A passo di Lupa – Pratiche dello scrivere e del desiderare

A passo di Lupa è una fucina di lettura e scrittura in perenne via di facimento. Fluida e precaria, come noi – il nostro tempo, le nostre vite. La fucina si rinnova come araba fenice nell’incontro e nella collisione generatrice tra menti e idee.
Il laboratorio a cura di Morgana Chittari si articola in 5 incontri, ciascuno della durata di 2 ore, che si terranno a partire da gennaio 2025 presso ManualMente Lab (via Giovanni Omboni, 7 – M1 Porta Venezia – Milano) il martedì o giovedì dalle 10:30 alle 12:30, oppure dalle 13:00 alle 15:00.

Durante gli incontri verranno proposte:

  • Letture guidate tratte da grandi autrici per stimolare il pensiero critico e ispirare la riflessione;
  • Pratiche di scrittura autobiografica che permetteranno alle partecipanti di esplorare e raccontare la propria storia affrontando temi quali desiderio, identità e trasformazione personale;
  • Strumenti base della moderna narratologia per accostarsi in modo critico e consapevole alla scrittura di un testo di narrativa breve (racconto);
  • Momenti di autocoscienza e confronto in cerchio per riscoprire il potere della narrazione collettiva;
  • Attività utili a favorire la connessione con sé stesse e le altre partecipanti: brainstorming immersivo, immaginazione sensoriale, scrittura automatica, vari tipi di training corpo-voce attinti al mondo della recitazione teatrale. 

Durante il percorso, in una crasi feconda tra discipline, attingeremo a stimoli di varia natura: libri e riviste di narrativa, saggistica, filosofia, poesia; frammenti di opere teatrali, cinematografiche e serie tv; opere pittoriche; musica. 

Tutti i materiali verranno forniti dalla docente.

  • Hai difficoltà a far emergere le potenzialità della tua Voce – in forma orale e scritta – e desideri apprendere, o potenziare, strumenti efficaci di comunicazione, ascolto attivo ed espressione libera e consapevole da mettere in campo nella tua vita personale e/o professionale;
  • Vuoi acquisire strumenti di lettura critica e scrittura creativa per accostarti alla pagina letta/scritta in modo più consapevole e progredire nel tuo viaggio di trasformazione personale;
  • Cerchi un safe space che sia anche luogo di condivisione legato ai libri e alle parole come strumenti di riscatto personale e sociale.

N.B. Il laboratorio è pensato per donne di qualsiasi età che desiderano ritagliarsi uno spazio di cura personale, sviluppare la propria creatività attraverso strumenti di lettura e scrittura creativa, vivere un’esperienza di empowerment in un contesto accogliente e stimolante. 

A Trovatura

Per chi, instancabilmente, cerca. Per chi crede ai fantasmi, alle vocazioni. E per chi, semplicemente, si lascia travolgere dal suono e danza su quel confine. Ancora e sempre, in disequilibrio.

Così si favella

Quel mattino, entrai nel bosco. Se tornai, non so dirlo. Ma ecco quel che vi trovai.

Un giorno, questa Terra sarà libera.

In un tempo perduto al fondo del ricordo, per proteggerli dalle razzie dei conquistatori, gli abitanti dell’Isola misero in salvo i suoi immensi tesori, celandoli in antri solitari e luoghi segreti.

Solo ai prescelti è rivelato in sogno dagli spiriti dei defunti e dalle fate come liberare i cumuli d’oro e preziosi protetti dai pircanti.

Che fine hanno fatto coloro che sono chiamati a grandi imprese?

Chi crede più alle nostre voci? Chi verrà a liberarla, questa Terra? Si domandano spiriti e folletti.

C’è ancora qualcuno disposto ad avventurarsi e rischiare per spignari u ‘ncatesimu e liberare le trovature?

***

…due strade divergevano in un bosco, e io – io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza

(Robert Frost)

***

A Trovatura – La Lupa Original Soundtrack

Voce e Movimento: Morgana Chittari

Fotografia, Musica, Montaggio video: Carmine Fotografie

La Lupa – Il podcast

America è cca! Episodio del podcast in cui si parla della legenda delle “Trovature”

La Lupa – Il sito

Il Mondo

Voglio procedere a passi ampi ed intentati nel mio destino. Tracciare un sentiero inesplorato. Potrei contraddirmi, smentirmi. Non ho un’anima, ma mille. Lasciatemi essere le mie moltiloquenti sfumature, le mie policromatiche fantasmagorie. Preferisco mille volte il dubbio, lo scoramento, questo cuore in disequilibrio, l’inquietudine.

C’è molta più vita in un sogno frustrato, in un angelo caduto.

Su ogni chimera vanita, cade il silenzio. Ma da quel “voler essere”, da quel “sognare di più” così umano, troppo umano, si leva un grido di prometeico orgoglio.

Un giorno, mentre dormivo, il Mondo andò in frantumi. Ecco cosa feci, dei miei cocci.

Il Mondo (acrilico, tempera e pastello su carta, 50×70)

Diafane Essenze

“somewhere I have never travelled, gladly beyond
any experience, your eyes have their silence:
in your most frail gesture are things which enclose me,
or which I cannot touch because they are too near

your slightest look easily will unclose me
though I have closed myself as fingers,
you always open petal by petal myself as Spring opens
(touching skillfully, mysteriously) her first rose”

Edward Estlin Cummings

Errabondo

“Ho lasciato una terra che non era la mia,
per un’altra che neppure lo è.
Mi sono rifugiato in un vocabolo d’inchiostro, avendo, come spazio, il libro;
parola di nessun luogo, essendo quella oscura del deserto.
Non mi sono coperto, la notte.
Non mi sono protetto dal sole.
Ho camminato nudo.
Da dove venissi, non aveva più importanza.
Dove mi recassi, non interessava a nessuno.
Vento, vi dico, vento.
E un po’ di sabbia nel vento.”

Edmond Jabès, Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato

Miraggi

Quel che resta, di là dalle nubi,
in un cuore bambino.
Perché ciò che si nasconde,
non significa sia andato perduto.

“Bisogna essere pazzi, non sognatori.” (Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)