che vende prevalentemente formaggi al mercato del mio paese, salsiccia di suino e l'altra invece è quella della c@@p mista, suino, tacchino e pollo, infatti il colore è più biancastro. Inoltre, con un tocco di genio che in questo periodo mi contraddistingue ho finalmente capito come funziona la mia fantastica batteria di pentole, ma sopratutto come funge il secuquick e, dopo ben 4 anni è diventato il mio migliore amico!
Questa ricetta è semplicissima, non avrebbe senso pubblicarla se non fosse che l'ho fatta due volte e che se la facessi ancora Nico se la papperebbe in due balletti.
Ingredienti per 3/4 persone:
400 g di salsiccia;
4 patate;
120 ml di passata di pomodoro;
1 cucchiaino abbondante di zathar.
Basta non c'è nè olio nè sale, ovviamente nemmeno aglio.
In ogni caso si tagliano le patate in tocchetti piccoli da 2/3 cm e si mettono nella pentola, si aggiunge la passata di pomodoro e la salsiccia tagliata a tocchetti, per ultimo si aggiunge lo zahtar, si mescola e si chiude con il secuquick, cottura soft per 15 minuti (in tutto ce ne vorranno 30) si apre e si mangia.
Con la cottura tradizionale credo ci voglia una buona ora e mezza.
Ok, sono stata banale ma sono davvero felice di aver fatto pace col secuquick!
Note:
- lo zathar è una miscela di spezie composta da: origano, timo, sesamo, sale 3%, sommacco.
martedì 26 giugno 2012
Zuppa di ajucche.
Eccomi qui, in collaborazione col mio migliore amico Ezio, a presentarvi in sua vece la sua zuppa di ajucche, semplice ma buonissima.
Zuppa di Ajucche per 4 persone:
300-400g di foglie di Ajucche;
400g di pane raffermo;
200g di toma semi-stagionata;
brodo di cottura delle foglie;
olio evo
sale e pepe a gusto personale.
Far lessare le foglie in acqua salata per 10 minuti. In una pirofila da forno unta formare degli strati con: pane tagliato a fette, toma a pezzi, Ajucche lessate. Ultimare gli strati con fette di pane e irrorare il tutto col brodo di cottura delle verdure. Cospargere la superficie con olio evo e sale. Infornare, a forno già caldo, per circa 1 h a 180°. Se necessario aggiungere ulteriore brodo in cottura.
Può essere utilizzata anche semplicemente bollita e condita con sale, olio e limone, messa in frittata con altre erbe o da sola, nella pasta fresca (es: tagliatelle di Ajucche); tortini e/o flan e, con altre erbe di campo, per fare il souette grise (tipica polenta grezza cotta con erbe miste, toma e burro), etc….
Le foglie di Ajucca possono essere utilizzate da sole o mescolate ad altre erbe di prato/pascolo. È preferibile cuocere le foglie in pochissima acqua, a fuoco lento, per pochi minuti, per non disperderne i sali minerali.
Questa è la prima ricetta della raccolta sapori dimenticati, quello che vedete nel banner è il fiore d'ajucca, per fare questa ricetta si preferisce raccogliere le foglie prima che fiorisca, le foglie sono più grandi e sapide, questa pianta la trovate dai 600 ai 3.000 m s.l.m. Occupa principalmente pascoli di montagna presenti su suoli classificati da moderatamente fertili a torbosi o drenati, con esposizioni che variano da Nord a Sud a seconda della stazione pedoclimatica e della specie presa in considerazione.
Fisiologicamente si presenta con un’altezza compresa tra i 20 e i 60 cm, un rizoma robusto e carnoso ed un fusto che, a seconda della specie, può essere eretto, glabro e/o striato. Le foglie, droga maggiormente utilizzata in cucina, si differenziano da cuoriformi, acute, a volte glabre, con margine dentellato, di color verde brillante e, a volte, maculate di nero quelle basali mentre con forma triangolare quelle cauline. Le specie diverse da spicatum presentano spesso foglie basali più strette, lunghe e lanceolate.
I fiori sono raccolti in spighe cilindriche di colore da azzurro chiaro – violetto a viola intenso quasi nero.
Note sulla ricetta:
Ezio mi ha detto che questa volta ha utilizzato un formaggio dolce, tipo fontal (lo so che ai più non piace ma il sapore delle ajucche è molto delicato).
Note su Ezio:
una delle pochissime persone della quale mi fido ciecamente, oltretutto un cuoco eccezionale che riesce sempre a stupire il mio palato con gusti nuovi e sapori dimenticati, mi auguro che in questa raccolta ci siano tante tue ricette. Ti ringrazio pubblicamente per questa ricetta, che a mio gusto sta poco sotto alla zuppa di cavolo canavesana che fai tu.
Zuppa di Ajucche per 4 persone:
300-400g di foglie di Ajucche;
400g di pane raffermo;
200g di toma semi-stagionata;
brodo di cottura delle foglie;
olio evo
sale e pepe a gusto personale.
Far lessare le foglie in acqua salata per 10 minuti. In una pirofila da forno unta formare degli strati con: pane tagliato a fette, toma a pezzi, Ajucche lessate. Ultimare gli strati con fette di pane e irrorare il tutto col brodo di cottura delle verdure. Cospargere la superficie con olio evo e sale. Infornare, a forno già caldo, per circa 1 h a 180°. Se necessario aggiungere ulteriore brodo in cottura.
Può essere utilizzata anche semplicemente bollita e condita con sale, olio e limone, messa in frittata con altre erbe o da sola, nella pasta fresca (es: tagliatelle di Ajucche); tortini e/o flan e, con altre erbe di campo, per fare il souette grise (tipica polenta grezza cotta con erbe miste, toma e burro), etc….
Le foglie di Ajucca possono essere utilizzate da sole o mescolate ad altre erbe di prato/pascolo. È preferibile cuocere le foglie in pochissima acqua, a fuoco lento, per pochi minuti, per non disperderne i sali minerali.
Questa è la prima ricetta della raccolta sapori dimenticati, quello che vedete nel banner è il fiore d'ajucca, per fare questa ricetta si preferisce raccogliere le foglie prima che fiorisca, le foglie sono più grandi e sapide, questa pianta la trovate dai 600 ai 3.000 m s.l.m. Occupa principalmente pascoli di montagna presenti su suoli classificati da moderatamente fertili a torbosi o drenati, con esposizioni che variano da Nord a Sud a seconda della stazione pedoclimatica e della specie presa in considerazione.
Fisiologicamente si presenta con un’altezza compresa tra i 20 e i 60 cm, un rizoma robusto e carnoso ed un fusto che, a seconda della specie, può essere eretto, glabro e/o striato. Le foglie, droga maggiormente utilizzata in cucina, si differenziano da cuoriformi, acute, a volte glabre, con margine dentellato, di color verde brillante e, a volte, maculate di nero quelle basali mentre con forma triangolare quelle cauline. Le specie diverse da spicatum presentano spesso foglie basali più strette, lunghe e lanceolate.
I fiori sono raccolti in spighe cilindriche di colore da azzurro chiaro – violetto a viola intenso quasi nero.
Note sulla ricetta:
Ezio mi ha detto che questa volta ha utilizzato un formaggio dolce, tipo fontal (lo so che ai più non piace ma il sapore delle ajucche è molto delicato).
Note su Ezio:
una delle pochissime persone della quale mi fido ciecamente, oltretutto un cuoco eccezionale che riesce sempre a stupire il mio palato con gusti nuovi e sapori dimenticati, mi auguro che in questa raccolta ci siano tante tue ricette. Ti ringrazio pubblicamente per questa ricetta, che a mio gusto sta poco sotto alla zuppa di cavolo canavesana che fai tu.
martedì 19 giugno 2012
Frittata di pomodori secchi e melanzane.
Sono due volte ormai che compro le melanzane nello stesso posto e sono grandi, ma che dico grandi, enormi, praticamente la dimensione di un melone, belle sode senza semi e dolcissime, sono per il mio gusto perfette, le mie per ora sono ancora ferme, niente fiori e niente frutti, gli zucchini invece si stanno svegliando, spero a breve di averne una produzione da spaccio compulsivo.
Questa versione a frittata è figlia di un'idea che ho avuto qualche giorno fa, le melanzane da sole sapevano di poco (è ancora presto lo so) per cui le ho mischiate con uova e crema di pomodori adagiando il tutto sulla pasta brisè, in pratica una quiche buonissima, la ripropongo come frittata, veloce e senza accendere il forno, tagliata a cubetti potrebbe essere un buonissimo aperitivo.
Ingredienti:
1 melanzana media o 1/2 melanzana enorme;
3 uova;
1 mazzetto di prezzemolo;
1 cucchiaino di pinoli;
3 cucchiai di crema di pomodori;
assolutamente niente sale!!!
Tagliare a cubetti la melanzana e lasciarla cuocere con un filo d'olio in una padella per una ventina di minuti, sino a che la melanzana non sarà bella morbida. Lasciar raffreddare (io l'ho fatto alla sera e la frittata l'ho cotta alla mattina).
Unire le uova alle melanzane, il prezzemolo tritato, i pinoli e la crema di pomodori. Per la crema di pomodori abbiate l'accortezza di amalgamarla bene per equilibrare il gusto.
Scaldate la pentola con un filo d'olio, versateci il composto, mettete il coperto e aspettate sino a che la parte sopra sarà abbastanza solida da poter esser girata, girate, finite di cuocere a fuoco lento e assaporate calda, da il meglio di sè.
Questa versione a frittata è figlia di un'idea che ho avuto qualche giorno fa, le melanzane da sole sapevano di poco (è ancora presto lo so) per cui le ho mischiate con uova e crema di pomodori adagiando il tutto sulla pasta brisè, in pratica una quiche buonissima, la ripropongo come frittata, veloce e senza accendere il forno, tagliata a cubetti potrebbe essere un buonissimo aperitivo.
Ingredienti:
1 melanzana media o 1/2 melanzana enorme;
3 uova;
1 mazzetto di prezzemolo;
1 cucchiaino di pinoli;
3 cucchiai di crema di pomodori;
assolutamente niente sale!!!
Tagliare a cubetti la melanzana e lasciarla cuocere con un filo d'olio in una padella per una ventina di minuti, sino a che la melanzana non sarà bella morbida. Lasciar raffreddare (io l'ho fatto alla sera e la frittata l'ho cotta alla mattina).
Unire le uova alle melanzane, il prezzemolo tritato, i pinoli e la crema di pomodori. Per la crema di pomodori abbiate l'accortezza di amalgamarla bene per equilibrare il gusto.
Scaldate la pentola con un filo d'olio, versateci il composto, mettete il coperto e aspettate sino a che la parte sopra sarà abbastanza solida da poter esser girata, girate, finite di cuocere a fuoco lento e assaporate calda, da il meglio di sè.
mercoledì 1 febbraio 2012
Tortino con cavolini di bruxelles e patate.
Mi sto impegnando, ragazzi mi sto impegnando realmente, vorrei riuscire a tenere aggiornato il blog, senza far passare due settimane tra uno e l'altro, vediamo se ce la faccio?
Questo tortino è nato per emulazione /plagio verso la mia Sis Fra a ben guardare non sembrano nemmeno partiti dalla stessa ricetta ma che dire, il più delle volte mi mancano dei componenti per fare la ricetta copiandola o più semplicemente devo metterci dei mio...
Questo il caso, ovviamente non avevo i fagiolini ma dei bellissimi cavolini di bruxelles, per cui ho preso spunto e mi è uscito questo:
Lo so, l'ho fatta a strati.
Si, lo ammetto adoro le righe, chissà forse perchè quando ero piccola c'è stato un periodo in cui andavano di moda il blu e il bianco a righe? Sta di fatto che questa cosa mi è rimasta, adoro le righe in tutto, i miei calzini ad esempio sono quasi tutti a righe, i pochi a tinta unita hanno dei colori forti, tipo Shrek, prima o poi crescerò anch'io, per ora mi godo i colori!
Come ho scritto qui, in questo periodo abbondo d'uova e cosa c'è di meglio di un tortino salato?
Ingredienti per una tortiera da 20 cm:
400g di patate ;
350 g di cavolini di bruxelles;
4 uova;
100 g di panna da cucina;
parmigiano grattugiato a volontà;
sale e pepe;
pane grattugiato,
burro, qualche fiocco.
Accendere il forno a 200°C.
Lessare le patate e i cavolini, dividere le due verdure e passare al mixer prima le patate e poi i cavolini, dividete sempre i due composti in due terrine diverse.
Per avere un tortino molto morbido dividete gli albumi dai tuorli, montando i primi e sbattendo i secondi con la panna.
Aggiungere le uova al mix di patate, aggiungere il sale, il pepe e metà degli albumi montati a neve , fare la stessa cosa con i cavolini di bruxelles.
A questo punto versare il composto dei cavoli all'interno della tortiera (la mia era in silicone, se fosse stata tradizionale doveva essere unta) e poi il composto di patate. a questo punto cospargere il composto di abbondante pane grattugiato e qualche fiocco di burro.
Infornare per 30 minuti, capovolgere su un piatto et voilà!
Questo tortino è nato per emulazione /plagio verso la mia Sis Fra a ben guardare non sembrano nemmeno partiti dalla stessa ricetta ma che dire, il più delle volte mi mancano dei componenti per fare la ricetta copiandola o più semplicemente devo metterci dei mio...
Questo il caso, ovviamente non avevo i fagiolini ma dei bellissimi cavolini di bruxelles, per cui ho preso spunto e mi è uscito questo:
Lo so, l'ho fatta a strati.
Si, lo ammetto adoro le righe, chissà forse perchè quando ero piccola c'è stato un periodo in cui andavano di moda il blu e il bianco a righe? Sta di fatto che questa cosa mi è rimasta, adoro le righe in tutto, i miei calzini ad esempio sono quasi tutti a righe, i pochi a tinta unita hanno dei colori forti, tipo Shrek, prima o poi crescerò anch'io, per ora mi godo i colori!
Come ho scritto qui, in questo periodo abbondo d'uova e cosa c'è di meglio di un tortino salato?
Ingredienti per una tortiera da 20 cm:
400g di patate ;
350 g di cavolini di bruxelles;
4 uova;
100 g di panna da cucina;
parmigiano grattugiato a volontà;
sale e pepe;
pane grattugiato,
burro, qualche fiocco.
Accendere il forno a 200°C.
Lessare le patate e i cavolini, dividere le due verdure e passare al mixer prima le patate e poi i cavolini, dividete sempre i due composti in due terrine diverse.
Per avere un tortino molto morbido dividete gli albumi dai tuorli, montando i primi e sbattendo i secondi con la panna.
Aggiungere le uova al mix di patate, aggiungere il sale, il pepe e metà degli albumi montati a neve , fare la stessa cosa con i cavolini di bruxelles.
A questo punto versare il composto dei cavoli all'interno della tortiera (la mia era in silicone, se fosse stata tradizionale doveva essere unta) e poi il composto di patate. a questo punto cospargere il composto di abbondante pane grattugiato e qualche fiocco di burro.
Infornare per 30 minuti, capovolgere su un piatto et voilà!
venerdì 9 dicembre 2011
Sandwich di orata e spinaci.
Chi vi scrive è una che ha perso completamente il senno.
Partiamo dall’inizio, ho due fantastiche orate in freezer, giuste giuste per questa ricetta, che faccio?Le tiro fuori dal freezer alle 10 del mattino e le ficco in frigo (meglio che raffreddi il frigo che la casa no??) alle 19,30 non sono ancora completamente scongelate…ma vuoi mica che cambi il menù?Ma si scherza?Non ci penso minimamente! Cosa fa la qui scrivente?Comincia a combattere con una delle due orate una guerra greco romana, perchè oltre a non aver mai sfilettato un pesce crudo ha anche delle serie difficoltà a farlo con un pesce mezzo congelato…il suo compagno si è avvicinato per vedere cosa combinava e se n’è andato dicendole che il pesce gli faceva impressione….pensa alla scrivente che aveva la mani doloranti dal freddo senza poter minimamente far presa sull’orata davanti a lei, pensava alle prime volte che depezzava il pollo, la scena era più o meno la stessa, sembrava un’indemoniata con la mannaia e il pollo vivo da depezzare, scusate lo so che non è rispettoso verso gli animali che poi mangiamo ma la scena ha sempre un che di comico per me.
In ogni caso, dopo una ventina di minuti sul piatto ci sono 4 filetti, la scrivente è stanca e incavolata nera…
La ricetta è copiata quasi pari pari da una rivista, diceva che era per 4 persone…noi l’abbiamo mangiato in due…mangiano come cardellini in quella redazione!
Ecco gli ingredienti, ho barrato alcune cose, sono le mie modifiche:
2 orate, ossia 4 filetti;
600g di spinaci 300g;
180g di taralli 90 g di grissini;
1 uovo;
olio e.v.o. , sale.
Ovviamente i miei spinaci erano congelati, li ho scongelati e cotti con un filo d’olio e poi li ho strizzati ben bene.
Nel mentre ho preso i grissini e con un bicchiere li ho sbriciolati in una terrina, li ho sbriciolati in modo grossolano, per cui c’era sia la farina sia dei pezzi un po’ più grandi.
Unire la metà dei grissini agli spinaci e amalgamare, il resto dei grissini servirà per impanare.
In un piatto fondo sbattere il tuorlo e l’albume aggiungendo un cucchiaio d’acqua e il sale.
Tagliare i filetti a metà e passarli nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato, accoppiate i tranci intervallandoli con uno strato di spinaci.
Friggere, 4/5 minuti per lato e mangiare caldi…anche freddi son buoni!
Partiamo dall’inizio, ho due fantastiche orate in freezer, giuste giuste per questa ricetta, che faccio?Le tiro fuori dal freezer alle 10 del mattino e le ficco in frigo (meglio che raffreddi il frigo che la casa no??) alle 19,30 non sono ancora completamente scongelate…ma vuoi mica che cambi il menù?Ma si scherza?Non ci penso minimamente! Cosa fa la qui scrivente?Comincia a combattere con una delle due orate una guerra greco romana, perchè oltre a non aver mai sfilettato un pesce crudo ha anche delle serie difficoltà a farlo con un pesce mezzo congelato…il suo compagno si è avvicinato per vedere cosa combinava e se n’è andato dicendole che il pesce gli faceva impressione….pensa alla scrivente che aveva la mani doloranti dal freddo senza poter minimamente far presa sull’orata davanti a lei, pensava alle prime volte che depezzava il pollo, la scena era più o meno la stessa, sembrava un’indemoniata con la mannaia e il pollo vivo da depezzare, scusate lo so che non è rispettoso verso gli animali che poi mangiamo ma la scena ha sempre un che di comico per me.
In ogni caso, dopo una ventina di minuti sul piatto ci sono 4 filetti, la scrivente è stanca e incavolata nera…
La ricetta è copiata quasi pari pari da una rivista, diceva che era per 4 persone…noi l’abbiamo mangiato in due…mangiano come cardellini in quella redazione!
Ecco gli ingredienti, ho barrato alcune cose, sono le mie modifiche:
2 orate, ossia 4 filetti;
600g di spinaci 300g;
180g di taralli 90 g di grissini;
1 uovo;
olio e.v.o. , sale.
Ovviamente i miei spinaci erano congelati, li ho scongelati e cotti con un filo d’olio e poi li ho strizzati ben bene.
Nel mentre ho preso i grissini e con un bicchiere li ho sbriciolati in una terrina, li ho sbriciolati in modo grossolano, per cui c’era sia la farina sia dei pezzi un po’ più grandi.
Unire la metà dei grissini agli spinaci e amalgamare, il resto dei grissini servirà per impanare.
In un piatto fondo sbattere il tuorlo e l’albume aggiungendo un cucchiaio d’acqua e il sale.
Tagliare i filetti a metà e passarli nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato, accoppiate i tranci intervallandoli con uno strato di spinaci.
Friggere, 4/5 minuti per lato e mangiare caldi…anche freddi son buoni!
mercoledì 26 ottobre 2011
Crocchette di patate al forno.
Wow sto pubblicando ricette di rilievo ultimamente, viva la banalità, ma tanto per cambiare, io le crocchette di patate non le avevo mai fatte. Nel paese in cui vivo le patate vanno come il pane, nel senso che le coltivano tutti, abbiamo il ns spacciatore di fiducia e da settembre siamo a quota 50kg , venti per noi due e trenta per le rispettive famiglie di provenienza, sono patate buone perchè non sono umide per cui puoi fare gli gnocchi di patate da subito, il che rappresenta la salvezza di molte mie cene solitarie.
Queste crocchette le ho preparate per le prima volta in un giorno di studio d'inglese di Nico, ad un certo punto suona il mio cellulare,era un amico yogico. La conversazione è stata un po' surreale, mi chiedeva se poteva darmi una mano (sapeva del mio problema al ginocchio) in casa o a tagliar l'erba, ci rido su e gli dico che non sono ancora così mal messa, alla fine mi chiede se sono in giardino, sì rispondo, a bene,risponde lui, io invece sono in strada oltre la vs siepe!Ovviamente l'amico yogico era accompagnato dalla Maestra yogica ed essendo un orario anomalo, tipo 11,30 a.m. non ho potuto far altro che trattenerli a pranzo, con la forza s'intende!
Poveri cristi, la prima versione prevedeva patate vecchie e feta aromatizzata alla menta che avevo in frigo da un po', ma che dire non ci siamo formalizzati, anzi le crocchette son sparite in un nonnulla e posso dirlo, posso, posso????In quel contesto le crocchette le ho fritte, tolto che non amo friggere erano davvero buone.In questa seconda versione le ho cotte in forno...non è la stessa cosa, mi duole dirlo ma alcune pietanze sono proprio più buone fritte.
Ed ora gli ingredienti per 4 persone:
500 g di patate;
100g di feta;
1/2 cipolla o 1 scalogno;
2 rametti di timo;
1 uovo intero;
1 cucchiaio di succo di limone;
sale;
semi di papavero e sesamo per guarnire.
Far bollire la patate con un po' di sale.
In un tegame rosolare con un po' d'olio la cipolla o lo scalogno, a mio gusto con lo scalogno queste crocchette son più buone.
Una volta cotte le patate, schiacciatele con la forchetta, aggiungete la feta, schiacciatela insieme alle patate,amalgamate bene, poi aggiungere il succo di limone, il timo, la cipolla o lo scalogno e per ultimo l'uovo.
Lasciate raffreddare il composto e poi mettetelo in frigo un'oretta.
A composto completamente freddo formare le polpette di tre cm di diametro, si possono seguire due procedimenti:
1. Per quanto riguarda il forno si formano le polpette e poi si possono tuffare nei semi di papavero,nei semi di sesamo o lasciarle al naturale, il forno va scaldato a 180°C per un 15-20 minuti, fin quando non saranno dorate (metodo veloce).
2. In padella fritte...ecco qui la cosa si fa un po' più lunga: formate le polpette, passarle nella farina e poi buttare nell'olio caldo, io nella mia wok ne cucino 3/4 per volta, per cui ci vuole una buona mezz'oretta.
Volendo si possono preparare prima e poi riscaldare al momento di servire.
Queste crocchette le ho preparate per le prima volta in un giorno di studio d'inglese di Nico, ad un certo punto suona il mio cellulare,era un amico yogico. La conversazione è stata un po' surreale, mi chiedeva se poteva darmi una mano (sapeva del mio problema al ginocchio) in casa o a tagliar l'erba, ci rido su e gli dico che non sono ancora così mal messa, alla fine mi chiede se sono in giardino, sì rispondo, a bene,risponde lui, io invece sono in strada oltre la vs siepe!Ovviamente l'amico yogico era accompagnato dalla Maestra yogica ed essendo un orario anomalo, tipo 11,30 a.m. non ho potuto far altro che trattenerli a pranzo, con la forza s'intende!
Poveri cristi, la prima versione prevedeva patate vecchie e feta aromatizzata alla menta che avevo in frigo da un po', ma che dire non ci siamo formalizzati, anzi le crocchette son sparite in un nonnulla e posso dirlo, posso, posso????In quel contesto le crocchette le ho fritte, tolto che non amo friggere erano davvero buone.In questa seconda versione le ho cotte in forno...non è la stessa cosa, mi duole dirlo ma alcune pietanze sono proprio più buone fritte.
Ed ora gli ingredienti per 4 persone:
500 g di patate;
100g di feta;
1/2 cipolla o 1 scalogno;
2 rametti di timo;
1 uovo intero;
1 cucchiaio di succo di limone;
sale;
semi di papavero e sesamo per guarnire.
Far bollire la patate con un po' di sale.
In un tegame rosolare con un po' d'olio la cipolla o lo scalogno, a mio gusto con lo scalogno queste crocchette son più buone.
Una volta cotte le patate, schiacciatele con la forchetta, aggiungete la feta, schiacciatela insieme alle patate,amalgamate bene, poi aggiungere il succo di limone, il timo, la cipolla o lo scalogno e per ultimo l'uovo.
Lasciate raffreddare il composto e poi mettetelo in frigo un'oretta.
A composto completamente freddo formare le polpette di tre cm di diametro, si possono seguire due procedimenti:
- in forno;
- in padella.
1. Per quanto riguarda il forno si formano le polpette e poi si possono tuffare nei semi di papavero,nei semi di sesamo o lasciarle al naturale, il forno va scaldato a 180°C per un 15-20 minuti, fin quando non saranno dorate (metodo veloce).
2. In padella fritte...ecco qui la cosa si fa un po' più lunga: formate le polpette, passarle nella farina e poi buttare nell'olio caldo, io nella mia wok ne cucino 3/4 per volta, per cui ci vuole una buona mezz'oretta.
Volendo si possono preparare prima e poi riscaldare al momento di servire.
lunedì 10 ottobre 2011
Melanzane ripiene.
Da quando abbiamo comprato la ns casina, io e il mio compagno ci siamo trovati immersi in un contesto abitativo diverso dai due paesi da dove proveniamo, nonostante il paese del mio compagno sia abbastanza grande e molto ricco di negozi non è come questo. Qui il sabato c'è il mercato, questo vuol dire che se esci in macchina per arrivare in centro ci metti lo stesso tempo di uno a piedi con le borse delle spesa, per cui quando possiamo andarci, andiamo sempre a piedi con le nostre belle borse di stoffa da riempire dal nostro produttore di fiducia, la sua azienda è proprio dietro casa ns, devo capire cosa non produce visto che quest'estate c'era verdura varia, fagiolini, melanzane, zucchini e quant'altro ma anche frutta, pesche, prugne,mele gli mancava giusto l'uva. Di melanzane ce n'erano 5, queste erano le due più grandi e belle, non ho resistito, non so cosa avrei cucinato ma dovevo averle...e così è stato. Volevo riproporre la parmigiana, ma quasi mi spiaceva tagliarle.Si può?Mi chiedo ma sono normale???Vabbeh alla fine per mangiarle ho dovuto tagliarle e le ho fatte ripiene, le ricette si sprecano per questo piatto, io ovviamente ho fatto la mia ricetta svuotafrigo, tutto quello che avevo è entrato in queste buonissime melanzane.Il risultato è stato stupefacente, soprattutto nei riguardi della mia mezza melanzana avanzata e riscaldata sotto il grill il giorno dopo, una leccornia.
Ingredienti per 4 persone:
2 melanzane enormi, diametro 18 cm circa;
1 cipolla bianca;
80 g di patè di prosciutto (l'ho ammesso che era una ricetta svuotafrigo);
50 g di formaggio grattugiato;
3 capperi sottosale;
4 pomodorini essicati;
1 foglia di alloro;
qualche cucchiaio di pangrattato;
olio e.v.o. .
Lavare e svuotare le melanzane, io ho provato con l'impossibile, a partire dal coltello per finire con il cucchiaino, alla fine ho trovato l'attrezzo che faceva per me, questo:
con la punta si scava e con la lama che pela le patate si toglie via la polpa in modo molto puntuale possiamo incidere fino a far rimanere 0.8 cm di polpa attaccata alla buccia.
Tagliare la polpa delle melanzane a cubetti piccoli, poi tritare la cipolla e i pomodorini secchi (senza farli rinvenire in acqua),passare sotto l'acqua i capperi.
Rosolare la cipolla con un filo d'olio, quando sarà imbiondita versare nella pentola anche la polpa della melanzana, i pomodorini, i capperi e l'alloro, lasciar cuocere sino a che la melanzana non sarà ammorbidita.
Spegnere il fuoco sotto la padella,togliere la foglia di alloro e aggiungere il formaggio,il patè e il pangrattato amalgamare, lasciar riposare almeno 10 minuti.
Riempire le melanzane con il ripieno, aggiungere un filo d'olio e infornare a 180°C per 40 minuti.
Ed anche con questa ricetta partecipo alla raccolta di Tina, certo non spicco per originalità...
Ingredienti per 4 persone:
2 melanzane enormi, diametro 18 cm circa;
1 cipolla bianca;
80 g di patè di prosciutto (l'ho ammesso che era una ricetta svuotafrigo);
50 g di formaggio grattugiato;
3 capperi sottosale;
4 pomodorini essicati;
1 foglia di alloro;
qualche cucchiaio di pangrattato;
olio e.v.o. .
Lavare e svuotare le melanzane, io ho provato con l'impossibile, a partire dal coltello per finire con il cucchiaino, alla fine ho trovato l'attrezzo che faceva per me, questo:
con la punta si scava e con la lama che pela le patate si toglie via la polpa in modo molto puntuale possiamo incidere fino a far rimanere 0.8 cm di polpa attaccata alla buccia.
Tagliare la polpa delle melanzane a cubetti piccoli, poi tritare la cipolla e i pomodorini secchi (senza farli rinvenire in acqua),passare sotto l'acqua i capperi.
Rosolare la cipolla con un filo d'olio, quando sarà imbiondita versare nella pentola anche la polpa della melanzana, i pomodorini, i capperi e l'alloro, lasciar cuocere sino a che la melanzana non sarà ammorbidita.
Spegnere il fuoco sotto la padella,togliere la foglia di alloro e aggiungere il formaggio,il patè e il pangrattato amalgamare, lasciar riposare almeno 10 minuti.
Riempire le melanzane con il ripieno, aggiungere un filo d'olio e infornare a 180°C per 40 minuti.
Ed anche con questa ricetta partecipo alla raccolta di Tina, certo non spicco per originalità...
giovedì 15 settembre 2011
Flan di spinaci e parmigiano.
Buongiorno mondo!
Ecco questo è quanto posso fare per oggi, salutarvi e poi rimettermi a dormire, sono veramente cotta, sto aspettando che giunga dal caffè la botta adrenalinica...sonnooooo. Si si, mi riprometto di andare a dormire presto di non fare bisboccia, ma non c'è speranza, non è proprio nelle mie corde.Molti di quelli che mi conoscono mi definiscono energetica...peccato aver dimenticato il carica batterie, che nel mio caso è lo sport o lo yoga, entrambi banditi fino a fine mese, che desolazione.
Ieri ero a cena con i miei amici yogini, Ale, la ragazza che ha organizzato la cena mi ha chiesto se potevo fare una torta salata, puff ,si si ho risposto! Tanto avevo 45 minuti di tempo per farla...avevo giusto una ricettina da provare: questo flan era nell'aria.
Peccato che dopo averlo fatto l'ho guardato e ho detto "?!?!?!?!?!?è una porzione per le barbie???" quindi ho mandato un messaggino ad Ale dicendole la stessa cosa e lei di rimando mi risponde " porta porta, anch'io ho sbagliato con le dosi del farro ce n'è solo per modelle"...ahhh bene, siamo in una botte di ferro allora!!!
Dovete sapere che alle cene yogiche è peggio che un banchetto da matrimonio, ci si siede alle otto, nove di sera e ci si alza a mezzanotte, nel mentre si mangia sempre, sempre, d'altronde con lo yoga si brucia tantissimo...
Quindi eccolo qui il flan, diciamo per 4 persone, lo stampo è da 20 cm di diametro.
Ingredienti:
200g di spinaci lessati e strizzati;
1/4 di cipolla rossa;
2 albumi;
40g di parmigiano grattugiato;
noce moscata, sale e olio e.v.o. .
Lessare gli spinaci e strizzarli bene, nel mentre tagliare finemente la cipolla e fatela rosolare in padella qualche momento.
Inserire poi questi due ingredienti nel bicchiere del mixer e tritare finemente.
In una terrina a parte montare a neve ben ferma gli albumi.
Accendere il forno a 200°C con funzione ventilato.
Aggiungere quindi al mix tritato il formaggio e amalgamare bene, aggiungere la noce moscata (a vs gusto) ,il sale e per ultimi gli albumi, incorporandoli dal basso verso l'alto, dolcemente.Infornare per 15 minuti, assaporatelo caldo!!!
Ecco questo è quanto posso fare per oggi, salutarvi e poi rimettermi a dormire, sono veramente cotta, sto aspettando che giunga dal caffè la botta adrenalinica...sonnooooo. Si si, mi riprometto di andare a dormire presto di non fare bisboccia, ma non c'è speranza, non è proprio nelle mie corde.Molti di quelli che mi conoscono mi definiscono energetica...peccato aver dimenticato il carica batterie, che nel mio caso è lo sport o lo yoga, entrambi banditi fino a fine mese, che desolazione.
Ieri ero a cena con i miei amici yogini, Ale, la ragazza che ha organizzato la cena mi ha chiesto se potevo fare una torta salata, puff ,si si ho risposto! Tanto avevo 45 minuti di tempo per farla...avevo giusto una ricettina da provare: questo flan era nell'aria.
Peccato che dopo averlo fatto l'ho guardato e ho detto "?!?!?!?!?!?è una porzione per le barbie???" quindi ho mandato un messaggino ad Ale dicendole la stessa cosa e lei di rimando mi risponde " porta porta, anch'io ho sbagliato con le dosi del farro ce n'è solo per modelle"...ahhh bene, siamo in una botte di ferro allora!!!
Dovete sapere che alle cene yogiche è peggio che un banchetto da matrimonio, ci si siede alle otto, nove di sera e ci si alza a mezzanotte, nel mentre si mangia sempre, sempre, d'altronde con lo yoga si brucia tantissimo...
Quindi eccolo qui il flan, diciamo per 4 persone, lo stampo è da 20 cm di diametro.
Ingredienti:
200g di spinaci lessati e strizzati;
1/4 di cipolla rossa;
2 albumi;
40g di parmigiano grattugiato;
noce moscata, sale e olio e.v.o. .
Lessare gli spinaci e strizzarli bene, nel mentre tagliare finemente la cipolla e fatela rosolare in padella qualche momento.
Inserire poi questi due ingredienti nel bicchiere del mixer e tritare finemente.
In una terrina a parte montare a neve ben ferma gli albumi.
Accendere il forno a 200°C con funzione ventilato.
Aggiungere quindi al mix tritato il formaggio e amalgamare bene, aggiungere la noce moscata (a vs gusto) ,il sale e per ultimi gli albumi, incorporandoli dal basso verso l'alto, dolcemente.Infornare per 15 minuti, assaporatelo caldo!!!
martedì 13 settembre 2011
Parmigiana con pesto piccante.
Eccomi qui, sono tornata, anche se in realtà non sono mai andata via veramente, quest’anno ho fatto diverse scelte, inconsapevolmente e consapevolmente che ora mi stanno rendendo fiera di me stessa e felice, è confortante svegliarsi al mattino felice e andare a letto senza ansia, meraviglioso.
Tra le decisioni che ho preso quella che pesa maggiormente sul mio umore è quella di andare a convivere, peccato vedersi poco per via degli impegni lavorativi ma è proprio tutta un’altra cosa vivere con la persona che si sceglie, certo i miei genitori non l’hanno presa così felicemente ma…alla fine il cordone ombelicale va staccato.
Quest’estate doveva essere piena di camminate e foto di montagna…niente, quello che vedete sul mio blog è quello che ho fatto, sono bloccata da una tendinite al rotuleo, bella schifezza, dovrei sospendere tutte le attività sportive fino a fine mese di settembre. Mi viene male solo a pensarci, un mese senza poter far nulla???Infatti ieri siamo andati ad arrampicare, poco ma almeno qualcosa ho fatto, non voglio mica avere un tendine sano e un principio di pazzia addosso!!!
Mi piace però constatare dagli accessi che, nonostante la mia assenza, siete venuti a controllare se c’ero ancora, se prima o dopo davo un cenno di vita, grazie mille, questo è il mio stimolo per proseguire a postare.
Ma evitiamo stucchevoli situazioni da lacrima cadente e passiamo alla ricetta.
Chi di voi ha mai mangiato la parmigiana?Tutti, io anche, e se devo dirla tutta quella di mia nonna, con le sue melanzane fritte è la migliore, in una settimana un anno mi ha fatto prendere 4kg.
Beh la mia parmigiana ha più o meno gli stessi ingredienti ma è sicuramente più leggera,non amo molto friggere, si vede?
L’ho preparata per il mio compagno che, prontamente, l’ha mangiata in un battibaleno, tutta la verdura era quella dell’orto dei miei, quest’anno l’ho proprio saccheggiato!
Comunque questa è la prima parmigiana che cucino…
Ingredienti per 4 persone:
600 g di melanzane;
300 g di zucchine;
375 g di mozzarella;
50 g di parmigiano grattugiato;
120 g di pomodori secchi;
18 g di capperi;
18 g di basilico;
25 di acciughe;
origano;
olio e.v.o.;
3 peperoncini.
Lavare e tagliare le melanzane e le zucchine ottenendo delle fette spesse 1 cm, grigliarle e lasciarle raffreddare.
Preparare il pesto, mettere in una casseruola i pomodori con l’acqua e portarli ad ebollizione per qualche minuto, 2 o 3, poi asciugarli sommariamente su un panno e lasciare che raffreddino.
Intanto raccogliere il basilico, lavarlo e metterlo nel bicchiere del mixer, insieme alle acciughe, capperi, i peperoncini e in seguito i pomodori, frullare fino a formare una crema, aggiungere olio e lasciar riposare.
Tagliare a tocchetti la mozzarella.
Comporre il primo strato mettendo prima il pesto, poi le melanzane, le zucchine, la mozzarella e il formaggio grattugiato, continuare in questo modo fino a finire i componenti.
Infornare a forno già caldo coprendo la teglia o le teglie con la carta alluminio, cuocere a 180°C per 20 minuti, scoprire e alzare il forno a 200° per 15 minuti.
E con questa parmigiana vorrei partecipare al contestdi Tina:
Tra le decisioni che ho preso quella che pesa maggiormente sul mio umore è quella di andare a convivere, peccato vedersi poco per via degli impegni lavorativi ma è proprio tutta un’altra cosa vivere con la persona che si sceglie, certo i miei genitori non l’hanno presa così felicemente ma…alla fine il cordone ombelicale va staccato.
Quest’estate doveva essere piena di camminate e foto di montagna…niente, quello che vedete sul mio blog è quello che ho fatto, sono bloccata da una tendinite al rotuleo, bella schifezza, dovrei sospendere tutte le attività sportive fino a fine mese di settembre. Mi viene male solo a pensarci, un mese senza poter far nulla???Infatti ieri siamo andati ad arrampicare, poco ma almeno qualcosa ho fatto, non voglio mica avere un tendine sano e un principio di pazzia addosso!!!
Mi piace però constatare dagli accessi che, nonostante la mia assenza, siete venuti a controllare se c’ero ancora, se prima o dopo davo un cenno di vita, grazie mille, questo è il mio stimolo per proseguire a postare.
Ma evitiamo stucchevoli situazioni da lacrima cadente e passiamo alla ricetta.
Chi di voi ha mai mangiato la parmigiana?Tutti, io anche, e se devo dirla tutta quella di mia nonna, con le sue melanzane fritte è la migliore, in una settimana un anno mi ha fatto prendere 4kg.
Beh la mia parmigiana ha più o meno gli stessi ingredienti ma è sicuramente più leggera,non amo molto friggere, si vede?
L’ho preparata per il mio compagno che, prontamente, l’ha mangiata in un battibaleno, tutta la verdura era quella dell’orto dei miei, quest’anno l’ho proprio saccheggiato!
Comunque questa è la prima parmigiana che cucino…
Ingredienti per 4 persone:
600 g di melanzane;
300 g di zucchine;
375 g di mozzarella;
50 g di parmigiano grattugiato;
120 g di pomodori secchi;
18 g di capperi;
18 g di basilico;
25 di acciughe;
origano;
olio e.v.o.;
3 peperoncini.
Lavare e tagliare le melanzane e le zucchine ottenendo delle fette spesse 1 cm, grigliarle e lasciarle raffreddare.
Preparare il pesto, mettere in una casseruola i pomodori con l’acqua e portarli ad ebollizione per qualche minuto, 2 o 3, poi asciugarli sommariamente su un panno e lasciare che raffreddino.
Intanto raccogliere il basilico, lavarlo e metterlo nel bicchiere del mixer, insieme alle acciughe, capperi, i peperoncini e in seguito i pomodori, frullare fino a formare una crema, aggiungere olio e lasciar riposare.
Tagliare a tocchetti la mozzarella.
Comporre il primo strato mettendo prima il pesto, poi le melanzane, le zucchine, la mozzarella e il formaggio grattugiato, continuare in questo modo fino a finire i componenti.
Infornare a forno già caldo coprendo la teglia o le teglie con la carta alluminio, cuocere a 180°C per 20 minuti, scoprire e alzare il forno a 200° per 15 minuti.
E con questa parmigiana vorrei partecipare al contestdi Tina:

sabato 25 giugno 2011
Clafoutis di melanzane e carote.
Io vorrei tanto capire perchè rimango affascinata da una ricetta, me la scrivo o la stampo da qualche parte e la lascio lì, cosciente della sua presenza, so benissimo che lei c'è e che mi interessa ma ogni volta mi manca qualcosa per prepararla, non una volta, tutte, per cui può benissimo passare un anno dal momento in cui la vedo al momento in cui riesco a proporla. Questa ricetta ne è la prova, letta chissà dove, scritta sulla mia agenda delle ricette.
Posso fare una digressione? Ma voi l'avete una agenda delle ricette?Io ho cominciato da un quaderno dove annotavo le mie ricette e quelle degli altri (pre blog) poi magicamente ho finito il quaderno e ho comprato un'agendina piccola piccola in cui segno le ricette che mi rimangono impresse, poi ho una scatola in cui metto le ricette che stampo...insomma ovunque cose da provare!
Per tornare al discorso di prima, molte volte io preparo la ricetta in questione senza sapere nulla è il caso del polpo, ma chi lo sapeva che poteva venire durissimo ed era una ricetta a rischio, io ho provato è venuto bene al primo colpo, amen!
Oppure la tenerina, mi hanno dato la ricetta io ho provato, qualcuno ci mette lo lievito qualcuno no, a me è piaciuta un monte!
Idem il clafoutis non avevo idea che fosse un dolce, infatti il mio è salato ed è venuto delizioso...forse sono di parte, solo che l'ho assaggiato ed era veramente buono!
Lo riproporrò a breve agli amici yogici, vedremo cosa diranno loro.
Per ora la cavia storica era felicissima, gli è piaciuto davvero tanto.
E' una preparazione semplice che richiede però almeno due ore di tempo tra preparazione e cottura, abbiamo notato che risulta pi buono il giorno dopo scaldato nel grill.
Ingredienti per due persone:
1 melanzana media;
1 carota;
2 uova;
50 g di farina integrale;
10 g di panna;
olio e.v.o.
sale grosso.
Affettare le melanzane con uno spessore variabile dai 0,5 a 1 cm, usando un colapasta fare uno strato di melanzane e uno di sale grosso (qualche granello per fetta) aggiungere un piatto sopra e metterci un peso, io ho usato un fantastico sacchetto di riso. Lasciar riposare un’ora.
Nel mentre prendere la carota, pelarla e tagliarla a rondelle, cuocerla a vapore sinchè non sarà cotta.
Prima di cuocere le melanzane vanno lavate dal sale e asciugate dopodichè si possono formare degli strati alternati di melanzane e carote, fino a finire tutti i componenti.
Rompere le uova e dividere i tuorli dagli albumi, montare gli ultimi a neve e metterli da parte, per quanto riguarda i tuorli montarli con la farina e aggiungere la panna.
Unire poi i due composti facendo attenzione a non smontare gli albumi, quindi usare la solita tecnica "dal basso verso l'alto".
Infornare a 180°C per 30 minuti, quando la crosta si sarà dorata il piatto sarà pronto.
Ps, se non amate il salato oltre al sale grosso non aggiungete altro.
lunedì 6 giugno 2011
In giro per Torino e…pasticcio di salmone.
Ma ci credete che sono a Torino 12-13 h al giorno e non vado mai in centro? Per inciso basterebbe un pullman e dieci minuti di percorso...direi scandalosa, davvero a volte mi stupisco di quando sono pigra e di quanto poco ami la mia città, ma...sono una montagnina non c'è niente da fare! In ogni caso mi sembra doveroso un post sulla città più importante di questo anno, la città che fino a novembre ha in serbo tante manifestazioni ed eventi, una città che conosco pochissimo tra l'altro.
Finalmente sono venuti a trovarci i ns amici pratesi ormai fiorentini, una scusa per andare a Torino e visitare l'OGR...ma voi ci credete??Macchè nemmeno a sto giro ci siamo andati, pioveva a secchiate e abbiamo preferito i comodi portici per non girare con l'ombrello, così abbiamo giracchiato un po' fino ad arrivare a Piazza Vittorio, la più grande piazza porticata d'Europa, ben 40000 metri quadrati...come dire mica sciocchezze!!!
Lo so che dalla foto non si direbbe ma pioveva, si col sole!
Essendo leggermente sfortunati, Palazzo Reale non aveva più visite guidate, per salire sulla Mole c'era da fare un'ora e mezza di coda (e il tempo brutto) abbiamo ripiegato sul Monte dei Capuccini dove si trova il Museo della Montagna...ehhh vi ho stupite eh?Beh il museo è molto grazioso, la prossima volta che ci vado mi porto una sedia così non mi rompo la schiena a star ferma davanti ai monitor a guardare i video, ringrazio molto i sorveglianti che non mi hanno detto nulla essendomi seduta per terra anche davanti a loro...la mia sfacciataggine non ha limiti!
Abbiamo avuto fortuna perchè il tempo è migliorato leggermente ed è uscito un timido solicchio, tanto da concedere la vista di qualche montagna.
Cane curioso…
E dopo questo per cena un po' di salmone, voi vi ricordate i miei 5kg di salmone di quest'inverno????Volevo dirvi che questo era il mio ultimo pezzo, amen.
Quando penso al salmone la prima cosa che mi viene in mente è questa:
Darei un premio a questo pubblicitario è adorabile!!!
In ogni caso, sapendo che il sabato non avrei avuto modo di cucinare alcunchè e sperando in una temperatura mite (non certo i 16 °C) avevo pensato di preparare un bel pasticcio di pesce, salmone e patate, che connubio ragazzi!
Non ho fatto foto, no non mi andava proprio, poi trovo che i pasticci siano inguardabili, buoni ma non proprio fotogenici, così vi scrivo solo la ricetta, così la Manu non devo diventare pazza, basta un copia e incolla e appena le capita un pezzo di salmone tra le mani ha un'idea in più da vagliare.
Parto subito col dire che questo piatto deve riposare per un giorno e una notte, quindi è l’ideale quando hai gente a cena ma non puoi stare a casa a cucinare cosa accaduta sabato, avendo ancora del salmone in freezer…si lo so era ora che lo facessi fuori ho pensato bene di usare una coppia di amici come cavie, ottime cavie perchè non hanno particolari intolleranze e sono critici, per cui direi che il piatto è finito ed è piaciuto.
Non avendo grande dimestichezza col pesce mi piace questo tipo di approccio, dove in pratica si sente solo il gusto del pesce e non si bada più di tanto alla forma…veniamo alla ricetta che ricorda un po’ il polpettone di tonno.
Dosi per 4 o 5 persone, contandolo come piatto unico:
500 g di patate;
800 g di salmone;
2 scalogni o 3 a seconda della dimensione ;
prezzemolo, salvia, timo
il succo di 1/2 limone;
1/2 cucchiaino di peperoncino;
5 o 6 cucchiai di olio e.v.o.;
sale.
Lessare le patate salando l’acqua.
Nel mentre cuocere a vapore il pesce, con una foglia di alloro (che mi son scordata).
Una volta lessate le patate, passarle e insaporirle con la metà dell’olio e il peperoncino.
Togliere le lische al pesce e spezzettarlo grossolanamente, nel mentre tagliare a rondelle gli scalogni e insaporirli con le spezie, l’olio e il succo di limone, aggiungere i tre composti e mescolare bene.
Io ho preso lo stampo del plum cake e l’ho riempito tutto con la preparazione, coprirla e lasciarla raffreddare un po’ fuori dal frigo e poi nel frigo per un giorno intero, copritela con della pellicola per evitare gli odori del frigo, per inciso avendo usato uno stampo in silicone non ho bisogno di usare altra pellicola, se invece lo stampo del plum cake è di alluminio dovete foderarlo di pellicola, se no rischiate di litigarci o di romperlo per sformarlo.
Dubbi?Di sicuro uno: ma lo scalogno lo cuocio o no?No lo scalogno sarà crudo, ma essendo meno forte rispetto alla cipolla sarà un piacere assaporarlo, nel mio caso le patate non erano un granchè per cui hanno reso il piatto un po’ più saporito.
Visto che non è un piatto bellissimo da vedere io l’ho guarnito con un po’ di rucola tagliata fine fine.
mercoledì 27 aprile 2011
Flan di piselli e pinoli.
Ultimamente sono un po' vagabonda, non riesco a esser costante in questo blog, ma ho due leggeri problemi: uno con il tempo che non mi basta mai per fare le cose che mi interessano e l'altro??? Il browser...ma non capisco, già faccio un monte di fatica a capire le cose in più ci si mette pure explorer, ma allora???La cosa bella è che per parecchi giorni non sono riuscita ad accedere al MIO blog e anche ai vs, insomma mi funzionavano due siti e basta...ma cos'è? Una congiura? Per cui mi spiace non esser stata presente nemmeno durante le pause pranzo, nei vs blog, sto recuperando con calma oggi...fatica, ragazze ma quanto cucinate?Bravissime.
Ringrazio in particolar modo tutte quelle che in questi giorni si sono dedicate a un ingrediente a me caro, il grano saraceno, e a tutte le nuove followers...con calma verrò a curiosare nei vs blog.
Non è che sono stata assente e non ho fatto nulla, insomma non sono proprio fagnana, ho cucinato, sperimentato cose nuove per me, come questo flan, rifatto ben due volte, in modi diversi ovviamente, non parliamo della foto, ma del gusto ok?Sorvoliamo ogni tanto sui difetti!!
Ingredienti per un flan per 4 persone:
300 g di piselli, freschi o in lattina;
1 dl di panna;
2 uova;
20 g di grana;
1 rametto di maggiorana;
1/4 di succo di limone;
15 g di pinoli;
(aglio...io no);
5 g di burro,
2 cucchiai d'olio e.v.o..
Lessare i piselli,se sono freschi e tenerne da parte due cucchiaiate, il resto passarlo al minipimer, unire le uova, la panna, il sale, la maggiorana , il burro e un pochino di pinoli.
Io ho riempito la mia tortiera da 22cm di silicone con il composto, se avete una tortiera normale infarinatela se no dopo sono urli a sformarla!
Riempite una teglia per 3/4 d'acqua fredda e immergetevi la tortiera.
A forno caldo , 180°C, infornate per 45 min.
In una ciotola emulsionate l'olio e il limone, dopodichè versatelo in una padella antiaderente e unire i pinoli, tostarli brevemente e aggiungere i piselli, abbassare la fiamma, scaldare per qualche minuto e poi spegnere.
Terminata al cottura del flan, lasciarlo raffreddare un po' e capovolgerlo in un piatto, guarnirlo con i piselli e i pinoli.
Tiepido è buonissimo.
Questo piatto è ottimo anche fatto con i piselli in scatola e solo gli albumi, direi che è un ottimo sistema per farli fuori!!!
martedì 25 gennaio 2011
Scaloppine al Chianti e arancia.
Qualche mattina fa mentre andavo al mercato pensavo “certo a me lo scorbuto non verrà di certo” già perchè la spesa consisteva prevalentemente in agrumi, non so voi ma il mio corpo ne ha proprio bisogno, amo gli agrumi da quando son piccina, mia madre non faceva in tempo a portare i sacchetti in casa dei mandarini, ero in grado di mangiarmeli tutti nella stessa giornata, alla fine li comprava a cassette e se pensate che sono riuscita in vita mia a fare indigestione una sola volta e l’alimento era l’arancia! Questo fa capire la mia golosità in merito.
Beh comunque con i miei 5kg di agrumi misti sono andata a prendere il latte crudo dal distributore, con me avevo la bottiglietta e il mio sacchetto, la dotazione normale direi no?
Davanti a me a prendere il latte c’era un trio, formato dalla nonna e dalle due nipoti, devo dire che il trio era abbastanza comico, la nonna silenziosa vestita tutta di nero e le bimbe, una più piccina che poteva avere 5 o 6 anni vestita di rosa e la più grande di 8 o 9 anni vestita di viola. Le bimbe quando mi sono avvicinata per far la coda stavano parlando del cellulare e la più grande stava inserendo il tono di chiamata a quella più piccola dichiarando che lei aveva il tono alto se no non sentiva quando la chiamavano
…
Intanto la ragazza del distributore riempiva i due litri richiesti dal trio, una volta finito si è girata e, scusandosi, ha detto loro che aveva finito le buste, la bimba più grande si è girata con aria truce asserendo “come si fa ora?” con la sua mini borsettina viola appoggiata all’avambraccio.
La ragazza ha volto lo sguardo su di me e sui miei sacchetti, con l’aria di non saper cosa dire, cosa puoi dire a una bimba che crede di essere una 30 enne (e io lo sono) facendoti sentire in difetto per non avere una sciocchezza? Son scoppiata a ridere dicendo “Son proprio problemoni questi eh?”.
A quel punto è rinvenuta la nonna aprendo la sua borsetta e infilando dentro le due bottiglie.
Io mi sono allontanata con il mio latte e i miei sacchetti ridendo…poveretti quelli che incontreranno quella ragazzina quando sarà cresciuta!!!
Ed ora vi presento un secondo di carne…strano ma vero ogni tanto la mangio anch’io.
370 g di tagliata di manzo;
1/4 d’arancia;
1 bicchiere di Chianti;
farina di grano saraceno;
farina “00”;
olio e.v.o.;
40 g di burro;
noce moscata;
pepe e sale.
Mettere in una pirofila l’arancia, una grattata di noce moscata e il pepe, aggiungere la carne irrorandola con il vino e un po’ d’olio.Lasciar macerare una mezz’oretta fuori dal frigo.
Sgocciolare le scaloppine e tamponarle con la carta da cucina.
In un piatto aggiungere farina “00” e di grano saraceno nella stessa quantità, infarinare la carne.
In una padella aggiungere il burro, farlo sciogliere e aggiungere la carne, una volta girata aggiungere un po’ della marinata e delle fette d’arance, finire di cuocere et voilà. Scaloppa pronta!
Anche questa ricetta entra nel contest di Cinzia.
Beh comunque con i miei 5kg di agrumi misti sono andata a prendere il latte crudo dal distributore, con me avevo la bottiglietta e il mio sacchetto, la dotazione normale direi no?
Davanti a me a prendere il latte c’era un trio, formato dalla nonna e dalle due nipoti, devo dire che il trio era abbastanza comico, la nonna silenziosa vestita tutta di nero e le bimbe, una più piccina che poteva avere 5 o 6 anni vestita di rosa e la più grande di 8 o 9 anni vestita di viola. Le bimbe quando mi sono avvicinata per far la coda stavano parlando del cellulare e la più grande stava inserendo il tono di chiamata a quella più piccola dichiarando che lei aveva il tono alto se no non sentiva quando la chiamavano
Intanto la ragazza del distributore riempiva i due litri richiesti dal trio, una volta finito si è girata e, scusandosi, ha detto loro che aveva finito le buste, la bimba più grande si è girata con aria truce asserendo “come si fa ora?” con la sua mini borsettina viola appoggiata all’avambraccio.
La ragazza ha volto lo sguardo su di me e sui miei sacchetti, con l’aria di non saper cosa dire, cosa puoi dire a una bimba che crede di essere una 30 enne (e io lo sono) facendoti sentire in difetto per non avere una sciocchezza? Son scoppiata a ridere dicendo “Son proprio problemoni questi eh?”.
A quel punto è rinvenuta la nonna aprendo la sua borsetta e infilando dentro le due bottiglie.
Io mi sono allontanata con il mio latte e i miei sacchetti ridendo…poveretti quelli che incontreranno quella ragazzina quando sarà cresciuta!!!
Ed ora vi presento un secondo di carne…strano ma vero ogni tanto la mangio anch’io.
370 g di tagliata di manzo;
1/4 d’arancia;
1 bicchiere di Chianti;
farina di grano saraceno;
farina “00”;
olio e.v.o.;
40 g di burro;
noce moscata;
pepe e sale.
Mettere in una pirofila l’arancia, una grattata di noce moscata e il pepe, aggiungere la carne irrorandola con il vino e un po’ d’olio.Lasciar macerare una mezz’oretta fuori dal frigo.
Sgocciolare le scaloppine e tamponarle con la carta da cucina.
In un piatto aggiungere farina “00” e di grano saraceno nella stessa quantità, infarinare la carne.
In una padella aggiungere il burro, farlo sciogliere e aggiungere la carne, una volta girata aggiungere un po’ della marinata e delle fette d’arance, finire di cuocere et voilà. Scaloppa pronta!
Anche questa ricetta entra nel contest di Cinzia.
E poi partecipo alla mia raccolta sul grano saraceno!!
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